martedì 29 ottobre 2013

Un anno di grazie

Buongiorno a tutti!
Ci sono dei periodi in cui tutto s'incasina e le cose da fare diventano troppe.
Uno di quei periodi è questo.
E così capita che il primo anno di vita di questo blog passi in silenzio, ignorato dalle sue stesse autrici. da me in particolare visto che mi occupo io dei testi.
In realtà di idee ne avevamo, ma io sono del partito 'o per bene o per niente' e non essendo riuscita a completare ciò che avevo in mente, ho lasciato perdere.
Considerato però che non sono sola in quest'avventura, non mi andava neanche di far passare la cosa nel più totale silenzio, per tanto mando questo piccolo post con i doverosi (e sentiti) ringraziamenti.
La prima che mi viene in mente è la persona che me lo ha chiesto, proponendomi alcuni libri da leggere su cui dare il mio parere. E' sempre voluta rimanere anonima e non si è mai palesata, ma esiste e io non finirò mai di ringraziarla per la stima e la fiducia mostratami.
La seconda persona che merita il mio ringraziamento è la mia consocia grafica che si è fatta coinvolgere di buon grado in quest'avventura e che asseconda ogni mia richiesta più strampalata. Al di là della gratitudine per l'aiuto nel blog (che è enorme visto la mia incompatibilità con la grafica), è un'amica specialissima a cui va tutto il mio affetto.
Ringrazio anche tutte le autrici, autori e case editrici che mi hanno permesso di leggere i loro lavori e che hanno apprezzato i miei commenti sia positivi che negativi.
E, per finire, i più importanti di tutti: i lettori del blog! Chi legge e basta, chi legge e commenta, chi è divenuto follower, chi è passato ogni tanto, chi passa sempre. Grazie prima di tutto perchè ci leggete. Grazie per i complimenti. Grazie per i consigli. Grazie per le critiche. Grazie per gli incoraggiamenti. Grazie per tutto. Anche uno solo di voi vale il tempo e la dedizione.
Con affetto
Dru


Un anno! ^__^
La Biblioteca compie il suo primo anno di vita, anche se, ahimé, un po' in sordina.
Abbiamo una passione che ci accomuna, quella passione sono i libri.  E poterla coltivare anche attraverso il blog e le recensioni che lo arricchiscono, è un vero piacere.
Nel fare gli auguri alla nostra Biblioteca preferita, mi unisco ai ringraziamenti (decisamente sentiti) della Drusie a tutti voi lettori che rappresentate l'incentivo a fare sempre meglio e a dare il massimo in questa esperienza soddisfacente, divertente ed impegnativa che è la gestione di un blog dedicato.
Grazie a tutti!
Con affetto
Dil



  

giovedì 24 ottobre 2013

Recensione: Cuore cavo di Viola Di Grado



Una lettura un filo datata perchè la recensione mi ha richiesto più di una riflessione. Ora direi che ho le idee chiare.
 
Titolo: Cuore cavo
Autore: Viola Di Grado
Edizione: E/O
Prezzo: 16,00 €
Trama: In un romanzo coraggioso e sorretto da una scrittura originale, Viola Di Grado racconta la storia di un suicidio e di ciò che segue. Una folgorante invenzione della vita dopo la morte: la nostalgia, l'amore, la frequentazione "fantasmatica" delle persone care, la solitudine e l'incomunicabilità, in un aldilà cupo e ribollente, senza pelle e senza sensi, dominato da una natura crudele, che sfalda i corpi, ma anche da una vita ostinata che a questa morte si sottrae. Un romanzo che fa paura: la disgregazione dei corpi, la sopravvivenza dell'"anima", la tristezza e il rimpianto per la vita che non riesce a ricomporsi ma continua a incedere e spiare, vagando in un mondo deserto ma affollato, dove i vivi non possono più vederti e sentirti ma i morti restano all'erta, impauriti, in ascolto.

