giovedì 31 luglio 2014

Recensione: Maledetto il ventre tuo di Vittoria Monforte


Ringrazio ancora per aver ricevuto questo bel libro in regalo.

Titolo: Maledetto il ventre tuo
Autore: Vittoria Monforte
Edizione: Vanda Epublishing
Prezzo:   € 3,99
Trama: Notte d'estate in città. Regina Enriquez, vedova anziana di alto rango, viene trovata nel suo appartamento orribilmente stuprata. Nessuno riesce a individuare lo strumento che ha provocato le gravissime lesioni interne causandone la morte.Giulia Valli, brillante avvocato con trascorsi dolorosi alle spalle, viene incaricata dalla famiglia Enriquez di seguire le indagini. Mentre il procuratore capo Pietro Aloisi e l'ispettore Mino Di Francesco cercano di identificare l'arma del delitto e di interpretare alcuni indizi, altri omicidi si susseguono a breve distanza di tempo con le stesse orrende modalità. Sembra che l'assassino stupri e uccida soltanto donne anziane. Ma l'omicidio di una studentessa universitaria e di un'anziana trans complicano il quadro.Sarà l'intuizione di Giulia Valli a trovare il movente psicologico e il vero autore.



Voto: 8/10


Equilibrato. Così definirei questo libro che, come avrete già capito dalla premessa e dal voto, mi è piaciuto abbastanza.
Siamo nel genere thriller (italiano), anche se questa parola mi suona eccessiva, in quanto la parte investigativa, pur presente, non è centrale o predominante.
Cosa prevale? Difficile dirlo. E' una storia a più voci e più aspetti. Vengono mostrate vittime e carnefici, ciascuno con il suo punto di vista, le sue motivazioni, le sue paure e le sue riflessioni.
Quindi abbiamo investigatori e poliziotti che analizzano referti e cercano di venire a capo del mistero, vittime e amici (amiche) delle vittime che mostrano il loro lato vulnerabile nel sentire il male così vicino a sé, e antagonisti, che ci raccontano il loro agire e la forza che li spinge.
Ma non è solo questo, o meglio, le mie percezioni, mi hanno portata a vedere oltre il semplice racconto di un assassino che massacra donne, specialmente anziane. Le motivazioni di certe azioni e le descrizioni talvolta crude, hanno le caratteristiche di una denuncia di una brutalità ancora presente nei confronti delle donne, perpetrata nella distruzione della femminilità, del lato più vulnerabile, anche emotivo, rappresentato nella sua parte fisica.
Ho apprezzato la denuncia di per sé e il modo velato in cui è posta, ma ancor di più ho apprezzato la mancanza di tentativi di giustificazione, nonostante Emma Valli faccia un commento in proposito. C'è il motivo, che funziona da movente, ma non c'è la scusante. E io concordo, non ci sono scusanti.
Come dicevo i personaggi si alternano di capitolo in capitolo, mostrandoci parti di storia e il loro sentire a riguardo. Anche qui, il pensiero femminile è tendenzialmente di paura, verso una violenza che non capiscono e da cui, allo stesso modo, temono di non sapersi difendere; il pensiero maschile invece è variegato ed è distinto tra coloro che nascondono un velato disprezzo verso le donne, chi li considera meri oggetti, chi mostra bisogno e venerazione e chi (ringraziando il cielo ce ne sono molti di uomini così) ha a suo modo un rapporto equilibrato nei confronti di un mondo che, pur diverso dal proprio, non considera alieno e da debellare, ma complementare al proprio.
Tutto questo equilibrio, nella storia e nei personaggi, ha portato ad un minor approfondimento di tutti i vari aspetti che invece mi sarebbe piaciuto vedere. Non sto dicendo che è superficiale, assolutamente no, non è che manca, solo, per mio gusto, ne avrei preferito di più, soprattutto negli ambiti emotivi dei personaggi.
La scrittura è fluida e scorrevole e favorisce molto la lettura. Niente indagini complesse, procedure elaborate o ragionamenti legali fuori dalla portata di una persona con conoscenze comuni. Qualche descrizione più cruda tesa a far comprendere l'effettiva portata di ciò che sta accadendo (la descrizione dell'arma del delitto i brividi me li ha messi). Di 'difficile' ho trovato solo alcune parole, che ho dovuto andare a cercare, ma non mi sono sembrate uno sfoggio di cultura, bensì segno di precisione e accuratezza: la parola giusta al punto giusto.
L'unica cosa che mi ha fatto storcere leggermente il naso è stata la confessione finale di Emma Valli preparata da lei stessa con enfasi chiedendo perdono per ciò che rivela e liquidata alla frase immediatamente seguente da sua figlia con qualcosa che suona tipo: <<Bene, ora riposati.>> Mi sarei aspettata un soffermarsi un po' più lungo e una riflessioncina in più. Come sempre, gusto mio.

