martedì 24 giugno 2014

Teaser Tuesdays #47


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio teaser di oggi. ^_^

<< «Oh, cazzo.» disse qualcuno con un accento scozzese: era Connor, che aveva spalancato la porta.
Shanna sobbalzò, poi fissò l'entrata dell'edificio.
 «Che c'è? - domandò Laszlo, - Oh, forse dovremmo richiuderla...»
«Neanche per sogno! - intervenne Gregori, - io voglio guardare!»
Shanna si ritrasse con un vivo rossore, mentre Roman rivolgeva uno sguardo torvo a quei tre  che si stringevano l'uno contro l'altro.
«Tempismo perfetto, Connor.»
«Sempre, signore - rispose lui, mentre la sua carnagione assumeva un colorito leggermente più chiaro dei suoi capelli  rossi, - ora siamo pronti a ricevervi.»
Forse, dopotutto, era davvero un tempismo perfetto: a ripensarci, Roman rifletté che senza Connor avrebbe sentito un certo sapore in bocca e, visto il terrore di Shanna alla vista del sangue, il bacio si sarebbe tradotto in un disastro. In futuro avrebbe dovuto prestare più attenzione.
Futuro? Ma quale futuro? Aveva giurato di non mettersi mai più con un'umana, perché, quando capivano la sua vera natura, non desideravano altro che la sua morte e come biasimarle? Lui era una creatura demoniaca.
«Vieni.» disse, prendendola per un braccio per scortarla, ma lei non si mosse: pietrificata, continuava a fissare la porta.
«Shanna?»
Fissava Connor. «Roman, in casa tua c'è un uomo che indossa un kilt.»
«In realtà, casa mia è difesa da una dozzina di scozzesi.»
«Davvero? Ma che divertente..» commentò lei, salendo le scale come un automa e senza degnarlo di uno sguardo.
Dannazione, si era già dimenticata dell'abbraccio? >>

 Come sposare un vampiro milionario
Kerrelyn Sparks
(Recensione QUI)

Qual è il vostro Teaser?


sabato 21 giugno 2014

Segnalazione: Amore Alieno di Beatrice Mariani


Buongiorno e buon weekend carissimi lettori ^_^
Dedichiamo questo sabato ad una lieta segnalazione: Amore Alieno di Beatrice Mariani.


Titolo: Amore Alieno
Autore: Beatrice Marini
Prezzo: € 2,69 (Ebook)
€ 9,70 (Cartaceo)
Trama: Tucson, Arizona. Jonah Hunt non è come gli altri ragazzi: è silenzioso, solitario, nessuno all'East Tucson High lo conosce davvero. Neanche Liberty che, trascinata dalla migliore amica a un rave party finito male, si ritrova da sola con lui in una situazione d'emergenza. Qualcosa spinge la ragazza verso Jonah, ma scoprire il suo segreto potrebbe mettere a rischio la vita di Liberty e delle persone che le stanno intorno. Perché lui è qualcun altro, qualcos'altro.
Nei caldi paesaggi dell'Arizona le vite e le emozioni di ragazzi umani si intrecciano a quelle di individui provenienti da lontano, in un susseguirsi di avventure, colpi di scena e sentimenti esplosivi che non danno tregua.






Biografia autrice

Beatrice Marini vive, studia e lavora a Roma. Durante l'adolescenza ha viaggiato tanto e vissuto in luoghi diversi a causa di esigenze familiari; questo le ha permesso di conoscere molto del mondo. Scrivere e leggere sono la sua passione, assieme all'astronomia e al gelato.

Link acquisto

Potete trovare Amore Alieno QUI


Come di consueto, vi auguriamo BUONA LETTURA! ^__^



venerdì 20 giugno 2014

Recensione: Afterlife di Stephanie Hudson


Titolo: Afterlife (Afterlife 01)
Titolo originale: Afterlife
Autore: Stephanie Hudson
Edizione: Book Me
Prezzo:   14,90€
Trama: Keira si trasferisce negli USA per iniziare una nuova vita dopo l'incidente che le ha cambiato l'esistenza. A Evergreen Falls inizia a lavorare in un locale, l'Afterlife, gestito da una ricchissima famiglia, i Draven, che si fanno vedere in città solo qualche settimana all'anno. La sera del loro arrivo, Keira scopre che l'uomo che da qualche tempo "incontra" nei suoi sogni è Dominic Draven: il ragazzo è tanto scostante nella realtà quanto premuroso nei suoi sogni. Da quel momento, Keira viene risucchiata in un mondo di cui non immaginava l'esistenza, fatto di demoni e angeli, ma che la attrae come un'ossessione, e più il sentimento che la lega a Dominic cresce, più sarà difficile per lei decidere se fidarsi e rimanere o scappare dalla follia che la consuma.


