lunedì 14 gennaio 2013

Recensione: Nix di Elisabetta Ossimoro

Il mio primo libro con dedica direttamente dalle mani dell'autrice! Quando l'ho ricevuto ho salito le scale saltellando come una bambina. In più è arrivato il giorno prima della Befana, quindi l'ho preso come un regalo anticipato ^_^
Mi ha fatto veramente piacere! Per non rovinarlo me lo sono letto tenendolo sospeso a mezz'aria. In genere sono maniaca dei libri e faccio il possibile affinché non ci venga neanche una piegolina (in compenso mi verrà la schiena storta a furia di leggere tutta agganghita per non rovinarli), ma stavolta ho prestato ancora più cura.
Ok, basta chiacchiere, ora vi lascio alla mia recensione.



Titolo: Nix
Autore: Elisabetta Ossimoro
Edizione: Sangel Editore
Prezzo: 12,90 €
Trama (tratta da elisabettaossimoro.blogspot.it): Nix non è un serial killer, non è un mago e nemmeno un vampiro. Nix ha diciannove anni, un fascino spiazzante e una fidanzata molto bionda. Ha due amici carissimi, Ermanno e Ottilia, con cui affronta le piccole tragedie quotidiane dell’ultimo anno di liceo. Ha incubi ricorrenti, che lo perseguitano ogni notte. 
Nix sa moltissimo e parla poco, avanza verso la Maturità con un’eleganza talmente naturale da sembrare studiata, trova il bene e il male nei posti più improbabili, ha reazioni imprevedibili nei contesti più strani. 
Intorno a lui si muove un mondo di scuola, compiti, gite scolastiche, supposti intellettuali, presunti idioti, parenti stretti, creature evanescenti, professori sull'orlo di una crisi di nervi, opere d’arte, oggetti inanimati, storie d’amore che iniziano e finiscono. 
Le sue poche parole affilate dissacrano le istituzioni, cercano un’eternità possibile in quel circo di luoghi comuni che è la fine dell’adolescenza. Vano è ogni tentativo di comprendere il perché della sua inquietudine, del precoce disincanto e dell’immagine troppo sfocata che ha del suo domani. Ma chissà… forse, prima dell’ultimo atto, arriverà una risposta.



