martedì 29 aprile 2014

Teaser Tuesdays #42


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio teaser di oggi. ^_^

<< Linda è mia madre. La chiamo Linda perché le dà fastidio. Dice che la 'de-mammizza'. Ma lei ci ha pensato da sola a 'de-mammizzarsi' quando ha affittato un appartamento a Manhattan e mi ha lasciato da solo nel South Jersey a badare a me stesso per lunghe settimane e sempre più frequenti week end. Dice che ha bisogno di stare a New York per la sua carriera di fashion design, ma io sono sicuro che è per potersi scopare in santa pace il suo amichetto francese, Jean-Luc, e tenere a distanza di sicurezza il figlio schizzato. E' uscita dalla mia vita subito dopo la storiaccia con Asher, forse perché era una situazione troppo difficile da gestire. Non lo so. >>

Perdonami, Leonard Peacock
Matthew Quick

Qual è il vostro Teaser?



mercoledì 16 aprile 2014

W. W. W ... Wednesdays #33


Hello! Oggi è mercoledì e torna il w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading?
What did you recently finish reading?
What do you think you'll read next?


Ecco qui le mie risposte di oggi!


What are you currently reading?

80 Days - Il colore della Passione
Vina Jackson

LEI E LUI
Andrea De Carlo

What did you recently finish reading?


Una sera a Parigi
Nicolas Barreau

Perdonami, Leonard Peacock
Matthew Quick

What do you think you'll read next?

80 days - Il colore del Desiderio
Vina Jackson

E qualcos'altro che non ho ancora deciso! ^_^

E voi? Cosa state leggendo, avete letto, leggerete?


martedì 15 aprile 2014

Teaser Tuesdays #41


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio teaser di oggi. ^_^

<< La sceneggiatura di un buon film si basa sul fatto che il regista sceglie un momento nella vita del protagonista in cui un evento inatteso o un'improvvisa presa di coscienza ribalta tutto quello che era successo fin lì. Questo punto di svolta, che segna uno spartiacque tra il prima e il dopo e indirizza il corso delle cose in meglio o in peggio, rappresenta il climax della trama, e non di rado c'è lo zampino del caso o del destino, tutto sommato non fa grande differenza.
Un uomo assiste a un omicidio su un treno che gli sfila davanti. Una mattina un impiegato trova un biglietto per Roma in una cabina del telefono e invece di andare a lavoro decide di partire. Una donna scopre nella tasca della giacca del marito il conto dell'albergo in cui lui l'ha tradita. Un bambino muore in un incidente stradale e la famiglia si sfascia. Durante un pic-nic al Bois de Boulogne un uomo si rende conto che in realtà ama l'amica della moglie. Una sorella e due fratelli che si odiano vengono a sapere che riceveranno l'eredità della madre appena morta solo se faranno insieme il Cammino di Santiago. Una ragazza infelice sta per gettarsi da un ponte, ma viene salvata da un giovane bibliotecario e i due si innamorano. La figlia di un miliardario nasconde il ladro attraente che bussa alla porta della sua camera d'albergo. Cinque anni dopo la fine della guerra un uomo sposato entra in un bar e incontra il suo primo amore.
Ah, e posso fare anche un altro esempio: il proprietario di un piccolo cinema passeggia di sera in una delle piazze più belle di Parigi.
E' sempre un unico momento che mette in moto gli eventi e crea successioni. Causa ed effetto. Azione e reazione. La farfalla che batte le ali  e provoca il terremoto a migliaia di chilometri di distanza. Nella vita vera, però, al contrario dei film, il momento fatidico, quello che determina il cambiamento radicale, non lo puoi scegliere, ti capita e basta. E il più delle volte non ti rendi nemmeno conto che stai andando a sbatterci contro. >>


Una sera a Parigi
Nicolas Barreau
(Recensione QUI )

Qual è il vostro teaser?




venerdì 11 aprile 2014

Recensione: Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf


Eccomi da brava che provo a rimettermi in carreggiata e a tornare a parlarvi di qualche libro in maniera un po' più costante. Considerando che da 4 giorni mi sveglio alle 4 per salutare il marito che fa i turni, chiedo venia per eventuali strafalcioni (date retta: le prime ora del mattino NON sono le più produttive!), ma non potevo mica sprecare così tante ore a disposizione!
Recensionicina breve breve (anche perché rischiava di essere più lunga del libro di cui parla)


Titolo: Una stanza tutta per sé
Titolo originale: A room of one's own
Autore: Virginia Woolf
Edizione: Newton Compton
Prezzo:  0,99€
Trama: Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf fu invitata a tenere due conferenze sul tema Le donne e il romanzo. È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle origini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione attraverso la doppia lente del rigore storico e della passione per la letteratura.





