venerdì 28 giugno 2013

Bloglovin Reloaded

Come Matrix! ^_^''

Bloglovin richiede che per ogni amministratore del blog vada postato il codice e quindi eccomi qui..




La Biblioteca di Drusie da oggi anche su Bloglovin'




Visto tutti i pasticci che sembra arriveranno dal 1 Luglio, da oggi La Biblioteca è anche su Bloglovin'
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giovedì 27 giugno 2013

Recensione: La lega dei gentiluomini rossi di Federica Soprani & Vittoria Corella

Ecco qua!
Finalmente son riuscita ad assolvere alle mie incombenze di blogger sia leggendo i libri che le autrici mi hanno gentilmente inviato, sia, soprattutto, iniziando a scriverne le recensioni.
Non essendo il mio primo lavoro (non essendo proprio un lavoro) non sempre riesco a dedicarmici in tempi brevi e mi spiace, purtroppo non posso fare altrimenti.
Ok, bando alle ciance, ringrazio nuovamente queste due autrici in particolare per l'invio di questo nuovo splendido racconto e vi lascio la mia opinione.

Titolo: La lega dei gentiluomini rossi (Victorian Solstice 02)
Autore: Federica Soprani & Vittoria Corella
Edizione: Lite edition
Prezzo: 1,99 €
Trama: Scompaiono, uno dietro l’altro. Tutti giovani, bellissimi e con una caratteristica in comune. Se c’è una cosa che Jonas detesta sono i casi irrisolti. Se c’è una cosa che Jericho ama è aiutare Jonas a risolvere questi casi, e il viaggio da incubo parte dai quartieri bassi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra. Ci sono cose che nessuno deve sapere e gente che va fatta tacere con le buone o con le cattive.
Secondo episodio della Serie Victorian Solstice.
Torna la coppia di investigatori più improbabile e adorabile della Londra vittoriana.
Cerco sempre di giudicare ogni libro come una cosa a sé, senza fare paragoni, ma avendo letto da poco la prima parte è quasi impossibile non notare le differenze, soprattutto in positivo, tra i due racconti.
Tornano Jonas e Jericho, dunque, di nuovo alle prese con un caso misterioso e, soprattutto, di cui non sembra importare niente a nessuno. Nei sobborghi della città spariscono giovani dai capelli rossi, giovani che si assomigliano in maniera impressionante e di cui, alla Yard, sembra non importare niente. Importa al detective Marlowe, che sembra un po' il paladino delle cause perse, che viene, inspiegabilmente, per lui, affiancato di nuovo dal medium Jericho.
Sui due protagonisti mi soffermo dopo.
Vi dicevo delle differenze. Bene.
Innanzitutto la complessità della trama; non che il primo 'caso' non fosse complesso, ma si era svolto in maniera piuttosto lineare e pulita (cosa che mi era comunque piaciuta); stavolta invece, le due autrici spaziano di più, mostrandoci non solo i personaggi principali, ma anche altri coprotagonisti, raccontandoci retroscena della storia che i due detective intuiscono e immaginano, ma che, ovviamente, non potrebbero descrivere con tale dovizia di particolari.
Aumentate anche le scene di sesso, sempre coerenti e ben introdotte, ma più presenti rispetto alla... una e mezzo circa della prima storia.
Anche dal punto di vista investigativo si assiste ad alcuni approfondimenti, là dove, nel primo episodio, era stata data prevalenza all'aspetto deduttivo. E molto gradite dalla sottoscritta maniaca, soprattutto perché, appunto, coerenti alla storia e ben descritte, senza termini troppo gretti o volgari.
Per finire le autrici regalano anche gradite escursioni tra i ricordi e i pensieri dei protagonisti, soprattutto del medium, svelando così, a poco a poco, cosa ha portato alla loro situazione attuale.
Rimangono, per fortuna, tutte le caratteristiche che mi avevano fatto apprezzare il primo lavoro: un racconto dai toni sobri pur parlando di deviazioni e trasgressioni sessuali, un buon racconto giallo senza troppe frivolezze che confondano il lettore, la possibilità di indagare l'animo umano o di leggersi semplicemente una buona storia senza troppi pensieri.

Personaggi: Nonostante il finale del libro introduca un misterioso Valentine che lascia presumere una sua futura presenza, per il momento i protagonisti rimangono due: Jonas Marlowe e Jericho Marmaduke Shelmardine. Il primo è il paladino delle cause perse. All'interno della Yard è quello caduto un po' in disgrazia a cui vengono rifilati tutti i casi peggiori. Al contempo è anche l'unico ad interessarsi davvero a questi casi. Come nel primo libro, rimane un 'puro di cuore', onesto, deciso a scoprire la verità, sostenitore fervente della giustizia uguale per tutti. Mi ha fatta sorridere e il suo idealismo fa talvolta tenerezza, ma non è un personaggio patetico, tutt'altro, è piuttosto forte, non solo fisicamente, e non si fa scrupoli a perseguire il proprio obiettivo. E' concreto e non crede minimamente nel sopranaturale.
Per certi versi a lui si contrappone il medium Jericho e non solo per la sua, molto soprannaturale, capacità di parlare con i morti. Il coprotagonista infatti, ha quelle doti di pazienza e visione alternativa che frenano il compagno dal gettarsi a spada tratta e mosca cieca nelle avventure, riducendolo ogni tanto (ma è raro) a più miti consigli, più spesso intervenendo direttamente per smorzare l'entusiasmo dell'ispettore. Tra i due è quello che viene mostrato di più, soprattutto per il suo passato, e anche quello che sembra ammorbidirsi maggiormente pur di proseguire l'attività assieme a Jonas.

Stile: Le due autrici mantengono il loro tono quieto ed elegante, eccettuate alcune fasi concitate in cui sono bravissime a non cadere nel traculento d'effetto, coinvolgendo il lettore senza cercare immagini d'impatto. Appropriatissimi i dialoghi, che trovo sempre ben curati e molto vittoriani, con un linguaggio consono e in linea con l'uso dell'epoca. Buoni anche i riferimenti geografici, anche se in questo caso vado a memoria (francamente non sono andata a controllare), che aggiungono quell'accuratezza che fa apprezzare un racconto. Il registro è medio tendente all'alto, nel senso che è comprensibile da tutti, ma comunque abbastanza ricercato e appropriato. In alcune scene di sesso sono usati termini più forti, ma non li ho trovati gretti o fastidiosi come in altri romanzi, anzi sottolineavano il momento e lo stato d'animo di chi vi era coinvolto.

Giudizio finale complessivo: L'ho adorato e divorato. Mi è piaciuto più del primo, sia per i miglioramenti oggettivi che ho sottolineato anche nel resto della recensione, sia perché mi è piaciuta proprio di più la storia raccontata. Mero gusto personale quindi. Mi è piaciuto il mistero dei ragazzi scomparsi, mi è piaciuta la trama conseguente, mi è piaciuto l'agire dei vari personaggi. Inoltre il finale della storia introduce un preludio a qualcosa di futuro che mi ha lasciato la giusta curiosità per attendere il terzo episodio. Questo non toglie che il racconto possa essere letto anche da solo, senza il primo e il terzo capitolo.
Altra cosa che adoro è che nonostante la brevità non c'è senso di fretta. L'ho letto in meno di un'ora eppure non ho avuto la sensazione di tirato via o di affrettato. E' un racconto perfetto per le pagine che occupa. E questa è un'abilità non da tutti.
Voto: 9/10

Note e curiosità:
Federica Soprani, una delle coautrici, ha recentemente vinto il premio Mondoscrittura con il romanzo Corella.
Se adorate i due detective potete visitare la pagina FB della serie o il blog dedicato: www.victoriansolstice.it


mercoledì 26 giugno 2013

W. W. W. Wednesdays #16

Rieccoci a mercoledì e con lui w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:


What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?


Bene, ecco le mie risposte settimanali:

What are you currently reading?

La mano del morto
Antonio Chiconi

La maledizione di Ondine (ho avuto un ritardo, mi scuso con l'autrice)
Valentina Barbieri

La donna dello scandalo (Bar  Cynster 03)
Stephanie Laurens

Ferite profonde
Nele Neuhaus

What did you recently finish reading?

Insatiable. Vampiri a Manhattan 01
Mag Cabbot

Stryx. Il marchio della strega
Connie Furnari

What do you think you'll read next?

