domenica 28 maggio 2017

Recensione: Appendici in giallo di Autori Vari

I libri di racconti proprio non mi coinvolgono. E non so mai come parlarne. Infatti è rarissimo che lo faccia. Stavolta ci ho provato.

Autore: Autori Vari
Edizione: Mondadori
Prezzo: Fuori catalogo
Trama: [Tratta da ebooklove] Dopo la fortunata serie delle Appendici del futuro”, Bluebook aggiunge il “giallo” alla sua tavolozza di colori digitali, ed è orgogliosa di presentare un’antologia che propone quei racconti che la Mondadori ha presentato, nel corso degli anni, in appendice alle sue pubblicazioni, ma che raramente in seguito hanno visto una ristampa.In questo primo numero si parte dagli anni ’20 con un rarissimo racconto di W.W. Jacobs, si passa agli anni ’30 con un racconto di Dashiell Hammett sul suo personaggio di Sam Spade (reso famoso al cinema dall’interpretazione di Humphrey Bogart), si passa per anni ’40 con un racconto di Jack London e si continua fino agli anni ’90. Nomi poco conosciuti si affiancano a veri capisaldi del genere, come Patricia Highsmith, Ken Follett, Ruth Rendell, Edmund Crispin, Elizabeth Ferrars e James Crumley.Non mancano omaggi a Sherlock Holmes, vera icona del genere, con “L’uomo pi? pericoloso di Londra” di R.L. Stevens e “La rivale di Sherlock Holmes” di Sonora Morrow..”

Voto: 6/10
Questa è una delle rarissime occasioni in cui ho letto, e recensito, un libro di racconti. Questo perché, nonostante io ami moltissimo le fiabe, non mi trovo bene invece con i racconti. Rispondono a regole particolari e anche il modo di leggerli è diverso. Troppo semplici e lineari.
In questo caso si tratta anche di storie molto brevi, alcune di poche pagine e spesso non c'è lo spazio sufficiente neanche per scrivere dei fatti, meno che mai per approfondire i personaggi o le situazioni.
Nonostante questo ci sono autori che mi hanno comunque colpito. 'Era solo un cinese' (Jack London) mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Un racconto su Shakespeare mi ha divertita. Ho apprezzato i due riferimenti a Sherlock Holmes ('L'uomo più pericoloso di Londra' di Stevenson e 'La rivale di Sherlock Holmes' di Sonora Morrow).
Sono rimasta coinvolta in 'Ricatto senza fine' (Martin Werner).
Gli altri li ho letti più o meno piacevolmente, ma non mi hanno colpita come quelli citati.
Essendo tanti autori diversi non c'è uno stile univoco, ma ognuno ha mantenuto il proprio e alcuni sono decisamente riconoscibili (come i racconti di Ken Follett, Patricia Highsmith e Ruth Rendell).
Si tratta di un libro fuori catalogo, ma non è difficile reperirlo, per questo ve ne parlo. E visto che arriva l'estate tenetelo come idea per una lettura da spiaggia, tra un tuffo e l'altro qualche racconto di poche pagine ci entra.

sabato 27 maggio 2017

Recensione: Madame Mallory e il piccolo chef indiano di Richard C. Morais

E dopo tanti programmi di cucina... anche un libro. Non di ricette ^^

Titolo: Madame Mallory e il piccolo chef indiano
Titolo originale: The hundred-foot journey
Autore: Richard C. Morais
Edizione: Neri Pozza
Prezzo: 16,50 €
Trama: Hassan Haji, secondogenito di sei figli, è nato sopra il ristorante di suo nonno, in Napean Sea Road a Bombay, vent'anni prima che fosse ribattezzata Mumbai. Ed è cresciuto guardando la figura esile di sua nonna che sfrecciava a piedi nudi sul pavimento di terra battuta della cucina, passava svelta le fettine di melanzana nella farina di ceci, dava uno scappellotto al cuoco, gli allungava un croccante di mandorle e rimproverava a gran voce la zia. Tutto nel giro di pochi secondi. E ha capito infine come va il mondo osservando suo padre, il grande Abbas, girare tutto il giorno per il suo locale a Bombay come un produttore di Bollywood, gridando ordini, mollando scappellotti sulla testa degli sciatti camerieri e accogliendo col sorriso sulle labbra gli ospiti. Naturale che quando l'intera famiglia Haji si trasferisce, dopo la tragica scomparsa della madre di Hassan, prima a Londra e poi a Lumière, nel cuore della Francia, sia proprio lui, il piccolo Hassan, a prendere il posto della nonna Ammi ai fornelli della Maison Mumbai, il ristorante aperto a Villa Dufour dal grande Abbas. Un locale magnifico per gli Haji, con un'imponente insegna a grandi lettere dorate su uno sfondo verde Islam, e la musica tradizionale indostana che riecheggia dagli altoparlanti di fortuna che zio Mayur ha montato in giardino. Peccato che abbia di fronte un albergo a diverse stelle, Le Saule Pleureur, la cui proprietaria, una certa Madame Mallory, sia andata a protestare dal sindaco per la presenza di un bistrò indiano...