Questo libro è stato una piacevole scoperta. Premetto che non ho mai letto niente di Virginia Woolf e la parola 'trattato' mi aveva un filo messo ansia: io leggo di tutto, ma indubbiamente attualità, saggi, trattati, studi e simili mi suscitano molto meno entusiasmo di un romanzo.
Mi sono ricreduta quasi subito.
L'autrice spazia veramente molto sul tema 'Le donne e il romanzo', soprattutto sulle donne e la scrittura e, ancor di più, sulle donne e il diritto allo scrivere. Considerando l'epoca maschilista in cui lo fa mi aspettavo qualcosa di polemico e un po' vittimista, anche se lecito; invece la Woolf affronta il tutto con una certa leggerezza ed ironia, che non fa scadere il trattato nel superficiale, ma attraverso il sorriso arriva dritta al punto, al ruolo della donna in una società maschile e a certe difficoltà oggettive a cui le donne scrittrici venivano sottoposte.
Nel trattato sfrutta anche nomi celebri, portando esempi concreti e analizzando con serenità la loro produzione. Fa confronti istruttivi e costruttivi senza decretare vincitrici. Arriva alle proprie conclusioni senza pretenderle o reclamarle a gran voce.

Non mi sono mai interessata ai movimenti femministi. Non sono combattiva per natura, né rancorosa. Da qualche parte c'è un uomo che fa il mio stesso lavoro e guadagna di più? La cosa non mi tocca. Vivo bene come prima. Ciò che avrebbe forse cambiato la mia vita sarebbe stata non tanto poter fare lavori maschili a stipendio maschile, quanto che venisse riconosciuta pari dignità ai lavori femminili, propriamente femminili. E qui chiudo una parentesi che non ha niente a che vedere con il romanzo.

Come dicevo, la trattazione della Woolf è sempre pacata, talvolta ironica e solo raramente sfiora la polemica. Comprendo i motivi che hanno portato molte donne ad eleggerla come uno dei simboli dei movimenti femministi, ma dell'estremismo a cui poi sono arrivati alcuni membri, in lei non c'è traccia. Tutto sommato un modo incredibilmente femminile di condurre una battaglia dimostrando al contempo capacità di analisi, concentrazione, deduzione e amore per la letteratura fino a quel momento appannaggio principalmente maschile, almeno nei suoi termini più 'seri'.
Il trattato è piuttosto breve ed evito di dilungarmi troppo io stessa, ma gli argomenti proposti offrono comunque ottimi spunti per riflessioni e successive trattazioni.

Giudizio finale complessivo: Un librino che, pur nel suo piccolo, mi ha interessato molto, mi ha divertita e mi ha mostrato un riassunto della storia della letteratura femminile, attraverso alcune leggende e molti nomi noti. Lo stile leggero e scorrevole ha permesso alle pagine di scivolare via senza annoiarmi, anche se ammetto, all'inizio, di essermi chiesta più volte, dove l'autrice volesse andare a parare.
Con calma ci arriva.
Voto: 7/10


giovedì 10 aprile 2014

Recensione: Il traditore di Kerry di Lynn Flewelling


Posso definirlo un parto, perché credo di averci messo nove mesi a leggere questo libro e quando sono giunta alla fine mi sono sentita liberata di un peso. E' un libro a metà per me, non abbastanza brutto da mollarlo, né abbastanza bello da leggerlo con velocità (o comunque con un po' più velocità di 9 mesi).

Titolo: Il traditore di Kerry (The nightrunner 03)
Autore: Lynn Flewelling
Edizione: Nord
Prezzo: 14,50€ (fuori catalogo)
Trama (tratta da mondoparallelo.forumcommunity.net): La guerra tra Pleminar e Skala è continua. Alcune voci affermano che l’antico alleato di Skala, Mycena, stia per tagliare Skala fuori da tutte le rotte commerciali, preferendole Pleminar. Ora Alec e Seregil vengono inviati in una ancor più audace missione: convincere la gente di Aurenen, che esiliò Seregil anni fa, ad allearsi a Skala per porre fine alla guerra. Ma quando la regina muore nel bel mezzo di negoziati, Alec e Seregil sono lasciati in un pantano in cui vengono modificate le alleanze, fino a quando non è possibile distinguere amico da nemico.




