giovedì 30 maggio 2013

Recensione: Un oscuro risveglio di Gena Showalter


Ed eccomi qui con una nuova recensione!

Titolo: Un oscuro risveglio
Autrice: Gena Showalter 
Editore: Leggereditore 
Prezzo: 10,00 € 
Trama: Mia Snow è una cacciatrice di alieni assoldata dal dipartimento di Polizia di New Chicago ed è la ragazza perfetta per quel lavoro sporco. Determinata e sexy, si è guadagnata ogni cicatrice combattendo un nemico sfuggente e imprevedibile. In questa battaglia ha già perso il fratello, e ora, mentre indaga su una serie di omicidi, il suo collega e amico Dallas viene colpito e lotta per la vita. Solo un uomo ha il potere di guarirlo, un misterioso sconosciuto estremamente sexy che trascinerà Mia in un gioco di seduzione elettrizzante e pericoloso. Lui è Kyrin en Arr, un alieno sospettato di omicidio, un tipo poco raccomandabile. Per salvare Dallas, Mia camminerà sul filo del rasoio, mettendo a repentaglio il distintivo e anche la vita... e avvicinandosi a una rivelazione sconvolgente che rischia di mandare in frantumi tutto quello in cui ha sempre creduto. 

Un oscuro risveglio, romanzo del genere paranormal romance, è il mio primo approccio a Gena Showalter. La trama si sviluppa a Chicago, in un futuro imprecisato in cui la Terra diventa lo scenario nel quale convivono, più o meno pacificamente, esseri umani e alieni. Un futuro in cui le auto vanno a comandi vocali come moderne supercar a cui manca solo l’uso della parola, dove la doccia si fa senza acqua e il cioccolato – tragedia in arrivo per i più golosi! – diventa un alimento raro ed introvabile! 
L’eroina, Mia Snow, è un’implacabile cacciatrice di alieni che lavora per l’AIR, dipartimento di polizia speciale preposto al controllo della vita aliena sulla Terra. Una donna dal temperamento d’acciaio e spalle forti. Un carattere dominante, indurito e forgiato da un passato tormentato, che continua a perseguitarla; dalla perdita di un fratello, al quale era molto legata, oltre che dal bisogno di rivalutarsi agli occhi di un padre troppo distante da lei. 
In questo romanzo gli alieni non sono i soliti brutti cattivoni che rivolgono la loro attenzione al nostro pianeta con l’esclusivo intento di sterminare l’umanità e distruggerlo, non tutti per lo meno.
Tra le varie specie di alieni che si integrano perfettamente, tuttavia, ci sono coloro che commettono reati ed è esattamente contro i “delinquenti extraterrestri” che Mia Snow combatte con la sua squadra composta esclusivamente da maschi. 
Ciò che appare lampante nella lettura, già dalle prima pagine, è quanto questo romanzo sia improntato al femminile. Nonostante la rilevante e abbondante presenza di personaggi maschili, infatti, la Showalter punta sfacciatamente sulle donne, che siano esse aliene o umane. Così, i personaggi femminili, con il loro acume, la determinazione, le personalità brillanti, astute e spietate, nonché ruoli di rilievo, mettono decisamente in ombra i maschietti grandi, grossi e forti. 
La storia comincia con un omicidio, su una raccapricciante scena del crimine alla quale presiede la nostra eroina, affiancata dal suo collega e amico Dallas. Gli indizi dirigono quasi subito Mia, le cui spiccate capacità sensoriali poco comuni la rendono perfetta per quel lavoro, verso il tipo di alieno che ha commesso l’omicidio: un Arcadiano. 
Le indagini la porteranno sempre più vicina a quello che si rivelerà il maggiore sospettato, il pericoloso Kyrin en Arr. La storia entra nel vivo quando Dallas viene colpito gravemente, rimanendo sospeso tra la vita e la morte. Mia si ritroverà a subire un ricatto che le impone di scendere a compromessi con sé stessa e il suo lavoro pur di salvare la vita dell’amico. E la chiave di tutto sembra essere proprio Kyrin. 
L’intreccio è notevole e la trama non è scontata, nonostante i risvolti si intuiscano, di volta in volta, senza grossi colpi di scena. Non manca l’azione, comunque. Così come non manca un’intensa scena d’amore. 
E’ un paranormal romance e ne possiede le caratteristiche malgrado la risolutezza di Mia sia, secondo me, un po’ estremizzata, al punto che tutto si riduca ad una lotta continua anche nei sentimenti, che lei si rifiuta di ammettere ed accettare quasi fino alla fine. Quando dovrà scontrarsi con il temibile e affascinante Kyrin en Arr, dovrà affrontare due battaglie: con l’alieno e con sé stessa. 

Personaggi: Mia è il personaggio narrante e il suo punto di vista è espresso in prima persona. Ha un carattere forte, da leader, e ne è pienamente consapevole. Mi piace, anche se in certe situazioni la trovo un pelino troppo brutale. Nel corso del romanzo, Mia prende coscienza di sé, di qualcosa che le appartiene dalla nascita e che contribuisce a renderla tanto battagliera e quasi invincibile. Un segreto di cui nemmeno Mia stessa è a conoscenza, nonostante lo percepisca. Non si può definire una crescita ma solo una presa di coscienza, appunto. Kyrin un pochino delude poiché malgrado sia il lui di turno, che sia bellissimo e carismatico, non brilla particolarmente. Lo stesso dicasi di Dallas e di tutti gli altri personaggi maschili che sono presenti ma in ombra.

Stile: La Showalter ha uno stile fluido e leggibile con descrizioni accurate e dettagliate che consentono di immergersi pienamente nella storia. L’unica pecca? Il linguaggio. Avrebbe potuto essere incisiva ed esprimere i medesimi concetti senza avvalersi di termini scurrili con tanta frequenza. Una volta passi, due, tre.. ma il troppo storpia. 
A parte questo, l’ho trovato abbastanza scorrevole, diretto e piacevole.

Giudizio finale: Nel complesso il libro mi è piaciuto. Trovo che la storia sia originale ed intrigante. Anche se alcuni personaggi mancano un po’, la protagonista è un ciclone che cattura e affascina. Apparentemente innocua, deliziosamente letale. Anche se leggendo si intuisce ciò che verrà, la trama non risulta scontata anzi, si legge attendendo la conferma di quelle intuizioni. E’ un giusto mix di azione, di violenza, di sentimento, di ironia, di passione.. senza che nessuno di questi aspetti prevalga eccessivamente su un altro. 
Il finale mi lascia un po’ perplessa, sembra quasi affrettato, buttato lì. Però è da considerare che Un oscuro risveglio è solo il primo volume di una serie, quindi.. avanti il prossimo! 
Voto: 7/10


martedì 28 maggio 2013

Teaser Tuesdays #14


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.
Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  1. Prendete un libro che state leggendo;
  2. Apritelo in una pagina a caso;
  3. Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);
  4. Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^


Ecco qua il mio teaser:

<< "Perché voleva vedermi, Mr Daniels?"
"Chiamami Christopher." disse.
A Daniels non piaceva sentirsi ripetere quella domanda e sorrise di fronte alla testardaggine della ragazza.
"L'altra sera ho perso la testa per te" le disse "E mi hai rifiutato. Naturalmente, dovevo provarci di nuovo."
"Provare a fare cosa?" Non disse Mr Daniels ma neanche Christopher. Testarda, comunque.
"Esci con me" le domandò dolcemente, avvicinandosi a lei per lanciarle uno dei suoi potenti e famosi sguardi. "Stasera. Non ho voglia di aspettare il gala di giovedì. Usciamo insieme stasera."Daniels gettò le mani in avanti, in modo supplichevole e rassicurante. "Regalami una notte della tua vita, Ellie. Non sarà così male.">>


La notte degli angeli caduti
Heather Killough - Walden

Qual è il vostro teaser?



lunedì 27 maggio 2013

Recensione: Divergent 01 di Veronica Roth

L'ho iniziato con calma poi mi ha preso e l'ho finito qualche giorno fa. Finalmente riesco a postarne anche la recensione.

Titolo: Divergent
Autore: Veronica Roth
Edizione: De Agostini
Prezzo: 16,90€
Trama (tratta da www.ibs.it): Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza... Età di lettura: da 12 anni.