Ci ho messo un po' a capire come prendere questo libro, sia per leggerlo, che per recensirlo. Alla fine ho lasciato stare le chiavi di lettura e mi sono limitata a seguirne le parole (che sarebbe sempre la soluzione migliore). Nonostante questo rimane un libro a due facce e non è neanche facile spiegare perchè. Manca totalmente la positività. Al di là che inizia con un suicidio, anche dopo, nel racconto di Dorotea Giglio, non c'è niente di buono o positivo, neanche nei ricordi. Al contempo la freddezza con cui la protagonista analizza le situazioni, i termini che usa, non lo rendono neanche pessimista o drammatico. Una storia un po' dark raccontata con serenità? No, nemmeno. Pur mancando aggettivi forti il libro è brutale. Ci sono descrizioni dettagliate della decomposizione del corpo, ma anche la difficoltà dei rapporti tra fantasmi e tra fantasmi e vivi. Non è chiaro il motivo per cui Dorotea si suicida, ma è chiaro che, con quel gesto era alla ricerca di qualcosa che sperava di trovare oltre la morte. Non lo troverà trasformando così un racconto sulla morte, in un inno alla vita. Non c'è speranza nel suicidio, né futuro né soluzione. Qualunque cosa ci manchi, ci opprima, ci faccia stare bene o male, va risolta qui, nel presente, nella vita. Dopo la morte non c'è niente. Neanche il pentimento. Infatti, nonostante il dolore, credo di non aver mai letto che la protagonista vorrebbe tornare indietro, vorrebbe non averlo fatto, vorrebbe rimediare. Guarda e soffre, ancora incapace di risolvere ciò che in vita l'aveva portata a quel gesto. Questo è un altro dei dualismi del libro.
Così come lo è il fatto che, dalle sue stesse parole, Dorotea sembra più viva da morta che quando lo era veramente. Parla con altri fantasmi, comunica, cerca di raggiungere i vivi come non ha fatto da viva. Guarda perfino al futuro, nonostante se lo sia lei stessa negato.
Di riflessioni questa manciata di pagine (la mia edizione ne ha 166) ne porta tante, per contro non è un libro che si possa affrontare a cuor leggero. Le descrizioni della decomposizione sono toste e ancor peggio è il senso di fine, di irrimediabile che lo pervade.

Personaggi: Dorotea. E' lei che ci racconta la sua morte, la sua decomposizione, la sua 'vita' dopo. Non è un personaggio simpatico, eppure io neanche me la sono posta, la domanda se mi piacesse o meno. E' talmente fredda, talmente lucida, talmente 'fantasma' che alla fin fine non ti viene neanche da dirle: non lamentarti, te la sei cercata. Forse perchè, pur non spiegando i suoi motivi e ciò che è successo, il suo disagio da viva è talmente forte che alla fin fine si è quasi dispiaciuti che non riesca a trovare, nella morte, ciò che stava cercando. Dispiace che non ci abbia provato quando poteva. Dispiace che non possa tornare indietro. Indubbiamente è, a suo modo, un bel personaggio. E terribilmente egocentrico.

Stile: Freddo e adatto alla protagonista che è stata scelta. Brutale anche se non vengono utilizzati termini forti, ma solo corretti. Il fatto che questa precisione susciti immagine poco piacevoli la considero un'abilità dell'autrice. Forse c'è anche la volontà, sottile, di scioccare, ma la mancanza di emozioni che accompagna alcuni passaggi smorza, per fortuna, l'effetto. Ovviamente le descrizioni degli eventi post mortem sono precise e accurate, anche troppo per il mio stomaco. La scrittura in generale si presenta piuttosto scarna e questo rende il libro scorrevole e leggibile in poco tempo e senza grosse interruzioni.

Giudizio finale complessivo: Mah... io amo troppo la vita per essere in sintonia con un libro di questo tipo, ma l'inizio mi ha, sinceramente, incuriosito. Volevo vedere come l'autrice avrebbe condotto questa protagonista anomala e totalmente negativa e devo ammettere che, secondo me, ne ha tirato fuori un buon lavoro. Forse avrei preferito un approfondimento di ciò che è accaduto prima del gesto, ma anche così il libro mi ha portato a riflettere molto. Forse non lo rileggerò, ma di sicuro ha lasciato una traccia.
E ha confermato, almeno in questa versione, la mia teoria post mortem: non è una soluzione. Qualunque cosa si speri di trovare di là, non c'è. E quel che è peggio, non si torna neanche indietro.
Prima di chiudere, però, c'è una frase che mi è salita alle labbra ad ogni descrizione di vermi, liquidi, odori e cose varie: CHE SCHIFO!
Ecco, la dovevo dire,ora sono soddisfatta.
Voto: 8/10


mercoledì 23 ottobre 2013

W. W. W. ... Wednesdays #22

Hello! Oggi è mercoledì e torna il w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:

What are you currently reading?


 Il paradiso dei diavoli
Franco Di Mare


 Educazione di una donna
Elizabeth Percer


Un uomo solo
Christopher Isherwood

What did you recently finish reading?

Corella
Federica Soprani


Rock Harbour Search & Rescue: Lost & Found
Colleen Coble
 (Finito! Presto in recensione.) 


Uno studio in rosso
Arthur Conan Doyle

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde
Robert Louis Stevenson



 Una stanza tutta per sé
Virginia Woolf

  La lama del rasoio
Massimo Lugli

  La casa stregata
Howard P. Lovecraft
 
What do you think you'll read next?

 Evigilantem
Kaileigh Dillon
Con la morte del mio e-reader non sono riuscita a leggerlo. Spero di riuscire ad iniziarlo.