*Può contenere spoiler per chi non ha letto i primi due*

Come ogni libro appartenente a questa saga/serie, anche nel terzo capitolo abbiamo la dicotomia tra storia generale, che prevederebbe la lettura di tutti i libri, e la singola sottotrama che lo rende leggibile e godibile anche da solo (avvicinandosi molto più ad una serie).
In questo caso, nel quadro più grande della guerra ormai in pieno svolgimento, s'insinua la missione che i due protagonisti devono svolgere ad Aurenen: aiutare la principessa Klia nei negoziati.
La missione è anche l'occasione per Seregil di tornare tra la sua gente e forse poter chiarire qualcosa del suo passato.
La sottotrama è piuttosto carina, permetterebbe di far luce sul passato di uno dei protagonisti e capire un po' di più i motivi del suo esilio. Peccato che questo in realtà non avvenga. Tanti cenni, tanti riferimenti, ma niente più. Assenti racconti un po' più precisi che Alec e il lettore forse avrebbero gradito.
Quanto alle abitudini e alle leggi di questo popolo, invece, si arriva alla situazione opposta: ho provato le stesse identiche emozioni che mi ha dato il codice civile quando studiavo diritto privato. Anche io, al posto della regina Phoria, sarei stata piuttosto seccata e impaziente.
Direi disastroso anche il punto di vista affettivo dei personaggi. Alec e Seregil ci hanno messo 600 pagine, nel secondo libro, a scambiarsi un bacio. All'inizio di questo si rotolano per ogni dove e si capiscono senza guardarsi, tranne quando fa comodo all'autrice che Alec ci capisca poco. Tralasciando loro, anche con Beka e Nyal le cose non vanno meglio. Tra l'inizio degli sguardi e la conclusione, ci sono momenti di buio, non descritti. Niente sguardo ai sentimenti dei personaggi, ai loro pensieri, se non poche banali frasi.
Il punto non è volere o meno, la storia d'amore: il punto è che il compromesso in questo caso, è mal riuscito. L'autrice ha creato una via di mezzo né carne né pesce che disturba chi non la vuole e lascia insoddisfatto chi la vuole. Se l'amore deve avere un ruolo importante (pur senza farne un romanzo romantico) allora che gli venga data importanza. Se il succo deve essere altro, allora che se ne scriva un po' meno.
Per fare un esempio: per 200 pagine Alec e Seregil a stento si toccano presi da altro. Poi parte l'embolo e si rotolano così intensamente (non ci sono comunque descrizioni esplicite) che li sente mezza città e il giorno dopo tutti a fare battutine. Ora, tralasciando il fatto che per me questa scena è di uno squallore disarmante, un momento che doveva essere intimo e bello, buttato lì così, quasi a caso, mi fa pensare solo una cosa: l'autrice s'è ricordata che questi sono una coppia, che una scenetta calda ci doveva essere (poi calda a metà, come dicevo, niente descrizioni, ci viene detto solo che accade) e quindi l'ha piazzata lì così, prima di scordarselo.
Davvero brutto.
Il finale conclude la sottotrama, lasciando aperta la storia generale per un quarto libro.

Personaggi: Iniziata come una saga su Alec, nel secondo libro i ruoli si alternano, mentre in questo terzo capitolo il protagonista è indiscutibilmente Seregil. Una giusta alternanza per i due coprotagonisti, ma, in tutta onestà, rispetto al primo libro hanno perso moltissimo fascino. Sicuramente non è così, ma qui ho percepito pochissimo Alec, mi è sembrato quasi accantonato, dall'autrice e dal suo stesso compagno. Viene quasi superato da Beka, che continua a dimostrarsi una ragazza forte pur se innamorata. Seregil, invece, che di questo libro doveva essere, credo, l'amato protagonista, mi è apparso patetico. Non un eroe in difficoltà in cerca di risposte e di se stesso, ma un omuncolo insignificante, piagnucoloso, con comportamenti ai limiti del ridicolo. Poi con quest'autrice ho un problema strano: oggettivamente leggo frasi sui pensieri e le sensazioni dei personaggi, ma soggettivamente non mi arrivano. Non percepisco approfondimento psicologico, né una particolare caratterizzazione, ma non riesco a stabilire se è un problema mio o un'effettiva mancanza dell'autrice.