mercoledì 30 luglio 2014

W. W. W. ... Wednesdays #40


Hello! Oggi è mercoledì e torna il w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:

What are you currently reading?


Maledetto il ventre tuo
Vittoria Monforte
Ma sono praticamente alle ultime pagine. Mi è piaciuto molto.


What did you recently finish reading?


Questa settimana un solo libro, ma il mio tempo era richiesto altrove.

Nebbia
Ivano Mingotti
Di cui vi ho già dato pareri e impressioni


What do you think you'll read next?

E c'è da chiederlo?

Victorian Solstice 04 - I fantasmi dei Natali passati
Federica Soprani & Vittoria Corella
Vi risparmio i cuoricini a commento.

E voi? Cosa avete letto, state leggendo, leggerete? Fatemi sapere o lasciatemi il link al vostro blog, passerò molto volentieri ^_^

martedì 29 luglio 2014

Teaser Tuesdays #52

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^


<< Certe sere, tra le nove e un quarto e le nove e mezza, Siméon si aggrappava con le due mani al bordo del lavandino. Pensava a sua madre, all'anitra WC, scosso dai singhiozzi dalla testa ai piedi.
No, non lo avrebbe mai fatto. Ma se ne stava lì, sopra il lavello come sopra il vuoto, e la voglia di piangere aveva un sapore di sangue.
«Ho fatto un altro disegno per Barthèlemy» gli diceva Venise, quasi tutte le mattine.
La piccola idolatrava quel fratello maggiore  intravisto nell'ufficio del giudice. Ma Siméon ne era rimasto deluso.
«Guarda tutti i cuori che ho fatto per Barthélemy!»
Venise lo indispettiva.
Perché Barthélemy aveva diritto a tre cuori e lui soltanto a due? Siméon ci si rodeva il fegato. Quel mattino, c'erano cinque cuoricini rosa Barbie per Barthélemy. Siméon appoggiò un dito sul primo cuore e disse:
«Ti amo».
Continuò con gli altri cuori sgranando:
«Un po', molto, alla follia, per niente».
«Mi sono sbagliata!» gridò Venise nascondendo l'ultimo cuore con la mano.
«Troppo tardi» rise Siméon.
Venise scomparve, quindi riapparve qualche minuto dopo, con un altro disegno in mano.
«Questo è per te! Va' al diavolo!»
Siméon sorrise tristemente, vedendo uno strano omino con un forcone in mano. Poi il sale delle lacrime gli bruciò gli occhi. Quella sera, Siméon dormì con il diavolo sotto il cuscino.>>


Oh, Boy!
Marie-Aude Murail
Qual è il vostro teaser? ^__^

lunedì 28 luglio 2014

Recensione: Nebbia di Ivano Mingotti


Titolo: Nebbia
Autore: Ivano Mingotti
Edizione: DEd'A
Prezzo:   € 15,90
Trama: Omicidi irrisolti con i quali i cittadini sembrano convivere per una strana rassegnazione, in un paesino qualunque, isolato e sospeso sulle montagne, da sempre ingollato dalla nebbia. Clythia, una giornalista di Beaumont Village, inizierà a voler capire cosa sta realmente accadendo. Il perché della nebbia perenne, del male e del dolore senza ricordo. Scoprirà che è nei nostri sogni che la vista si annebbia, perché la nebbia ne è la struttura stessa… e che allora, forse, neanche gli omicidi e le sparizioni sono veramente tali.