Voto: 3/5 (6/10)
Uscito qualche anno fa, recentemente è più conosciuto con il titolo Amore, cucina e curry, grazie al film del 2014.
Non ho visto il film e, dopo aver letto il libro, dubito di volerlo vedere.
Non è brutto, ma mi è piaciuto a metà. La prima metà.
La prima parte è decisamente divertente, sia nel raccontare i pellegrinaggi in giro per l'Europa, sia nel parlare della famiglia Haji (fuori dalle righe quel tanto che basta ad essere un filo grottesca senza esagerare), sia negli scontri tra il ristorante indiano e l'altezzosa Madame Mallory.
La seconda parte invece diventa noiosa. Hassan è un personaggio 'triste', negativo che non mi è piaciuto e per cui non ho provato empatia, la sua vita e le sue vicende quindi, non mi hanno interessata e ammetto che, ad un certo punto, ho iniziato a contare le pagine che mancavano alla fine.
Anche nel momento del successo non è coinvolgente e il lettore a stento pensa un tiepido: vabbè, bravo.
Più simpatica Madame Mallory con tutta la sua antipatia e altezzosità. Tutti i programmi di cucina che spopolano ci hanno abituati a figure come quella della chef del libro. Che in generale non mi piacciono, ma Madame ha reazioni talmente eccessive e cinematografiche che strappa diversi sorrisi. Unica pecca: sparisce a metà libro appunto, lasciando sul campo solo Hassan.
Anche lo stile risente un po' del racconto: più fresco e ammiccante nella prima parte, più cupo e lento nella seconda. Diventa monotono e noioso, peccato.
Mi spiace dirlo, ma a causa di questo dualismo è un libro che arriva alla sufficienza piena ma non va oltre, di cui si può dire 'carino' ma niente di più.

mercoledì 24 maggio 2017

Recensione: Il sigillo dei Borgia di Mauro Marcialis


Recensione di un bel romanzo storico. Non è il mio genere ma questo qui mi ha presa parecchio.


Autore: Mauro Marcialis
Editore: Rizzoli
Prezzo: 5,90 €
Trama: Roma,11 agosto 1492: una fumata bianca annuncia al mondo l’elezione di papa Alessandro VI, il potente cardinale Rodrigo Borgia giunto dalla Spagna con l’ambizione di conquistare, dopo il Vaticano, l’Italia intera. Da subito le spregiudicate manovre politiche del papa sembrano non risparmiare nessuno, e persino i suoi adorati figli Cesare, Juan, Lucrezia e Jofré diventano pedine di un gioco crudele, in cui si susseguono matrimoni d’interesse e alleanze pericolose. E quando le cospirazioni di Alessandro VI cominciano a esigere un prezzo sanguinoso, Cesare chiama a corte il suo vecchio compagno di studi Miguel Corella, che firmerà nel nome dei Borgia una serie di efferati crimini con la sua tagliente corda di violino. Cardinali, spie e cospiratori, chiunque tenti di ostacolare l’ascesa della famiglia si scontra fatalmente con lo spietato boia Miguel, la cui furia non risparmia neanche le cortigiane del palazzo di Santa Maria in Portico. Qui, sotto lo sguardo sprezzante di Giulia Farnese, la splendida amante del papa, si consuma anche l’amore tra la giovane cortigiana Drusilla e un Cesare Borgia ormai preda dello stesso delirio di onnipotenza del padre. Su di loro e su tutta Roma, domina incontrastato Rodrigo Borgia, che osserva il mondo conosciuto e quello appena scoperto sulle carte appese nelle sue stanze, ed è disposto a immolare anche Dio pur di diventarne il padrone assoluto.