Bene, come alcuni di voi sapranno, per quanto legga ogni cosa, compresi romanzi con protagonisti giovani, la mia simpatia per ogni essere al di sotto dei 18 anni (e anche molti al di sopra), è prossima allo zero assoluto. Chi non lo sapesse ne tenga conto la prossima volta che mi vedrà recensire uno young adult. Bene 2, con queste premesse sono sicura che vi aspetterete una mezza stroncatura per un romanzo su un 19enne.
Ebbene no. A me Nix è piaciuto. No, non pignoleggiate, non è perché di anni ne ha 19 ed è, quindi, fuori range. Mi è piaciuto perché è un bel protagonista e un bel personaggio. Circondato da altri personaggi di rilievo. Ma andiamo con ordine.
L'autrice ci offre uno spaccato di adolescenza incentrato sull'ultimo anno di liceo del protagonista (il cui diminutivo è, appunti, Nix) e degli amici - compagni che lo circondano. Un quadro piuttosto realistico di situazioni e pensieri che, nonostante il passare degli anni, ho trovato piuttosto immutato dal 'mio' ultimo anno di liceo. All'epoca si parlava di occupazione (no, scusate, okkupazione per essere pignoli), qui di autogestione, ma la differenza credo si sia persa nel tempo. Evidentemente ci sono ancora i barricatisti (mi è piaciuto l'uso di questo termine), le svampite, quelli che 'chi se ne frega la vita è altrove', quelli che 'è un uomo maturo' se ha più o meno 25 anni (io in pratica sono una vecchia decrepita), quelli che 'ce l'ho con te per qualche futilità' e così via. E non sono ironica.
E' la verità.
E questa è la cosa che mi è piaciuta di più. Ho letto molti romanzi sui 'giovani', piena di cliché, di banalità, di personaggi sempre uguali. Nix l'ho trovato un po' più autentico. Mi ci sono riconosciuta nonostante siano passati diversi anni e nonostante io all'epoca non fossi così forbita e acculturata. Ho riconosciuto il contrasto tra coloro che si divertono con tutto (cose banali) e coloro che non capiscono cosa gli altri ci trovino di divertente (io rientravo in questo gruppo e, quindi, fuori dal gruppo); tra chi pensa al suo futuro ma lo nasconde, chi non ci pensa ma se la cava per grazia ricevuta e chi se ne frega perché tanto ha già tutto assicurato.
Poche pagine (circa 135) dal punto di vista del protagonista, ma che offre tante adolescenze diverse, in barba a chi definisce i giovani tutti uguali e pretende di standardizzarli in poche, definite, categorie. Nix è indeciso, non riesce a 'vedersi' nel futuro, l'amico Ermanno, invece, si vedrebbe bene, ma non in ciò che per lui è già stato deciso da altri, Ottilia è la libertà di scelta, la ragazza di McEvan (quella che mi è piaciuta di più e di cui non si fa il nome) la rappresentazione di chi va avanti forte di se stesso e dei propri obiettivi.
Nix è ironico, dissacrante, sempre sul filo che delimita il 'sono serio' dal 'ti sto seriamente prendendo per il ...' con una dialettica invidiabile e una simpatia che non può non piacere. Con questo stile affronta ciò che gli capita, senza ansia, senza grandi scene, serenamente, complice quell'incertezza che sente avvolgere il suo futuro.
Molto realistici anche i rapporti, i gruppi degli amici fedeli tra sé, le coppie che si formano e si sformano alla velocità della luce, grandi discorsi presi chissà dove e piccoli discorsi formati nel proprio cuore ma tenuti ben nascosti o riservati ai pochi amici eletti.
Il romanzo va letto con l'occhio socio- psicologico, più che dal punto di vista del 'cosa accade', perché, onestamente, non è la trama il suo punto di forza. Non che sia assente, ma, come dicevo, si tratta del racconto di un anno di scuola, senza particolari avvenimenti se non quelli standard (riunioni, gite, amori che finiscono, crisi adolescenziali), che finisce la notte prima dell'esame orale.
Ecco, altra cosa, il finale. Non è propriamente scritto, ma molto ben suggerito. Avrei preferito un suggerimento più lieve, perché ciò che suggerisce non mi è piaciuto (ma è un mio mero gusto personale); però trattandosi appunto, di qualcosa non chiaramente detto, ignorerò bellamente il suggerimento e la mia fantasia aggiusterà le cose a comodo (lo so, non vale, ma la realtà narrativa non è definita e io ne approfitto).

Personaggi: il vero punto di forza del romanzo. Nix è un diciannovenne ironico, pungente, talvolta dissacrante, che con il suo stile ci mostra la sua vita e i suoi compagni. E' circondato da persone che si credono tanto, ma in realtà non sono né più, né meno di tutti gli altri. Viene giudicato solo un bel faccino, mentre in realtà è un ragazzo profondo e vario, con tante idee e pensieri. Contrapposto a lui, la sua ragazza, Giulia, bellissima, ma, onestamente, un po' stupidina, vuota e banale. Ottilia si chiede come l'amico faccia a starci assieme. Ecco, in alcuni momenti me lo sono chiesta anche io. Molto belli entrambi gli amici di Nix, Ottilia appunto, ed Ermanno. Lei è una ragazza piuttosto decisa, ma, fortunatamente, non cade nel cliché 'duri e puri' e mostra la sua femminilità e la sua vulnerabilità (oltre alla sua dose di ironia). Ermanno rappresenta la crisi che molti vivono quando si trovano a metà tra le aspirazioni (e nel suo caso pretese) dei genitori e la vera natura che li porterebbe verso altre strade. Molto bella la sua crisi e il suo modo di affrontarla. Ultimo personaggio di rilievo (o che almeno mi ha colpito) la 'ragazza di McEwan' così nominata dal protagonista dopo che l'ha conosciuta con in mano un libro dell'autore. Emarginata, scansata dalle sue compagne, più o meno velatamente insultata, va avanti per la sua strada forte di qualcosa che gli altri non capiscono (o non si preoccupano di conoscere) vittime loro stessi della 'paura del diverso'. Mi è piaciuta perché è la rappresentazione di tutti coloro che non vivono per l'approvazione degli altri, ma hanno, entro di sé, qualcosa in cui credono fermamente e che permette loro di andare avanti nonostante tutto e tutti. Può essere una persona, la famiglia, i propri sogni. Non ci è dato sapere da dove trae la forza questa ragazza, ma è chiaro che qualcosa la sostiene.
Attorno a loro tante altre figure interessanti e varie.