Stavolta non decido niente. Mi lascio la libera scelta. O magari impiego la settimana per portare a termine tutto il sospeso (ne ho più di quanti sembra, in realtà)

E voi? Cosa avete letto, state leggendo, leggerete?

martedì 25 giugno 2013

Teaser Tuesdays #18

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  1. Prendete un libro che state leggendo;
  2. Apritelo in una pagina a caso;
  3. Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);
  4. Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^

Buongiorno! Rieccomi con il mio Teaser. E' sempre un piacere ma temo che questo sia l'ultimo, almeno l'ultimo firmato Dillina, per il momento. Per un po' sarò priva di connessione internet e, quindi, assente ma.. giustificata! ^_^ 
Bene. Vi lascio al Teaser.

<< Janette si gettò dietro una spalla i lunghi ricci castani.
«E allora, se fosse? Tu cosa c'entri? Mica sei mio padre, cazzo.»
Jon Jon fece un passo verso di lei e Kira si piantò tra il fratello e la sorella. «Per favore, non iniziate a litigare!»
Joanie finì il suo drink e sbatté il bicchiere sul tavolo di legno scorticato. « Va bene, ora basta. Perché devo sempre uscire da quella porta con questa luna? Per una volta, una volta sola, fatemi andare a lavorare un po' in pace. »
Jon Jon puntò un dito sul petto della sorella, ringhiando: «Attenta a te, ragazza ».
Lei rise. « Non ho paura di te, bello! »
Lui la fissò negli occhi e Joanie vide la spavalderia della figlia tramutarsi in paura autentica.
« Bé, dovresti, Jen. Dovresti avere molta paura. »
Ormai Kira era visibilmente sconvolta. L'intera stanza sembrava carica di un rancore che li condizionava tutti.
La porta d'ingresso si spalancò e Monika entrò decisa, obesa, e sfoggiando la pettinatura afro più strabiliante a memoria d'uomo.
« Ero giù a sbevazzare», gridò. « Sei pronta, ragazza, o che? » Si grattò una grossa poppa mentre si sistemava il top elasticizzato. « 'Sto schifo mi sta ammazzando. »
« La prossima volta prova a comprarne uno della tua misura », disse Jannette sarcastica, senza riflettere.
Prima che Monika potesse rispondere, Kira cinguettò: « Secondo me è... »
Tutti, compresa Monika, dissero « delizioso » insieme con lei, e si ritrovarono tutti e ridere.
Joanie baciò i ragazzi e andò al lavoro col cuore più leggero. >>



Io lo so
Martina Cole

Qual è il vostro Teaser?

lunedì 24 giugno 2013

Recensione: Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico di Luis Sepùlveda

Rieccomi con una nuova recensione e la programmazione settimanale.
Lunedì: Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
Martedì: Teaser se Dil riesce a inviarlo
Mercoledì: W. W. W.  Wednesday
Giovedì: La lega dei gentiluomini rossi
Venerdì: (Un altra recensioncina se riesco a finirla)

Titolo: Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
Autore: Luis Sepùlveda
Edizione: Guanda
Prezzo: 10,00€
Trama: Monaco. Max è cresciuto insieme al suo gatto Mix. È un legame profondo, quasi simbiotico. Max, raggiunta l'indipendenza dalla casa paterna, va a vivere da solo, portandosi dietro l'amato gatto. Il suo lavoro, purtroppo, lo porta spesso fuori casa e Mix, che sta invecchiando e sta perdendo la vista, è costretto a passare lunghe giornate in solitudine. Ma un giorno sente provenire dei rumori dalla dispensa di casa e intuisce che lì si nasconde un topo... Un'altra grande storia di amicizia nella differenza, questa è la magia di Luis Sepúlveda.

Questo librino è stato un regalo per l'acquisto di altri libri. Tendenzialmente sono un po' fatalista, pertanto se un libro ti capita, vuol dire che vuole essere letto. E così ho fatto.
Una storia semplicissima per questa fiaba moderna adatta un po' a tutti, anche se decisamente rivolta ai bambini. Non tanto per la trama, quanto per la presenza di alcuni 'insegnamenti' volutamente inseriti dall'autore in quasi ogni capitolo. Che sarà brutto dirlo, ma mi hanno principalmente infastidita.
Trovarmi di continuo davanti quel: 'perché è così che fanno gli amici', mi ha portato più che altro a sbuffare, modello treno a vapore, tanto che mio marito mi ha pure chiesto se il libro fosse ridicolo.
No, non è ridicolo, è carino e il concetto di base è bello, è quel modo di fare da maestrino che mi urta. Per questo lo ritengo prettamente da bambini. Non per la funzione educativa, utile a tutti, quanto per il modo in cui tale funzione è stata svolta.
Sulla trama non c'è molto da dire, è tutta nella sinossi, anche perché il libro consta di pochissime pagine, scritte grandi e corredate di figure, pertanto non è che riservi sorprese o parti aggiuntive. E' un racconto di amicizia, accettazione della diversità e scoperta dell'altro.
Non solo, la scelta di due personaggi così storicamente nemici, invita anche ad andare contro le convenzioni per ridefinire quei limiti che molto spesso sono decisi tempo fa senza che nessuno li abbia più messi in discussione.

Personaggi: Direi che sono principalmente due: Mix il gatto e Mex il topo. Max, l'umano, in realtà compare poco. Mix è, di fatto, il protagonista del racconto e anche se il libro è in terza persona, il punto di vista è quasi esclusivamente suo. Gatto indipendente eppure legato al padrone è principalmente suo il gesto distensivo nei confronti del topolino abitante nella credenza. Mex è l'ultimo arrivato. E' timido, impaurito e teme moltissimo Mix, ma in qualche modo si fa coraggio e crede alle parole del nuovo amico. A volte, per quanto possa sembrare strano, ciò che serve è un po' di fiducia.

Stile: Molto semplice e adatto ai bambini. Sepùlveda racconta la sua storia con capitoli brevi e frasi quasi ripetitive. Vocabolario scarno, con parole note affinché sia comprensibile anche, e soprattutto, dai più piccoli.

Giudizio finale complessivo: Sì, una bella storia per i bambini, molto istruttiva, dolce e positiva, e che può dare qualcosa anche agli adulti. Come ho già detto non ho apprezzato lo stile da maestrino e anche come storia non è che mi abbia proprio entusiasmato. Io la terrei giusto per leggerla ai bambini.
Voto: 6/10

sabato 22 giugno 2013

Recensione: Il giardino dei segreti di Kate Morton

Eccomi in una rara edizione di sabato (nel week end tendo a preparare post ma non a pubblicarli, mah). Come accennato nei giorni scorsi, sto cercando di smaltire un po' di recensioni che si sono accumulate pertanto sfrutto tutti i momenti liberi per scrivere e pubblicare.
Oggi sono con un tipo di libro che in genere mi attira meno, ma quando l'ho letto avevo un po' voglia di qualcosa di malinconico.

Titolo: Il giardino dei segreti
Autore: Kate Morton
Edizione: Sperling & Kupfer
Prezzo: 21,90€
Trama: È il 1913 e sulla costa dell'Inghilterra una nave è pronta a salpare per l'Australia: a bordo, tra i passeggeri in cerca di fortuna e i rudi marinai intenti alle manovre, una bambina di quattro anni, Neil, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice, Eliza Makepeace. Che dovrebbe prendersi cura di lei, ma l'abbandona sul ponte. Distratta dalle attenzioni di un bimbo più grande che la invita a giocare, Neil non si accorge che il rombo dei motori si fa più incalzante, e la nave lascia il molo diretta verso il mare aperto. Dopo una traversata che sembra infinita, quando il transatlantico arriva a destinazione, la piccola si ritrova sperduta nel porto di Maryborough: è smarrita, non ricorda il suo nome e tutto ciò che le è rimasto è una valigina bianca che contiene qualche vestito e quel bellissimo libro di fiabe. Per Hugh, il capitano del porto, quella delicata creatura pare piovuta dal cielo, a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Da quel momento sarà sua figlia. Solo la sera del suo ventunesimo compleanno Neil apprende dal padre il segreto delle sue origini e la sua vita cambia per sempre.