E voi? Cosa avete letto, state leggendo, leggerete?


martedì 22 ottobre 2013

Teaser Tuesdays #23

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:

  • Prendete un libro che state leggendo;
  • Apritelo in una pagina a caso;
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);
  • Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^


Ecco qui il mio Teaser per questo Martedì! ^_^


<< Se capivo che si trattava di uno spirito - residuale o no -, sapevo che la persona in questione non correva alcun pericolo e sarei potuta andare via. Così, mentre attraversavamo una cittadina, le chiesi come fare.
«Ottima domanda», esclamò Margaret. «Ora comincia la lezione vera. Ci sono tre modi per distringuere i fantasmi dai vivi. Uno: l'abbigliamento. Per esempio, se un uomo indossa il cappello e le bretelle è uno spirito, verosimilmente degli anni Cinquanta».
«Ho visto ragazzi con cappelli e bretelle», s'intromise Tori. «Anche giovani. E' vintage».
«Un'uniforme della guerra civile, allora. Se indossa quella, è un fantasma».
Ma per favore!
«Due: come forse avrai notato, gli spettri possono oltrepassare i solidi, quindi se passa attraverso una porta o una sedia, allora stai pur certa che si tratta di uno spirito».
Non c'era bisogno di essere una negromante per capirlo.
Margaret svoltò su una strada che portava fuori città. «E tre... Qualche idea, Chloe?».
«Se non fanno rumore quando camminano?»
«Ottimo! Sì. Questi sono i tre modi per distinguere i fantasmi dai vivi».
Grandioso. Quindi se vedevo un tipo immobile, che non indossava una vecchia uniforme, avrei semplicemente dovuto chiedergli di passare attraverso un mobile. Se mi guardava come se fossi pazza, allora non era un fantasma. >>



The Reckoning
Kelley Armstrong

Qual è il vostro Teaser? 



 

lunedì 21 ottobre 2013

Recensione: Il libro dei profumi perduti di M. J. Rose



Eccomi! Visto che i criceti del mio pc casalingo stanno esalando gli ultimi respiri e che quando devo postare qualcosa su internet tra un comando e l'altro ho tempo di leggermi Il signore degli anelli, ho raggiunto un accordo con la mia adorata consocia grafica: io scrivo i post sul block note, lei poi me li pubblica con tutta calma corredati di immagini e quant'altro.
Questo dovrebbe garantire un po' più di continuità (o almeno lo spero).



Titolo: Il libro dei profumi perduti
Autore: M. J. Rose
Edizione: Fabbri
Prezzo: 8,80 €
Trama: Jac L'Étoile è da sempre in fuga dal passato.
Ultima erede di una grande e decaduta famiglia di profumieri francesi, è tormentata dal ricordo di un amore perduto e da misteriose visioni innescate dalle fragranze esotiche che respira fin da bambina. Per liberarsene è fuggita a New York, dove lavora come studiosa di mitologia e autrice televisiva. Ma il passato riemerge quando il fratello Robbie, deciso a tentare il tutto per tutto pur di risollevare le sorti della famiglia, le annuncia di aver ritrovato un antico testo, "Il libro dei profumi perduti", e alcune tracce del leggendario profumo delle anime gemelle, un'essenza in grado di risvegliare memorie di vite trascorse e fornire così la prova della reincarnazione.

È l'inizio di un'avventura che costringerà Jac a fare i conti con i propri fantasmi e ad affrontare oscuri nemici per i quali la posta in gioco non sono i sentimenti, ma il potere. Dall'Egitto di Cleopatra alla Francia rivoluzionaria, dalle montagne del Tibet alle catacombe di Parigi, "Il libro dei profumi perduti" è un thriller dell'anima, un susseguirsi di intrighi, passioni e colpi di scena.

Io adoro i profumi, fin da piccola, e questo libro è stato un bellissimo viaggio attraverso il potere delle fragranze. Forse rimprovero l'aver voluto un po' strafare. La storia di Jac è già, da sola, molto bella ed evocativa. Il fatto che lei, sentendo determinate fragranze, abbia visioni di vite passate e sappia che c'è una persona che le è destinata è affascinante. Forse non originale, ma si lascia apprezzare. Non vedevo la necessità di inserire anche la parte dei monaci tibetani. Contemporaneamente, la ricerca che è stata condotta dall'autrice per poterne scrivere, la rende piuttosto realistica e questo mi ha permesso di conoscere aspetti di questa religione che non conoscevo. Vero che non me ne sono mai interessata, ma è stato molto istruttivo e non mi
dispiace averli appresi.
Altra cosa un filo superflua è l'intervento di Malachai come cercatore di strumenti mnemonici. Il suo ruolo come medico era più che sufficiente, questo secondo aspetto non porta a niente, è un filo non sfruttato fino in fondo che non aggiunge niente alla storia e sovracarica il lettore di indizi e aspettative che cadono nel vuoto. Per finire gli scontri con i 'cattivi' della situazione non mi sono sembrati degni dell'aspettativa che si era creata nel resto del libro. Tutto troppo breve e troppo semplice.
Riassumendo, come thriller non è granchè e sarebbe stato meglio evitare questo aspetto, come storia d'amore, poetica e 'profumata' invece aveva tutte le potenzialità per rendere il romanzo unico. Purtroppo è stata sfruttata meno a favore di una corrente più movimentata. Ne risulta così un libro né carne, né pesce che potrebbe lasciare insoddisfatti diversi lettori.