Stile: Pedante e pesante. Ho arrancato terribilmente per tutto il libro, tra poche azioni ammorbate da descrizioni eterne, minuziose e puntigliose di particolari del tutto inutili di cui avrei fatto volentieri a meno. Senza il resoconto di ogni singola casa/dimora/giardino/luogo comprensivo di ogni oggetto che ne facesse parte il libro sarebbe stato di circa 200 pagine. E lo avrei apprezzato molto di più. Si velocizza un po' dopo la metà (troppo dopo la metà), ma non decolla mai. Anche i dialoghi sono lenti e noiosi e totalmente inadeguati a interrompere i miei sbadigli.

Giudizio finale complessivo: Un libro che mi ha emozionato quanto imparare a memoria gli articoli del codice civile. Lento, noioso, inutile in tutti i sensi. 600 pagine per ottenere l'accesso ad un porto, con una sottotrama messa lì giusto per cercare di giustificare il libro, ma conclusa un po' in fretta (rispetto alla lentezza generale) e in maniera neanche tanto chiara. L'ho percepito lontanissimo dall'entusiasmo misterioso del primo e dall'intreccio stimolante del secondo. Credo volesse essere un libro più psicologico e introspettivo, ma per me fallisce miseramente.
La serie in lingua originale credo comprenda altri tre libri, ma in italiano non sono stati tradotti. Personalmente mi risparmierò la fatica di cercarli.
Voto: 5/10

martedì 8 aprile 2014

Teaser Tuesdays #40


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio teaser di oggi. ^_^

<< «Ecco, forse è un po' presto» le dissi, approfittando del momento e mettendole la borsetta a tracolla, «questo è il regalo di San Valentino da parte della tua mamma».
«Dalla mia mamma?» mi chiese la bambina, raggiante di gioia. Sorrideva come solo le persone alle quali non manca mai l'affetto sanno fare. Era un sorriso che io avevo smarrito da tempo.
A morte!, urlai dentro di me, mentre l'imbarazzo e la vergogna provati poco prima si trasformavano in un odio violento, che alimentava il mio intento omicida. In quell'attimo preciso ebbi la netta sensazione che il mio piano avesse raggiunto la perfezione assoluta. >>



Confessione
Kanae Minato
(Recensione QUI )

Piaciuto? Qual è il vostro Teaser?

lunedì 7 aprile 2014

Recensione: La donna che si immerse nel cuore del mondo di Sabina Berman

Rieccomi, dopo aver abbandonato questo luogo per una o due (forse anche tre) settimane, nelle mani della mia consocia che ha persostentamente pubblicato almeno i teaser.
Il mio debito nei suoi confronti aumenta a dismisura e temo che presto non riuscirò più a saldarlo.
In questo periodo non ho recensito, ma ho letto, il che vuol dire che ho una piccola montagna di recensioni da scrivere e di libri che attendono di tornare al loro posto dopo che ve ne ho parlato. Uno per volta spero che troveranno tutti il loro spazio.
A proposito di libri, vorrei tranquillizzare gli autori che mi hanno contattata: non mi sono dimenticata di voi e nei prossimi giorni (se non nei primissimi) vedrete anche i commenti ai vostri lavori.
A proposito di commenti la mia schematicità ultimamente mi ha fatto un po' storcere il naso, perché se è vero che così non dimentico nessun particolare di cui voglio parlare, dall'altro a volte le idee mi vengono in ordine sparso e non è facile dividere un argomento dall'altro. Al contempo per chi legge trovo che sia d'aiuto capire subito di cosa sto parlando e anche per dividere una parte un po' più oggettiva (quando riesco) da quella un po' più soggettiva (che può non anche interessare ad un potenziale lettore del libro).
Stavo anche pensando di variare un pochino il blog, il problema è che ancora non so come.
Ci penseremo (sì, passo al plurale perché convincerò in maniera illegale la mia consocia a pensare con me a qualcosa, per cui saremo in due :D:D:D)
Mi piacerebbe tornare a presentarvi i miei acquisti, giusto per dare un po' più di visibilità a libri che, chiaramente, mi ispirano.
Poi qualche altra cosa che per ora rimane allo stato di: prima o poi mi verrà in mente.
Ok. Per il momento ho parlato abbastanza, vi lascio alla recensione di oggi!