Ho iniziato a leggerlo per la read along di Sweety reader, ma sono rimasta indietro e, nell'intento di recuperare, mi sono lasciata coinvolgere e l'ho finito in poche ore.
Siamo in un futuro distopico, dove, as usual, a seguito di guerre/catastrofi/studi e quanto altro l'umanità ha rischiato di estinguersi. Per evitare questo 'leggero' inconveniente, sono state stabilite cinque fazioni. Al compimento dei 16 anni, ogni ragazzo viene sottoposto ad una scelta, irreversibile e definitiva. Per aiutarli vengono sottoposti a dei test che ne rivelano le attitudini. La protagonista rivela predisposizione per 3 diverse fazioni e questo fa di lei una divergente. I divergenti sono temuti, perché avendo in sé più caratteristiche sono più difficilmente assoggettabili. Al di là della storia, la cosa che mi è piaciuta di più del libro è l'aspetto socio- psicologico. Credo che l'autrice abbia fatto un ottimo lavoro nell'attribuire ad ogni fazione un pregio che si trasforma in un difetto se portato all'eccesso ed è quello che ci mostra qui. Quando sono nate, probabilmente le fazioni avevano una buona idea di base, così come affidare il governo agli abneganti perché si preoccupano per gli altri. Anni dopo, all'epoca del racconto, le posizioni sono divenute estremiste e i pregi iniziali sono divenuti difetti. Per fare un'esempio, la protagonista sceglie gli intrepidi. Inizialmente tale fazione trovava il proprio credo nel mettere la propria forza a disposizione dei deboli e della difesa dei medesimi. Al momento dell'arrivo della protagonista, quella forza è spesso usata per soverchiare e comandare. Lo stesso cercano di fare gli eruditi tramite lo studio e la conoscenza. 
Altro aspetto che fa riflettere è la fedeltà alla fazione richiesta agli iniziati: devono interrompere qualunque contatto con la famiglia e fazione di origine se diversa dalla propria. Alcuni genitori non vanno neanche a trovare i figli considerandoli dei traditori.
Tutte queste regole, forzature e simili, anche se incomprensibili a noi, vengono spiegate con l'esasperazione che viene data alla qualità propria della fazione e anche ai rapporti tra le fazioni, sempre più tesi e difficili.
In una civiltà così ben caratterizzata trova spazio la storia di Beatrice. Lei è una divergente e questo le permette di essere un'intrepida, ma senza perdere la sua umanità e i suoi sentimenti verso la propria famiglia di origine. 
Non manca anche l'aspetto romantico che qui ho trovato più quieto e rallentato che in altri Young adult. Tra l'altro, per una volta, Beatrice è carina, ma non bellissima, e non perché lei ha gli occhi foderati di prosciutto, ma proprio perché ce la descrivono così. E l'autrice evita, coerentemente, di farle cadere ai piedi tutti i maschi presenti.

Personaggi: Beatrice è la protagonista e la storia la narra lei, in prima persona. Mi è sinceramente piaciuta. E' una buona eroina, che ha i suoi difetti ma che s'impegna per superarli e nel corso del libro cresce. Affronta le proprie paure, i propri timori, fa le sue scelte soffrendo. In tutta sincerità ho adorato anche il maschietto di turno, Quattro, perché nonostante sia uno duro, l'autrice ha avuto il buon senso di attribuirgli delle fragilità e delle paure. Prima fra tutti soffre di vertigini. Anche lui, come Beatrice, le affronta, ma la cosa che mi piace è proprio questa. Non sono perfetti, semplicemente riconoscono i propri difetti e si impegnano per migliorare. La stessa cosa accade anche per altri personaggi. Eric e Peter fanno parte dei cattivi, ma lo sono davvero. Non che poi tutti amici e tutti felici. Peter fa una cosa che mi ha lasciata di stucco. Anche Christina, che è l'immancabile amica pronta all'uso, non è una santa, anzi, non si fa problemi a prendersi un merito non suo a discapito della protagonista.
Dei personaggi che ho trovati molto reali quindi, oltre ad essere ben caratterizzati e coerenti con se stessi.

Stile: La Roth ha una scrittura scorrevole e piacevole. Pur essendo un distopico evita d'inventarsi congegni e cose troppo futuristiche, ma sfrutta al meglio cosa che si trovano anche adesso. Nonostante tutto ha caratterizzato benissimo il futuro. Le spiegazioni sono piuttosto chiare e coerenti. L'assenza di elementi sconosciuti rende facile seguire il racconto e immaginare i momenti. Ho trovato ottimo anche la base psicologica e sociologica della società che ha creato.

Giudizio finale complessivo: Assolutamente positivo. Mi è piaciuto sia a livello di trama che come cura dei particolari. Sono rimasta stupita per la cruenza di alcune immagini e ammetto che la cosa mi ha fatto anche piacere. Ogni tanto trovo romanzi un po' troppo 'corretti' e censurati, anche dagli autori stessi che parlano di atrocità in maniera generale, ma nel racconto non accade niente. 
Ho trovato angosciante fin da subito questo futuro e trovo che questo sia stato utile per riflettere e apprezzare certe cose del mondo attuale. Non solo, si legge anche per affrontare gli aspetti più oscuri di noi e devo ammettere che la lettura di Divergent ha esorcizzato alcuni miei timori (paure sarebbe eccessivo). 
Mi è piaciuta anche l'integrazione fra trama e scenografia. L'autrice ha evitato di creare una società che le facesse comodo, da usare come più le aggradava per la storia. Anzi, mi ha dato un'impressione assurda di 'realtà' come se lei stesse veramente vedendo quel futuro e ne stesse raccontando un momento preciso. Molto brava.
Per finire una cosa che non c'entra niente. Io sono egoista, sono mortalmente egoista, tanto che del mio egoismo ne ho fatto bandiera. Ebbene, Juliette ha diviso i partecipanti in 5 fazioni come nel libro. Volete sapere dove sono finita io? No, non ve ne frega niente ma lo dico lo stesso: tra gli Abneganti.
Sul momento non ci ho fatto caso, ma quando ho capito qual'era la loro caratteristica (altruismo e generosità) mi son rotolata dal ridere.
Voto: 8/10

domenica 26 maggio 2013

Recensione: Dieci piccoli indiani di Agatha Christie

Torno al mio primo amore, i gialli.


Titolo: Dieci piccoli indiani
Autore: Agatha Christie
Edizione: Mondadori
Prezzo: 8,50€
Trama (riassunta da me): Un misterioso U. N. Owen invita otto personaggi che non si conoscono su un'isola deserta. Giunti sull'isola però, vi trovano solo due domestici e provviste, ma nessuna traccia dell'ospite. Incuriositi e guardinghi iniziano a porsi delle domande, ma la lauta e squisita cena li porta finalmente a rilassarsi. Il relax dura poco, durante il caffè, una voce misteriosa lancia dieci terribili accuse e, subito dopo, le persone iniziano a mancare. Nessuno nota che le morti somigliano paurosamente alla filastrocca che ciascuno di loro ha appesa in camera e, assieme ai personaggi, iniziano a scomparire le statuette che erano sul tavolo già dalla prima sera. 

La buona vecchia Agatha è una garanzia e dopo un po' di scatole chiuse (alcune piacevoli altre meno), mi ci voleva un colpo sicuro. Di lei ho letto tanto e conoscevo la storia in questione, eppure non l'avevo mai letto. Stavolta mi sono decisa. Una lettura rovinata? In realtà no. Sapere come va una storia non necessariamente la rende noiosa, anzi, ero sinceramente curiosa di vedere come la signora aveva orchestrato il tutto e nonostante io sapessi come andava a finire, non conoscevo l'assassino e fino all'ultimo ... non ho mica capito chi era! Come sempre ha vinto lei, nonostante lo abbia letto cercando di cogliere ogni particolare. Adesso, con il senno di poi, mi vien da dire: caspita, facile, è palese, ma mentre lo leggevo non era tanto palese (o magari son parecchio rincoglionita io, e non sarebbe del tutto sbagliato pensarlo).
Dieci piccoli indiani (in realtà il titolo esatto sarebbe Dieci piccoli negretti) è una delle opere più famose della Christie perché si discosta e si distingue, per le sue caratteristiche, da quasi tutti gli altri libri della letteratura gialla. Lo si può vedere come una versione gigantesca del morto nella camera chiusa. I dieci personaggi sono attirati, chi in un modo, chi nell'altro, su un isola deserta e iniziano a morire. Come dice un altro investigatore famoso, escluso l'impossibile, ciò che resta è il possibile. Appurato che non c'è un'undicesima persona sull'isola, l'assassino è facilmente individuabile (in teoria). Ho adorato le sottigliezze dell'autrice, anche se, devo ammettere che ogni tanto il suo assassino si è affidato un po' al caso tanto che alcune spiegazioni non mi sono sembrate proprio pulite. Nel senso, non che fossero forzate, ma insomma, bastava veramente un niente perché le cose andassero storte e suona un po' strano che un assassino così meticoloso e che ha studiato tutto sto piano assurdo, si affidi un po' così. Per contro si potrebbe anche dire che conosce così bene l'animo umano da essere certo delle reazioni delle persone e pertanto anche il loro comportamento è previsto e programmato.
Ammetto che, sapendo che avrei avuto a che fare con ben dieci protagonisti diversi, ho prestato molta attenzione all'inizio cercando di memorizzarne il più possibile. Poi è stato facile, perché la Signora non perde tempo e cominciano subito a morire, per tanto il numero si riduce in fretta.
La storia è quasi priva di fronzoli e deviazioni, le uniche cose extra, che interrompono la linearità della trama, sono i ricordi dei vari personaggi che ci aiutano a capire la loro colpa e cosa tormenta il loro animo.
Come sempre ogni cosa è opportunamente spiegata e mostra tutta la logica e il ragionamento che c'è dietro lasciando il lettore soddisfatto e indispettito (per non aver colto e collegato tutti gli indizi).

Personaggi: Non penso di volerveli elencare tutti e dieci, dico solo che sono ben presentati e anche ben caratterizzati, ognuno di loro sembra una persona normalissima, che ha qualche macchia, ma che inizialmente non sembra così grave. Il vicino della porta accanto, la vecchia signora del pianerottolo, il poliziotto, un giudice in pensione. Persone bene o male comuni che non sembrano meritevoli di morte. Nel corso della storia però, gli scheletri vengono fuori e tutto combacia.

