mercoledì 3 agosto 2016

Recensione: I segreti di mio marito di Liane Moriarty

Buon giorno? Siete in vacanza? Al fresco della brezza marina o con i venticelli di alta montagna? O magari alla rincuorante aria condizionata di qualche museo di città?
Io sono a casa, semiperennemente spiaggiata sul divano, non per mia esclusiva volontà, a leggere un sacco di bella roba e a recensire niente che dopo 30 secondi la penna al contrario, per forza di gravità suppongo, smette di scrivere.
Alla fine mi sono decisa a dedicare un pochino di tempo ogni giorno a parlarvi delle mie letture e così eccomi qui ^^

Ne approfitto anche per una novità piccina picciò: mi sono accorta che è quasi regola non scritta usare i voti da uno a 5 (che poi il 90% dei blogger usa i mezzi punti per cui alla fine son sempre 10), così ho deciso di adattarmi. All'inizio con doppia votazione, poi rimarrà solo quella a 5, con i mezzi, per cui alla fine non cambia niente. ^__^ Se poi con la mia consocia avremo voglia, cercheremo anche qualche simbolino carino che non siano le classiche stelline.
E ora veniamo al libro di oggi.

Titolo: I segreti di mio marito
Titolo originale: The husband's secret
Autore: Liane Moriarty
Edizione: Mondadori
Prezzo: 17,00 €
Trama: Tuo marito ti scrive una lettera, la chiude in una busta, la sigilla "da aprire solo dopo la mia morte". Questa lettera nasconde il suo più profondo e oscuro segreto, qualcosa che può distruggere in un solo colpo non soltanto la vita che avete costruito insieme ma anche le vite degli altri attorno a te, dei tuoi vicini di casa, dei tuoi più cari amici. Immagina ora che questa lettera ti capiti tra le mani mentre tuo marito è ancora vivo… È quello che accade a Cecilia Fitzpatrick, una donna di successo, un punto di riferimento nel quartiere residenziale dove ha una bella casa, un marito adorabile di cui è innamorata, una figlia felice. La vita di Cecilia è ordinata e priva di incertezze. Ma la lettera, trovata per caso frugando tra i vecchi documenti di famiglia, cambia tutto. Rachel e Tess conoscono appena Cecilia, ma come lei pensano di conoscere benissimo se stesse e soprattutto i propri mariti, credono di sapere esattamente cosa aspettarsi dal proprio matrimonio. Eppure il segreto del marito di Cecilia si intreccia in maniera fatale con le loro vite e le sconvolgerà per sempre. Liane Moriarty ci fa entrare nel più perfetto dei mondi borghesi, nelle case senza macchie e ben illuminate, nelle stanze sempre aperte agli ospiti. Poi, con implacabile maestria, solleva i tappeti, fruga tra i diari, indaga gli angoli nascosti per mostrarci tutte le ombre e i segreti che incombono nelle vite delle più impeccabili famiglie. A ogni pagina ci ricorda che noi siamo sempre convinti di conoscere la persona che amiamo. Nostro marito, nostra moglie, crediamo di conoscerli e di amarli. Ma ne siamo davvero sicuri?

Voto 7/10 (in pratica 3 stelle e mezzo)
Il voto avrebbe potuto essere un pochino più alto, ma in alcuni tratti mi ha quasi annoiata e ho trovato un po' inutile la presenza di Tess.
L'idea iniziale è stata piuttosto buona: Cecilia trova per caso una busta indirizzata a lei, scritta da suo marito da leggere dopo che lui sarà morto. Per onestà va detto che Cecilia non la apre subito, lo fa solo dopo aver ricevuto risposte troppo vaghe e incoerenti dal marito. Da quel momento in poi, più che la vicenda, comunque carina, è stata l'analisi psicologica delle tre donne a colpirmi e incuriosirmi. L'incredulità, l'indecisione tra cosa è giusto e cosa è meglio per le persone che amiamo e così via. Contrapposta a Cecilia, Rachel, che il danno lo ha subito ma non sospetta del colpevole. Anche il suo approfondimento mi è sembrato buono. Soprattutto coerente con la sua storia. L'unica forse fuori luogo è Tess. Non perché sia mal costruita o poco approfondita, anzi, ha il suo spazio, però è disgiunta dalle altre. Sembra che l'autrice l'abbia creata solo per farla essere in certi momenti in certi posti.
Il finale mi è piaciuto moltissimo. Ho apprezzato la scelta dell'autrice. Allo stesso modo è stato piacevole leggere l'epilogo con tutti i 'se'. Soprattutto questi mi sono piaciuti perché mostrano come a volte basta un niente perché la nostra vita cambi. E' un invito a riflettere.
Accurata anche la maturazione delle tre donne: di Cecilia che vede andare in pezzi la sua vita idilliaca e ben organizzata, di Tess che deve affrontare un tradimento doppio ma pensare anche al bene del figlioletto di 6 anni, e di Rachel, che da anni odia colui che ritiene il colpevole, trascurando gli affetti che ha intorno.
Forse non è stato avvincente come mi aspettavo, ma mi ha fatta riflettere molto sul perché a volte ci si ritrovi davanti a scelte che, viste da fuori, sembrano incomprensibili. Non vi dico di più per non fare spoiler. Leggetelo.