Devo ammettere che questo libro mi ha ricordato moltissimo 'Il giardino degli incontri segreti' di Lucinda Riley, sia per il titolo (anche se in questo caso è molto più appropriato), sia per la struttura del libro e alcuni aspetti della trama. Ve lo dico nel caso in cui ne abbiate letto uno dei due e desideriate leggere anche l'altro. Comunque fine dei paragoni.
Elisa, Neil e Cassandra. L'autrice ci propone la storia di tre splendide donne, in qualche modo collegate tra loro, le cui vicende attraversano un po' più di un secolo. La protagonista centrale sembra essere Neil, in realtà l'autrice la fa intervenire poco. Ci sono degli spezzoni della sua vita ma sono piuttosto blandi rispetto alle vicende di Elisa e di Cassandra.
Il libro si divide in tre periodi storici, quello di inizio secolo che ci racconta la storia di Elisa, quello della seconda metà del secolo, con la parte di Neil, e quello attuale, in cui, scomparsa la nonna, Cassandra cerca di ricostruire la sua vita e la sua identità, terminando ciò che l'anziana donna aveva iniziato anni addietro.
In linea generale ho trovato tre ritratti femminili piuttosto belli, anche se il più accurato e sfaccettato è quello di Elisa. La sua storia viene narrata quasi tutta sia attraverso la prima persona, sia attraverso le ricostruzioni successive. Neil ha più la funzione di 'scusa' per poter narrare la suddetta storia, ma qualcosa sappiamo anche di lei. Cassandra è quella che mi è piaciuta meno. L'ennesima giovane donna che deve riprendersi da una tragedia familiare, bellissima e malinconica, che fa qualcosa 'tanto per fare' e poi trova un nuovo giovanotto bellissimo e perfetto che la comprende, la capisce e tutti vissero felici e contenti.
Per quanto la trama non sia in generale originalissima, il libro è abbastanza entusiasmante e coinvolgente, soprattutto nei pezzi dedicati ad Elisa. I colpi di scena sono ben distribuiti, anche se quello finale è un po' troppo preannunciato per colpire davvero, e tengono abbastanza vivo l'interesse del lettore.
Mi sono piaciute moltissimo le fiabe (poche per la verità) sparse per il libro e il loro significato.
Non ho apprezzato, invece, certe intuizioni che mi sono sembrate un po' troppo... fantasiose. Alla fin fine certe cose vengono scoperte perché la protagonista si alza e *ZAK* capisce come sono andate le cose. Avrei preferito di gran lunga che ci fossero 'prove' dietro (la mia anima da giallista che emerge).
Anche il finale, per quanto bello, trovo che si trascini un po'.

Personaggi: Tre donne, come dicevo, assolutamente diverse tra loro, ma tutte affascinanti. Neil dovrebbe essere la protagonista, in realtà non compare poi moltissimo. E' segnata dalla scoperta di non essere davvero figlia dei suoi genitori e il senso di abbandono che prova deciderà tutta la sua vita futura. Chiusa di carattere la nipote riesce solo ad immaginare come deve essersi sentita quella nonna un po' scontrosa che l'ha cresciuta. Cassandra è, appunto, la nipote di Neil che, alla morte della nonna si ritrova proprietaria di un cottage all'altro capo del mondo. Come dicevo è quella che mi è piaciuta meno, si piange un po' troppo addosso (per dieci anni, cavoli) e la sua 'riabilitazione' avviene un po' troppo repentinamente. Elisa è quella che, alla fin fine, compare di più. Donna forte per la sua epoca, mostra una fantasia sfrenata e racconta favole bellissime. Anche lei segnata da perdite e dolore, reagisce sempre e comunque inventandosi nuove vite ogni volta, lanciandosi verso il futuro, cercando di superare ciò che la vita le ha messo davanti. Mi sono piaciuti i suoi modi di fare sbrigativi e la sua determinazione. Soprattutto mi è piaciuto come tiene testa a chi vuol piegarla.

Stile: Pacato e pulito, la Moss ha una scrittura piuttosto quieta e rilassante. Non si lascia andare a sensazionalismi o scene forti moderando anche quei momenti in cui la tentazione di 'colpire' il lettore con la schiettezza o la brutalità poteva essere forte. Al contempo non sempre risulta coinvolgentissima. Utilizza un registro medio comprensibile a tutti, ma fa anche uso di parole appropriate per quegli elementi propri delle epoche passate. Apprezzabili le descrizioni, quasi mai tediose ma molto chiare (il cottage sono riuscita ad immaginarlo perfettamente).

Giudizio finale complessivo: Tutto sommato un bel libro. Certo, mi è spiaciuto molto per la sensazione di già letto (non ho citato le somiglianze per non fare spoiler, ma ci sono e alcune sono anche macroscopiche), ma alla fin fine mi ha affascinata in alcune sue parti e si è lasciato leggere in fretta. L'ho trovata una storia molto dolce anche se pervasa di tristezza e malinconia, e ho adorato le fiabe e il talento di Elisa nel parafrasare in tal modo la propria vita. In alcuni momenti mi ha coinvolta, mentre in altri mi sono un po' annoiata. E' un libro tutto al femminile e rivolto ad un pubblico femminile, anche se non me la sentirei di consigliarlo in questo periodo dell'anno. E' pervaso da una malinconia molto autunnale e, a meno che non fremiate dalla voglia di leggerlo subito, consiglio di attendere quel periodo dell'anno per dedicarcisi.
Voto: 8/10

venerdì 21 giugno 2013

Recensione: Heat Wave di Richard Castle

Buona estate a tutti!!!
Questa serie di libri (e la successiva) mi incuriosiscono da un po', così mi sono decisa ad attaccare il primo libro. Un'esperienza senza lode e senza infamia direi.

Titolo: Heat Wave
Autore: Richard Castle
Edizione: Fazi
Prezzo: 15,00€
Trama (tratta da www.ibs.it): Nikki Heat, una brillante, bellissima poliziotta della squadra omicidi di New York, si trova a indagare su una sconcertante serie di delitti nel mondo della finanza. Ma la vera sfida, per lei, sarà tollerare la presunta collaborazione del giornalista premio Pulitzer Jameson Rook. Nel frattempo, la città viene messa a ferro e fuoco da un'anomala ondata di caldo, che rende le cose sempre più difficili.

Bene, bene, bene. Chi mi conosce sa che sono vagamente allergica alla tv e che seguo una cosa sola: N.C.I.S. (più perchè armai conosco i personaggi e mi piacciono, che per la trama in sè). Mio marito invece guarda anche altro, tra cui Castle, per cui capita spesso che mentre passa il telefilm, io me ne sto lì a leggere, scrivere o fare altro e ogni tanto scindo la testa a metà seguendo con una parte ciò che sto facendo e con l'altra la tv (soprattutto perchè mio marito è logorroico mi coinvolge di continuo e io ho necessità di sapere di cosa sta parlando). Quando ho visto i libri, tratti dalla serie, tratta dai libri (è un rigirio assurdo, me ne rendo conto, ma le cose stanno un po' così) mi è venuta curiosità di leggerli.
Mi è già capitato di leggere libri abbinati a delle serie televisive e tendenzialmente questo presenta lo stesso difetto: per andare dietro alla serie ci sono delle forzature che fanno storcere il naso.
Ma vado con ordine (il mio ordine che è disordine, me ne rendo conto).
La trama non è male. Non è originale, non è esaltante, ma è abbastanza buona. Da thriller come vuole essere il libro. Le deduzioni dei detective non sono male, spesso sono anche ben motivate e spiegate e non ho avuto l'impressione di 'tirato via'. Al contempo ci sono un paio di occasioni in cui mi sono ritrovata a pensare 'ma guarda caso è andata proprio così...', in realzione ad eventi un po' al limite del credibile. E questo è stato il primo punto che non mi ha esaltato.
Altro aspetto: nel telefilm ad un certo punto avviene qualcosa tra i protagonisti. Nel libro idem, ma capita al povero lettore praticamente tra capo e collo. Se non da parte di lui, quanto meno da parte di lei. Avrei preferito tempi più lunghi demandati ad un libro successivo.
Per finire i personaggi stessi: troppo calcanti gli attori. Se questo permette al lettore d'immaginarli bene (se segue la serie tv) dall'altro toglie entusiasmo alla scoperta dei medesimi. Sono loro, stop, non è che riesci a immaginarli diversi. oltre a questo a volte si ha l'impressione che siano 'imbrigliati', cioè dovendo ricalcare qualcosa di esistente, l'autore non è stato libero di farli esprimere come voleva o come sentiva e questo ha portato a passaggi che sanno di forzato.