Personaggi: L'autrice, seguendo svariati filoni, ha inserito anche troppe figure, tantoché alcune sono veramente poco definite, non hanno neanche un ruolo, compaiono una volta e poi si perdono. Un esempio eclatante è una telefonata di Malachai ad un agente incaricato di recuperale l'oggetto mnemonico: gli dice di stare attento, di non uscire dalla legge perchè ha passato già troppi guai e di non fare del male a nessuno. Cosa fa l'agente? Non si sa, non è chiaro. Dopo la telefonata non se ne
hanno più notizie. Lo stesso Malachai sembra determinato a tutto, alcune suoi pensieri non promettono nulla di buono e poi... niente. Nulla di fatto. Gli unici personaggi più approfonditi sono Jac, il fratello Robin e Giles. Ho trovato Jac eccessiva nel suo voler essere razionale e Robin eccessivo nel senso opposto. Tra i due però, per carattere preferisco il fratello: aperto, positivo, determinato e deciso a tentare il tutto per tutto prima di arrendersi. Jac invece mi è sembrata troppo fragile. Preferisce pensare di essere malata, di aver problemi, anzichè accettare l'impossibile e, soprattutto fidarsi dei propri sentimenti. E' più una donna in fuga che una combattente. Giles, per quanto se ne parli e si conoscano i suoi pensieri, rimane più vago rispetto ai due fratelli. I suoi sentimenti sembrano chiari, eppure qualcosa lo frena e lo mantiene un po' indifferente.
Cenno finale per Xie che, nonostante la sua storia, non mi è piaciuto. Prima di tutto la parola 'codardo' mi riecheggiava in testa ogni volta che si parlava di lui. Poi accumula tensioni su tensioni, sembra perseguitato (e forse lo è), vede spie e nemici ovunque (e forse ci sono), ma al momento della resa dei conti, in tre righe tutto è finito.

Stile: Leggermente altalenante. L'autrice ha fatto un buon lavoro di ricerca, sia per quanto riguarda i profumi (terminologia, metodi di lavoro, espressioni tipiche), sia per quanto riguarda i tibetani e i loro rapporti con il governo cinese (leggi, usanze, credenze, perfino il rapimento del bambino), questo ha reso le sue descrizioni di queste parti estremamente accurate, approfondite e realistiche. Viceversa, sulla parte più di fantasia scivola un po'. Soprattutto le fasi concitate del libro, quelle che dovrebbero colpire il lettore e fargli avere chiara la scena, sono brevi, confuse e in generale si risolvono troppo in fretta e troppo semplicisticamente per soddisfare chi cerca un buon thriller.
Chi preferisce l'aspetto romantico le troverà quasi inutili. Anche alcuni dialoghi mancano di originalità. In generale comunque, il testo è scorrevole e piacevole da leggere.

Giudizio finale complessivo: Un libro profumato e sensoriale che sarebbe stato perfetto con le fragranze giuste in sottofondo. Un libro che mi è scorso abbastanza bene sotto gli occhi ma che, alla fin fine, mi ha lasciata insoddisfatta. A me piacciono i thriller e questo aspetto, in questa storia, è davvero blando e misero. Mi piacciono anche le storie romantiche e questa ci poteva essere, peccato che sia stata spezzettata da momenti di azione quasi inutili. In definitiva mi è piaciuto, ma mi rimane l'impressione che avrebbe potuto essere sviluppato meglio, sia in un senso che nell'altro.
Voto: 7/10

giovedì 17 ottobre 2013

Recensione: Biscotti, dolcetti e una tazza di tè di Vanessa Greene

Mi rendo conto che, quando non riesco ad accedere ad internet nel week end, il blog subisce brusche e inaspettate battute d'arresto. E' qualcosa a cui devo porre rimedio, lo so, ma per il momento non ho soluzioni a riguardo.
Intanto riesco a metter su una recensioncina per oggi. Se stasera riuscirò ad avere qualche altro minuto on line, spero di riuscire a metterne anche una per domani. E prometto di rispondere anche ai commenti che ho trascurato.
Piccola comunicazione di servizio: la tragedia si è abbattuta su di me e il mio ereader mi ha detto addio. Si sono frantumati i cristalli liquidi ed è illeggibile. Il sostituto forse arriverà presto o forse lo chiederò a Babbo Natale, in ogni caso chi mi ha mandato ebook da recensire può tranquillizzarsi. Sono comunque in lettura. Ho solo dovuto cambiare supporto (in questo caso, benedetti portatili).
Ok, ho cincischiato già abbastanza e il mio tempo sta per scadere. Vi lascio la recensione.
Besos