Ammetto che questo è uno di quei libri che mi ha incuriosito fin da subito e, pur sapendo che sicuramente non conteneva elementi particolarmente originali, l'ho cercato (poi è arrivato da solo) e letto nella speranza di trovare, finalmente, una bella storia gotica, appassionante e moderna.
A fine lettura il mio pollice si è fermato a metà: né alto, né verso.
Questo perché mi sono ritrovata a percepire il libro come diviso a metà.
C'è una prima parte misteriosa, piena di cose strane, momenti poco chiari perché la protagonista non sa mai se sogna o vive cose reali, un uomo affascinante e singolare e una ragazza che per una volta ha davvero qualcosa di brutto alle spalle.
Dalla metà in poi purtroppo le cose scadono, tutto ruota attorno ai due protagonisti e il resto della vicenda diventa abbozzato, confuso, banalizzato. La storia di Jack e Celine è sintomatica. Fino a metà misteri su misteri, un ragazzo solo e addolorato (così addolorato che fa il filo ad un'altra, ma vabbè), il Signore di turno che deve difendere i suoi e punirli quando contravvengono alle regole e poi...

"Jack e Celine?"
"Si sono visti."
"Quindi?"
"In qualche modo hanno risolto."

Fine. Quattro frasi in croce.
E io lì imbambolata come una scema a chiedermi se avessi davvero letto ciò che avevo letto, oppure se mi ero persa pezzi per strada.
Speravo, di aver perso pezzi per strada.
Nessun pezzo perso.
La chiude proprio così. E va bene che i protagonisti sono altri, ma se cominci una cosa almeno finiscila a modo.
Ho avuto l'impressione che fino a metà venisse preparato un bel terreno (vabbè, diciamo buono) e poi ... niente, alla fine della strada non c'è niente.
I personaggi sono, come spesso accade, la nota più negativa, soprattutto perché, dalla metà in poi cambiano divenendo del tutto incoerenti (la protagonista non lo era neanche all'inizio).
Sul finale (che comunque è aperto perché trattasi di una saga) i dubbi si sono fatti veramente insistenti.
Diverse cose non sono raccontate e non è chiaro come si svolgano.
La battaglia finale ha troppi colpi di scena inutili con cattivi che muoiono e risorgono troppe volte trascinando tutto troppo per le lunghe (ho abusato della parola 'troppo'? Ecco immaginate quanto la scena sia stata 'troppa'!)
Chi deve proteggere Keira misteriosamente sparisce non si sa bene per qual motivo, né dove vada per mancare a tale compito.
Decisamente da sbuffo spazientito.

Personaggi: Keira è la protagonista. Ha una brutta vicenda alle spalle, che può essere un buon motivo per fuggire dall'Inghilterra, e ha una connotazione speciale che la rende 'unica' (e ci mancherebbe, noi comune mortali non abbiamo appeal per i figaccioni sovrumani). Il problema più grosso, come sempre, è la coerenza della ragazza: in alcuni momenti è terrorizzata da ciò che le è capitato timorosa, incerta, poi se ne va in giro da sola al tramonto in mezzo ad un bosco. Poi, diciamolo è un po' lagna. Non vuole innamorarsi e avere storie, però flirta. Ma questo vale solo per il povero umano di turno, perché con il superuomo la sua forza di volontà diventa come un budino poco solidificato. Perché ovviamente lui è LUI! Mica uno qualsiasi.
Ossia l'ennesimo esempio di personalità multipla (disturbata, anzi tutte sono disturbate tutte quelle che vengono fuori) di questi libri. E non importa che, almeno in questo caso, la doppia personalità sia reale. E' tutto dolce e coccoloso, la tratta come una principessa, poi di punto in bianco la schifa e si fa vedere in giro con una che dichiara essere la sua promessa sposa. Dominic! Ma fare qualcosa per quel difetto lì? Tipo andare da uno bravo?
Alla fine però si arrende al grande Ammmmmmore, quello con tante m e la A maiuscola e diventa un quindicenne guidato dalle parti basse. Orribile e squallida la scena in cui sono ad una festa e, davanti a tutti, lui la trascina via per metterle le mani sotto la gonna, quasi premurandosi che tutti lo sappiano.
Questo non è passione e amore folle, è cervello nelle mutande.
Gli altri personaggi? Piatti e inutili, compaiono e scompaiono quando fa comodo all'autrice e hanno lo spessore del foglio di carta su cui sono stampati.

Stile: Una cosa che si salva un po' di più. Per carità, niente di eccezionale, però il libro scorre abbastanza bene, la scrittura è fluida e non annoia. I colpi di scena sono abbastanza ben distrubuiti ad eccezione del finale in cui sono troppi, citofonati e scontati. Poco chiara la differenza tra scene che Keira sogna e scene reali ma credo (spero!) che fosse voluto e non un pasticcio colossale dell'autrice.

Giudizio finale complessivo: All'inizio vi ho detto che non sapevo se mi fosse piaciuto o meno. Dopo averne parlato direi di avere le idee più chiare e per me è no (Mara Maionchi docet). La storia è standard e classica, e vabbè, avrebbe potuto essere un bel libro lo stesso. Ma è approssimativo, frettoloso nel finale, confuso e, in generale, poco curato. Mi spiace perché oltre ad averlo desiderato io stessa, era un regalo e avrei tanto voluto dire che mi era stato regalato un libro fantastico. Invece non posso proprio dirlo. Non solo non è neanche buono.
La mia impressione è che, anche nei paesi anglofoni, tutti si siano messi a scrivere urban fantasy perché è facile e piace. Invece non è affatto facile e i generi andrebbero trattati tutti con rispetto. Una storia ha i suoi elementi indispensabili in qualsiasi genere; poi, genere per genere, ha le proprie regole, che andrebbero rispettate. Per finire la produzione all'estero è vastissima e le CE fanno comunque una selezione, perché non arriva tutto ciò che è pubblicato quindi qualcuno che sceglie c'è. Non sarebbe male se questo qualcuno evitasse di tirare a sorte a caso e facesse un minimo di lavoro di lettura e di scrematura. Perché sono sicurissima che ci sono libri che avrebbero meritato molto più di questo.
Per carità sono solo mie idee date dai tanti difetti e aspetti negativi che ho riscontrato nel libro. Ad altri sicuramente è piaciuto e spero non si sentano colpiti dalla mia tirata. I gusti son gusti e ognuno ha diritto di avere i suoi.
Voto: 4/10