lunedì 11 luglio 2016

Recensione: Se mi vuoi bene di Fausto Brizzi

Titolo: Se mi vuoi bene
Autore: Fausto Brizzi
Edizione: Einaudi
Prezzo: 18,00€
Trama: Esiste una sottile ma fondamentale differenza tra «voler bene» e «fare del bene». Purtroppo Diego Anastasi se ne accorge soltanto quando ha quasi quarantasei anni, un matrimonio alle spalle e una depressione nuova di zecca in corso. Scopre infatti che tutte le persone che ama non hanno tempo per lui e per le sue paure. E capisce che nemmeno lui si è mai davvero occupato di loro. Nel tentativo di uscire dalla palude emotiva in cui è precipitato decide quindi di adoperarsi in modo attivo per i suoi cari. Il risultato è inevitabile: con la precisione di un cecchino distrugge l'esistenza di ognuno di loro. O forse no.


Voto: 6/10
Ho iniziato questo libro senza sapere di cosa parlasse, per cui senza attendermi niente. Nonostante il tema, la scrittura fresca mi ha fatta sorridere diverse volte durante la lettura, però... C'è un però: il libro mi è piaciuto più o meno a metà.
Ho gradito la prima parte. La descrizione della caduta nella depressione, pur se condita con qualche commento ironico, l'ho trovata molto realistica. Soprattutto il modo in cui tutti sminuiscono il problema, o meglio, non si rendono conto della reale gravità, scambiandola per tristezza passeggera e stanchezza.
Quello che mi ha infastidita, è i modo di trattare la figura dello psichiatra. Non si tratta solo del romanzo di Brizzi; mi capita spesso che il personaggio in analisi freghi il protagonista di turno, che appare come un incompetente ciarlatano che si farebbe raggirare da un bambino. Mi viene da chiedere: ci avete mai parlato con uno di questi professionisti? Avete mai indagato sui metodi? Perché io l'ho fatto, come paziente e come amica/conoscente, e non ho mai trovato palloni gonfiati che non capiscono niente. Ciarlatani se ne trovano in tutte le professioni, ma a questo punto mi viene da chiedere se sono stata fortunata io o sfortunati gli autori. Non difendo una mia categoria (sono contabile con studi di economia) parlo solo per esperienza personale e quando quest'esperienza non collima con ciò che leggo, mi rende il libro inverosimile e mi fa cadere il giudizio. Non ce l'ho con Brizzi in particolare, fosse stato l'unico avrei sorvolato, ma essendo l'ennesimo, quando sono arrivata a quel punto ho pensato "E te pareva..." e la mia simpatia/empatia con il protagonista è crollata.
Ancora più scettica sono stata quando ho capito come Diego sarebbe uscito dalla depressione. Nonostante questo, la terza parte non mi è dispiaciuta.
L'idea del negozio di chiacchiere è molto carina e non mi dispiacerebbe che ce ne fossero davvero in giro. Molto spesso è più facile parlare con gli sconosciuti che con le persone che ci sono vicine. Conoscevo la lista dei '10 motivi' ma è sempre bello sentirla ricordare perché viene spontaneo fare mente locale sulla propria.
A proposito di bene, è bellissima la frase sul fatto che 'voler bene a qualcuno, non è fare del bene'.
Ed è quello su cui riflette Diego e che cerca di fare, sbagliando, facendo disastri. discutendo quasi con tutti, ma alla fine, ottenendo la loro felicità. Un po' troppo ottimista?
forse, ma a me è piaciuto. Mi è piaciuto il messaggio sul fatto che fare del bene porta sempre qualcosa di buono. Forse non subito e magari non nel modo che pensavamo, ma non è sbagliato.
Mi ricorda l'adagio di un vecchio amico: quello che è fatto prima o poi ritorna.


martedì 5 luglio 2016

Teaser Tuesdays #118

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!