Personaggi: Nikki Heat è esattamente la Kate del telefilm. Capisco che anche nella serie è lei che ispira lo scrittore e quindi è uguale, ma come dicevo prima tende ad essere un po' troppo uguale, con tanto di tacco 12. Ora niente da dire sul voler essere donna in un mondo molto maschile, ma io ce la devo ancora vedere una detective che si allena con i tacchi perchè così può fare gli inseguimenti dotata di stiletto. Ad essere franca, sta cosa mi sa tanto di pensata da un uomo. Per il resto non è un brutto personaggio, leggermente rozza e un po' prepotente è una ragazza tosta e determinata, metodica e intelligente. Alla fine mi è piaciuta e mi è piaciuto anche il suo umorismo. Rook sarebbe il Castle della situazione, ma stavolta lo scrittore si mette in secondo piano e non compare moltissimo. Ha qualche trovata geniale, ma fa anche un paio di stupidaggini, tra cui una grossotta e non ci fa una grande figura. Quella è una delle scene che ho trovato un po' forzate. Per il resto lui recita un po' meglio il suo ruolo, sembra più fluido e meno 'impacciato' nei pensieri e nei sentimenti e in generale sembra più originale delle sue controparti.
Gli altri personaggi tendono a rimanere più nell'ombra e ad essere utilizzati come meri comprimari quando servono.

Stile: Abbastanza pulito e lineare, il Castle scrittore racconta la sua storia senza tanti fronzoli e orpelli andando dritto al punto. Forse non mi sarebbe spiaciuta una scrittura un po' più ricca in alcuni frangenti, soprattutto per quanto riguarda i sentimenti e le sensazioni che talvolta mi sono sembrate un po' stringate. Anche per la parte investigativa avrei preferito qualche approfondimento in più. Non dico una terminologia tecnica, ma a volte ho avuto l'impressione che il tutto fosse trattato in maniera un po' superficiale.

Giudizio finale complessivo: Un thriller carino, non troppo elaborato e abbastanza ben scritto. Come tutti i libri tratti da telefilm ha qualche pecca e forzatura, ma è comunque gradevole e si legge bene anche senza conoscere la serie. Certo se non si è appassionati devo ammettere che c'è di meglio in giro sul genere, ma se cercate qualcosa di poco impegnativo può andare bene.
Voto: 7/10

giovedì 20 giugno 2013

Recensione: Alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine di Eric Malpass

Come promesso ecco qua la recensione di questo librino.

Titolo: Alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine
Autore: Eric Malpss
Edizione: Bompiani
Prezzo: 7,23€
Trama (tratta da libreriauniversitaria.it): In una grande casa di campagna a pochi chilometri dalla cittadina inglese di Ingerby vivono tre generazioni della stessa famiglia: il Nonno e la prozia Marigold; Momma e Poppa; Gaylord, il bambino terribile che osserva con stupore il mondo degli adulti. Gaylord vede e sente tutto ciò che non dovrebbe e con i suoi interventi non risparmia nessuno. E' proprio sul dire e non dire, e viceversa, che Gaylord basa i suoi rapporti con i grandi.

Un libro che mi è saltato in mano, ma che, alla fine, mi ha lasciata perplessa. Non è che sia brutto o altro, ma son rimasta un po' lì a pensare 'e quindi?'.
Non è stata una brutta lettura, ma non mi ha neanche esaltata.
Il protagonista è Gaylord e la sua famiglia, vista dai suoi occhi, sembra una famiglia di pazzi. In realtà è una famiglia piuttosto normale in cui tutti cercano di convivere, nel rispetto reciproco, in spazi che, anche se abbondanti, a volte divengono stretti. Ognuno ha il proprio ruolo, ma talvolta tali ruoli sono di pari grado ed è così che nascono 'pasticci'. Le uniche due, in realtà, sono le zie di Gaylord, Rose e Becky. Seria, intellettuale, scialba e noiosa la prima, carina, rosa, profumata e molto esuberante la seconda. Come sempre tutti preferiscono Becky e lei non si fa scrupolo di approfittare della sua posizione, neanche per soffiare l'unico uomo che la sorella riesce ad invitare in casa (non che lui provi qualcosa, beninteso, ma almeno è lì per lei).
La caratteristica del libro è che tutte queste vicende sono viste e filtrate dal bambino che, privi di freni etici e morali si comporta con la massima spontaneità cercando di non farsi mettere in un angolo dagli adulti. Ed è così che il piccolo innocente finisce per passare per demonietto.
Ma il mondo dei bambini non è facile, anzi, talvolta è più spietato di quello degli adulti, proprio per la mancanza di filtri e il piccolo Gaylord si ritrova a fare i conti con freintendimenti e bulli.
Pur non essendo un libro esaltante è stata comunque una lettura piacevole mai noiosa. L'imprevedibilità del piccolo fornisce spesso la curiosità ad andare avanti e i suoi interventi strappano un sorriso.
Malpass mostra una quotidianità di alcuni decenni fa, ma devo ammettere che è tremendamente attuale. Non ci sono computer, cellulari, men che meno internet, eppure le persone e i loro comportamenti sono più o meno gli stessi, oggi come allora.
Probabilmente il nodo è un po' questo: il libro è datato ed è stato scritto con uno stile piuttosto quieto e non invasivo, questo vuol dire che, pur essendo una storia dove più che la trama predomina la psicologia, non è abbastanza approfondito e rispetto ascritti più recenti, lascia l'impressione di mantenersi troppo in superficie, senza andare ad indagare a fondo i sentimenti dei personaggi.

Personaggi: Gaylord è indubbiamente il protagonista e ci mostra la sua strampalata famiglia che lo considera un terremoto e ne viene ricambiata con giudizi ipercritici e che non scontano niente. E' un personaggio molto credibile e ho trovato che il suo comportamento sia perfettamente coerente con quello dei bambini: freintendono e sono facilmente freintendibili; hanno comportamenti che agli adulti sembrano anomali e un loro modo di risolvere le cose. Seguono le due zie. oggi sembrano due clichè ma all'epoca probabilmente erano due personaggi molto ben caratterizzati: Rose intellettuale, forse non brutta ma trasandata, timida impacciata che non riesce ad attirare l'attenzione dei giovanotti; la sorella Becky femminile, dolce, profumata che di giovanotti ne attira anche troppi e ne è profondamente lusingata. Perfino Gaylord, nella sua innocenza di bambino, la preferisce, perché sempre sorridente e gentile. Devo ammettere che, per quanto sia il classico prototipo di 'stronza', anche a me è piaciuta di più. Sarà che non amo chi si piange addosso. Ci sono poi Momma e Poppa (e ancora devo capire perché non li chiami mamma e papà) che sono dei genitori abbastanza rappresentativi. May (Momma) capisce perfettamente che il figlio ha problemi e arriva perfino a intuire quali (alle mamme non si nasconde niente) mente Jocelyn (Poppa) fa il papà un po' scettico che cerca di accontentare tutti agendo un po' alla cieca. Resta il nonno che fa il patriarca, ma in qualche modo manda avanti la famiglia. Non è un padre padrone, anche se impartisce un certo ordine. Posso dire che al giorno d'oggi, nonni del genere mancano? Se ne sente la mancanza.

Stile: Semplice, forse per allinearsi al piccolo protagonista. Frasi brevi e ragionamenti diretti senza tanti voli pindarici. Questo contribuisce anche a dare un certo ritmo al libro, oltre a favorirne la scorrevolezza. Presente anche una sottile ironia, non solo di Gaylord, ma anche dell'autore stesso che sembra divertirsi a canzonare, non sentito, i propri personaggi.

Giudizio finale complessivo: Non un capolavoro e, di sicuro, un libro superato e desueto. Una lettura tranquilla, talvolta troppo, che non scade nella noia solo per la velocità narrativa e la brevità dei periodi. Nonostante alcuni momenti che fanno sorridere rimane una storia sostanzialmente piatta che non mi sentirei di consigliare.
Ho anche avuto l'impressione di non aver colto io, qualche profondo messaggio chiaro magari ad altri e può anche darsi che sia così, ma resta il fatto che non mi ha lasciato niente e che probabilmente mi dimenticherò personaggi e racconto in tempi davvero brevi.
Voto: 6/10

mercoledì 19 giugno 2013

W. W. W. ...Wednesdays #15

Rieccoci a mercoledì e con lui w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading?
What did you recently finish reading?
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:

What are you currently reading?