Titolo: La donna che si immerse nel cuore del mondo
Titolo originale: La mujer que beceò dentro del corazòn del mundo
Autore: Sabina Berman
Edizione: Mondadori
Prezzo:   17,50 €
Trama: Quando Isabelle eredita l'azienda di famiglia deve fare ritorno da Berkeley al Messico. Appena arriva scopre che una bambina selvaggia si aggira in stato animalesco per le stanze nella casa di famiglia. È la nipote, autistica e vittima di maltrattamenti, che vive come una specie di "cosa", incapace di parlare e di comunicare con gli altri esseri umani. La zia decide di civilizzare la ragazzina e la chiama Karen. Karen è la protagonista e narratrice di questo insolito ed emozionante romanzo. Sarà lei a condurci per mano attraverso l'avventura della sua educazione, dell'evoluzione del suo pensiero, del suo quasi-amore, dei suoi viaggi per il mondo e della sua brillante carriera nel business di famiglia. Ne viene fuori un'eroina unica, originalissima, distante e tenera, forte e fragilissima, libera e solitaria, geniale e incompresa che sta conquistando i lettori di tutto il mondo. Un romanzo sulla diversità e sulla libertà, sui mille sentieri inattesi e pericolosi per i quali ognuno di noi cammina col suo personalissimo fardello di qualità e difetti, speranze e ossessioni.


"Lo sottolineo perché è sempre stata questa la grande differenza tra me e la zia: lei crede che le parole siano le cose del mondo, mentre io so che sono solo frammenti di suono e che le cose del mondo esistono senza avere bisogno delle parole."

Karen. Io. Come dice lei parlando di se stessa. La zia la trova in un vero e proprio stato selvaggio. Una specie di umanoide che urla e mangia la sabbia.
Il primo atto d'amore del libro è proprio la costanza della zia nel riportare la bambina ad un minimo di comportamento civile, per quanto la signora non sia proprio un esempio di amore di zia. In ogni caso riesce nel suo intento e la bambina, pur con le sue difficoltà, riesce perfino a laurearsi.
Viene considerata autistica, suppongo per delle caratteristiche che ha in comune con le persone autistiche, eppure a me non sembrava così 'diversa' come viene dipinta. Certo ha un modo di vedere e di fare molto personale e in alcuni passaggi è chiaramente incapace di capire i sottintesi, ma per come si svolge la storia direi che molta della sua diversità è data dal modo selvaggio in cui ha vissuto i primi anni di vita.

"Se Cartesio afferma 'penso, dunque esisto', io sono sicura del fatto che prima esisto e dopo (non sempre) penso."

Karen detesta Cartesio. Lui e tutto ciò che gli altri esseri umani pensano che li renda umani. E' totalmente priva di immaginazione e questo le permette di essere reale come pochi. Questo suo essere 'reale', le permette di vedere il mondo in maniera totalmente diverso. Di entrare in contatto con la natura e gli animali. E di capire, soprattutto, che gli animali, e il mondo, esistono di per sé e hanno valore per ciò che sono. In contrasto con l'idea di alcune religioni di un dio che ha creato il mondo per l'uomo e glielo ha messo a disposizione.
La trama non è particolarmente originale. Ciò che rende piacevole il libro, sono i molti siparietti che la diversità di Karen crea (la fucilata in casa del prof è stata memorabile), assieme alle sue riflessioni, che mostrano il suo pensiero e invitano tutti a rivalutare un po' il proprio.
Anche l'ambientazione non è poi così essenziale. Si svolge in Messico con passaggi in altre zone, ma alla fine, è la protagonista che caratterizza il romanzo ed è lei che si lascia ricordare.
Solo sul finale ho avuto qualche dubbio, perché in fondo credo che racconti un fatto che ricollega ad una decisione che nel libro viene raccontata prima. Visto che il libro era pressoché lineare forse sarebbe stato meglio proseguire con la stessa tecnica.