giovedì 19 giugno 2014

Recensione: Agatha Raisin e la giardiniera invasata (Agatha Raisin 03) di M.C. Beaton


Titolo: Agatha Raisin e la giardiniera invasata (Agatha Raisin 03)
Titolo originale: Agatha Raisini and the potted gardner
Autore: M. C. Beaton
Edizione: Astoria
Prezzo:   € 15,00
Trama: Al ritorno dalle vacanze Agatha non può che rimanere sconvolta nello scoprire che una nuova donna si è intrufolata nelle simpatie del suo attraente vicino James Lacey. La bellissima Mary Fortune le è superiore in ogni cosa, soprattutto nel giardinaggio, e con l’imminente Giornata dei Giardini Aperti di Carsely, Agatha si sente profondamente inadeguata. Nel frattempo cominciano a succedere cose strane: alcuni giardini vengono devastati, i pesciolini rossi del vecchio Bernard Spott vengono uccisi, e la nuova arrivata si comporta davvero in modo bizzarro, quasi un po’ crudele. Agatha, stramba, irritabile, gelosa, e convinta che le donne non invecchino con grazia, è la persona giusta per scoprire se la bella Mary, giardiniera provetta, è davvero quel che sembra… La bellezza fisica spesso lascia immaginare una bellezza anche interiore. Ma è davvero così? Un noir ironico, speziato, disincantato.


Avevo adorato Agatha già dal primo libro e ammetto di non riuscire più a staccarmi da lei. Prima di tutto perché è adorabile, e difatti, pur senza accorgersene, nel paesino in cui si sentiva rifiutata, adesso tutti le sono amici e si prendono cura di lei.
Poi perché i racconti della Beaton traggono esempio da una più celebre Agatha (la Christie) e, pur non essendo paragonabili, hanno una semplicità e una quotidianità che li rende leggeri e gradevoli. Niente storie adrenaliniche, ma gialli più classici, più quieti, domestici. Ideale da leggere ovunque, in compagnia di personaggi singolari e simpatici (sembro una quarta di copertina).
Stavolta la pensionata, non così pensionata, si trova davanti una rivale: bella, curata, brava in tutto, dolce e affettuosa.
Il suo istinto competitivo si risveglia, soprattutto quando si accorge della preferenza e dell'intimità che James le riserva, dando origine a momenti davvero leggeri ed esilaranti. Alla fine però, la dolcezza di Mary conquista anche Agatha e la protagonista lascia perdere la gelosia.
Come sempre, essendo in terza persona, il libro è molto incentrato sulla protagonista e gli altri personaggi vengono un po' filtrati dal suo carattere, ma prende piede anche James di cui ci vengono mostrati alcuni pensieri, soprattutto in relazione alla vicina.
Sembra un momento tranquillo in un tranquillo villaggio inglese, peccato che la nuova arrivata nasconda una lingua nient'affatto dolce e ben presto qualcosa si muove. Complici anche alcuni dispetti che gli abitanti subiscono. In mancanza di meglio, l'attivissima Agatha si impegna a scoprire chi è stato, ma poi l'omicidio arriva...
Finale molto signora Raisin, avventata e spericolata, ma almeno stavolta non rischia la pelle.

Personaggi: Bè, che adoro la protagonista mi sembra chiaro. Anelo fortemente a divenire una pensionata come lei (senza omicidi possibilmente che i cadaveri mi fanno senso) sempre attiva e sempre curiosa. Oppure come la dolce signora Bloxby, moglie del pastore. Nei primi libri sembrava un po' bigotta e artefatta, in realtà è un vero angelo, disponibile, comprensiva, sempre dedicata agli altri senza essere stucchevole o melensa. Quella che una volta si sarebbe definita 'una bella persona'. Al maschietto della situazione invece rimprovererei di fare un po' troppo lo scapolone incallito e prezioso. Tra l'altro, fa tanto il fuggitivo con le donne e poi si fa fregare come un quindicenne. Ammetto però che questo ha risollevato le sue quotazioni. Un po' meno presente Bill Wong, anche se, nelle sue poche apparizioni, non ci mette molto a capire cosa sta combinando Agatha e ha rimproverarla e punzecchiarla senza mezzi termini.

Stile: Semplice, scorrevole e leggero. Anche chiaro devo dire. Come per la storia ricorda molto quello della Christie (pur con le sue differenze), senza voli pindarici o giri di parole. Frasi dirette, riposanti che non costringono il lettore a doppie letture se è stanco, né a pause riflessive alla ricerca di significati e verità nascoste. Ciò che c'è da dire o immaginare è riportato dagli stessi personaggi e a chi legge non resta altro che scovare gli indizi e godersi la storia.