Stile: Pacato e senza grandi enfasi, è un ottimo esempio di scrittura di inizio secolo. Bandite scene troppo forti, volgarità e simili. O meglio, forse qualcosa per l'epoca c'era, ma attualmente non è più rilevabile (a meno di non essere fini conoscitori degli usi e dei costumi). Ci sono parole magari desuete e oggetti non più in uso che possono causare qualche perplessità ma non rovinano la lettura, anzi la arricchiscono di un velo storico molto piacevole. Rimane un libro comunque scorrevole e che si fa leggere.

Giudizio finale complessivo: Un libro che è come un gioco. Trae spunto da una filastrocca (Dieci piccoli negretti appunto) e la segue facendo combaciare strofa e morti. So che è macabra come cosa, ma mi sono divertita. Ho provato, come i personaggi, a cercare di capire chi fosse l'assassino, sia seguendo la storia che la poesia, ma niente. Eppure gli indizi ci sono. E' questo che amo dei libri della Christie, che ci puoi 'giocare', puoi provare a cogliere tutti i particolari e scoprire l'assassino, puoi divertirti a fare l'investigatore e battere i protagonisti. Poi, almeno io, non ci riesco mai, però mi diverto lo stesso, perché quando arrivo in fondo tutto viene svelato e tutto era già lì. Non ci sono indizi nascosti o assassini che spuntano da chissà dove.
Adoro mettermi alla prova e ho trovato questo libro particolarmente stimolante.
L'autrice inoltre, offre sempre un campionario umano molto particolare su cui riflettere, soprattutto perché, abitudini superate a parte, i suoi personaggi sono sempre tremendamente attuali.
Forse manca un po' il coinvolgimento e l'enfasi sui colpi di scena, ma, come dicevo prima, il libro va contestualizzato nel periodo in cui è stato scritto e non si può pretendere un tipo di scrittura che ha preso piede decenni dopo.
Voto: 9/10

venerdì 24 maggio 2013

La Lettrice Rampante: Riflessioni casuali sul leggere e lo scrivere (att...

Ho pensato spesso anche io di scrivere un post simile, visto che ci ha già pensato Elisa e io concordo in pieno con le sue parole, vi lascio il link al suo post.

La Lettrice Rampante: Riflessioni casuali sul leggere e lo scrivere (att...: C'è una domanda che mi viene rivolta ogni tanto quando dico che ho un blog letterario. Ed è "hai mai pensato di scrivere un libro?...

Recensione: Il libraio di Selinunte di Roberto Vecchioni

Librino letto un po' di tempo fa ma che mi è rimasto nel cuore.


Titolo: Il libraio di Selinunte
Autore: Roberto Vecchioni
Edizione: Einaudi
Prezzo: 8,00€
Trama (tratta da www.ibs.it): Un ragazzo esce nottetempo di casa, eludendo la sorveglianza dei genitori, per recarsi nella bottega di un librario che passa le notti a leggere. Il ragazzo s'innamora di questa figura e grazie a lui assorbe le mille storie che nei libri sono custodite. Quando un giorno gli abitanti del villaggio, mossi dall'odio e dall'invidia, bruciano la libreria, si accorgono con terrore che con le parole spariscono anche le cose che queste nominavano. Il librario è introvabile, forse morto nel rogo. Sarà il ragazzo a scoprire dentro di sé la sua voce perduta e quando vicino al tempio vede le proprie parole farsi pagina sul mare, capisce che queste sono ancora vive e che le cose si salveranno. La storia è ispirata al testo di una sua nuova canzone.

Questo è uno di quei libri strani che si amano o si odiano. O meglio, odiare magari no, però suscitano noia e insensatezza.
La trama è tutta nelle poche righe sul retro della copertina, non vi accade altro. Non è un racconto da trama, è un racconto da significato. Un racconto che, chi ama la lettura e il suo valore intrinseco, difficilmente potrà non apprezzare.
Una storia che narra dell'importanza delle parole e della loro magia e valore intrinseco. Le parole che usiamo maggiormente sono quelle di uso comune, pratiche, ripetitive, sempre uguali. Tutte le altre sono contenute nei libri, se distruggiamo i libri, le parole vanno perdute. Questo è il significato che Vecchioni ha espresso con questo racconto. Tra l'altro vorrei anche sentire il brano che sembra vi sia collegato.
Personalmente lo trovo un concetto vero e meraviglioso. Su cui raramente ci soffermiamo. Come gli abitanti del villaggio temiamo il diverso e ci preoccupiamo di distruggerlo per paura, invidia, ignoranza e simili, senza preoccuparci del prezzo da pagare, di ciò che rischiamo di perdere. Il libraio è diverso dagli abitanti e suscita perplessità e timore, perché è visto come strano. Quando cercano di 'punirlo' perdono le parole, ma non solo quelle speciali contenute sui libri, ma tutte. E divengono incapaci di comunicare, soprattutto i sentimenti. E' una perdita altissima.
Io l'ho letto anche in chiave antirazzista: la paura del diverso. Dello sconosciuto. il libraio è mite, ma fa paura perché non lo conoscono. Di quante persone abbiamo paura solo perché non le conosciamo? E, soprattutto, questa non conoscenza, quante cose ci sta portando via? Quanto la paghiamo?
Sono domande che mi è piaciuto sentirmi fare.

Personaggi: Principalmente Nicolino, che incurante dei divieti, si reca ogni volta nella libreria a sentire il libraio leggere. E le parole rimangono dentro di lui. E' il coraggio, la curiosità, la forza, ma anche la sensatezza e l'amore per il sapere. Il desiderio di sentire e vivere quelle storie, di farle filtrare dentro di sé e sedimentare. L'altra figura è il libraio, brutto e antipatico, eppure determinato, deciso a portare avanti il suo lavoro nonostante tutto e tutti. Da notare come Nicolino stesso di lui dica: sembrava che leggesse per se stesso, più che per gli altri. Il libraio più che un libraio è un lettore. E' il lettore, che legge per se stesso, che legge per vivere le storie, per farle penetrare e sedimentare in sé e portarle sempre nel cuore.

Stile: Meraviglioso e poetico. Adoro i brani di Vecchioni e adesso anche questo suo libro. Non mi aspettavo niente di meno da un un racconto sulle parole e il loro valore. Il cantante ce lo mostra tutto, usando per primo termini giusti, corretti, poetici eppure comprensibili. La parola giusta al momento giusto. E ci riesce senza sconfinare nel registro altisonante o aulico. Un linguaggio tutto sommato corrente, ma usato in maniera scorrevole e morbida: perfetta.

Giudizio finale complessivo: Tra tutti i libri sui libri e la scrittura è stato indubbiamente il più bello e il più significativo. Un racconto che mi è rimasto dentro e che ho voglia di rileggere spesso, per coglierne tutte le sfumature ed il valore. Un racconto che mi sento di consigliare a tutti coloro che vogliono fermarsi un momento a riflettere sul perché leggono, su cosa perderebbero se smettessero e su ciò che rimane dentro di loro anche senza che se ne accorgano.
Un libro che pur non avendo una trama eccezionale è arrivato a commuovermi e intenerirmi. Un scoperta meravigliosa, un gioiellino piccolo piccolo che brilla come un piccolo diamante (Volete ridere? Mi sono ri-commossa nello scrivere la recensione).
Voto: 9/10

giovedì 23 maggio 2013

Recensione: La società degli spiriti (Ep. 01) di Federica Soprani e Vittoria Corella

Eccomi di nuovo. Questa recensione è un po' passata avanti ad altre, ma il libro mi è piaciuto, pertanto...


Titolo: La società degli spiriti
Autore: Federica Soprani & Vittoria Corella
Edizione: Lite edition
Prezzo: 1,99€
Trama (tratta da www.lite-edition.com): Il primo episodio della serie Victorian Solstice di Federica Soprani e Vittoria Corella.
Jericho è un Medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale. Quando Lord Kynaston viene trovato fatto a brandelli nel suo studio chiuso dall'interno, il Medium che parla con i morti e il poliziotto più scettico di Scotland Yard sono costretti a lavorare insieme loro malgrado. Dai bordelli per ricchi annoiati fino alla casa del vizio più pericolosa del West End, una detective story vittoriana oscura e sensuale.