Titolo: Biscotti, dolcetti e una tazza di tè
Autore: Vanessa Greene
Edizione:  Newton Compton
Prezzo: 9,00 €
Trama: Jenny ha ventisei anni, lavora nell’editoria e passa tutto il tempo che ha a disposizione a organizzare il matrimonio dei suoi sogni.
Maggie gestisce un negozio di fiori e si è lasciata alle spalle un rapporto doloroso. 
Alison sembra avere una vita perfetta: ha sposato il suo primo amore e ha due splendide figlie.
Jenny, Maggie ed Alison – tre donne in tre fasi della vita diverse eppure vicine – si ritrovano un giorno in un mercatino dell’antiquariato a contrattare per accaparrarsi lo stesso servizio da tè. Per uscire da quella strana situazione decidono di acquistarlo in società e condividerlo, e giorno dopo giorno, tazza di tè dopo tazza di tè, tra chiacchiere, pettegolezzi e piccoli segreti, finiranno per scoprire un’amicizia che cambierà le loro vite.

Questo è uno di quei libri leggeri e dolci che ogni tanto ci vogliono. Dove le difficoltà ci sono, ma alla fine si risolvono.
Purtroppo non è un libro esente da difetti e cosucce che mi hanno fatto storcere il naso.
La prima fra tutte il modo in cui le donne si incontrano e divengono amiche. Ad un mercatino vedono contemporaneamente un vecchio servizio da tè e sono decise tutte ad averlo, ciascuna per un diverso motivo. Decidono di acquistarlo in società e mezz'ora dopo sono tutt'e tre a casa di Alison a parlare. ora, io sarò malfidata, ma non credo avrei fatto una cosa simile: né di acquistare un servizio da tè con perfette sconosciute, né di andare o invitare a casa mia, perfette sconosciute. Comunque mi è capitato di notare in altri libri questa predisposizione all'ospitalità e sono portata a pensare che sia una questione culturale.
A parte quest'inizio forse un filino forzato, il libro procede leggero come si richiede al caso. Ciascuna delle tre donne ha i suoi problemi, ma cercano di affrontarli al meglio delle loro possibilità.
Il punto di vista si sposta ripetutamente tra le tre amiche offrendo così un quadro generale di ciò che accade. Questo però toglie un po' di unità al racconto e i salti temporali non aiutano. Sembrano tre storie diverse con qualche punto di contatto qua e là.
Tra l'altro tre storie neanche troppo approfondite. Le emozioni di Jenny nell'organizzare il matrimonio sono solo accennate, così come i suoi dubbi davanti alla pacatezza del suo fidanzato che a volte non sembra così coinvolto come vorrebbe lei. Stessa cosa per Alison e il suo rapporto con le figlie, soprattutto la maggiore. E con il marito con cui sembra non parlare più molto, ma anche se se ne rende conto, i suoi pensieri rimangono superficiali.
Per finire Maggie che mi sembra quella più tralasciata di tutte. Dovrebbe essere una donna forte, ma si fa fregare come un'adolescente dall'ex che ritorna. Poche pagine prima l'avevamo vista avvinghiata ad un tipo con cui aveva litigato fino al  momento prima. Senza che ci fosse niente che lasciasse supporre tutta questa attrazione.
Il finale rasenta un po' troppo l'assurdo. Loro hanno impiegato mesi (e molti soldi) a fare una determinata cosa che poi va a monte, i rispettivi mariti/fidanzati, in un paio di settimane o anche meno, risolvono tutto. Anche solo al parte economica non torna: dove li avevano tutti questi soldi? Poi, se non hanno trovato le tre donne, come ci sono riusciti loro?
Comunque diciamo che sia possibile. Come nelle migliori fiabe ci sarà stato un tocco di magia. Però non ne sono convinta.

Personaggi: Si tratta quasi esclusivamente delle tre amiche. Come dicevo sopra, per quanto il punto di vista si sposti e le segua tutt'e tre, tra l'altro con un io narrante, rimangono leggermente abbozzate e poco approfondite. Jenny tende ad essere anche un filo superficiale come carattere, mentre Maggie l'ho trovata spesso incoerente. Forse l'autrice ha tentato di sottolineare un carattere fragile a dispetto della forza ostentata, ma trovo che abbia fatto solo un grande pasticcio. La meglio riuscita mi è sembrata Alison, un po' scontata la figlia adolescente ribelle, ma quanto meno lei riesce, in qualche modo a tenerle testa (non sempre). E' forse quella più equilibrata e che si mantiene concreta di fronte a tutte le varie difficoltà.

Stile: Una scrittura leggera e a tratti frizzante hanno reso il libro scorrevole e piacevole da leggere. Mi è piaciuta l'alternanza delle narratrici, un po' meno i salti temporali. Il registro è medio e neanche tanto ricco. Dialoghi un po' standard e scontati.