Giudizio finale complessivo: Un libro 'paracadute' uno di quelli che si leggono quando si vuole andare sul sicuro con determinate storie, certi di trovare ciò che si cerca senza sorprese (soprattutto brutte). Ammetto che non è un capolavoro, ma è piacevole, divertente e rilassante e mi ha fatto passare un paio d'ore in maniera ideale, catturando la mia attenzione senza impegnare troppo il mononeurone stanco.
Poi Agatha è la pensionata più stramba e irriverente che ci sia e io l'adoro.
Voto: 8/10


mercoledì 18 giugno 2014

W. W. W. ... Wednesdays #36


Hello! Oggi è mercoledì e torna il w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading?
What did you recently finish reading?
What do you think you'll read next?


Ecco qui le mie risposte di oggi!


What are you currently reading?



Shatter me
Tahereh Mafi


Black Friars 01 - L'Ordine della spada
Virginia De Winter


Silo 01 - Wool

Hugh Howey

(Tutti e tre per Read along e gruppi di lettura.)


What did you recently finish reading?


 Agatha Raisin e la giardiniera invasata
M.C. Beaton


Afterlife
Stephanie Hudson

What do you think you'll read next?

Non lo so ancora ^__^

E voi, invece.. cosa state leggendo, avete letto e leggerete?

martedì 17 giugno 2014

Recensione: Giro di vite di Henry James

Titolo: Giro di vite
Titolo originale: The turn of the screw
Autore: Henry James
Edizione: Mondadori
Prezzo:   € 6,75
Trama: E' il racconto di due bambini affidati alla servitù di una vecchia villa di campagna dove avvengono sconcertanti apparizioni. La genesi di questo romanzo breve è da attribuirsi a una storia di fantasmi narrata allo scrittore dall'arcivescovo di Canterbury Edward White Benson, ad Addington, la notte del 10 gennaio 1895. Del 'germe' originale del racconto rimane l'atmosfera di un Male incombente e immanente, resa ancor più intollerabile dall'ambientazione quasi pastorale e dal senso di pace e luminosità che questa sembra irradiare tutt'attorno. Grazie a questo contrasto, il terrore di James è un terrore psicologico; nasce dalla mente del narratore più che dalla descrizione dei fatti: sottile e modernissimo espediente che anticipa la sperimentazione letteraria del Novecento.


Avevo vagamente idea di cosa aspettarmi da questo libro prendendolo come romanzo gotico (anche se non sono sicura che rientri in questo genere), ma, come sempre, questo tipo di libri contiene molto più che non una storia di paura.
Inizia con una tecnica consolidata: qualcuno estraneo alla vicenda racconta una storia che ha sentito/letto/trovato. Nel caso specifico, alla vigilia di Natale, in una casa si raccontano storie di paura sui fantasmi e il signor Daniels promette di leggere la storia più terrificante che conosca, scritta da un'istitutrice e affidatagli da lei stessa.
Questo è il presupposto e 'la scusa' per dare il via alla storia. Da questo momento la voce narrante (e protagonista) diviene la giovane istitutrice, di cui non viene svelato mai il nome. Elemento forse voluto, dato che tutto il libro è giocato sul detto - non detto.
L'intera vicenda lascia il lettore perplesso perché l'istitutrice racconta, con nitidezza di particolari, tutto dal proprio punto di vista. Questo porta a pensare che abbia assolutamente ragione. Da un esame più oggettivo viene, però, da chiedersi: ma siamo sicuri? Lei continua a spiegare tutto con verbi tipo: capivo, vedevo, mi accorgevo; in realtà il comportamento dei bambini appare ambiguo perché mediato, appunto, dalle sue parole, se analizzato oggettivamente, non sembra niente di diverso che normale esuberanza o vivacità data dall'età, comunque non guidato da malefici o cattive influenze. Sono bambini che si atteggiano a buoni, che ogni tanto combinano qualche marachella. Come quasi tutti i bambini del mondo.
Quindi torna la domanda del dove sia la verità: è l'istitutrice che esagera e vede cose dove non ce ne sono, o ha ragione e i bambini sono sotto l'influsso malefico dei fantasmi?
L'ultima pagina sembra chiarire un po' di più, ma in realtà, si è portati a credere ciò che si è creduto nel resto del libro, perché anche in questo caso non c'è nessun cenno di questa fantomatica influenza.

Personaggi: Devo dire che il libro è piuttosto egocentrico. Può essere paragonato ad un diario e questo può giustificare in parte la totale mancanza di punti di vista diversi, neanche per immedesimazione. L'istitutrice pensa, decide una sua interpretazione e ciò che ha deciso è, senza che le venga mai nessun dubbio. Decide che i due bambini sono sotto l'influsso dei fantasmi e così è. In realtà, ciò che porta ad esempio non sono niente più che le classiche sfide che bambini e pre adolescenti lanciano di continuo agli adulti.
Su di loro più di questo non viene detto.
Più o meno lo stesso accade per i fantasmi. Sono 'nefandi, 'malefici', 'creature dell'inferno' così come lo sono stati in vita, ma cosa abbiano fatto è lasciato totalmente al lettore. Frasi in sospeso e parole velate possono far intuire, ma l'immaginazione dipende molto da chi legge. Cosa abbiano fatto e se davvero abbiano fatto qualcosa, non viene mai detto chiaramente.
Gli ultimi due personaggi della storia sono la signora Grose e lo zio.
La donna è del tipo semplice, un po' malleabile. crede all'istitutrice, poi dubita, poi crede di nuovo. E' più utilizzata come ascoltatrice che come personaggio attivo.
Lo zio non compare mai, soprattutto per sua volontà. E' tassativo, infatti, che l'istitutrice debba risolvere tutto da sola, senza disturbarlo mai, per nessun motivo. Un comportamento un po' misterioso e che travalica il comune menefreghismo. Anche qui: lo zio lo è davvero o conosce una verità scomoda che preferisce ignorare in toto?