Voto: 4/5 (8/10)

La storia, intesa come materia scolastica, non è mai stata tra le mie preferite. Ho sempre fatto una fatica tremenda a concentrarmi nello studio e poi a ricordare quanto faticosamente appreso. Forse per questo in genere storco il naso tutte le volte che, nelle mie lunghe visite in libreria o in biblioteca, mi imbatto nella sezione dei romanzi storici. E' un genere che difficilmente prendo in considerazione eppure ci sono delle eccezioni. I Borgia sono un'eccezione. Questo romanzo l'ho praticamente divorato, perché la famiglia Borgia, e tutti i personaggi ad essa legati, riescono sempre ad affascinarmi. Il sigillo dei Borgia racconta gli undici anni di papato di Rodrigo Borgia.
Ve lo dico, anche se forse lo sapete già e senza timore di fare spoiler:  Rodrigo Borgia comprò l'elezione offrendo Ducati e possedimenti a destra e a manca pur di sbaragliare il suo rivale Giuliano Della Rovere. D'altronde, la storia parla chiaro: Alessandro VI era un uomo corrotto, dissoluto, lussurioso, ambizioso fino all'estremo, con una smisurata fame di potere e pronto a tutto pur di conquistare Roma, il Vaticano e poi l'Italia intera.
Tutto il romanzo ruota intorno alle vicende di una famiglia che ha segnato la storia, non solo per il suo prestigio e il potere che emana, ma anche per il marcio che imperava al suo interno e tra i membri stessi della famiglia. I personaggi che compaiono nel romanzo sono veramente tanti, ma io mi limiterò ai principali.
Cesare Borgia, destinato dal padre a seguire le sue orme in Vaticano, ha ben altre aspirazioni. Viene attribuita a lui la morte del fratello Juan, duca di Gandia. Dopo la sua dipartita, Cesare poté finalmente liberarsi della veste cardinalizia, che tanto gli andava stretta, e diventare il condottiero spietato conosciuto come Il Valentino. Cesare Borgia è un personaggio carismatico, ambizioso e lussurioso quanto il padre. Un uomo passionale, combattivo e senza scrupoli. E' innamorato della sorella Lucrezia. Un sentimento malato, per il quale arriverà ad uccidere.
Lucrezia Borgia. La bellissima Lucrezia Borgia. Colei di cui Rodrigo di serve maggiormente per creare legami e alleanze, offrendola in sposa in matrimoni combinati.
Juan Borgia è un giovane arrogante e viziato, è il prescelto di Rodrigo (almeno in questo romanzo) che lo nomina capitano generale della Chiesa. Il suo rapporto con Cesare è molto controverso. I due fratelli non fanno che colpirsi mostrando un profondo rancore reciproco. Non a caso viene attribuita a Cesare la tragica morte di Juan.
Infine c'è Jofré Borgia. Il più giovane e anche il più mansueto dei fratelli. Anche lui viene mosso da Rodrigo come un burattino, non gode quasi per nulla della stima del padre e vive all'ombra dei fratelli, sminuito e sottovalutato.
Marcialis si serve di tre punti di vista differenti nella narrazione: Rodrigo Borgia, Miguel Corella e Drusilla Martelli.
Corella è uno dei miei personaggi preferiti. Amico fedelissimo di Cesara Borgia, lascia Pisa e si unisce alla famiglia diventando il braccio armato di Rodrigo Borgia. Il Boia dei Borgia, come viene spesso tacciato. E lo è. Sebbene ci siano volte in cui non approvi, esegue ogni genere di omicidio in nome della devozione ai Borgia, in particolar modo al suo signore Cesare.
Drusilla è una giovane dama di compagnia di Lucrezia. Posseduta da tutti e tre i fratelli, ne amerà solo uno fino ad odiarlo.
La trama del romanzo è coerente con gli eventi storici, facendo emergere in maniera molto nitida la scandalosa condotta dei Borgia, la spiccata propensione al nepotismo, la corruzione che dilaga e scorre come il sangue che viene versato. E' tutto un grosso intrigo di segreti e perdizioni. Manipolare, tramare, uccidere, fare sesso e sgravare figli la cui figura paterna è totalmente assente.
Tutti elementi che rendono Il sigillo dei Borgia un frammento di storia assolutamente accattivante.








martedì 23 maggio 2017

Teaser Tuesdays #132


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!

Eccole:

  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare); Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 


Ecco a voi il mio Teaser di oggi.

<< Cuccioli. Sono solo cuccioli.
Senza voce in capitolo. Senza nessuno che li ascolti.
Sono i più piccoli, portatori inconsapevoli del futuro e abbandonati nel presente.
Cuccioli soli, immersi nel buio dell'indifferenza. Piccole macchine perfette lasciate senza parole all'angolo della vita, in costante pericolo.
Cuccioli ammalati, pieni di composto, silente dolore.
Cuccioli straziati, cuccioli dell'amarezza e della sofferenza.
Cuccioli. >>


Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone
Maurizio de Giovanni



Recensione QUI


Qual è il vostro teaser? ^_^