La mano del morto
Antonio Chiconi

La maledizione di Ondine
Valentina Barbieri

La donna dello scandalo (Bar  Cynster 03)
Stephanie Laurens

Ferite profonde
Nele Neuhaus

Insatiable. Vampiri a Manhattan 01
Mag Cabbot 
(era per un GDL ma temo di aver fatto tardi, comunque ormai lo finisco)

What did you recently finish reading?

La notte degli angeli caduti (Ce l'ho fatta!)
Heather Killough-Walden

Tregua nell'ambra
Ilaria Goffredo

La lega dei gentiluomini rossi
Federica Soprani & Vittoria Corella

What do you think you'll read next?

Stryx. Il marchio della strega
Connie Furnari 
(purtroppo ho impiegato un po' di più a concludere gli altri)

E voi? Cosa avete letto, state leggendo, leggerete?

martedì 18 giugno 2013

Teaser Tuesdays #17

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.
Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  1. Prendete un libro che state leggendo;
  2. Apritelo in una pagina a caso;
  3. Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);
  4. Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^

Ed eccomi qui con il Teaser (per me bellissimo! <3) che ho scelto questa settimana!

<<

“Che vi prende?” domandò all’Ispettore, deglutendo il boccone.
Jonas strinse le labbra. Avanzò di un passo, poi di un altro, colmando la distanza che li separava. Sembrava meditabondo.
“Signor Shelmardine, ditemi” esordì, quando gli fu davanti. “Possibile che un personaggio alla moda come voi, conteso dai migliori salotti, beniamino del bel mondo e amico di innumerevoli pezzi grossi non abbia niente di meglio da fare che improvvisarsi detective per aiutare me a risolvere casi dei quali non importa niente a nessuno?” Jonas non sembrava irritato. Non sembrava ironico. Le sue parole erano dettate da un’autentica curiosità. Continuò: “Perché lo fate? Che cosa vi spinge? State espiando una qualche colpa, o scontando un qualche peccato troppo gravoso perché possiate conviverci? Sul serio, ditemelo. Sono smarrito davanti alla vostra determinazione a sprecare tempo con me.”
Jericho lasciò che l’Ispettore finisse la sua tirata. Per tutto il tempo rimase a guardarlo inespressivo. Che cosa voleva sentirsi dire Jonas Marlowe? Quale penosa confessione voleva strappargli? Voleva che ammettesse che della fama e della benevolenza del potente Jericho il Medium non sapeva che farne? Pretendeva di vederlo cedere, di sentirlo riconoscere che la sua esistenza era una colossale farsa, il capriccio di un dio crudele che gli aveva imposto di continuare a vivere, quando tutto ciò che desiderava era morire? >>


La Lega dei Gentiluomini Rossi
Federica Soprani e Vittoria Corella

Qual è il vostro Teaser?


lunedì 17 giugno 2013

Recensione: Coraline di Neil Gaiman

Buon lunedì!
A me non va tanto bene, ma spero che per voi sia meglio. Nel week end, nonostante le sempre troppe cose da fare, son riuscita a 'recuperare' un po' di recensioni. Non che io sia in pari (sia mai, se mai accadrà preparatevi a catastrofi naturali), ma almeno un po' le ho smaltite.
Al contrario di molti miei colleghi che fanno il riassunto della settimana trascorsa, io vi faccio l'anteprima di quella a venire ^_^, per tanto oggi vi parlo di Coraline, domani, se la mia consocia riesce, torna il Teaser e mercoledì il W.W.W. (ad opera mia), giovedì vi parlo di 'Alle sette del mattino il mondo è ancora in ordine' e venerdì di 'Heat Wave'. Per il momento è ciò che ho di pronto, spero sempre di riuscire a combinare qualcosa in settimana ma visto che non mi riesce MAI, ho smesso di promettere.
Buone letture.

Titolo: Coraline
Autore: Neil Gaiman
Edizione: Mondadori
Prezzo: 9,50€
Trama (tratta da www.ibs.it): In casa di Coraline ci sono tredici porte che permettono di entrare e uscire da stanze e corridoi. Ma ce n'è anche un'altra, la quattordicesima, che dà su un muro di mattoni. Cosa ci sarà oltre quella porta? Un giorno Coraline scopre che al di là della porta si apre un corridoio scuro, e alla fine del corridoio c'è una casa identica alla sua, con una donna identica a sua madre. O quasi. Età di lettura: da 10 anni.

Credo che sia il più infantile dei libri di Gaiman, o comunque è il più infantile tra quelli che mi sono capitati (non tantissimi, ma sufficienti per un'idea), nonostante questo mi è piaciuto e l'ho letto con piacere e anche piuttosto in fretta (non solo perchè è breve).
E' chiaramente un racconto per bambini e me ne sono resa conto quando, da adulta, ho notato alcune piccole 'incongruenze'. Stavo quasi per protestare, dentro di me, quando mi sono ricordata di cosa avrei pensato se avessi avuto effettivamente attorno ai 10 anni. Devo ammettere che è stata la prima volta che ho capito la differenza tra come leggevo le fiabe da piccola e come le leggo adesso (sono appassionata di fiabe e leggende). Mi sono resa conto che sono troppo pignola.
Ad esempio l'altra mamma ha dei bottoni al posto degli occhi e la prima cosa che ho pensato è stata: e a Coraline va bene lo stesso?
Certo che sì, è una fiaba e in tutte le fiabe ci sono elementi che sfuggono alla logica del 'reale'. Insomma, se Cenerentola balla tutta la sera con le scarpette di cristallo (che se non vanno in frantumi devono essere di cristallo spesso e 1) non voglio sapere quanto pesano, 2) non si piegano manco morte quindi maciullano i piedi) non c'è motivo per cui a Coraline non debba andar bene una mamma con dei bottoni per occhi. E un gatto che parla.
Come tutte le fiabe è nata per insegnare qualcosa ai bambini che la sentono, ma può dare molto anche agli adulti, soprattutto per ricordarci di apprezzare quello che si ha.
Coraline è scontenta e al di là della porta potrebbe avere tutto ciò che vuole. Eppure è lei stessa che rifiuta, anzi, che dice 'Nessuno vuole avere tutto. Non veramente'.
Perché? Perché altrimenti finiscono i desideri,e cosa siamo, senza sogni e desideri? Presente anche la lotta tra bene e male, che sarà anche eterna e già sentita, ma che non fa mai male ritrovare. Ai bambini fa sempre bene imparare a riconoscere il male e agli adulti ricordarsi che esiste anche il bene, che a volte gli aiuti arrivano da dove meno te lo aspetti (il gatto), che basta guardare le cose da un'altra prospettiva (il sasso bucato) per vederle in maniera diversa, addirittura per vederle come sono realmente. Non so se Gaiman abbia veramente voluto dare tutti questi significati alla sua fiaba, ma io ce li ho trovati e mi ha fatto veramente piacere.

Personaggi: la piccola Coraline (che tutti per sbaglio chiamano Caroline) che come quasi tutti i bambini si annoia perennemente, è curiosa, storce il naso davanti ai piatti dei genitori, si sente sempre un po' incompresa. L'ho trovata una buona rappresentazione e credo che un bambino/a possa riconoscervisi, se non in tutto, almeno per alcune cose. Tutti gli altri sono personaggi comunque marginali. I genitori un po' distanti, le vicine che ricordano un po' le buone fate, il gatto (ogni eroina magica che si rispetti ha un animaletto guida, no?) che parla e, per finire, la strega cattiva. Non è ben chiaro che tipo di strega sia, ma è cattiva e tanto basta.

Stile: Semplice e infantile, Gaiman non tradisce se stesso ma si allinea al pubblico più giovane che vuole raggiungere. Il linguaggio è sempre appropriato, adatto ai bambini, mai volgare. Ricorda quello di tante altre fiabe anche se è l'autore è stato molto bravo a modernizzarlo, nel senso, anche senza conoscerne l'origine, è impossibile attribuirla a firme come Perrault o Grimm. Però ha tutti i canoni del genere.