Dopo la delusione di Gabriel's Inferno (ancora non ho finito quel capitolo e ancora non ho deciso se lo mollo davvero o se sono così masochista da andare avanti nonostante tutto), avevo veramente bisogno di qualcosa di sensuale e un po' turpe, ma ben scritto che non mi facesse andare fuori dai gangheri dopo tre secondi (toscanismo traducibile con un più elegante 'arrabbiarsi tanto tanto, ma veramente tanto'). Come amo sempre ripetere 'Basta chiedere' (fate attenzione però, perché vale anche 'Non chiedere mai, potresti essere accontentato!') e difatti quasi contemporaneamente, una delle autrici mi ha contattata chiedendomi una recensione.
Per conoscenza pregressa di altri lavori sapevo che non ne sarei rimasta delusa e così è stato.
Il racconto in questione mi ha dato esattamente ciò che cercavo: una buona storia (in primis), ben scritta e con qualche scena deliziosa che compiacesse il mio lato maniaco.
Ci troviamo in una Londra vittoriana molto ben caratterizzata, affascinata dal paranormale e dal mistero, soprattutto nella persona del medium Jericho. A lui si contrappone il detective Jonas, scettico e realista che non ammette l'esistenza di qualcosa di non spiegabile.
Una contrapposizione di vedute ideale per creare una coppia di personaggi con molto da dire e molto da dare e che si allinea perfettamente con le altre contrapposizioni del romanzo. Ve le elenco perché sono tra le cose che mi hanno fatto apprezzare il lavoro:
- la storia finisce nel marcio, nelle deviazioni delle persone, nelle malformazioni e in quanto di turpe ci possa essere, eppure mantiene uno stile sobrio ed elegante che non utilizza scene d'impatto né volgarità, ottenendo comunque lo stesso risultato;
- si tratta di un racconto e le autrici hanno operato la saggia scelta di non introdurre troppi personaggi né una trama troppo articolata, anzi, questa si mantiene lineare e facilmente seguibile, eppure è ricca, complessa, permette ai due 'investigatori' di fare le loro riflessioni e le loro conclusioni e al lettore di mantenere viva la propria curiosità e attenzione;
- l'idea di base mi è piaciuta e mi è piaciuta la sua semplicità. Riducendo la cosa ai minimi termini si tratta di un uomo e di un suo desiderio, eppure non si ha quest'impressione leggendo il libro, perché ci sono sopra molte riflessioni, molti spunti, molte sfumature che spingono il lettore a farsi molte domande sul proprio animo e sulla propria esistenza.
- Nonostante la brevità, si apprendono comunque molte cose anche dei protagonisti che risultano così approfonditi e ben delineati.
Per finire, il contrasto più bello: potete leggerlo come me, che ora sto qui a far discorsi aulici ed esaltati, ma potete anche prenderlo e leggervi un buon racconto giallo venato di sensualità che non vi impegni troppo la testa.
Altre cose che ho apprezzato tantissimo: la coerenza dei personaggi. Sono un po' stanca di donne di ferro che a pagina 3 si squagliano a mo' di pere cotte tra le braccia del bellone di turno, continuando anche a dirgliene di tutti i colori. Ok, qui si tratta di due uomini, ma non fa differenza il loro sesso, la differenza la fanno le autrici che hanno, giustamente, evitato di farli finire a letto a pagina 4. Eppure il romanzo è sensuale, malizioso, ammiccante. Un po' più forte una vera scena di sesso, che comunque non disturba e che ha un suo motivo, soprattutto alla luce di sviluppi futuri.
E anche l'erotismo stesso. Nel 90% dei libri/racconti erotici che ho letto ultimamente, più che erotismo ho visto pornografia. Sesso crudo schiaffato lì, con parole e discorsi da scaricatore di porto che con una scena erotica hanno poco da spartire. L'erotismo è fatto anche di accenni velati, di sguardi, di sottigliezze che stimolano la fantasia del lettore, che lasciano alla sua mente (e desiderio) il compito di completare, affinare, lasciarsi scaldare da quei piccoli cenni. E spesso manca la parte emozionale: non mi basta leggere che si amano, voglio vederlo, l'innamoramento, e non in 3 pagine. Il prossimo colpo di fulmine che voglio vedere è quello che colpisce un protagonista e lo lascia lì morto stecchito!
Ecco... tutto sto panegirico per dire che ho apprezzato la lentezza sentimentale di questa storia (tra l'altro si può solo intuire che si evolverà, ma è quasi più una speranza da lettrice romantica e maniaca)

Personaggi: come vi dicevo i personaggi sono minimi e questo ha consentito di approfondirli di più. Mi sento di nominare Jericho, oscuro, tormentato, con un passato decisamente da dimenticare. E' decisamente affascinante e le sue creatrici sono state bravissime a lanciare i 'bocconcini' giusti per far ingolosire i lettori e spingerli a volerne sapere di più. Jonas ha più l'aria del ragazzo pulito. Anche lui ha un episodio oscuro alle spalle, ma in generale si presenta come l'ingenuo e integerrimo detective della situazione. L'ho trovato a suo modo buffo, soprattutto quando si trova davanti aspetti dell'animo umano che non sembra aver mai messo in conto. Per finire un accenno su un affascinantissimo Re Belial gestore di una casa piuttosto equivoca ove ogni desiderio può essere soddisfatto. L'ho adorato e detestato insieme. Detestato perché le persone e i personaggi come lui mi fanno schifo, detto proprio senza filtro, adorato perché, volente o nolente, mi ha portata a farmi domande che da sola non sarei mai riuscita a formulare, neanche ad immaginare, credo. E chi ti fa conoscere te stesso merita un riconoscimento (anche se è un personaggio di fantasia).

Stile: Come ho già accennato sopra la scrittura adottata dalle due autrici è elegante e molto english, pacata e soft anche nei momenti più scabrosi. L'ho trovata coerente con l'ambientazione del romanzo. Altra cosa che ho apprezzato tantissimo è stata la terminologia appropriata: stoffe, modelli di abiti, elementi di abbigliamento, oggetti vari, sono stati tutti identificati con il loro nome anziché con un sinonimo di uso corrente. Certo, i questo caso è necessario un attimo di vocabolario, ma lo preferisco rispetto alla grossolanità e al 'tanto va bene lo stesso'. Ecco, no, per me non va bene lo stesso, la cura dei particolari aumenta la piacevolezza di una storia.
Nonostante questo il linguaggio è scorrevole e si lascia leggere con semplicità.
Notina negativa: sono presenti alcuni refusi, due dei quali assomigliano tanto (troppo per la mia pignoleria) ad errori di grammatica. Vista la cura e la meticolosità di tutto il libro lascio comunque il beneficio del dubbio.

Giudizio finale complessivo: Un'ora piacevolmente spesa e un'esperienza che ripeterei molto volentieri. Il libro delle due ragazze (signore?) mi ha conquistata, incuriosita, divertita (nel senso che mi è piaciuto leggerlo) e soddisfatta (e non siate maliziosi). I motivi credo di averli abbondantemente esposti sopra. In genere nella prima parte cerco di essere più oggettiva, ma se un libro mi è piaciuto faccio fatica a mantenermi impassibile (e si vede). Sono sinceramente curiosa di leggere gli altri tre e credo che, almeno in un caso, questo avverrà presto (giusto il tempo di finire di litigare con la mia banca per la carta ricaricabile), il secondo episodio della serie, infatti, è già uscito (il 21 Maggio)
Voto: 8/10

mercoledì 22 maggio 2013

W. W. W. Wednesdays #12


Da buon mercoledì torna w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte (e stavolta non ricordo proprio dove l'ho letta le prime volte).
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:

What are you currently reading?


La promessa del leone
Chiara Cilli


La notte degli angeli caduti
Heather Killough-Walden 

What did you recently finish reading?


Il piacere 
Gabriele D'annunzio
(scampanio a festa)



Il poeta
Michael Connelly


Mark Johnson e le chiavi di Allen
Giuseppe Attanzio
In realtà è interrotto a pagina 40 e non verrà ripreso. Nessuna recensione.


La società degli spiriti
Federica Soprani & Vittoria Corella


Coraline
Neil Gaiman

What do you think you'll read next?


Tregua nell'ambra
Ilaria Goffredo
(mi è rimasto dall'elenco dell'altra volta)


La maledizione di Ondine
Valentina Barbieri

Qualche altra cosa che deciderò sul momento.

E voi? Cosa avete letto, state leggendo, leggerete?

martedì 21 maggio 2013

Teaser Tuesdays #13


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.
Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri Teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo;
  • Apritelo in una pagina a caso;
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);
  • Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^

Ecco il Teaser di oggi (meglio tardi che mai! ^_^):

<< Jessica lo guardò. Nonostante tutto era dispiaciuta di vederlo così preoccupato, così agitato.
«E ti stupisci?» domandò.
«Io non dico più niente», commentò Patricia.
«Jessica... » disse Alexander con tono di supplica.
Non poteva parlare con lui in quel momento. Erano successe troppe cose.
«Vado a fare una passeggiata un po' più lunga», disse, «non aspettatemi per pranzo. Non so quanto resterò fuori.»
«Posso accompagnarti?» chiese Alexander.
«Preferisco andare da sola.», rispose lei, dura.
Lui chinò il capo lentamente.
«Io non dico più niente», ribadì Patricia.
«Ti ringrazio», disse Jessica, «veramente carino da parte tua.»
Patricia se ne andò senza aggiungere una parola. Steve era già sparito a cercare il tosaerba nella rimessa degli attrezzi. >>




Alla fine del silenzio
Charlotte Link

Qual è il vostro Teaser?


lunedì 20 maggio 2013

Recensione: Never Sky di Veronica Rossi

Rieccomi!!! Oggi sono in edizione serale. ogni tanto ci vuole.


