venerdì 14 luglio 2017

Recensione: Scomparsa di Chevy Stevens

Non proprio il libro adatto a queste temperature. Ma forse per me non lo sarebbe stato mai.

Titolo: Scomparsa
Titolo originale: Still missing
Autore: Chevy Stevens
Edizione: Fazi
Prezzo: 18,60€
Trama: È una mattina d'estate qualunque per la giovane agente immobiliare Annie O'Sullivan. Quel giorno, le sue uniche preoccupazioni sono l'ennesima lite con la madre, l'open house da organizzare in una casa in vendita nel pomeriggio e la cena con Luke, il suo fidanzato. L'open house va per le lunghe, ma quando si presenta un potenziale acquirente dal sorriso gentile, Annie pensa che possa essere il suo giorno fortunato. Non è così. L'uomo le punta una pistola addosso e, dopo averla drogata, la chiude in un furgone. Al risveglio, Annie scopre di essere stata portata in una casa sperduta tra le montagne. Dove si trova? E chi è quell'uomo? Intrecciato con la storia dell'anno di prigionia che viene svelata durante gli incontri con la psichiatra - un secondo filo narrativo racconta l'incubo del ritorno dopo la liberazione: la lotta di Annie per ricomporre un'esistenza ormai spezzata, le ricerche della polizia per identificare il rapitore e il turbamento per la consapevolezza che questa esperienza, sebbene conclusa, è molto lontana dall'essere superata. Un thriller mozzafiato, una storia di paura e dolore, ma anche di sopravvivenza, della forza di raccontare e di esplorare i recessi più oscuri della psiche umana, dove la verità non sempre rende liberi.

Voto: 3/5 (6/10)
Se fosse possibile inizierei questa recensione con un sospiro. La prima cosa che ho pensato è stata: niente di nuovo; forse è stato semplicemente sfortunato a capitarmi adesso, ma ho avuto l'impressione di leggere un insieme di altre storie.
Annie viene rapita, torturata e violentata per quasi un anno. Mi aspettavo qualcosa di avvincente, invece mi sono annoiata per i due terzi del libro. Solo il finale è stato una sorpresa, anche se l'idea mi ricorda Il testimone (Margaret Dalton).
La storia è narrata a posteriori dalla protagonista e buona parte dei miei sbadigli sono derivati dalla sua antipatia e dalla totale incapacità di coinvolgermi. Non ho sentito la sua paura, la sua confusione, il suo dolore. Subiva cose terribile eppure ero lì che pensavo: sì ok, ma vai avanti e dimmi come ne sei uscita.
Ammetto che un po' mi è dispiaciuto. Mi è sembrato di non essere solidale con questa povera donna. Forse è stato il modo di raccontare, i toni che usa, la scelta delle parole. Mi è sembrata arrogante, altezzosa, troppo lontana dal mio carattere perché riuscissi ad immedesimarmi.
Solo le ultime pagine hanno smosso un po' la mia pietà.
La narrazione in prima persona non offre grandi sguardi sugli altri personaggi, che non sono neanche tratteggiati bene.
Le motivazioni del Pazzo rimangono un mistero. Fa questa cosa da fuori di testa e tutto ciò che se ne deduce sono blande intuizione che non vengono né confermate né smentite.
Il detective arriva ben oltre la metà del libro e su di lui ci sono pochissime frasi.
L'ex e la migliore amica ci sono giusto per contratto, ma rimangono scialbi, anonimi, totalmente trascurati.
Solo la madre mostra un minimo di spessore. E' odiosa e stupida, ma almeno non è piatta.
Tralasciando la noia che ho provato io, la scrittura è molto veloce. I capitoli non sono troppo lunghi e le descrizioni essenziali. Avrei preferito che ci fossero meno flashback inutili e più spiegazioni (alcuni sembrano messi lì solo per allungare il brodo).
Come prima opera penso sia un buon lavoro, ma ci sono ampi margini di miglioramento. Manca una visione d'insieme che permetta di recuperare tutti i fili e di scartare le cose inutili.
Soggettivamente, comunque, credo non mi sarebbe piaciuto a prescindere dalle storie simili che ho già letto.


lunedì 10 luglio 2017

Recensione: Zia Mame di Patrick Dennis





Titolo: Zia Mame
Titolo originale: Auntie Mame An Irreverent Escapade
Autore: Patrick Dennis
Editore: Mondolibri
Trama: Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell'America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre - quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica "Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!", e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l'America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro - o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.