Stile: Elegante e pacato come tutti i romanzi di quell'epoca. I fatti non sono mai troppo chiari e ricchi di particolari, ma le emozioni sono sempre estreme e violente. L'abbondanza di aggettivi positivi e negativi è rispettata e anche le descrizioni occupano il giusto spazio.

Giudizio finale complessivo: Da un lato mi è piaciuto, dall'altro ammetto che è stato un pelo sotto altri classici che mi sono capitati. Non saprei dire esattamente cosa mi fa storcere un po' il naso se non la poca chiarezza in tante vicende. Per fare qualche esempio: avrei preferito che il comportamento dello zio venisse spiegato un po' di più; l'unica che fa venire dei dubbi sull'istitutrice è la signora Grose quando ammette di non aver visto nessun fantasma, se doveva essere un gioco di 'è bianco o è nero?' avrei preferito che ci fossero più voci a mettere in dubbio la veridicità di ciò che afferma la ragazza. I fantasmi non parlano mai nel libro e non spiegano quindi le loro motivazioni. Piccoli particolari che, tutti assieme, hanno tolto un po' di gusto per la lettura. Diciamo che, pur rispettando il gioco dei dubbi, avrei preferito un po' più di chiarezza, invece è tutto vago e poco approfondito.
Nel voto tengo conto anche dell'epoca in cui è stato scritto e dello stile che vigeva, ma lo ammetto, fosse stato un romanzo moderno scritto ai nostri giorni, lo avrei stroncato.
Voto: 7/10



mercoledì 11 giugno 2014

W. W. W. Wednesdays #35


Hello! Oggi è mercoledì e torna il w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading?
What did you recently finish reading?
What do you think you'll read next?


Ecco qui le mie risposte di oggi!


What are you currently reading?


Agatha Raisin e la giardiniera invasata
M. C. Beaton


What did you recently finish reading?

Giro di vite
Henry James

What do you think you'll read next?

Afterlife
Stephanie Hudson

E voi, cosa state leggendo, avete letto, leggerete?


lunedì 9 giugno 2014

Segnalazione: Colliding Storms - The MSA Trilogy #3 di Chiara Cilli

Buongiorno carissimi lettori ^_^
Iniziamo questa settimana che si preannuncia, meteorologicamente parlando, rovente, con una graditissima segnalazione. In uscita proprio oggi, vi presentiamo Colliding Storms, il terzo romanzo della MSA Trilogy, di Chiara Cilli.


Titolo: Colliding Storms
Serie: The MSA Trilogy #3
Autore: Chiara Cilli
Pagine: 478
Editore: Selfpublishing
Data d’uscita: 9 giugno 2014
Prezzo eBook: € 4.99 (in promozione a € 1.99 per tutto il mese di giugno)
Prezzo cartaceo: (ancora sconosciuto)
Trama: Dopo aver lasciato la MSA, Cristina Cabrisi ha iniziato una nuova vita con Stefano Diamanti, abbandonando i panni del rubino di sangue e il potere che la predatrice in lei bramava. Ora ha tutto ciò che potrebbe desiderare: è diventata una scrittrice di successo e ha l’amore e la fiducia incondizionati di Stefano.
Finché colui che possiede la sua anima non torna a tormentarla.
Ormai in balìa delle tenebre che cova dentro, Matt Staton non è più l’uomo di cui si è innamorata, ma una bomba a orologeria pronta a farsi esplodere. Cris è l’unica in grado si salvarlo da se stesso, consapevole che non appena verrà sfiorata dalla sua seducente oscurità sarà la fine. Perché quando l’attrazione è alimentata da un amore così malsano e impetuoso, anche uno sguardo troppo intenso ha la capacità di distruggere…
Odio chiama odio.
La violenza della passione è pronta a bruciarli vivi.
E’ il momento di perdere ogni controllo e combattere.
Proteggi il tuo cuore. Mostra la tua anima.
L’amore non può sopravvivere.

L'autrice

Nata il 24 Gennaio 1991, Chiara Cilli vive a Pescara. I generi di cui scrive spaziano dal fantasy all'urban fantasy, dal paranormale all'erotico e al dark romance. Ama le storie d'amore intense e tragiche, con personaggi oscuri, deviati e complicati.