Giudizio finale complessivo: Una fiaba che mi è piaciuta molto e che, sembrerà stupido ma lo faccio, mi sono segnata per leggerla poi a futuri bimbi. Una storia che mi ha ricordato molte cose e che mi ha restituito per un po' una mentalità bambina e semplice dove non mi preoccupavo troppo della coerenza e della logica (per la verità le incongruenze le notavo anche allora, rompiballe fin da piccola, però lasciavo molto più correre). Certo è piacevole leggerla anche da adulti, ma, in tutta onestà, pur lasciando comunque qualcosa di positivo, è decisamente un libro da leggere da piccoli. Consigliato ai giovanissimi.
Voto: 8/10

venerdì 14 giugno 2013

Recensione: Dark vision 03 - La passione di Lisa J. Smith

Finalmente son riuscita a chiudere questa saga anche per quanto riguarda le recensioni. Non dovrei aver fatto spoiler, ma se non avete letto gli altri due direi che è meglio se non la leggete.
So che ho molte letture recenti da recensire, ma sto cercando anche di smaltire le vecchie. Pazientate.

Titolo: Dark Vision 03 - La passione
Autore: Lisa J. Smith
Edizione: Newton Compton
Prezzo: 14,90€
Trama: I ragazzi dello Zetes Institute sono in fuga, divisi e disperati. Mentre Kaitlyn, Lewis, Rob e Anna non hanno più un posto in cui andare, Gabriel ha raggiunto il signor Zetes, il loro peggior nemico, e si è unito a lui. Ma nel suo cuore l'oscurità del vampiro della mente non ha soffocato del tutto l'amore. Per neutralizzare la minaccia rappresentata da Zetes e dai suoi esperimenti, qualcuno deve infiltrarsi nell'istituto e sabotarlo dall'interno. E solo una persona può farlo: Kait. Lei conosce Gabriel più di chiunque altro, e sa che c'è del buono in lui. Ma per salvare i suoi amici, Kait deve infilarsi in un doppio gioco pericoloso e ambiguo. In uno scontro finale dove il confine tra lealtà e tradimento è sottile, gli amori si confondono con le amicizie e la passione divampa pur in mezzo a terribili pericoli, tutti i ragazzi dovranno affrontare la parte più nera del loro cuore. Kait dovrà scegliere tra i due ragazzi che ama e scoprirà che spesso il bene e il male convivono nella stessa persona, e solo l'amore può illuminare il buio dell'anima.

Fine della saga senza lode e senza infamia. Sinceramente, considerando quanto mi era piaciuto il secondo libro, questo mi ha un pelo deluso. O forse sono stata io ad illudermi un po'e ad ignorare 'difetti' che avevo già notato.
Diciamo che il libro ha due facce, quella emotivo- sentimentale è sinceramente bella e coinvolgente. Forse scontata certo, ma onestamente talvolta mi ha emozionata, soprattutto nel finale. Più che le riflessioni della protagonista, sono proprio i momenti a due ad essere molto toccanti e delicati. Le emozioni di Kait si percepiscono chiaramente e, ancor di più, quelli di Gabriel, nonostante l'autrice li mostri di meno.
La nota negativa è che in questo libro, come negli altri, fila tutto troppo liscio. Non so come spiegarmi perchè non è facile. Non è che non accade niente, accade, però leggendo quelle parti si ha l'impressione che sia tutto troppo facile, troppo comodo, troppo veloce. Quasi fosse solo un contorno. Abbastanza coerente, abbastanza interessante, ma non troppo 'difficile' e complicato.
Tanto per dirne una Kait dovrebbe essere guardata a vista e tutti dovrebbero diffidare di lei, ma basta pochissimo e là, ha già pronte delle persone che le credono e che vogliono aiutarla.
Arriva un momento cruciale e *TRACK* c'è pronta la cavalleria ad aiutare la principessa.
Sono queste le due facce: l'aspetto romantico bello e curato, il resto lasciato un po' a caso giusto per giustificare la scelta della protagonista e per far accadere qualcosa.
Come dicevo, non è un brutto libro e comunque conclude la saga, ma avrei preferito qualcosa di un po' più tosto.

Personaggi: Kaitlin è la protagonista e l'autrice segue quasi sempre lei. E' un personaggio abbastanza classico, forse un po' troppo 'protagonista', nel senso: solo lei può salvare il mondo, gli altri sono, se non inutili, quasi. Altro personaggio che ha un po' più di rilievo è Gabriel, il maschietto bello e dannato della situazione. Francamente è il personaggio che ho preferito di più, anche più della protagonista, per quanto a volte sia stato un pelo incoerente.
Tutti gli altri ci sono, ma sono solo accennati e visti con gli occhi della protagonista. Tra l'altro alcuni tendono ad essere leggermente incoerenti. O meglio, cambiano idea un po' troppo repentinamente e un po' troppo a comodo dell'autrice. Perfino Rob, che dovrebbe essere la terza punta del triangolo, si vede pochissimo e non interviene quasi mai.

Stile: La SMith ha un buon modo di narrare le cose, pulito,lineare facilmente comprensibile. I suoi libri sono sempre piuttosto scorrevoli e si fanno leggere in fretta. Usa un registro medo salvo qualche termine un po' più appropriato, ma comunque comprensibile. Come dicevo manca un po' di 'passione' nelle parti d'azione e non direttamente attibìnenti alla sfera romantica.

Giudizio finale complessivo: Un libro un po' a metà che se da un lato mi ha emozionato, dall'altro mi ha annoiata proprio nelle fasi che avrebbero dovuto essere a più alto contenuto di tensione. Confesso che sono stata quasi tentata di saltarle per andare a cercarmi i dialoghi e i confronti tra i ragazzi, ma alla fin fine, la mia coscienza da lettrice ha prevalso e me lo sono letto tutto.
Visto che è l'ultimo di una trilogia il consiglio non può che essere generico su tutta la serie. Se siete appassionati di urban fantasy, e dei gran romanticoni, allora direi che è proprio il caso di leggerla. Tra l'altro, se c'è qualcuno che segue la serie The summoning della Armostrong, sappia che il primo libro di entrambe le serie è parecchio simile, quindi anche Dark vision potrebbe piacervi.
A tutti gli altri mi sentirei di dire di lasciar perdere, dal punto di vista della trama non è granchè e tolti i momenti di phatos emotivo, alcuni stralci sono ai limiti della noia. Ci sono serie più coinvolgenti.
Voto: 6/10

giovedì 13 giugno 2013

Recensione: Il piacere di Gabriele D'Annunzio

Rieccomi! Forse riesco a riprendere anche le recensioni. Se non accade nient'altro (ma non ci giurerei, per tanto, lo dico sottovoce).
Vi lascio ad un classico che ho finito da qualche giorno ma che ha richiesto il suo tempo per essere recensito.

Titolo: Il piacere
Autore: Gabriele D'annunzio
Edizione: Garzanti (veramente io ho una vecchia edizione Mondadori con copertina diversa, ma non sono riuscita a trovarla, credo sia fuori produzione)
Prezzo: 8,50€
Trama (tratta da www.ibs.it): Il poeta-pittore Andrea Sperelli, protagonista del romanzo, è il primo alter ego di D'Annunzio, e il più significativo: incarna una raffinata sensibilità, carica di civiltà e di corruzione, scettica e cinica, che agisce secondo l'istanza estetica di vivere per il piacere e paga un duro scotto per la sua resa incondizionata ai sensi. Libro apparentemente senza azione, dove tutto sembra accadere nella mente del protagonista, modernamente sospesa tra aspettazione e memoria, "Il piacere" ha una svolta narrativa cruciale nel lapsus mentale e linguistico del protagonista che, mentre abbraccia la donna virtuosa e dolente che ha sedotto, pensa alla perduta e appassionata amante finendo per pronunciare il nome sbagliato.