La narrazione è in prima persona al presente, cosa che non amo particolarmente, ma dopo un po' si smette di farci caso. Ho trovato poco definiti (a livello di impaginazione) i salti di tempo, ma non è una cosa grave. Corretto grammaticalmente (e, mi spiace dirlo, ma al giorno d'oggi non è scontato), qualche erroretto di battitura, belli i passaggi riflessivi quasi mai banali o scontati, un  po' carente la punteggiature, virgole soprattutto. Non so se fosse una cosa voluta o meno, ma certi periodi ho fatto fatica a leggerli, tutti di seguito come erano, senza un cenno di sosta.

Giudizio finale complessivo: Come ho già detto a me è piaciuto molto. L'ho letto senza interruzione curiosa di sapere come andava a finire e, soprattutto, affascinata dai personaggi. Da leggere per avere uno spaccato abbastanza reale, sugli adolescenti; da lasciar stare se cercate amorini adolescenziali e colpi di scena con il botto.
Piccola nota negativa, non tanto piccola in realtà: la casa editrice che lo pubblica è fallita, quindi se volete leggerlo, scongiurate qualcuno di interessarsene. Se vi conosco posso prestarvi la mia copia, ma sappiate che lo rivoglio indietro!
Oppure potete contattare l'autrice (sotto il suo blog) per sapere se la versione ebook è in vendita.
Voto: 8/10

Visto che è una giovane autrice e questo il suo romanzo di debutto, qualche nota anche su Elisabetta:
Elisabetta Ossimoro è nata nel 1987 a Torino, dove si è recentemente laureata magistrale in Letteratura, Filologia e Linguistica italiana con il massimo dei voti e la dignità di stampa. Nel tempo libero scrive articoli di letteratura e cinema per forum e riviste culturali. Ha scritto questo romanzo a vent’anni, quale ideale suggello alla sua esperienza liceale.
Vi lascio anche l'indirizzo del suo blog: http://elisabettaossimoro.blogspot.it/

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3 commenti:

  1. Grazie!!!!!!! E' una bellissima recensione! Nix è felice :-)

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  2. Uh, giusto, mi sono dimenticata: rispondo subito alle "domande" che ci sono dentro alla recensione.

    L'assenza del cambio paragrafo in ogni cambio scena è insopportabile, ed è stato fatto dalla persona che ha impaginato Nix (per risparmiare carta hanno messo tutto appiccicato) e rientra nella lista di tutti i problemi di formattazione di cui, ahimè, non sono responsabile. Quanto ai periodi senza virgole (che comunque sono pochini) naturalmente sono fatti apposta: sono degli stream of consciousness d'ispirazione modernista :-)

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  3. Oh, non conoscevo questo nuovo stile! Ho imparato qualcosa di nuovo! /me contenta ^_^
    Rinnovo la mia speranza di rileggerti presto.
    Un bacio

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