Personaggi: Essenzialmente è solo Karen. E' lei la voce narrante, lei che ci parla, lei che mostra i propri pensieri e i propri sentimenti. Può piacere o non piacere (personalmente non l'ho adorata, ma oggettivamente è un bel personaggio) e credo che questo fosse anche l'intento dell'autrice: Karen è indifferente agli uomini, pertanto, anche ai lettori, quindi non ha alcun interesse a risultare loro simpatica o antipatica. E' incredibilmente determinata in alcune cose e non cede le sue idee. Al contempo mostra fragilità quasi infantili, a sottolineare il carico di mancanze che la sua vita ha avuto in tenera età.
La domanda che rimane è: sarebbe stata la stessa in una famiglia che l'amasse? La risposta non è facile, perché è impossibile sapere se Karen sarebbe stata ugualmente empatica nei confronti del mondo, oppure se la sua personalità si sarebbe sviluppata in modo diverso.
Attenzione: ho parlato di siparietti simpatici, ma Karen non è una stupida o una buffona. E' molto seria e reale. Ciò che fa ridere è il contrasto tra il suo pensiero e quello comune, e i suoi commenti alternativi al mondo umano.
Le altre figure sono marginali e filtrate dalle parole della protagonista, che non approfondisce nessuno di loro, anche perché spesso è totalmente incapace di capirle.

"Nasciamo in un mondo vecchio. Pieno di cose fatte dai nostri genitori. E dai genitori dei genitori dei nostri genitori. Nasciamo in un magazzino di anticaglie. Di parole vecchie. Di frasi fatte. Di abitudini acquisite. Di modi di vivere già vissuti."

Stile: Diretto. Da brava ragazza senza empatia, Karen (e quindi l'autrice) ci parla in maniera diretta, senza fronzoli e senza sentimenti. Eppure è bravissima a suscitarli: simpatia, antipatia, rabbia, incredulità e buona parte del resto della gamma. un'abilità che ho apprezzato molto.
La brevità delle frasi ha contribuito a rendere il libro scorrevole e veloce, nonostante le molte pause riflessive che offre.

Giudizio finale complessivo: Un libro che come storia non è memorabile e neanche come personaggio, però mi ha fatto pensare e riflettere tanto. Mi ha lasciato molte perle che rileggo con piacere e una visione un po' più ampia del mondo. Ammetto di avere molti difetti da 'essere umano' e ammetto anche che di alcuni non mi libererò mai, ma non posso negare che questo libro mi ha spinto a cercare di essere una persona migliore. Per il mondo. Non quello umano. Per questo avrei dato 9, ma alla fine ho optato per togliere un punto: la trama e la stessa Karen hanno frenato un po' la mia generosità. Sono sicura che lei se ne fregherà altamente.
Voto: 8/10

" Il loro mondo di uomini standard: una bolla dove nulla che non sia umano viene udito o visto realmente, dove conta solo ciò che è umano e tutto il resto è paesaggio, merce o cibo."





martedì 1 aprile 2014

Teaser Tuesdays #39



Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio teaser di oggi. ^_^

<< Ryan e Becker uscirono dalla libreria e montarono sulla carrozza della polizia.
«Alla stazione ferroviaria di Waterloo Bridge», disse Ryan al cocchiere.
Mentre sfrecciavano via, le persone dirette alla cattedrale di St. Paul guardarono con disapprovazione i vestiti trasandati dell'ispettore, deducendone che fosse stato arrestato.
«De Quincey ha scritto di due serie di omicidi», affermò Becker.
«Già. Vi sono state due serie di omicidi a Ratcliffe Highway», replicò Ryan come se fosse la cosa più ovvia del mondo. «Dove volete andare a parare?»
«Credete che ci sarà un'altra strage?»
Quando la vettura raggiunse il Waterloo Bridge, gli edifici cedettero il passo alla vasta distesa del fiume, coi piroscafi, con le chiatte e le barche a remi che aggiungevano le loro scie alle onde impetuose.
Becker notò che Ryan fissava il pavimento della carrozza, aggrappandosi forte allo sportello. Si rilassò e alzò lo sguardo solo quando si furono lasciati il Tamigi alle spalle.
«State bene?» domandò il giovane agente.
«Che cosa vi fa credere il contrario?»
«Mi è parso che attraversare il fiume vi abbia turbato.»
«Sono gli assassinii a turbarmi.» >>




La perfezione del male
David Morrell

Qual è il vostro Teaser?