Avere a che fare con certi libri crea sempre qualche difficoltà. Prima di tutto c'è il problema linguistico in quanto le prima pagine sono di 'adattamento' ad uno stile del tutto desueto. Poi va sempre tenuto presente il contesto dell'epoca in cui è scritto. Per finire è necessario calibrare le aspettative in relazione a quanto detto prima. Mi spiego meglio con un esempio: se mi dicono che è uscito, ora nel 2013, un libro sul piacere dei sensi, mi aspetto, minimo minimo, amplessi, puppe e culi a piene mani, descrizioni particolari e quant'altro; in un libro di fine '800 NON mi aspetto le stesse cose, anche se l'argomento è il medesimo. E difatti credo che la cosa più 'audace' che vi ho trovato, sia un riferimento a dei peli, anzi, alla mancanza dei medesimi, in quella 'zona' di una certa signora. Ci son volute tre pagine a capire di cosa stesse parlando e perché il povero giovanotto fosse così sconvolto (tempi magri per le estetiste nel XIX secolo).
Ultimamente mi son capitati tra le mani diversi romanzi 'erotici' (li chiamano così, mah...) che mi hanno lasciata perlopiù perplessa (mentre suppongo che il loro scopo fosse suscitare altro). Così già che c'ero, ho pensato che fosse simpatico sbirciare in un romanzo che, al suo tempo, deve aver suscitato una certa impressione.
'Il piacere' non è un romanzo erotico, eppure l'ho trovato più allettante e malizioso di tutti gli altri citati prima. Come dice anche la sinossi, non si lascia ricordare per la trama, quasi del tutto assente, e non lo si legge quindi per la storia. Del resto D'Annunzio viene ricordato più che altro per l'aspetto descrittivo e immaginifico, più che per quello emotivo e sentimentale, ed è per questi motivi che lo si apprezza o disprezza.
Personalmente a me piace. Fin dalle elementari ho adorato il suo perdersi nelle immagini e anche adesso lo considero uno dei migliori sotto quest'aspetto. Per contro sono la prima a riconoscere che spesso questo modus scribendi spezza l'azione e fa perdere il filo del discorso.
Inoltre talvolta risulta anche ridondante insistendo su una stessa scena descritta più volte con parole diverse.
Al di là di questi due appunti, immergersi nella vita (e nella Roma) di fine ottocento, è stata un'esperienza piacevole e maliziosa. Il giovane Andrea è altamente rappresentativo della categoria che D'Annunzio ha voluto rappresentare: da un lato capace di sentimenti forti, passionali, viscerali, ama fortemente, detesta allo stesso modo, si disgusta fino a sentire dolore fisico e così via, condannando i comportamenti che non gli portano benessere, dall'altro lato è lui il primo a non avere un comportamento coerente, inseguendo ogni gonna piacevole e facendo della conquista un gioco da non abbandonare mai, fino all'annientamento del soggetto amato e talvolta di se stesso.
Niente riesce a mutare il suo comportamento, neanche una brutta ferita e il rischio di morire.

Personaggi: Come già dicevo nella parte sopra, D'Annunzio illustra un'epoca godereccia e piuttosto libertina e lo fa principalmente attraverso i propri personaggi. Andrea è il protagonista e credo che D'Annunzio abbia messo molto di sé nel giovane. Si tratta di un personaggio ricco e un po' indolente, che sembra vada avanti solo per godere di ciò che la vita può offrirgli. Con lui entriamo in un labirinto di colazioni, pranzi, balli, attività il cui scopo primo sembra quello di alleviare la noia, ma in realtà vien subito da pensare che sia il libertinaggio più puro. Andrea non è un ragazzo vuoto e sciocco, tutt'altro, conosce le arti, è scrittore e poeta, ha studiato i classici ed è capace di citazioni e paragoni molto sottili, al contempo però, tutte le sue doti sono dedicate solo alla conquista della bella di turno (che sia Elena o Maria, le principali, o qualche altra donna dell'epoca), goduta la quale passa alla successiva senza troppe remore. Solo due figure lasciano il segno: la bellissima Elena e la pura Maria. La prima ci viene presentata a inizio libro e conosciamo l'inizio della storia tramite un flashback. Di lei non veniamo a sapere molto se non dai ricordi e dai pensieri di Andrea. Il protagonista la taccia di opportunismo e falsità, ma anche lui non è immune da difetti, inoltre è solo nelle ultime vicende che il lettore può trovare qualcosa da rimproverare alla dama. Maria invece giunge pi o meno a metà. Moglie devota e fedele, attraverso alcune pagine del suo diario ne scopriamo pensieri e virtù. Lei rappresenta la purezza e l'onestà e il perenne tentativo del peccatore di 'sporcare' tanta purezza. La conquista di Maria, al di là dell'amore tanto vantato dal protagonista, assomiglia più ad una sfida con se stessi, al suo bisogno di essere il primo e l'unico a prendere ciò che la dama ha di più importante.

Stile: Al di là dei toni, molto pacati e cortesi che rappresentano in pieno l'epoca in cui il romanzo è stato scritto, D'Annunzio ha uno stile molto descrittivo, con pochi dialoghi, in genere dai toni aulici, contrapposti a lunghi periodi ricchi di riflessioni e minuziose e prolisse descrizioni. Altissima la sua capacità di far sentire il lettore presente e partecipe, almeno visivamente, della scena, molto più basso il coinvolgimento a livello di trama, frammentata dai periodi sopra citati.

Giudizio finale complessivo: D'Annunzio è un autore che deve piacere e a me piace. In caso contrario può risultare monotono, noioso, inutilmente prolisso e con trama quasi assente. Io invece ne apprezzo le pause. Il piacere è stato un romanzo rilassante, anche nei suoi momenti concitati, pacato, elegante, ingenuamente malizioso in alcuni passaggi (abituati alla schiettezza di certi libri moderni, fa sorridere). Mi sono ritrovata a passeggiare per ville e giardini, a godere di una Roma passata ma sempre attuale, a perdermi nelle eterne descrizioni di cespugli di rose. Un romanzo che ho letto con calma e mi ha donato calma e dove sono stati i dettagli a fare la differenza. Descrivere minuziosamente un fiore, un giardino o una villa può essere superfluo e addirittura dannoso per l'azione, ma chiudere un libro con la sensazione di aver sentito il profumo del fiore, passeggiato per il giardino, ammirato gli elementi architettonici della villa, è un'esperienza che non tutti i libri sanno regalare. Dopo averlo sperimentato, confesso che in altri libri mi è un po' mancato.
Voto: 8/10

mercoledì 12 giugno 2013

W. W. W. ...Wednesdays #14

Ok.
Ho appurato che le rubriche non mi piacciono granché, pertanto il teaser l'ho sbolognato alla consocia ^_^ Se lei non ha novità allora intervengo io, ma in linea generale sarà lei a proporvelo.
Io provo a mantenere questa, se poi mi stufo anche di questa o la mollo a lei o verrà eliminata senza rimpianti.
Bon...
Il W. W. W.  sta per 3 semplici domande:

What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:

What are you currently reading?


La mano del morto
Antonio Chiconi


La notte degli angeli caduti
Heather Killough-Walden 


Tregua nell'ambra
Ilaria Goffredo


La donna dello scandalo (Bar  Cynster 03)
Stephanie Laurens


Ferite profonde
Nele Neuhaus

What did you recently finish reading?
Prima di rispondere a questa voglio fare una precisazione, ho sospeso La promessa del leone, ma la cosa è momentanea. Nel senso, il libro è scritto bene e la storia oggettivamente bella, sono io che in questo momento, per fatti miei, preferisco non proseguire. L'intenzione è però quella di finirlo, magari in un momento in cui sono più tranquilla.
Bene, le risposte.


Bastardo numero uno (Stephanie Plum 01)
Janet Evanovich


Utente anonimo
Veit Etzold


Il giardino dei segreti
Kate Morton


Malatesta - Indagini di uno sbirro anarchico Vol.1 
Lorenzo Mazzoni


La promessa del leone
Chiara Cilli (come dicevo è MOMENTANEAMENTE sospeso)

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La maledizione di Ondine
Valentina Barbieri


La lega dei gentiluomini rossi
Federica Soprani & Vittoria Corella


Stryx. Il marchio della strega
Connie Furnari

Mi scuso con tutte le autrici per non aver ancora letto i loro libri, sono stata incasinata, ma spero di rimediare presto.

E voi? Cosa avete letto, state leggendo, leggerete?

martedì 11 giugno 2013

Teaser Tuesdays #16

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.
Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  1. Prendete un libro che state leggendo;
  2. Apritelo in una pagina a caso;
  3. Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);
  4. Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^


Ecco qua il mio teaser:

<< Jonas Marlowe era rimasto per cercare i fili. Sì, perché il tavolino del Tramite, o Medium, non avrebbe potuto, in nessun modo muoversi da solo. Non son cose che esistono, gli spiriti. Nessuno ha poteri medianici. I defunti non hanno niente da dirci, perché una volta morti si cessa di esistere e basta. Il nonno non si aggira nell’etere drappeggiato in un sudario. La zia non comunica col profumo di mughetto. L’Oltre è vuoto. Anzi, non c’è nessun Oltre, c’è solo il presente e la vita e l’adesso. Nient’altro.

