domenica 26 maggio 2013

Recensione: Dieci piccoli indiani di Agatha Christie

Torno al mio primo amore, i gialli.


Titolo: Dieci piccoli indiani
Autore: Agatha Christie
Edizione: Mondadori
Prezzo: 8,50€
Trama (riassunta da me): Un misterioso U. N. Owen invita otto personaggi che non si conoscono su un'isola deserta. Giunti sull'isola però, vi trovano solo due domestici e provviste, ma nessuna traccia dell'ospite. Incuriositi e guardinghi iniziano a porsi delle domande, ma la lauta e squisita cena li porta finalmente a rilassarsi. Il relax dura poco, durante il caffè, una voce misteriosa lancia dieci terribili accuse e, subito dopo, le persone iniziano a mancare. Nessuno nota che le morti somigliano paurosamente alla filastrocca che ciascuno di loro ha appesa in camera e, assieme ai personaggi, iniziano a scomparire le statuette che erano sul tavolo già dalla prima sera. 

La buona vecchia Agatha è una garanzia e dopo un po' di scatole chiuse (alcune piacevoli altre meno), mi ci voleva un colpo sicuro. Di lei ho letto tanto e conoscevo la storia in questione, eppure non l'avevo mai letto. Stavolta mi sono decisa. Una lettura rovinata? In realtà no. Sapere come va una storia non necessariamente la rende noiosa, anzi, ero sinceramente curiosa di vedere come la signora aveva orchestrato il tutto e nonostante io sapessi come andava a finire, non conoscevo l'assassino e fino all'ultimo ... non ho mica capito chi era! Come sempre ha vinto lei, nonostante lo abbia letto cercando di cogliere ogni particolare. Adesso, con il senno di poi, mi vien da dire: caspita, facile, è palese, ma mentre lo leggevo non era tanto palese (o magari son parecchio rincoglionita io, e non sarebbe del tutto sbagliato pensarlo).
Dieci piccoli indiani (in realtà il titolo esatto sarebbe Dieci piccoli negretti) è una delle opere più famose della Christie perché si discosta e si distingue, per le sue caratteristiche, da quasi tutti gli altri libri della letteratura gialla. Lo si può vedere come una versione gigantesca del morto nella camera chiusa. I dieci personaggi sono attirati, chi in un modo, chi nell'altro, su un isola deserta e iniziano a morire. Come dice un altro investigatore famoso, escluso l'impossibile, ciò che resta è il possibile. Appurato che non c'è un'undicesima persona sull'isola, l'assassino è facilmente individuabile (in teoria). Ho adorato le sottigliezze dell'autrice, anche se, devo ammettere che ogni tanto il suo assassino si è affidato un po' al caso tanto che alcune spiegazioni non mi sono sembrate proprio pulite. Nel senso, non che fossero forzate, ma insomma, bastava veramente un niente perché le cose andassero storte e suona un po' strano che un assassino così meticoloso e che ha studiato tutto sto piano assurdo, si affidi un po' così. Per contro si potrebbe anche dire che conosce così bene l'animo umano da essere certo delle reazioni delle persone e pertanto anche il loro comportamento è previsto e programmato.
Ammetto che, sapendo che avrei avuto a che fare con ben dieci protagonisti diversi, ho prestato molta attenzione all'inizio cercando di memorizzarne il più possibile. Poi è stato facile, perché la Signora non perde tempo e cominciano subito a morire, per tanto il numero si riduce in fretta.
La storia è quasi priva di fronzoli e deviazioni, le uniche cose extra, che interrompono la linearità della trama, sono i ricordi dei vari personaggi che ci aiutano a capire la loro colpa e cosa tormenta il loro animo.
Come sempre ogni cosa è opportunamente spiegata e mostra tutta la logica e il ragionamento che c'è dietro lasciando il lettore soddisfatto e indispettito (per non aver colto e collegato tutti gli indizi).

Personaggi: Non penso di volerveli elencare tutti e dieci, dico solo che sono ben presentati e anche ben caratterizzati, ognuno di loro sembra una persona normalissima, che ha qualche macchia, ma che inizialmente non sembra così grave. Il vicino della porta accanto, la vecchia signora del pianerottolo, il poliziotto, un giudice in pensione. Persone bene o male comuni che non sembrano meritevoli di morte. Nel corso della storia però, gli scheletri vengono fuori e tutto combacia.

Stile: Pacato e senza grandi enfasi, è un ottimo esempio di scrittura di inizio secolo. Bandite scene troppo forti, volgarità e simili. O meglio, forse qualcosa per l'epoca c'era, ma attualmente non è più rilevabile (a meno di non essere fini conoscitori degli usi e dei costumi). Ci sono parole magari desuete e oggetti non più in uso che possono causare qualche perplessità ma non rovinano la lettura, anzi la arricchiscono di un velo storico molto piacevole. Rimane un libro comunque scorrevole e che si fa leggere.

Giudizio finale complessivo: Un libro che è come un gioco. Trae spunto da una filastrocca (Dieci piccoli negretti appunto) e la segue facendo combaciare strofa e morti. So che è macabra come cosa, ma mi sono divertita. Ho provato, come i personaggi, a cercare di capire chi fosse l'assassino, sia seguendo la storia che la poesia, ma niente. Eppure gli indizi ci sono. E' questo che amo dei libri della Christie, che ci puoi 'giocare', puoi provare a cogliere tutti i particolari e scoprire l'assassino, puoi divertirti a fare l'investigatore e battere i protagonisti. Poi, almeno io, non ci riesco mai, però mi diverto lo stesso, perché quando arrivo in fondo tutto viene svelato e tutto era già lì. Non ci sono indizi nascosti o assassini che spuntano da chissà dove.
Adoro mettermi alla prova e ho trovato questo libro particolarmente stimolante.
L'autrice inoltre, offre sempre un campionario umano molto particolare su cui riflettere, soprattutto perché, abitudini superate a parte, i suoi personaggi sono sempre tremendamente attuali.
Forse manca un po' il coinvolgimento e l'enfasi sui colpi di scena, ma, come dicevo prima, il libro va contestualizzato nel periodo in cui è stato scritto e non si può pretendere un tipo di scrittura che ha preso piede decenni dopo.
Voto: 9/10

7 commenti:

  1. Semplicemente meraviglioso! Finale inaspettato.
    "...Solo, il povero negretto in un bosco se ne andò:ad un pino s'impiccò e nessuno ne restò".

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    1. Io purtroppo lo conoscevo, ma è stato bellissimo lo stesso.

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  2. bellissimo..agata Christie è una delle migliori

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    1. Indubbiamente. Al di là del saper scrivere, aveva talento per inventarsi le storie, inoltre era bravissima nello studio delle persone. La trovo una delle scrittrici più inimitabili.

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  3. Anche io adoro la Christie perché mi permette di giocare all'investigatore :D i suoi libri mi piacciono immensamente e ne leggo uno ogni tanto proprio per non finire troppo presto la sua bibliografia e avere sempre uno dei suoi titoli a disposizione, e poi io non sono amante del genere, però lei mi conquista sempre :-)

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    1. Oh io ammetto che qualcuno l'ho già riletto. In particolare 'è un problema?' che ho adorato.
      Però sì, anche io cerco di farmela durare più a lungo possibile.

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  4. Ciao! Io l'ho letto da poco e l'ho adorato! Se ti va di leggere la mia recensione fai un salto qui! http://lalibreriadelleli.blogspot.it/2014/02/e-non-ne-rimase-nessuno.html
    Grazie!

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