Titolo: Never Sky
Autore: Veronica Rossi
Edizione: Sonzogno
Prezzo: 17,00€
Trama (tratta da www.ibs.it): Lo chiamano Never Sky, è un cielo violento, pervaso dall'Etere, sostanza che causa tempeste continue, morte, distruzione. La vita sicura è possibile solo dentro l'enclave Reverie, un mondo barricato, una biosfera ipertecnologica dove ogni pericolo, persino malattie e invecchiamento, sembra appartenere a un lontano passato. Fuori invece, nel dominio dell'Etere, non è dato avventurarsi, nessun abitante di Reverie oserebbe mai, perché la Fucina della Morte è una terra brutale e desolata, infestata da individui assetati di sangue. La bella e giovane Aria vive a Reverie: qui lei e i suoi amici possono scegliere di abitare infiniti mondi virtuali, come in un videogioco. Anche lei, al pari di tutti, teme l'ignoto oltre il confine del proprio Eden. E quando verrà ingiustamente cacciata dalla sua società di eletti, si ritroverà sola e disperata nella Fucina della Morte. È come essersi risvegliata all'improvviso in un corpo che non riconosce, in balìa di un mondo popolato dai discendenti reietti dell'umanità che, dopo la Grande Catastrofe, non hanno trovato rifugio a Reverie. Solo quando il suo sguardo incrocia quello selvaggio di Perry, un giovane Outsider ribelle, Aria comincia a intuire: quel luogo forse contiene la vita che non ha mai vissuto, le sensazioni che le erano negate nell'universo asettico in cui era cresciuta. Ma è anche la morte vera a minacciarla da ogni dove. Presto lei e Perry, opposti in ogni cosa, scopriranno di custodire l'uno la chiave per la redenzione dell'altro.

Passato The selection, la dolce Daydream di Reading is believing ci ha proposto Never Sky. Giusto per rimanere in tema di distopici.
Appena l'ho iniziato ho pensato: ecco, questo è un vero distopico!
Ci troviamo in un futuro piuttosto remoto, il cielo è invaso da una sostanza tossica chiamata Etere e la maggior parte della popolazione vive in città chiamate biosfere.
Inizio con il dire che l'elemento distopico qui è piuttosto forte e ben caratterizzato. All'interno delle biosfere è presente un sistema virtuale radicato che permette la creazione di luoghi chiamati Reami in cui le persone passano praticamente la maggior parte del tempo. Non solo, sono stati anche modificati i corpi umani. Apprendiamo che non esistono più odori, cicli femminili, addirittura i bambini vengono creati in laboratorio.
Sinceramente questo libro mi ha ricordato per molti versi la serie Uglies di Westerfeld, ma suppongo che quando si tratta di distopia alcune caratteristiche siano comuni.
Il racconto si sviluppa con entrambi i punti di vista dei protagonisti e questo permette di vedere le loro sensazioni, il loro sviluppo emotivo e anche cosa turba il loro animo.  Sinceramente ho apprezzato questo aspetto, soprattutto in confronto ad altri libri in cui il punto di vista è unico.
Ci sono delle cose, comunque, che mi sono piaciute meno.
Aria, per una colpa non sua, viene sbattuta fuori dalla biosfera e lasciata a morire nelle zone selvagge. Qui si presenta il primo elemento che mi ha lasciato vagamente perplessa: non è spiegato cosa sia esattamente l'etere nè quale sia la sua pericolosità. Dalla storia si deduce che causa tempeste che bruciano e ustionano, uccidendo uomini e animali e rendendo incoltivabili i terreni. Viene inoltre descritto come qualcosa di fluido, tanto che l'aria è rimasta respirabile.
Altro elemento che mi ha fatto storcere il naso è la differenza tra la società futuristica delle biosfere e quella delle palafitte del villaggio di Peregrine. Capisco che il mondo 'fuori' sia pericoloso e che molte cose siano andate distrutte, ma c'era proprio bisogno di una società con archi e frecce? Che fine ha fatto la polvere da sparo? E anche  avoler eliminare del tutto l'energia elettrica, per me l'autrice è tornata un po' troppo indietro.
Al contrario ho apprezzato molto le persone dotate di doti particolari, la vista, l'udito e l'olfatto più sviluppati del normale, cosa possibilissima quando si è costretti a vivere in condizioni pericolose, ma che l'autrice ha sfruttato al massimo per rendere speciali i suoi personaggi.
Stranamente (per me) il lato emotivo mi è piaciuto molto. I due ragazzi pur innamorandosi nell'arco di un libro, nella 'realtà' del racconto, lo fanno dopo parecchi giorni in cui sono costretti a vivere a stretto contatto, in cui devono imparare a conoscersi e in cui devono aiutarsi a vicenda se vogliono sopravvivere e raggiungere il loro obiettivo. In alcuni momenti mi hanno emozionata davvero e questo lo considero un aspetto positivo.

Personaggi: Aria e Peregrine sono i due protagonisti e, come dicevo, vengono seguiti entrambi con un alternanza quasi precisa dei capitoli. Questo permette di vederli crescere entrambi, maturare i loro sentimenti e le loro sensazioni. Comprendere se stessi e comprendersi a vicenda. Se devo essere onesta però, ho preferito il maschietto, Perry, l'ho trovato più stabile, più profondo, più 'bello' come personaggio. Aria invece, pur avendo ammirato il suo non lamentarsi anche con i piedi a pezzi e pieni di vesciche, mi è rimasta leggermente antipatica. E' comunque un filo capricciosa e viziata e fa anche un po' troppo la saccente, mentre invece non è che abbia sta gran conoscenza, neanche di se stessa (la scena del ciclo è bellissima, non so se mi ha fatto più sorridere la sua ignoranza o l'imbarazzo di lui). Altro difettino del libro è lo scarso approfondimento di tutti gli altri personaggi. Avrei tanto voluto un po' più di approfondimento su Cinder, Marron e Roar, anche attraverso gli occhi dei due ragazzi, invece se ne parla poco. Peccato.

Stile: Il libro è scorrevole e ben scritto, l'autrice utilizza un registro medio e se la cava anche nelle descrizioni futuristiche, quello che manca è forse un approfondimento, ma più a livello concettuale che descrittivo. Buona la parte emotiva che riesce a coinvolgere il lettore così come l'utilizzo della terminologia.

Giudizio finale complessivo: Un libro che mi è piaciuto, pur con le leggere storture che ho menzionato, e di cui aspetto il seguito, forse non con impazienza, ma sono davvero curiosa di sapere come va avanti. Pur avendomi coinvolta e talvolta emozionata, non mi ha fatto rischiare l'infarto nè per i colpi di scena nè per le scene romantiche. L'ho trovato un libro tranquillo, rilassante e piacevole. Per chi non è praticissimo di distopici si può fare fatica all'inizio con la struttura delle biosfere e il concetto dei Reami, ma alla fin fine non è proprio essenziale avere una comprensione perfetta di questi due elementi.
Voto: 8/10

venerdì 17 maggio 2013

Recensione: The selection di Kiera Cass

Un libro che non mi è piaciuto affatto. Troppe contraddizioni e insensatezze.

Titolo: The selection
Autore: Kiera Cass
Edizione: Sperling & Kupfer
Prezzo: 17,90€
Trama (tratta da www.sperling.it): In un futuro lontano, in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l'erede al trono decide di scegliere la propria moglie attraverso a un reality show. Spettacolare. Per molte ragazze la Selezione è l'occasione di una vita. L'opportunità di sfuggire a un destino di miseria e sognare un futuro migliore. Un futuro fatto di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America tutto questo è un incubo. A sedici anni, l'ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa in un austero Palazzo a lei sconosciuto. Perdendo così l'unica persona che abbia mai amato, il coraggioso e irrequieto Aspen. Poi però America conosce il Principe Maxon e le cose si complicano. Perché Maxon è affascinante, dolce e premuroso. E può regalarle un'esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare...

Questo libro mi ha fatto storcere il naso dall'inizio alla fine.
Letto assieme ad un gruppo di lettura, a causa di impegni ho impiegato un po' a scriverne la recensione. Rimedio ora.
Comincio con il dire che il libro magari non sarebbe bruttissimo, ma per me ha talmente tante pecche che alla fine non sono riuscita a farmelo piacere.
Innanzitutto l'assoluta incoerenza: è presentato come un distopico, ma sembra ambientato nel medioevo.
In primis per il maschilismo dilagante. Già il principe che sceglie la sposa con un reality fa tanto fattore al mercato in cerca della giumenta migliore. Poi la scena top: la protagonista risparmia e riesce a mettere insieme una cena di nascosto per il suo ragazzo morto di fame e... lui le fa un caziatone tremendo perchè 'dovrei essere io a prendermi cura di te'... Per finire già solo 34 adolescenti che si accapigliano per un uomo (o una corona) mi fa rizzare i capelli in testa. Ma vabbè, passiamolo.
Altro punto a sfavore della distopia. Allora siamo in un futuro imprecisato, dopo una non meglio imprecisata quarta guerra mondiale. Inspiegabilmente, da questo futuro, sono scomparsi internet, cellulari, ipod, telecomunicazioni, droni, ritrovati tecnologici vari e ... i preservativi.
Lo so che se non lo avete letto avrete fatto delle facce così, ma questo è ciò che si deduce dalle parole della protagonista: avere relazioni sessuali prima del matrimonio è punito con l'arresto (ma chi governa, il Papa???) e ti puoi permettere il controllo delle nascite solo dalla quarta classe in su. Ma quanto costano i preservativi in questo futuro??? Ma i vecchi rimedi della nonna?
Poi sta divisione in classi... Sono 8 in tutto. Lei è una 5 e son mezzi morti di fame, i 6 son morti di fame del tutto. Gli 8 forse leccano i marciapiedi.
E non è chiaro da cosa derivi tutto questo (cè una spiegazioncina piazzata lì senza capo nè coda), nè perchè non sia possibile passare da una classe all'altra.
La brutta scopiazzatura di Hunger Games è palese e infastidisce non perchè copiata, ma perchè per andare dietro a quella l'autrice si è del tutto disinteressata a farsi una storia sua. Se si fosse concentrata sulla sua idea forse era meglio.
Sui 'nemici' non mi spreco neanche: il caos più totale. Inconsistenti, inutili, ridicoli. Giusto perchè ogni tanto doveva accadere qualcosa.
Per finire il 'gioco'. Ecco il gioco non c'è. Le ragazze non si scontrano, non mostrano doti, non fanno niente. Stanno lì e basta. Il principe al massimo ci va a passeggio o in appuntamenti simili. Cioè ... Wow, per il telespettatori dev'essere esaltante...