Eccole:

  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare); Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 

Ecco a voi il mio Teaser di oggi.

<< A volte, non molte per la verità, il lago sembra impazzire. È quieto, di solito, borbotta in certe occasioni, increspa le onde, minaccia, ma poi lascia perdere, si acquieta con qualche brontolio e tutto torna alla normalità. Ma ci sono giorni, pochi, anzi pochissimi, in cui, per qualche strano motivo, diventa un altro.  Si ribella, quasi non voglia accettare il suo stato, ci tiene a chiarire che tra lui e il mare non c'è differenza. E vuole dimostrarlo.  In quei giorni è meglio lasciarlo perdere, limitarsi ad osservarlo da riva, non stuzzicarlo cercando di affrontarlo.
La notte tra il 16 e il 17 marzo il lago era di quel nefasto umore. Zottìa non poteva vederlo dalla finestra della camera, la casa di fronte glielo impediva, ma se lo avesse scorto si sarebbe reso conto con meraviglia di quanto fossero alte e gonfie le onde che s'infrangevano a riva, e in cuor suo avrebbe apprezzato di non essere su una barca in mezzo al lago, nel tentativo di raggiungere l'isola.
D'altronde, chi si sarebbe avventurato quella notte in quell'inferno? Nessuno, ovvio.
Eppure... >>

Il convento sull'isola
Marco Polillo 


Qual è il vostro teaser? ^_^



martedì 21 giugno 2016

Recensione: Urla nel silenzio di Angela Marsons

Me ne mancano due e sono in pari con le recensioni. Peccato che sia già cotta e il tempo a mia disposizione torni a scarseggiare. Spero nei prossimi giorni di ritagliarmi un paio d'ore per gli ultimi due.

Titolo: Urla nel silenzio (D.I. Kim Stone 01)
Titolo originale: Silent Scream
Autore: Angela Marsons
Edizione: Newton Compton
Prezzo: 12,00€
Trama: Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere.
Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo… 

Voto: 7/10
Un libro caruccio, ma di quelli che, se non ti affretti a recensirli, te li scordi tre secondi dopo che hai chiuso l'ultima pagina.
Storia non particolarmente originale, ma ammetto che un paio di colpi di scena mi hanno davvero stupita. Ho intuito chi potesse essere l'assassino, ma l'autrice è stata brava a farmi venire i dubbi, buttando qua e là altri possibili indiziati.
La trama viene costruita piano piano, e non ci sono falshback. O meglio, ci sono, ma principalmente sono racconti fatti al presente dai personaggi che li hanno vissuti. Durante la lettura molte domande si fanno avanti, ma non ho rilevato incoerenze nel finale dove tutto trova spiegazione e questo mi è piaciuto.
Ho apprezzato la parte delle indagini forensi. Che le nozioni fossero vere o finzione, sono comunque ben inserite e funzionali.
Ho storto un po' il naso davanti alla presenza di ragazzine. E' una cosa che non amo particolarmente. Certo la trama le comprendeva e non sono 'stonate' però non mi è piaciuto.
Ho adorato Kim. Tostissima, spericolatissima e totalmente indisciplinata. Ciò che mi ha dato fastidio, anche qui, è che fosse l'ennesima detective incasinata. La regola non scritta dei thriller: vietato fare una povera Crista che fa il suo lavoro per amore della giustizia invece che per tonnellate di scheletri nell'armadio e complicanze varie. E' un bel personaggio, forte, ben costruito. Il passato incasinato non le ha dato niente di più. La spinta a trovare il colpevole a causa del fratello morto? Ma trattandosi di ragazzine, la spinta ce la poteva avere a priori. Ce l'avrei avuta anche io che non ho nessun passato terribile di misteri e violenza.
Bella anche il resto della squadra. Tutti definiti, anche se con poche frasi (come dice Woody Allen non servono venti pagine se bastano 20 parole). Non compaiono molto eppure è impossibile non ricordarli.
Anche Ceryl, dottoressa forense, mi è piaciuta. determinata e preparata. Non ho capito se aveva un debole per Kim o per il caso, ma sono contenta del dubbio.
La scrittura non mi ha colpita particolarmente. Coerente, appropriata al tipo di libro. Buone le descrizioni, ottime le tempistiche, con la distribuzione dei colpi di scena. Ottimo che nel finale non sia tutto perdonato e dimenticato.
I personaggi mi sono piaciuti e spero di poter leggere altre storie dedicate a loro. La trama invece so già che si perderà tra le altre mille che ho letto. Peccato.