Voto: 4/5 (8/10)

Questo romanzo racconta parte della vita, attraverso un viaggio nei ricordi, di Patrick Dennis.
La storia di un ragazzino che, per anni, non ha mai veramente conosciuto il significato della parola 'famiglia'. Orfano di madre, ha vissuto con un padre benestante ma totalmente assente, con cui non si confrontava e da cui non riceveva affetto.
Del proprio padre Patrick ricorda pochissimo, in parte non c'è granché da ricordare. L'uomo muore quando lui ha poco meno di dieci anni. Ed è da quel momento che Patrick comincia veramente a vivere, quando entra in scena la sola parente del ragazzino: la straordinaria zia Mame.
La voce narrante è quella di Patrick ma la protagonista indiscussa di questo romanzo è lei, Mame Dennis, la sorella del padre di Patrick.
La zia Mame è assolutamente ed innegabilmente meravigliosa. Una donna vulcanica, eccentrica, un po' fuori dal suo tempo, considerando che il romanzo è ambientato nell'America della prima metà del novecento.
Lei accetta il nipote, inizialmente un po' introverso e timoroso, con grande affetto e con l'entusiasmo che è tipico della sua personalità.
Tutte le vicende narrate da Patrick, le svariate avventure e iniziative in cui zia Mame si lancia a capofitto, con immensa fiducia e ottimismo, sono caratterizzate da questo dirompente entusiasmo.
Mame non è giovanissima ma è una donna bellissima, che non esita ad esercitare il suo fascino con astuzia, tanto che lo stesso lettore ne rimane inevitabilmente ammaliato.
Diverte il modo in cui si rapporta con gli altri, soprattutto con il nipote che, crescendo, si ritrova spesso ad accorrere in soccorso della zia Mame in lacrime (di coccodrillo!).
La vita, in molti casi, non è per niente generosa con zia Mame, a cui ne capitano veramente di cotte e di crude (molte se le va a cercare ma lei è una persona che cade sempre in piedi), eppure non verrebbe mai da considerarla la classica sfigata perché zia Mame reagisce (dopo la scena della valle di lacrime) con determinazione, senza lasciarsi veramente abbattere da nulla. A volte pecca di troppa fiducia, alcune volte realizza che darsela a gambe è la soluzione migliore, ma in qualche modo ne escono indenni, lei e Patrick.
L'affetto che lega Patrick e zia Mame è tangibile, anche nei momenti in cui si accapigliano, risultando persino buffi nelle loro piccole scaramucce a lieto fine.
La trama si presenta come una collana di tante piccole perle, ognuna delle quali rappresenta, attraverso il racconto di un episodio in particolare, il passare degli anni e la crescita di Patrick. Zia Mame rimane sostanzialmente la stessa, il che risulta, per certi versi, rassicurante.
Zia Mame è un romanzo accattivante, come la protagonista, che riesce a tenere il lettore incollato alle pagine, che coinvolge e diverte, regalando qualche ora di piacevolissima e indimenticabile lettura.






mercoledì 5 luglio 2017

Recensione: Voli acrobatici e pattini a rotelle di Fannie Flagg

Ho l'impressione che siano le ultime opinioni prima di una bella pausa estiva. Quest'anno non metteremo ufficialmente il blog in vacanza, ma è probabile che saremo assenti per un po'.

Titolo: Voli acrobatici e pattini a rotelle
Titolo originale: The all-girl filling station's last reunion
Autore: Fannie Flagg
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 10,00 €
Trama: La signora Sookie Poole di Point Clear, Alabama, ha appena accompagnato all'altare l'ultima delle sue figlie e si prepara a godersi un po' di meritato riposo. Certo, c'è ancora l'anziana madre Lenore Simmons Krackenberry, con qualche momento di follia di troppo, da dover gestire, ma la vita sembra finalmente in discesa. Finché, un giorno, Sookie viene inaspettatamente a sapere qualcosa che mette in discussione tutto ciò che pensava di conoscere di se stessa, della sua famiglia e del suo futuro. Inizia così un viaggio di scoperta che la porta in California, nel Midwest, e persino indietro nel tempo, precisamente negli anni Quaranta, quando un'irrefrenabile donna di nome Fritzi rileva assieme alle sorelle la stazione di servizio del padre. La pompa di benzina gestita da sole ragazze, per di più in pattini a rotelle, riscuote un tale successo che i camionisti cominciano a modificare i loro itinerari pur di fermarsi alla leggendaria Wink's Phillips 66. Ma questa sarà solo la prima di molte avventure in cui Fritzi, spirito libero e anticonformista, si getterà a capofitto nel corso della sua vita. E che insegneranno a Sookie che non è mai tardi per rompere gli schemi e reinventarsi davvero.