Tra le sue opere troviamo:


EROTIC ROMANCE

The MSA Trilogy
#1 Sudden Storm
#2 Radioactive Storm
#3 Colliding Storms


FANTASY ROMANCE

La Regina degli Inferi
#1 Il risveglio del Fuoco
#1.5 Assaporare il Fuoco
#2 Prigionia Mortale
#3 L'Ultimo Respiro
#4 Deserto di Sangue

ALTRI ROMANZI E RACCONTI AUTOCONCLUSIVI

La Promessa del Leone
Sei sempre stato tu

LINK UTILI

Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=hPYiXETzUOw
Pagina Facebook della MSA: https://www.facebook.com/pages/Matt-Statons-Agency/361613100602465?ref=bookmarks
Profilo Twitter MSA: http://twitter.com/MSAseries

Buona lettura! ^_^



giovedì 5 giugno 2014

Recensione: Per adesso no di Luca Pegoraro

Ed ecco il secondo lavoro in attesa di cui vi parlavo ieri.



Titolo: Per adesso no
Autore: Luca Pegoraro
Edizione: Libromania
Prezzo:   € 2,99
Trama: River è tormentato da incubi terribili e visioni spaventose. Sicuro che la chiave di quei messaggi enigmatici si nasconda nel passato, attraversa con ostinazione Firenze, alla ricerca di informazioni sul padre, musicista eroinomane sparito nel nulla. Ma quando i pezzi del suo puzzle sembrano destinati a non incontrarsi mai, inaspettatamente riceve una lettera dal Sud America, dove lo attende un misterioso interlocutore. Così River, in compagnia della fedele gatta Zooey, intraprende il viaggio più importante della sua vita aggrappato a un rivolo di speranza, convinto che decifrare il passato misterioso della sua famiglia possa liberarlo e restituirlo alla vita.


Il romanzo è stato suddiviso in tre filoni ambientati in tempi diversi: seconda guerra mondiale, 2011, un tempo di mezzo durante gli anni '60. Filoni che si ricollegano nel finale.
Per buona parte del libro le storie proseguono disgiunte e, anche se è intuibile un loro congiungimento finale, questo arriva ben oltre la metà del libro. Si inizia con la prima e la seconda (cronologicamente) per poi capire chi è River e perché la sua vita non è stata semplice.
La storia non è particolarmente originale, né come scelta di motivi di partenza, né come contenuti, né come scopo finale, però non è brutta. Incuriosisce abbastanza e non annoia, invogliando il lettore ad andare avanti.
Non è, purtroppo, scevra di difetti. Primo fra tutti, una certa vaghezza di spiegazioni. River è perseguitato da demoni, ma la loro origine non è chiara, non è chiaro cosa vogliono, sembrano presenze messe lì a fare scena, ma senza un vero scopo. Anche senza di loro la storia poteva comunque sussistere, magari con altri problemi nella psiche di River, ma senza il fenomeno fantasioso. La stessa cosa per le altre due storie. La seconda sembra solo una spiegazione di come sia possibile che, dalla Germania e poi dall'America latina, River (che non è il suo vero nome)sia nato in Italia.
Poi, come lo trovano? Perché una volta arrivato lì, riesce a sfuggire con un sistema così semplice?
Anche la persona che lo manda a chiamare... sì, dice cosa vuole da lui, ma non è chiaro. I motivi che lo hanno spinto, come ci è arrivato. Sono tutte cose che mi sarebbe piaciuto vedere.
Anche per quanto riguarda i demoni che perseguitano il protagonista. Se fa una certa cosa sembra che possa liberarsene ma... non è chiaro come e perché.
Tante piccole cose che mi fanno dire: una buona base, carina, ma su cui bisogna lavorare ancora un po'.

Personaggi: River (che si è auto attribuito tale nome, dal momento che il suo è un altro), non è un brutto personaggio. Un'anima in pena, tormentato da incubi che divengono sempre più presenti e reali e che sembra rifiutarsi di guardare ad una parte della propria storia di famiglia. E' descritto e seguito abbastanza bene, tranne nel finale, in cui certi suoi comportamenti mi hanno lasciata perplessa.
Anche su Hermann avrei voluto conoscere di più, soprattutto da un certo momento in poi. Invece lo vediamo da bambino, da adolescente e forse anche qualcosa in più, ma lentamente le sue tracce si perdono, non nel senso che scompare, ma nel senso del suo approfondimento psicologico. Lo ritroviamo da vecchio, quasi farneticante, ma senza una chiara visione di ciò che accade nel mezzo.
Forse quella parte dovrebbe farla Benjamin, ma lui sembra proprio una figuretta da collegamento senza una personalità particolare o senza che ci sia necessità di approfondirlo. Una figura utile e basta. Invece secondo me meritava più attenzione.

Stile: Salvo qualche errore e refuso, una scrittura piacevole e piuttosto ricca, forse anche troppo. In alcune descrizioni, pur apprezzando la musicalità e l'armonia della frase, alla fine il mio cervello non aveva un'idea chiara di cosa dovesse immaginare. Parchi i dialoghi a favore di molti momenti introspettivi dei personaggi. Finale forse un po' affrettato. Rispetto al resto che è piuttosto lento, all'incontro clou, che doveva essere quello di svolta, vengono dedicate poche pagine che non soddisfano in pieno. Probabilmente è mancata un po' di lentezza in questa parte e un soffermarsi di più sui pensieri dei personaggi e sulle loro decisioni.