E niente fili, pareva.

Un magnete allora, sotto il pavimento e un’anima di metallo nella gamba del tavolino. Fanno meraviglie col magnetismo. Basta solo prendere il tavolino e segarlo in due, cercare il polo positivo e il negativo.

“Posso aiutarvi, Signor Marlowe?” chiese Jericho. Si era avvicinato allo scettico della serata, ancora col bicchiere in mano.

“Sì. Come avete fatto? Cosa muove il tavolino?” Jonas detestava i giri di parole. Odiava perdere tempo. La vita era breve e lui era certo che ce ne fosse una soltanto.

“La stessa cosa che fa crescere l’erba nei prati. Che trasforma un seme umano in un bambino. Che fa cadere la pioggia e tiene sospesa la sfera terrestre nel più spaventoso vuoto concepito dalla mente di Dio.”

Jonas storse la bocca. “Oltre che Medium, siete anche un poeta. Povero me.” >>


La società degli spiriti
Federica Soprani e Vittoria Corella

Qual è il vostro teaser?


venerdì 7 giugno 2013

Spacci e dispacci 03

Rieccomi con questa rubrica variabile e a comodo (nel senso, quando mi fa comodo spolverarla, la uso. Sono infida, lo so).
Per la verità ora non è che ci sia proprio sto gran bisogno, considerando la quantità di recensioni in coda, ma è da tanto che non la spolvero e le novità nella mia libreria sono state tantissime.

giovedì 6 giugno 2013

Recensione: Demoniaca series 01 - Brivido eterno di Larissa Ione

Rieccomi!!!
Dru alza la bandiera di segnalazione.
Sono qui, anche se non sembra perché sono a pezzi e non connetto tanto bene!
E difatti faccio subito la furbetta perché vi presento una recensione che ho scritto un po' di tempo fa, ma che finora non avevo pubblicato.
Ne approfitto adesso, così guadagno un giornino in più per finire le cose nuove :D

Titolo: Brivido eterno (Demoniaca series 01)
Autore: Larissa Ione
Edizione: Leggereditore
Prezzo: 10,00 €
Trama (tratta da www.ibs.it): Il piacere vero, quello che fa perdere i sensi, è qualcosa che Tayla non ha mai conosciuto. Destinata a proteggere la specie umana dalla minaccia costante dei demoni, non si concede distrazioni. Poi viene portata d'urgenza in un ospedale sotterraneo gestito da esseri sovrannaturali, e lì, per la prima volta, viene scossa da un brivido sottile e insistente che le apre le porte di una nuova dimensione. Ed è proprio la sua nemesi a risvegliare in lei queste sensazioni sconosciute. Eidolon, un demone centenario alla ricerca di una compagna per l'eternità, non può resisterle. Sono nemici, l'istinto li spinge ad annientarsi a vicenda, ma cadono entrambi vittime di una passione sfrenata. Nel frattempo Tayla viene travolta dai frammenti di un passato che la guidano verso la sua reale identità, rivelandole segreti che nessuno ha mai osato confessarle. In questo primo titolo della serie Demonica, Larissa Ione crea un mondo articolato e suggestivo, pervaso da presenze oscure e sensuali.

Ho iniziato a leggere il libro con una certa curiosità, perché era nella mia TBR da tempo. Dopo le primissime pagine, scopro che alcuni personaggi (tra cui il protagonista) sono demoni seminus, cioè demoni del sesso. Non posso nascondervi la prima cosa che ho pensato: ecco la scusa migliore per scrivere porcellate a tutto spiano! Le porcellate tendenzialmente non mi danno fastidio, se sono ben introdotte e hanno un loro senso. Anzi, le cosette pruriginose in genere sono piacevoli da leggere.
Anche in questo libro hanno un loro perché e un loro tempo in genere sfruttato ottimamente. Salvo alcune occasioni dove, sinceramente, non ho proprio visto la necessità di una scena di sesso e mi ha, più che deliziata, infastidita, perché interrompeva, in qualche modo, l'azione. Si tratta comunque di casi sporadici, la maggior parte si integrano perfettamente nella trama. Dalle mie parole vi starete già chiedendo: ma mezzo libro parla di quella cosa lì? Ecco... sì. Decisamente sì. E avendo per protagonista un demone del sesso è anche prevedibile.
Quindi tanto sesso e storia piatta? No, onestamente no.
La trama non è piatta anzi, l'ho trovata abbastanza coinvolgente e anche ben sostenuta, per quanto non particolarmente originale. Lui e i suoi fratelli sono, come vi ho detto, demoni del sesso (e ovviamente mica possono essere 'brutti come il demonio', ci mancherebbe), lei è una Guardiana, o Cacciatrice, e i demoni in genere li ammazza, anche quelli strafighi. E difatti ci prova per quasi mezzo libro.
Questa è una cosa che ho apprezzato, cioè che lei non cambiasse idea a pagina 4. Cerca di mantenere un minimo di dignità e di coerenza.
Oltre alla vicenda che li vede uniti (il traffico di parti di demoni), l'autrice inserisce bene anche le vicende personali sia dei due protagonisti che, in parte minore, di Gemella (Gem, una dottoressa mezzo demone) e di Wraith (fratello del protagonista).
Finale un po' troppo: e vissero tutti felici e contenti. E' il 'tutti' che mi fa storcere il naso.

Personaggi: Eidolon è il famigerato demone seminus che sta compiendo 100 anni e che deve affrontare il cambiamento, cioè se non trova una compagna fissa (cosa rarissima e quasi impossibile), si trasformerà in un essere che s'infila dentro ogni femmina che gli passa vicino (dove per vicino si intende un raggio di svariati metri). Al di là dell'ironia che ho voluto fare su sta cosa complicatissima che s'è inventata la Ione, è un bel personaggio. Un medico retto e onesto (cura demoni, ma vabbé, a ognuno i suoi pazienti) e anche piuttosto sensibile, soprattutto alla LEI di turno che, al contrario, è totalmente irragionevole, chiusa e ben decisa a rispedirlo all'inferno. Tayla è il nome della (bellissima e irresistibile) protagonista che ha fatto del suo lavoro una missione, soprattutto perché le ha dato la cosa più simile ad una famiglia che avesse mai avuto. La sua storia però, è quella che mi è piaciuta meno, l'ho capita dalle prime pagine e mi ha un po' annoiata. Nonostante siano personaggi secondari ho apprezzato anche Gemella, una dottoressa che lavora in un ospedale umano e Wraith, fratello di Eidolon, con una storia brutta ma solo leggermente accennata. Spero in un approfondimento nei futuri libri. Per finire Shade, il terzo fratello, di cui però si dice poco. Peccato, era il mio preferito.

Stile: Essendo un libro tradotto lo giudico un po' male. Sinceramente l'ho trovato un po' troppo gretto, quando non proprio volgare. Per intenderci: 'sentiva pulsare il membro/pene' ci sta e non lo trovo 'disturbante'; 'sentiva pulsare l'uccello' inizia ad essere un pelo gretto; 'sentiva pulsare il cazzo' è volgare, decisamente. Buona parte del libro oscilla tra la seconda e la terza possibilità, con poche punte nella prima. Se è un problema di traduzione è il caso d'istruire il traduttore (anche perché, al di là dei termini, commette anche errori di grammatica), se la traduzione è corretta allora lo stile della Ione non mi piace. Nei dialoghi accetto (quasi) tutti i tipi di linguaggio, soprattutto se rispettano un personaggio, nel descritto no, mi piace un minimo di eleganza e decoro.

Giudizio finale complessivo: Un libro con delle pecche, ma tutto sommato piacevole da leggere e non solo per le situazioni hard (non siate maliziosi). Un buon connubio tra scene piccanti e una storia che comunque ha un minimo di trama che incuriosisce e invita ad andare avanti. Non fa rimanere con il cuore in gola, ma in certi momenti non è facile interrompere la lettura. E' comunque semplice da seguire e io l'ho trovato distensivo e divertente. Credo che leggerò anche gli altri, magari nella speranza di trovarne uno dedicato a Shade (di lui si dice ad un certo punto, che è 'allegro come un pittbull incazzato nero', ecco ... ho un debole per questi personaggi!). In sostanza, mi è piaciuto? Sì! Decisamente, però perde un voto per il linguaggio.
Voto: 7/10