Voto: 3,5/5 (7/10)
Fannie Flagg ormai rientra a buon diritto nella mia comfort zone, anche se stavolta ho qualche piccola rimostranza da fare.
La storia è un'alternanza abbastanza equilibrata di presente e passato, schema che ho già riscontrato in altri romanzi. I fili si riuniscono quasi nel finale e le ultime pagine sono dedicate alla soluzione di tutte le piccole sfumature presenti qua e là. Ed ecco la prima rimostranza: così facendo si trascina un po'.
Una volta che le storie si sono incontrate, avrei preferito una conclusione esaustiva e stop. Invece: mezza paginetta sulla parentela nobile, mezza paginetta sulla rivelazione di Carter, mezza paginetta su Willy, mezza di qui, mezza di là, il brodo si è allungato e ha perso anche un po' di sapore.
Ho storto anche il naso per tutta la lunga parte dedicata alla guerra. Visto il titolo (è indifferente che sia quello italiano o inglese) mi aspettavo che il cuore del libro fosse la stazione di servizio gestita da ragazze. Nelle dediche viene spiegato il motivo di tanta attenzione, ma a quel punto era preferibile un titolo diverso, meno 'ingannevole'.
L'elemento più confortante della Flagg sono i personaggi. Nei suoi romanzi si è certi di trovare sempre ragazze eccezionali un po' fuori dalle righe, vecchiette eccentriche ai limiti dell'assurdo e donne di mezz'età incastrate in qualcosa di falsamente felice che le fa rasentare l'infelicità. Stavolta abbiamo Fritzi, pilota di aerei, Lenore, mamma perfetta di una figlia imperfetta, e Sookie, sessantenne alle prese con la madre e una scoperta sconvolgente.
Non esito a dire che mi hanno un pochino delusa. Fritzi non è incisiva come altre protagoniste; è eccezionale, certo, ma poco memorabile e non suscita empatia. A Lenore è mancata la saggezza che hanno certi personaggi un po' attempati. Solo Sookie svolge bene il suo ruolo evolvendosi e modificando il suo stato iniziale in qualcosa di più consistente, consapevole e duraturo. Sì, anche felice. Peccato che anche lei somiglia così tanto ad altre protagoniste da risultare stereotipata e scontata.
Per fortuna, la splendida voce narrante dell'autrice non manca mai. E' questo che amo particolarmente dei suoi libri: l'impressione non di leggere, ma di ascoltare qualcuno che sta raccontando. E lo fa con la dovuta maestria.


sabato 1 luglio 2017

Recensione: I segreti di mio marito di Liane Moriarty

Devo dirlo.. la mia Consocia mi consiglia dei librini che sono davvero stupendi  ^_^




Titolo: I segreti di mio marito
Titolo originale: The husband's secret
Autore: Liane Moriarty
Editore: Mondadori
Prezzo: 17,00 €
Trama: Tuo marito ti scrive una lettera, la chiude in una busta, la sigilla "da aprire solo dopo la mia morte". Questa lettera nasconde il suo più profondo e oscuro segreto, qualcosa che può distruggere in un solo colpo non soltanto la vita che avete costruito insieme ma anche le vite degli altri attorno a te, dei tuoi vicini di casa, dei tuoi più cari amici. Immagina ora che questa lettera ti capiti tra le mani mentre tuo marito è ancora vivo… È quello che accade a Cecilia Fitzpatrick, una donna di successo, un punto di riferimento nel quartiere residenziale dove ha una bella casa, un marito adorabile di cui è innamorata, una figlia felice. La vita di Cecilia è ordinata e priva di incertezze. Ma la lettera, trovata per caso frugando tra i vecchi documenti di famiglia, cambia tutto. Rachel e Tess conoscono appena Cecilia, ma come lei pensano di conoscere benissimo se stesse e soprattutto i propri mariti, credono di sapere esattamente cosa aspettarsi dal proprio matrimonio. Eppure il segreto del marito di Cecilia si intreccia in maniera fatale con le loro vite e le sconvolgerà per sempre. Liane Moriarty ci fa entrare nel più perfetto dei mondi borghesi, nelle case senza macchie e ben illuminate, nelle stanze sempre aperte agli ospiti. Poi, con implacabile maestria, solleva i tappeti, fruga tra i diari, indaga gli angoli nascosti per mostrarci tutte le ombre e i segreti che incombono nelle vite delle più impeccabili famiglie. A ogni pagina ci ricorda che noi siamo sempre convinti di conoscere la persona che amiamo. Nostro marito, nostra moglie, crediamo di conoscerli e di amarli. Ma ne siamo davvero sicuri?