Giudizio finale complessivo: Un romanzo che non è brutto, ma che mi ha lasciata un pelo insoddisfatta e con un sacco di dubbi. Sono arrivata in fondo pensando 'e quindi?' e non è mai un buon segno. Come ho detto, non è brutto, è scorrevole, piacevole, a tratti anche rilassante, con il suo ritmo lento e riflessivo, gli manca però forza da un punto di vista di presupposti e trama per potermi soddisfare in pieno. L'impressione che ho avuto (puramente mia e da lettrice) è che l'autore avesse un inizio, una fine, alcuni elementi, ma non sapesse bene come collegarli e questo ha portato ad una sorta di mancanza di sicurezza e di definizione della storia. Poi ok, io son pignola e maniaca di coerenza e chiarezza per cui è probabile che esageri.
In ogni caso per me la base c'è (soprattutto a livello di scrittura), per cui spero che l'autore ci provi ancora.
Voto: 5/10



mercoledì 4 giugno 2014

Recensione: Nonostante tutto di Alex Rebatto

Sono ancora viva.
So che non sembra (e spesso non lo sembra neanche a me), ma ci sono.
Vi frega qualcosa del perché son stata assente? Uhm... qualcosa me ne fa dubitare, comunque, solo periodo intenso, niente di grave.
Finalmente son riuscita a fare i controlli necessari su questo libro e sul prossimo, gentilmente regalati dai due autori.
Visto che, sfortunatamente hanno atteso anche troppo, vi lascio subito al mio pensiero sui loro lavori.
Il primo oggi, il secondo domani per la mia mania di 'al massimo un post al giorno'.


Titolo: Nonostante tutto
Autore: Alex Rebatto
Edizione: Selfpublished
Prezzo:   € 2,72
Trama: Mettetevi comodi.
Sarà un lungo viaggio quello che stiamo per intraprendere assieme.
Partiremo dai corridoi di un Call Center del centro Italia dove faremo la conoscenza di personaggi così improbabili da sembrare inventati e forse, in parte, lo sono.  Troveremo Miriana, troppo bella e troppo piena di sogni per una realtà così piccola…
Antonello e la sua maledetta polvere bianca…
Giacomo e la sua famiglia destinata al trasferimento. E poi Claudia e la sua paura del mondo, l’elegante Cinzia, il cinico Masiero e i suoi abusi nei confronti delle sottoposte…
Vedremo attraverso gli occhi di Alessio, aspirante scrittore innamorato di Claudia, deciso a non farsi schiacciare dalla quotidianità e dalla mediocrità.  Giocheremo a carte con il buon Don Vincenzo e finiremo in ospedale a parlare di vita, morte e parole crociate con il vecchio Barto, parteciperemo ad un concorso letterario e forse lo vinceremo, lasceremo quel buco di paese in cerca di fortuna.
Ci siete ancora?
Bene. E’ ora di allacciare le cinture: il gioco si fa duro.
Sesso, alcol, truffatori e perdita della morale sono alcuni rovesci della medaglia che offre il successo. Il nostro Alessio si troverà a fare i conti con quel maledetto bisogno di “sentirsi importante” e la necessità di restare legato ai suoi amici, al suo paese.
Noi, purtroppo, non possiamo interferire con le sue scelte ma di una cosa possiamo essere certi: NONOSTANTE TUTTO sarà un gran bel viaggio.

Eccoci in un paesino non meglio precisato, degli Appennini centro italiani. Un paesino come ce ne sono tanti e che, alla fin fine, potrebbe essere ovunque. Buona parte dei suoi abitanti sembra lavorare nel call center in periferia (di cui non vengono fornite informazioni sulla natura della chiamate), ma questa, forse, è un'impressione indotta dal punto di vista soggettivo.
Il termine 'call-center' può far pensare ad un racconto tragicomico con vena ironico- polemica sul vociferato schiavismo di questi posti di lavoro, in realtà qui sembra essere più rappresentativo di un ufficio qualunque, con le sue dinamiche, i suoi personaggi, le loro relazioni. A raccontarcele, l'occhio narrativo di Alessio Principe, protagonista, dipendente del call center e aspirante scrittore. Almeno all'inizio.
E' lui che sembra alternare capitoli della propria vita, con brevi racconti personali sugli altri personaggi e colleghi. Non è chiaro se tali racconti siano opera di Alessio che si cimenta con la scrittura, o se sia proprio l'autore a raccontare la storia di un determinato personaggio per approfondirlo agli occhi del lettore. Un'incertezza che non mi è dispiaciuta.
La costanza del protagonista porta qualche risultato e ottiene un contratto con una piccola casa editrice, iniziando a salire la scala. Un sogno che si realizza.
Solo che Alessio non è un eroe classico, ma un eroe negativo e la fama si accompagna a comportamenti sbagliati, vizi sbagliati, scelte sbagliate. Forse non è solo colpa sua, in tutti i mondi ci sono i leoni e non sempre ne esci indenne, soprattutto se ci vieni scaraventato dentro senza aiuto e senza supporto.
E l'amore non risolve tutto, anzi, qui l'amore non c'è proprio. Sinceramente l'ho apprezzato. Per come è impostata la storia e per come si comporta il personaggio, un cambio di rotta poteva starci, come no. Non c'è stato e a me è andato bene, perché la vita è anche così. Le persone sono anche così: non sempre cambiano o è possibile cambiarle. Neanche quando si rendono conto di sbagliare e a cambiare ci provano da sole.
Sulla storia in generale mi sono rimaste due perplessità. La prima, diciamo più lieve, riguarda le vicende 'private' dei personaggi: ogni tanto faticavo a capire se stavo leggendo la storia principale o una delle 'deviazioni' e viceversa.
La seconda, invece, riguarda le tempistiche. Ogni tanto l'autore dà delle cronologie: "erano passati sei mesi", "eravamo nell'inverno successivo " e simili. Tanto che, ad un certo momento, avendo tenuto una sorta di calcolo, ho stimato che fossero passati un tot di anni. Solo che poco dopo ho ritrovato l'ex titolare (uno tutto -issimo a inizio libro) rincoglionito e semi decrepito che passa il tempo a dar da mangiare alle anatre, come se di anni ne fossero passati il triplo. Come dicevo mi lascia perplessa, ma posso benissimo aver interpretato male io i riferimenti temporali.