Giudizio finale complessivo: Un libro carino e piacevole da leggere, ma che lascia il tempo che trova. Può essere adatto per un pomeriggio tranquillo e se non si hanno troppe pretese. Personalmente l'ho letto velocemente ma non mi ha esaltato per le tante incongruenze che vi ho trovato. L'idea dei vecchi serviti da tè mi piaceva, ma era solo una scusa per far incontrare le tre amiche. Il 'dramma' finale mi è sembrato assurdo e messo lì giusto per far accadere qualcosa e la sua risoluzione piuttosto improbabile. Un libro che dimenticherò in fretta e che non mi ha lasciato niente.
Voto: 6/10

mercoledì 9 ottobre 2013

W. W. W. ... Wednesdays #21

Hello! Oggi è mercoledì e torna il w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:

What are you currently reading?


Corella
Federica Soprani


Rock Harbour Search & Rescue: Lost & Found
Collen Coble


What did you recently finish reading?


La donna che si immerse nel cuore del mondo
Sabina Berman


Una sera a Parigi
Nicolas Barreau (Recensione qui)


Zelda
Connie Furnari

What do you think you'll read next?

Evigilantem
Kaileigh Dillon
In uscita questa settimana

E voi? Cosa avete letto, state leggendo, leggerete?

martedì 8 ottobre 2013

Recensione in anteprima: Una sera a Parigi di Nicolas Barreau

Questo librino sarà in tutte le librerie domani e, casomai foste indecisi... diciamo indecise, vi lascio le mie impressioni. 
Ringrazio tantissimo la Feltrinelli che mi ha mandato il libro in anteprima. E anche l'autore, per questa bellissima storia.

Titolo: Una sera a Parigi
Autore: Nicolas Barreau
Edizione: Feltrinelli
Prezzo:  12,00 €
Trama: “Viene solo una volta a settimana, il mercoledì sera, quando c’è la rassegna dei vecchi film, Les amours au Paradis… Cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre nella fila diciassette. E poi, non appena in sala si riaccendono le luci, scompare.”
Entra al Cinéma Paradis, dove i sogni diventano realtà. 
In una piccola strada di Parigi, percorrendo rue Bonaparte fino a scorgere la Senna e girando due volte l’angolo, si trova un luogo incantato: il Cinéma Paradis. È questo il regno di Alain Bonnard, l’appassionato e nostalgico proprietario del locale. Ed è qui che ogni mercoledì, al secondo spettacolo, va in scena Les amours au Paradis, una rassegna dei migliori film d’amore del passato. In quelle sere il Cinéma Paradis è avvolto da una magia particolare: regala sogni, come recita il poster appeso in biglietteria, sopra alla cassa antiquata. La piccola folla di habitué si abbandona volentieri sulle vecchie poltroncine di velluto per farsi rapire dal fascino del grande schermo. Ma da quando al secondo spettacolo partecipa anche una certa ragazza, è Alain a sognare più di tutti. Cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre nella stessa fila, la numero diciassette. Poi, non appena in sala si riaccendono le luci, si allontana solitaria nella notte parigina. Chi è? E qual è la sua storia? Finalmente Alain trova il coraggio di invitarla a cena. È una serata perfetta e in più, poco dopo, accade un altro fatto eccezionale: un famoso regista americano annuncia di voler girare il suo prossimo film proprio dentro al Paradis, con protagonista la bellissima e inavvicinabile Solène Avril. Non solo Alain potrà conoscere una vera star, ma all’improvviso il minuscolo cinema, in perenne lotta per la sopravvivenza, registra ogni sera il tutto esaurito. Alain è fuori di sé dalla gioia. C’è solo una cosa che lo preoccupa: proprio quando va tutto a gonfie vele, la misteriosa ragazza con il cappotto rosso sembra scomparsa dalla faccia della terra. Che sia solo una coincidenza?