Voto: 4/5 (8/10)

Quanto è soddisfacente quando si arriva all'ultima pagina di un libro e, chiudendolo, ci si ritrova sommersi da tante emozioni e con un solo pensiero: "mi è piaciuto proprio tanto".
Ebbene, questo romanzo mi è piaciuto proprio tanto. E' stata un'interessante scoperta perché, ahimè, confesso di aver esitato quando ho letto il titolo, I segreti di mio marito, e ho pensato che sarebbe stata la solita storia di tradimenti, di segreti e di sotterfugi. E invece no. O meglio, si tratta di segreti e di tradimenti, ma mi sono accorta dopo poche pagine di essermi sbagliata e che il libro conteneva molto più di ciò che credevo.
La trama appare semplice. Racconta una settimana di vita di tre donne, Cecilia, Tess e Rachel.
Tre donne che non sembrano avere molto in comune, con una vita abbastanza piena e quasi ordinaria.
Cecilia è sposata con John-Paul, un marito ed un padre invidiabile, ed è madre di tre figlie bellissime. Attiva, dinamica, sempre attenta a tutto, precisa fino all'ossessione, schematica come la sua dispensa colma di contenitori della Tupperware, che lei stessa vende.
Cecilia è solida come una roccia, fino a quando trova una lettera del marito.. e tutto il suo mondo perfetto vacilla.
Anche Tess è felicemente sposata e ha un bellissimo bambino. E' una donna in carriera, con il marito e la cugina hanno aperto un'agenzia di pubblicità. Tess è l'opposto di Cecilia. E' timida, ha difficoltà a rapportarsi con gli altri, non le piacciono le feste e le persone che parlano tanto e, lei stessa, non è molto loquace. Ma, tutto sommato, è soddisfatta della propria vita.. fino a quando riceve una notizia che proprio non si aspettava.
Rachel, invece, è una donna anziana che non ha mai superato la perdita della figlia adolescente. Una donna indurita dal dolore e che piange la propria figlia mentre finge di vivere.
Tre donne le cui vite sono destinate ad incontrarsi. Tre donne che ancora non sanno quanto un segreto possa essere potente e devastante.
I segreti di mio marito è un romanzo che induce a riflettere.
Quante cose ignoriamo? Quante strade potrebbe prendere la nostra vita se solo una delle apparenti piccole e insignificanti variabili cambiasse? Se quel giorno non avessi fatto tardi a lavoro. Se non avessi attraversato la strada proprio in quel punto. Se avessi fatto quel viaggio. Un universo di "se" sconosciuti. Spesso sento dire quanto sia inutile stare a rimuginare su quanto avremmo potuto fare e non abbiamo fatto e sì, probabilmente lo è, ma credo anche che sia inevitabile. Ogni decisione che prendiamo schiude dinnanzi a noi un ventaglio infinito di nuove strade da percorrere, ed è praticamente impossibile stabilire dove conducano. Quella che oggi sembra la scelta migliore, domani potrebbe avere conseguenze catastrofiche, sulla nostra esistenza come su quella degli altri.
E noi potremmo non saperlo mai.
Bravissima l'autrice a trasmettere questo messaggio, a mantenere viva la suspance, spostando l'attenzione del lettore da un punto di vista all'altro con capitoli, in alcuni casi, davvero brevi, e creando un intreccio perfetto tra i personaggi.
Il finale è da lacrimoni, intenso ed emozionante, con un epilogo calzante, che rispecchia perfettamente il senso della storia.