Personaggi: Ammetto che Alessio mi è piaciuto. Innanzitutto la sua determinazione nel diventare uno scrittore, ma soprattutto la sua umanità. Al di là della forza che mostra, è un uomo fragile, vittima dei propri vizi e del proprio pessimo carattere. E non è un vincente. In un periodo di superfighi bellissimi e ricchissimi, devo dire che è stato un piacevole diversivo.
Purtroppo il resto del cast non è stato alla sua altezza. Tanti, troppi stereotipi che alla lunga sanno un po' di inverosimile e forzato. Donne tutte splendide (eccetto una), tettonissime, con minigonnissime, gambe chilometriche e pronte (più o meno tutte) a farsi avanti con il proprio corpo. Se anche si salva Claudia, comunque il suo comportamento non è proprio limpido. Negli uomini c'è un po' più di varietà, ma anche qui niente di particolarmente rilevante.
Forse il protagonista stesso, è uno stereotipo dell'artista maledetto, ma la sua caratterizzazione lo rende in qualche modo diverso. Credo che sia questo che è mancato agli altri: una maggiore caratterizzazione e cura della loro figura e delle loro caratteristiche.

Stile: Pur non essendo elaborata e raffinata, la scrittura di questo libro non è male. Scorre abbastanza piacevolmente (salvo qualche refuso e qualche errore) e riesce anche a coinvolgere, soprattutto nei tratti più sentiti dal protagonista. Come dicevo ho fatto un po' fatica a seguire i tempi della vicenda e mi resta ancora il dubbio su quanti anni siano passati tra l'inizio e la fine. Descrizioni appropriate, né troppo lunghe e invasive né assenti.

Giudizio finale complessivo: Un libro che non ho trovato eccezionale e con troppi cliché, ma che, nonostante tutto, mi è piaciuto. Mi ha incuriosito abbastanza da voler vedere come andava a finire ed è stato impostato anche in modo da non lasciar delusi sul finale (o, almeno, io ho apprezzato).
Mi sono piaciuti anche gli intermezzi sugli altri personaggi messi in modo che sembrassero storie raccontate da Alessio (il protagonista).
Probabilmente ciò che è mancato per incontrare la mia totale approvazione è un po' di lunghezza e di respiro. Avrei voluto vedere di più gli altri personaggi e scrutare con più attenzione nella vita del protagonista. A volte ho avuto la sensazione che tutto mi scorresse davanti un po' troppo in fretta. Per carità, io amo i racconti veloci, ma che soddisfino anche le mia curiosità e la mia voglia di approfondire.
Voto: 5/10

martedì 3 giugno 2014

Teaser Tuesdays #46

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio teaser di oggi. ^_^

<< La mattina dopo Renata mi aspettava appoggiata alle porte a vetri del mercato dei fiori. Diede un'occhiata all'orologio. Eravamo entrambe in anticipo. Il matrimonio di quel giorno era modesto: la sposa non aveva seguito e c'erano meno di cinquanta invitati a due lunghi tavoli. Ci guardammo intorno in cerca di tonalità di giallo. Era stata l'unica richiesta della sposa, mi aveva detto Renata. Voleva la luce del sole nei fiori, nel caso piovesse. Quel giorno il cielo era asciutto ma grigio; avrebbe fatto meglio a sposarsi a giugno.
«Il suo banco è chiuso la domenica», disse Renata, mentre camminavamo indicando la bancarella del fiorista misterioso.
Quando ci avvicinammo al banco vuoto, però, scorsi una figura con il cappuccio in testa appollaiata su uno sgabello e appoggiata alla parete. Appena mi vide si alzò e la sua immagine si riflesse nell'acqua immobile dei secchi senza fiori. Poi estrasse dalla tasca della felpa qualcosa di verde ed esile e tese il braccio verso di me.
Renata lo salutò passando. Io mostrai di accorgermi della sua presenza solo quando allungai una mano, con gli occhi sempre fissi a terra, per afferrare ciò che mi porgeva. Soltanto quando fui al sicuro dietro un angolo, fuori dalla sua visuale, guardai cosa mi aveva dato.
Foglie ovali grigioverdi spuntavano da un intreccio di ramoscelli verde chiaro carichi di piccole sfere traslucide come gocce di piogge. Stavano perfettamente dentro la mia mano e la punta delle foglie morbide mi pungeva il palmo.
Vischio.
Supero tutti gli ostacoli. >>


Il linguaggio segreto dei fiori
Vanessa Diffenbaugh