Personaggi: America è la protagonista e non l'ho trovata malissimo. Mi è piaciuto il modo in cui i suoi sentimenti sono cambiati, anche se forse l'autrice non l'ha sfruttata in pieno. Gli altri personaggi sono, purtroppo, solo accennati. Forse si salva un pelino il principe Maxon, ma anche lui fa un po' troppo il comodo dell'autrice. Ad un certo punto è tutto stressato perchè 'ha delle responsabilità verso il popolo', poco dopo lui si lamenta e dice che gli tengono nascoste le cose e che con lui non parlano O_o Converrete con me che la cosa non torna più di tanto. La terza punta del triangolo è Aspen (la versione ccassiana di Gale di Hunger games) che dopo un inizio da ... testicoli di ricotta, cerca di fare il figo in fondo. Mah!
Le altre ragazze macchiette insignificanti, lo stesso per gli altri personaggi

Stile: Pulito, scorrevole, sostanzialmente corretto. Anche qui però, troppo uso di frasi e parole derivanti dal parlato che stonano e rendono poco piacevole la lettura. Registro medio.

Giudizio finale complessivo: Troppi, troppi, troppi difetti hanno abbondantemente rovinato la lettura di questo libro che, forse, come idea iniziale, non era malissimo. Certo non originale (come non ricordare la scena di Cenerentola in cui il povero principe si deve sorbire 'tutte le ragazze da marito' del regno in cerca di quella giusta?), ma comunque carina se sviluppata nel modo giusto. Così... è francamente un libro pessimo, pieno di contraddizioni, insensatezze, cose appiccicate lì a comodo senza che abbiano un vero senso.
Tra l'altro è un libro che non finisce perchè è una trilogia. E qualcosa (anche qualcosa in più) mi dice che io non mi sprecherò a leggerla. Almeno non in tempi brevi.
Voto: 4/10

giovedì 16 maggio 2013

Recensione: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs


Un libro che sul momento sembrava mi fosse piaciuto, poi ...

Titolo: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine
Autore: Ransom Riggs
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 18,50€
Trama (tratta da www.ibs.it): Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista? Oppure sono qualcosa d'altro, e di tuttora presente, in grado di colpire ancora? Quando la tragedia si abbatte sulla sua famiglia, Jacob decide di attraversare l'oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all'orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob potrà stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, contenevano almeno un granello di verità, come sembra testimoniare la strana collezione di fotografie d'epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle fotografie ingiallite, bizzarre e non di rado inquietanti, fossero davvero, come il nonno sosteneva, speciali, dotati di poteri straordinari, forse pericolosi? Possibile che quei bambini siano ancora vivi, e che - protetti, ma ancora per poco, dalla curiosità del mondo e dallo scorrere del tempo - si preparino a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro?

Quando ho sentito parlare per la prima volta di questo libro mi ha incuriosito. poi i riferimenti alla seconda guerra mondiale mi hanno scoraggiata. Alla fine, causa alcune recensioni positive, mi sono decisa a dargli una possibilità.
Non era ciò che temevo, ma mi ha lasciato molto perplessa ugualmente.
Il riferimento alla seconda guerra mondiale è chiaramente solo una scusa per confondere sia Jacob che il lettore (che non si lascia ingannare, soprattutto se si è letto la quarta di copertina). Difatti l'uomo, nella vecchiaia, parla di mostri e a tutti viene naturale pensare che si riferisca agli orrori che ha vissuto.
Il prosieguo della storia spiega a cosa si riferisce.
Devo ammettere che alcuni elementi della trama li ho trovati piuttosto originali, soprattutto l'anello e i bambini speciali. Altre cose invece mi hanno fatto storcere un po' il naso.
Innanzitutto, Jacob prende un po' troppa libertà sull'isola e ho trovato poco credibile che il padre non faccia e dica niente (lo fa ma, a parer mio, in maniera troppo blanda). Molti punti rimangono oscuri, soprattutto per quanto riguarda i 'nemici' e ciò che sta accadendo. Insomma, sembra quasi che siano stati messi lì giusto perchè l'attesa sale, tutti sono in allarme e qualcosa doveva accadere.
Per finire... non finisce.
E' uno di quei libri dove la soluzione è parziale e l'ultima scena è sui personaggi in mezzo al niente in cerca di un nuovo futuro.
L'impressione ricavata è stata doppia: o l'autore non sapeva come andare avanti, si era scocciato e l'ha chiusa lì, o si è preparato il terreno per un seguito.

Personaggi: Jacob è il protagonista. Non è male, ma fa un po' troppo l'eroe incompreso. Inoltre trovo che sia stato 'specializzato' troppo a fronte di uno scarso approfondimento psicologico. Emma, per avere... ottant'anni se non ricordo male, mostra davvero una certa scarsità di maturazione. Capisco che in un certo senso non sia mai cresciuta, ma mi sarei aspettata qualcosa di più. Gli altri bambini e ragazzini sono giusto leggermente tratteggiati. Gli adulti sono quasi assenti. Il padre di Jacob è più infantile di lui e ha spesso reazioni che ho giudicato poco comprensibili. Miss Peregrine forse doveva avere la funzione di spiegare a Jacob e al lettore come stavano le cose, ma le sue spiegazioni sono blande e poco approfondite. Anche in questo caso ho avuto l'impressione che alcune cose fossero demandate ad un successivo volume.

Stile: Buono, coerente, scorrevole. Ammetto che in parte è stato essenziale per trovare gradevole un libro che altrimenti avrebbe rivelato molto di più le sue mancanze. Le descrizioni non mi sono dispiaciute e generalmente le immagini evocate sono abbastanza chiare, anche nelle scene concitate o di battaglia. Registro medio. Nonostante l'accenno alla seconda guerra mondiale non ci sono citazioni storiche, se non cose blande e note. Un po' comoda, come soluzione.

Giudizio finale complessivo: Un libro che ho letto in fretta che da un lato non mi è dispiaciuto, ma che dall'altro mi ha lasciata piuttosto insoddisfatta. C'erano degli elementi buoni, ma alla fin fine la trama si è rivelata parziale e inconsistente, i personaggi tendenti al piatto e il finale con un nulla di fatto. Francamente sono arrivata in fondo e ho pensato: e quindi? Cosa ho letto finora? E, soprattutto, perchè?
Ecco, se mi chiedessero: perchè dovrei leggere questo libro? non saprei cosa rispondere. E' scorrevole, ma niente di più. Tutto il resto sembrano tentativi (tentativi di personaggi, tentativi di trama).
Voto: 6/10

mercoledì 15 maggio 2013

W. W. W. ...Wednesday #11


Da buon mercoledì torna w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte (e stavolta non ricordo proprio dove l'ho letta le prime volte).
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:

What are you currently reading?


Gabriel's inferno - Tentazione e castigo
Sylvain Reynard 
(Ma solo fino alla fine del capitolo che sto leggendo, poi lo mollo lì, ma i primi capitoli li recensisco. Giusto per dare un'idea del perchè lo mollo)


La notte degli angeli caduti
Heather Killough-Walden 


Il piacere 
Gabriele D'annunzio

What did you recently finish reading?


Dieci piccoli indiani
Agatha Christie


Dark Vision 03 - La passione
Lisa J. Smith


Alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine
Eric Malpass


Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
Luis Sepùlveda

What do you think you'll read next?

Non è che penso di leggerli, so che li leggerò:


La promessa del leone
Chiara Cilli

Tregua nell'ambra
Ilaria Goffredo



Mark Johnson e le chiavi di Allen
Giuseppe Attanzio


La società degli spiriti
Federica Soprani & Vittoria Corella

E voi? Cosa avete letto, state leggendo, leggerete?

martedì 14 maggio 2013

Teaser Tuesdays #12


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.
Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo;
  • Apritelo in una pagina a caso;
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);
  • Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^


Ecco qua il nuovo libro iniziato:

<< Max studiava mentre la neve copriva la città, studiava senza quasi vedere i germogli verdi che spuntavano sui rami degli alberi annunciando la primavera. Studiava con le finestre aperte perchè l'appartamento si riempisse di sole, e continuava a studiare quando i giorni diventavano più brevi e il grigio acciaio dell'inverno conquistava tutto. I suoi progetti ed i suoi sogni dipendevano dai suoi sforzi e si dedicava completamente alla meraviglia di scoprire perchè le cose funzionavano in un certo modo e come potevano funzionare meglio.
Mix, invece, cominciò a trascurare il piacere di esplorare i tetti e pensò che la mancanza di luce e la delicata nebbiolina che in casa avvolgeva ogni oggetto fosse colpa dell'inverno.>>

Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
Luis Sepùlveda

Qual è il vostro teaser?


lunedì 13 maggio 2013

Recensione: L'incanto di cenere di Laura McLem

Piccolo cambio di grafica!!!
Io chiedo e la mia consocia esegue!!!
In realtà la cosa avviene un pelo più lentamente. Tipo:
Marzo, Dru pensa che magari si potrebbe cambiare qualcosa;
Aprile, Dru si decide a mettere insieme un'umile richiesta
MAggio, Dru invia finalmene la umile richiesta
Maggio e un secondo, Dil esegue.
Ecco... più o meno questi sono i tempi :D

Per festeggiare, un recensioncina.