Di nuovo a Parigi con Nicolas Barreau, che la descrive sempre con grande accuratezza ed ottimi riferimenti geografici. Sinceramente non ho controllato se esistessero tutti i locali da lui citati (sul Ritz e il Bar Hemingway non ho dubbi), ma in ogni caso, l'accuratezza e la sicurezza con cui li descrive li rende reali agli occhi del lettore.
Inizio questa recensione dal luogo, perché Parigi è sempre un po' protagonista nei romanzi di quest'autore. Una città sempre presente e sempre ben dipinta, quasi a volerne fare piccole cartoline per invogliare a visitarla. 
Al centro di una delle città più romantiche al mondo, la vicenda di Alain, affascinato dalla misteriosa donna con il cappotto rosso. Donna che scompare il giorno dopo essersi presentata e aver regalato dolci baci al protagonista.
E' lui che ci racconta la vicenda, corredata dei suoi pensieri e sensazioni. La storia di un uomo comune con una grande passione che porta avanti a costo di sacrifici, che si innamora e che vede la propria vita travolta da un'insperata fortuna. Quasi un invito a credere nei sogni, perché prima o poi ripagano e un monito a crederci, perché il pagamento potrebbe essere davvero sconvolgente.
Una vicenda improbabile ma non impossibile, condita con quel pizzico di magia che capita a tutti anche se non tutti se ne accorgono. La trama mi è piaciuta. Ad un certo punto ho avuto il terribile sospetto che si risolvesse in maniera un po' troppo semplice, invece l'autore è stato bravo a fare la sorpresa e a tramutare la possibilità in un vicolo cieco. E' anche molto bravo a disseminare indizi ed elementi che poi ritornano per risolvere la vicenda, anche se gli rimprovero il disseminare il libro di troppe anticipazioni. Troppi i 'non sapevo che l'avrei rimpianto', 'non sapevo quanto sarebbe stato importante' e così via. Soprattutto perché, al momento in cui gli elementi ritornano, il protagonista ricorda come e quando quell'elemento è venuto fuori per cui non c'è il rischio che il lettore si confonda. E' un mio gusto personale, certo, ma preferisco cogliere gli elementi da sola e avere la sorpresa.
L'unica cosa che mi ha lasciata perplessa è che dal momento in cui i protagonisti si baciano, al momento in cui Mélanie manca l'appuntamento, Alain viene paparazzato con un'attrice famosa e bellissima, ma né lui, né il suo miglior amico, prendono quell'evento come una delle cause che può aver allontanato la ragazza. Io l'avrei pensato subito. Ma io sono una donna.
Finale dolce e meritato, anche se avrei preferito poter leggere una scena, che invece non è presente in quanto Alain non vi partecipa. Peccato.

Personaggi: Belli. Soprattutto Alain il protagonista e voce narrante. A noi donne piacciono i superfighi pieni di muscoli, sicuri di tutto e con tutte le soluzioni in tasca, ma ci piacciono anche gli uomini come Alain, l'uomo della porta accanto, dolce, imbranato, pasticcione. Che si prepara milioni di discorsi e poi si impappina. Che rimane a guardarti confuso e imbambolato e ti fa pensare che vederti sia una visione mistica. Uomini che potremmo definire normali e che, per questo, fanno sognare come i superfighi, perché alla fin fine, è questo l'uomo che vorresti: imperfetto, ma che fa di tutto per dare il massimo.
Mélanie, pur essendo la protagonista, compare poco. Una ragazzo dolce, sensibile, timida e un po' retrò, ha anche lei lo stile della ragazza della porta accanto. Quella che anche se ha sofferto ti offre sempre un sorriso. Quelle che non puoi non amare perché sono perfette anche se non lo sono. Forse non mi ci riconosco perché ho un carattere diverso e avrei agito in modo diverso, ma Barreau l'ha comunque resa credibile e concreta e i suoi comportamenti sono comunque logici. 
Al loro fianco Robert, cinico miglior amico di Alain e un po' troppo sciupafemmine. Poi, ok, sono maggiorenni, ma queste relazioni con le studentesse non è che mi abbiano esaltato. 
Solène ricorda tantissime attrici del momento, bellissima, un filo capricciosa, una sfilza di relazioni da non poterle più contare, alcune anche con uomini un po' troppo maneschi. Anche lei a suo modo fragile sotto la patina di stella. 
Menzione speciale per il regista Allan Wood che, per caratteristiche fisiche e assonanza del nome, ho identificato per tutto il libro con Woody Allen. Buffo, simpatico e alla mano, cerca di aiutare a suo modo il protagonista. Forse la sua vicenda si risolve un po' troppo in fretta, ma non è il protagonista principale per cui non gli ho dato molto peso. In ogni caso continuo a pensare che sia un omaggio dell'autore al celebre regista.

Stile: Molto francese e credo che la traduttrice sia stata molto brava a rispettarlo. Elegante secondo il gusto francese, un filo campanilista come solo loro sanno esserlo, romantico e talvolta ironico come richiesto dal tipo di libro. Le frasi scorrono leggere e la storia scivola via piacevolmente. Niente termini forti e d'impatto (men che meno volgarità, ci mancherebbe), ma un linguaggio dolce e vagamente sognante. Molto bello.

Giudizio finale complessivo: Un libro leggero e dolce che si è lasciato leggere in poco tempo. A me è piaciuto e non avevo dubbi. Le storie di quest'autore mi piacciono perché sono, come dicevo, improbabili ma non impossibili, e con un filo di magia (o coincidenze o destino o ciò che volete) che rende tutto simile alle fiabe. Anche la mia storia d'amore è stata così, forse è per questo che ci credo e che un po' ritrovo me stessa. penso che sì, forse sarebbe potuto accadermi anche questo.
Inoltre apprezzo la quiete di questo romanzo. Un grande amore, ma senza accenni a passioni travolgenti che cadono anche un po' nell'erotico. Solo sentimenti e l'ho trovato incredibilmente rilassante.
Voto: 8/10

mercoledì 2 ottobre 2013

Segnalazione: Una sera a Parigi di Nicolas Barreau

Buon mercoledì e buon giorno a tutti. Oggi doveva esserci il w.w.w. ma visto che le mie letture non sono cambiate dalla scorsa settimana mi è sembrato inutile riproporvi lo steso post (o comunque poco diverso). Intervengo quindi con una segnalazione dolce dolce, su un libro che mi ha incuriosita già dalla trama.

Titolo: Una sera a Parigi
Autore: Nicolas Barreau
traduttore: Monica Pesetti
edizione: 2013
pagine: 256
formato: 14,2 X 22,1
ISBN: 9788807030611
“Viene solo una volta a settimana, il mercoledì sera, quando c’è la rassegna dei vecchi film, Les amours au Paradis… Cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre nella fila diciassette. E poi, non appena in sala si riaccendono le luci, scompare.”
Entra al Cinéma Paradis, dove i sogni diventano realtà.

In una piccola strada di Parigi, percorrendo rue Bonaparte fino a scorgere la Senna e girando due volte l’angolo, si trova un luogo incantato: il Cinéma Paradis. È questo il regno di Alain Bonnard, l’appassionato e nostalgico proprietario del locale. Ed è qui che ogni mercoledì, al secondo spettacolo, va in scena Les amours au Paradis, una rassegna dei migliori film d’amore del passato. In quelle sere il Cinéma Paradis è avvolto da una magia particolare: regala sogni, come recita il poster appeso in biglietteria, sopra alla cassa antiquata. La piccola folla di habitué si abbandona volentieri sulle vecchie poltroncine di velluto per farsi rapire dal fascino del grande schermo. Ma da quando al secondo spettacolo partecipa anche una certa ragazza, è Alain a sognare più di tutti. Cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre nella stessa fila, la numero diciassette. Poi, non appena in sala si riaccendono le luci, si allontana solitaria nella notte parigina. Chi è? E qual è la sua storia? Finalmente Alain trova il coraggio di invitarla a cena. È una serata perfetta e in più, poco dopo, accade un altro fatto eccezionale: un famoso regista americano annuncia di voler girare il suo prossimo film proprio dentro al Paradis, con protagonista la bellissima e inavvicinabile Solène Avril. Non solo Alain potrà conoscere una vera star, ma all’improvviso il minuscolo cinema, in perenne lotta per la sopravvivenza, registra ogni sera il tutto esaurito. Alain è fuori di sé dalla gioia. C’è solo una cosa che lo preoccupa: proprio quando va tutto a gonfie vele, la misteriosa ragazza con il cappotto rosso sembra scomparsa dalla faccia della terra. Che sia solo una coincidenza?

Allora, vi ho incuriosito?
Io credo proprio che lo leggerò. Ho 'conosciuto' l'autore con Gli ingredienti segreti dell'amore (recensito QUI) e credo che saprà replicare quel piccolo momento che mi ha regalato anche con questo nuovo lavoro.

martedì 1 ottobre 2013

Teaser Tuesdays #22

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo;
  • Apritelo in una pagina a caso;
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);
  • Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^


Ecco qui il mio Teaser per questo Martedì! ^_^

<< Dio, era una scena così dannatamente eccitante che riuscivo a malapena a respirare.
All'improvviso, quegli occhi - di un grigio intenso e profondo come l'acciaio di una lama, o nubi tempestose o montagne lontane - si alzarono, dapprima confusi e un attimo dopo già vigili.
E si fissarono su... di me.
Sobbalzai ma non riuscii a distogliere lo sguardo, mentre i miei occhi si allargavano come piattini da tè. Mi ero sempre chiesto se fosse vero che certi sguardi sono magnetici, che hanno il potere di trattenerti con la stessa forza di un tocco fisico.
In quel momento capii che era così.
Volevo staccarmi da quello sguardo penetrante, ma non riuscivo a far nulla: i miei occhi verdi erano incollati ai suoi. Era come se il mio cuore si fosse fermato tra un battito e l'altro e il respiro mi pizzicasse la gola chiusa. Trattenni il fiato così a lungo che cominciai a vedere dei puntini neri sullo sfondo. Mi sentivo imbarazzato, impaurito, umiliato.. ma soprattutto eccitato.
Non sapevo cosa desiderassi di più - se bruciare per combustione umana spontanea, sprofondare nella terra oppure volatilizzarmi nell'aria -, così continuai a rivolgere all'uomo più sexy che avessi mai visto uno sguardo terrorizzato, perso e senza speranza. >>



Non c'è due senza.. Te
Susan Laine


Qual è il vostro Teaser?