Titolo: L'incanto di cenere
Autore: Laura MacLem
Edizione: Asengard
Prezzo: 9,90€
Trama (tratta da www.ibs.it): Una fanciulla e le sue sorellastre, una scarpina di cristallo, topi e zucche e un grande ballo, ma soprattutto un terribile segreto e un patto diabolico...

Quando ho visto questo titolo nell'elenco delle recensioni da fare, m'è venuto un accidente. L'ho letto giorni fa e ancora stava lì!!!! Ero convintissima di averlo già recensito anche se non pubblicato.
Ripresami dallo scoramento, mi accingo a fare il mio 'dovere'.
Com'è abbastanza chiaro dal titolo (e dall'immagine di copertina) si tratta di una rivisitazione della celebre fiaba di Cenerentola. Una versione abbastanza dark e anche un po' troppo splatter per i miei gusti.
I ruoli sono invertiti. Abbiamo una 'Cenerentola' cattivissima e vendicativa e una sorellastra buona e che cerca di salvare la sorella e la madre. 
La trama è esattamente quella della favola, anche se questo ha portato alcune leggere forzature.
Talvolta ho avuto l'impressione che certe cose siano state messe lì solo perchè citate nella fiaba e anche nella trama, le parti aggiunte, sono molto più sentite e coinvolgenti del ballo. Che, onestamente, non mi ha detto granchè.
Non solo, quando si arriva al finale, con l'incalzare della storia, ci sono diverse scene poco chiare, confuse, che mi hanno richiesto più di una lettura per essere comprese.
Poi, qualche altra cosetta: la scena simil saffica non mi ha entusiasmato granchè; sul finale le sono avanzati i personaggi, tanto che principe e granciambellano non si capisce cosa ci facciano lì; le venti pagine di epilogo sull'uccellino sembrano solo un tentativo di allungare il brodo, ne bastavano due a dir tanto; il mito della Dea visto in versione negativa non mi ha convinta affatto.

Personaggi: Christelle fa le veci di Cenerentola, solo che, come dicevo, è crudele. Figlia di una strega, tutti cercano di riportarla sulla retta via rinchiudendola addirittura in un convento. E'velenosa e accecata dalla vendetta, totalmente asservita a ... non è ben chiaro cosa. Inizialmente sembra lo spirito della madre, poi un'entità più grande. Genevieve è la sorellastra, qui protagonista e vista in chiave buona. Benchè non sia l'unica a vedere cosa è Christelle, sembra l'unica adecisa a contrastarla e l'unica che può fare qualcosa. Un po' troppo unica. E ha un po' lo spirito da 'solo io posso e voglio fare qualcosa'. Gli altri personaggi sono del tutto marginali. Anastasie, l'altra sorellastra, serve solo come scusa per far agire Genevieve. Berta, la governante, elargisce qualche consiglio e suggerimento. La madre non compare quasi mai, il padre men ancora e il principe, francamente, ci fa una magra figura.
Onestamente nessuno di loro è un personaggio memorabile e entrembe le ragazzine tendono a suscitare un po' di antipatia.

Stile: Molto scorrevole e carico di immagini, mi è piaciuto e mi ha reso la lettura gradevole. L'ho trovato buono anche nei momenti di suspense. Mi è piaciuto meno nelle fasi finali e un po' troppo splatter in certi momenti. Scrittura sostanzialmente corretta e registro medio.

Giudizio finale complessivo: Nonostante non sia un libro memorabile, nè come storia, nè come personaggi, a me è piaciuto. Ammetto senza problemi di averlo divorato, curiosissima di come l'autrice avrebbe portato avanti la vicenda e di come si sarebbe conclusa la battaglia tra Christelle e Genevieve. Come ho detto, forse sarebbe stato meglio non cercare di seguire la fiaba alla lettera, ma farne un racconto più libero, per evitare alcune forzature, ma alla fin fine, non è un brutto libro, anzi, regala un paio d'ore piacevoli.
Voto: 7/10

sabato 11 maggio 2013

Recensione: Immortal beloved 01 - Amore immortale di Cate Tiernan


Altro GdL, altro urban fantasy (ultimamente me ne sono fatta una scorpacciata tale che alla fine son scappata dalla Christie. Tutti, o quasi, belli, ma ogni tanto un colpo sicuro e tranquillo mi ci vuole.)

Titolo: Amore immortale (Immortal Beloved 01)
Autore: Cate Tiernan
Edizione: Mondadori
Prezzo: 17,00€
Trama (tratta da ): Nastasya ha trascorso la sua lunga esistenza tenendo il collo accuratamente coperto. Certo qualcuno, negli ultimi quattro secoli, ha visto l'oscuro disegno impresso sulla sua pelle con un amuleto rovente. Nessuno, però, che sia ancora vivo. Quanto tempo misura la vita di un immortale? Guerre, carestie e pestilenze durano il vapore di un respiro e il conto dei respiri si dimentica. Ma Nastasya non può dimenticare il massacro della sua famiglia. Carnefice d'Inverno lo chiamava la sua gente. Non era il protagonista di un'antica leggenda delle steppe, ma lo spietato predatore del Nord che, cinquecento anni prima, in uno sperduto villaggio di agricoltori, fece strage dei suoi genitori. Uccise per impadronirsi del tarak-sin, l'amuleto dotato di un potere magico immenso, che ogni casato di immortali custodisce. Da allora, Nastasya teme la magia, portatrice di sventura. Solo a River's Edge, una comunità di immortali dediti alla crescita interiore, imparerà a lasciare fluire il potere dentro di lei. Anche l'amore è potere? Forse ha il volto di Reyn, algido dio vichingo. E accende fantasie sopite, ma nel contempo risveglia visioni di un passato che non passa mai...

Sono curiosa! Curiosa, curiosa, curiosa di sapere come va avanti!!! (nella speranza che il terzo arrivi presto. Al momento del post non se ne ha notizia)
Ammetto che non sia il più memorabile urban fantasy che ho letto, però mi è piaciuto.
Innanzitutto non ci sono le creature solite (vampiri, licantropi, zombi & co.) ma dei non meglio precisati 'immortali'. Persone quasi comuni tranne per il fatto che non muoiono. E possono usare la magia. Creature tutto sommato semplici e che ho apprezzato. Non sembra ma i vampiri & co. son faticosi da seguire: e fanno questo e non possono fare quello, e li puoi ammazzare solo se è martedì, c'è il sole, una temperatura compresa tra 25° e 30° gradi, con un punteruolo di frassino coltivato così e colà, trafilato al bronzo tipo pastasciutta, cotto al forno e piantato con determinata potenza tanto che devi andartene in giro con un mazzuolo da muratore come fosse un braccialetto all'ultima moda. Poi arrivi lì dopo tutti sta fatica immane... e il vampiro ti smozzica con un 'Era pino, imbecille!' (Panariello docet). No, la Tiernan si semplifica (e ci semplifica) la vita con creature immortali molto più semplici.
Nastasya (non è il suo vero nome ma è quello che usa) vive a Londra con i suoi amici immortali dediti solo a feste, alcol, droga, sballi e qualunque cosa frivola non la faccia pensare troppo. In seguito ad un evento che la scuote profondamente, inizia a farsi delle domande e fugge da tali amici, in maniera quasi incomprensibile, per lei, dal momento che la sua confusione non le permette di capire fino in fondo perché stia scappando da loro.
Si ricorda di qualcosa che le disse un'altra immortale, quasi un secolo prima e, nonostante le poche indicazioni a disposizione, decide comunque di partire e di andare a cercare River.
Si rifugia così in un paesino americano presso un centro che raccoglie diversi immortali e che insegna loro a vivere in pace ed armonia e, soprattutto, ad accettare se stessi e la propria magia, senza fare del male agli altri.
Da qui si dipana una vicenda abbastanza tranquilla, positiva, molto new age che ho apprezzato. Nastasya 'racconta' spesso del proprio passato alternando il presente a momenti della sua infanzia. Il tutto confluisce verso il finale non del tutto scontato soprattutto perché lascia aperte alcune questioni, soprattutto quella del perché Incy (uno dei vecchi amici) cerchi Nastasya con tanta tenacia.
Non manca l'aspetto più romantico, in questo caso rappresentato da Reyn, bello come un dio vichingo, che, manco a dirlo è scontroso proprio come un vichingo. Nè il classico triangolo, solo che stavolta non è lei indecisa tra due lui, ma lui assediato da un'altra lei. Più che un triangolo è un rimpiattino: Tizia vuole Caio, che vuole Sempronia, che sbava per Polidoro, che sta con .. e così via.
Per finire il libro è apprezzabile anche da solo, in quanto alcune vicende si chiudono o arrivano comunque ad una conclusione. In caso si decidesse che se ne ha abbastanza si legge comunque una storia più o meno completa.

Personaggi: Nastasya è la voce narrante e la protagonista e devo dire che mi è piaciuta molto. Non tanto perché è forte, tosta e tutte le belle cose che sono le protagoniste, ma perché cresce, perché nel libro cambia e matura tanto e alla fine non è lo stesso personaggio che è all'inizio pur rimanendo se stessa.
Reyn è il LUI dio vichingo, scontroso, irascibile, inavvicinabile, ma che nasconde un segreto ed è palese cosa nasconda. Mi è piaciuto il suo comportamento. Lui non cambia molto perché la sua maturazione è già avvenuta al momento della vicenda, però mi è piaciuto il suo modo di riscattarsi e di guardare avanti senza dimenticare il passato. Nell ... la viperetta terzo incomodo. Niente di che, antipatica come tutte le viperette, arrogante, spocchiosa, velenosa, bugiarda e insopportabile. Gli altri personaggi più o meno si equivalgono sia per carattere che per modo di vedere. Mi è piaciuto il loro sapere le cose, pur dissimulando la conoscenza (come avrete capito da altre recensioni, non mi piacciono i pg che cadono dal pero).

Stile: Scorrevole e piacevole. La Tiernan mantiene un registro medio con un linguaggio appropriato che rende la giusta enfasi nei momenti opportuni e sottolinea gli altri. I pochi riferimenti storici mi sono sembrati corretti. Buona la gestione dei tempi e dei colpi di scena.

Giudizio finale complessivo: Mi è piaciuto. L'ho letto in breve temo, segno che mi ha coinvolto ed appassionato. Forse sono rimasta un po' scettica nei momenti più di phatos ( ma io sono un po' rospa e non faccio molto testo), ma nel complesso non ho molto di negativo da dire su questo romanzo. La trama non è di quelle che fanno gridare al genio, però è bella, porta ad una bella storia che fa anche riflettere e questo aspetto lo apprezzo sempre. Se vi piace, o non vi dispiace, il genere, lo consiglio, è semplice e rilassante. Certo se avete tutt'altri gusti non è un libro imperdibile e priori. Lo colloco, inoltre, a metà tra adult e young adult, pertanto possono leggerlo tutti tranquillamente. E' passato un po' di tempo, ma non ricordo scene crude al suo interno, anzi, ho trovato tutto molto pacato ed elegante.
Voto: 8/10

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venerdì 10 maggio 2013

Recensione: Trilogia delle gemme 01 - Red di Kerstin Gier


Per decidermi a leggerlo c'è voluto un GdL. Adesso mi pento di non averlo letto prima.

Titolo: Red (Trilogia delle gemme 01)
Autore: Kerstin Gier
Edizione: Corbaccio
Prezzo: 16,60€
Trama (tratta da www.ibs.it): Per l'amica Leslie, Gwendolyn è una ragazza fortunata: quanti possono dire di abitare in un palazzo antico nel cuore di Londra, pieno di saloni, quadri e passaggi segreti? E quanti, fra gli studenti della Saint Lennox High School, possono vantare una famiglia altrettanto speciale, che da una generazione all'altra si tramanda poteri misteriosi? Eppure Gwen non ne è affatto convinta. Da quando, a causa della morte del padre, si è trasferita con la mamma e i fratelli in quella casa, la sua vita le sembra sensibilmente peggiorata. La nonna, Lady Arisa, comanda tutti a bacchetta con piglio da nobildonna e con l'aiuto dell'inquietante maggiordomo Mr Bernhard, e zia Glenda considera lei, Gwen, una ragazzina superficiale e certamente non all'altezza del nome dei Montrose. E poi c'è Charlotte, sua cugina: capelli rossi, aggraziata, bravissima a scuola e con un sorriso da Monna Lisa. È lei la prescelta, colei che dalla nascita è stata addestrata per il grande giorno in cui compirà il primo salto nel passato. Charlotte si dà un sacco di arie, ma Gwen proprio non la invidia: sa bene che si tratta di una missione pericolosissima non solo per la sua famiglia ma per l'umanità intera, e da cui potrebbe non esserci ritorno. E non importa se Charlotte non viaggerà sola ma sarà accompagnata da un altro prescelto, Gideon de Villiers, occhi verdi e sorriso sprezzante... Gwen non vorrebbe davvero trovarsi al suo posto. Per nulla al mondo...

Avevo questo libro sull'ereader da diverso tempo, probabilmente da quando è uscito, eppure finora non avevo mai preso il verso di leggerlo. Nonostante cerchi di non aspettarmi mai niente dai libri e di leggerli con 'animo candido', avevo un pregiudizio nei suoi confronti.
Già dalla quarta di copertina, è chiaro che è Gwen quella con il potere di saltare nel tempo , ed è anche chiaro che Gideon avrà un ruolo determinante negli affari di cuore di Gwen; con questi presupposti, mi aspettavo una storiellina tutto sommato banale, in cui la protagonista poteva viaggiare nel tempo e in cui incontrava un altro splendido boy di cui s'innamorava perdutamente (per l'immancabile triangolo) e con cui magari non poteva stare perché del passato dando così origine ad un amore travagliato.
Ecco, questa era la mia insradicabile idea che non mi faceva mai decidere d'iniziare. Poi complice un GDL alla fine mi sono decisa e ... non potevo sbagliarmi di più. E la cosa mi ha fatto immensamente piacere!
Red fa parte di una trilogia e si interrompe, come sempre, senza un vero finale, ma tolto questo, è un bel libro, davvero.
Sì c'è la parte amorosa, con Gideon che non mi ha convinta più di tanto, ma, almeno qui, è un po' in secondo piano, rispetto ad una storia che si preannuncia ben ideata e ben costruita. La trama non è affatto banale come mi aspettavo, ma complessa, intrigata, con molti personaggi che intervengono e in cui non c'è l'amore che la fa da padrone. Non come mi aspettavo io.
Detto in altro modo in genere l'impressione è che l'autore voglia scrivere una storia d'amore e ci appiccica una trama basta sia giusto per far accadere qualcosa, in Red è diverso, c'è una trama (stuzzicante ed avvincente) in cui l'amore è presente, ma non è il componente principale, non in questo primo libro.
Questo aspetto mi è piaciuto molto, perché ho letto un bel libro che ha stuzzicato sia la mia parte intellettiva, sia quella emotiva.
L'autrice inoltre, è stata molto brava a disseminare indizi e colpi di scena in maniera accorta e precisa, con un buon rispetto di tempi anche se non perfetto (ma a gusto personale).
Anche l'utilizzo della suddivisione in tre parti (per quanto antipatica da parte mia) è utilizzata in pieno, infatti a fine libro rimangono quelle domande e quella curiosità che spinge a continuare a leggere per sapere come va avanti, senza che venga svelato tutto all'inizio.

Personaggi: Molto belli devo dire. Ok Gwen è una protagonista abbastanza standard, non l'ho trovata molto diversa da tante altre sue 'colleghe', però è simpatica, si sveglia in fretta e si adatta molto bene al nuovo ruolo. Inoltre è piuttosto determinata e questo le permette di notare delle stonature, di farsi alcune domande e di non lasciarsi abbindolare da ciò che le viene detto. Gideon, il boy della vicenda, è invece quello che mi è piaciuto meno. Non l'ho capito molto bene, inoltre i suoi 'cambiamenti' sono un po' troppo repentini. Cresce con Charlotte e sembrano la coppia perfetta, spara a zero su Gwen, ma ... Vabbè non dico altro, mi riservo di vedere i prossimi libri. Ho adorato la mamma di Gwen, perchè lei l'ho trovata un personaggio diverso. Troppo spesso ho visto adulti assenti o abbindolati con facilità, lei invece è presente, cerca di proteggere e difendere la figlia e fa il possibile perché non venga coinvolta, anche se dovrà arrendersi. Altri personaggi sono un po' più marginali. Charlotte è di un'antipatia unica e la mamma più di lei. La nonna, Lady Arisa, invece non l'ho capita molto bene, mentre Leslie mi è piaciuta. Cerca di aiutare la sua amica e non se la prende troppo per la sua stranezza. Gli altri personaggi sono poco più che accennati e tendo a confonderli, soprattutto perché molti hanno lo stesso cognome.

Stile: Niente da dire. L'autrice scrive bene, in maniera scorrevole, con termini appropriati e senza forzature. Niente paroloni e niente volgarità. E' accattivante quel tanto che serve per ammiccare e incuriosire il lettore e per rendere il libro un'esperienza discretamente piacevole.

Giudizio finale complessivo: Un bel libro come vi dicevo. Certo, se non si amano gli young adult, non si apprezzano i protagonisti, ma Red è una bella storia, adatta a tutti e con l'elemento fantasy (i viaggi nel tempo) sfruttati in pieno. A me è piaciuto molto, mi ha incuriosito e fatto sognare proprio come desideravo e non vedo l'ora di leggere il seguito. Lo consiglio? Sì, decisamente sì. A tutti.
Voto: 8/10

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