Voto: 7/10


Eccomi qui a parlarvi di un libro piuttosto particolare che ho letto con piacere.
Ci troviamo in uno strano paese ... americano? Inglese? Dal nome lo sembra, ma non sono andata a controllare se esista davvero e dove si trovi, anche se il racconto mi fa supporre di no, perennemente avvolto dalla nebbia. Umido, grigio e tetro, ammetto che mi sono chiesta come facessero a crescerci fiori e verdure.
In questo clima ostile capita che le persone spariscano. Di anno in anno, lentamente, uno ad uno, gli abitanti non fanno più ritorno a casa e nel piccolo cimitero molte delle tombe contengono bare vuote.
La cosa sembra essere accettata come un dato di fatto, come la nebbia, come l'immobilità in cui tutto il paese sembra coinvolto: la stessa routine, le stesse cose, gli stessi gesti. Perfino gli stessi sentimenti, per le stesse persone sembrano immutabili.
Mi è sembrata una buona rappresentazione di ciò che molti sperimentano in alcuni periodi della propria vita e qualcuno per tutta la vita. Essere incastrati nelle situazioni, in balia degli eventi: c'è chi non se ne rende conto e, in un modo o nell'altro, se lo fa andare bene, chi non è a proprio agio, ma si rassegna e chi diviene da prima insofferente, poi, realizzando la condizione in cui si trova, cerca di cambiarla in qualche modo. Dapprima provando semplicemente a 'fuggire', a cambiarla, poi, nell'impossibilità di riuscire nell'intento, cerca la soluzione nella conoscenza cercando di andare fino all'origine.
Clythia, che forse è un po' la protagonista, rappresenta quest'ultimo gruppo. E' soprattutto grazie a lei, all'acquisizione delle sue conoscenze, che anche il lettore capisce e comprende. Soprattutto trova risposte.
Lei come gli altri, non sono caratterizzati in maniera fine a se stessa, ma piuttosto come rappresentanti di categorie: insoddisfatti, rassegnati, impauriti, determinati.
Ho trovato così marcato questo elemento, che non ho provato neanche rabbia, davanti a comportamenti completamente agli antipodi del mio modo di fare e di vedere. Li ho semplicemente accettati. Ci sono personaggi così e allo stesso modo ci sono persone così.
Il finale spiega tutto, è stato un piccolo colpo di scena che ho apprezzato moltissimo, soprattutto perché mi ha fatto apparire tutta la storia, come una buona trasposizione moderna della favola di Lao Tzè e la farfalla (che non vi racconto perché sarebbe spoiler) che io adoro.
Lo stile è forse l'elemento che può risultare più ostico. Molto particolare e caratteristico è composto di frasi brevi e ripetizioni che danno sia un ritmo incalzante, sia il senso di oppressione e soffocamento rappresentato dalla nebbia. Talvolta fa sembrare tutto una lunga poesia per quanto manchino tutti gli altri elementi di questo genere. Io l'ho apprezzato, perché ha reso il romanzo veloce e facilmente leggibile. Solo in alcuni passaggi le ripetizioni mi sono sembrate troppe e la storia troppo immobile. Ammetto però che come stile può non piacere.


venerdì 25 luglio 2014

Anteprima: I Fantasmi dei Natali passati - Victorian Solstice 4 di Federica Soprani e Vittoria Corella


Buon pomeriggio carissimi lettori.
L'attesa è quasi finita!
Siamo felicissime di annunciare in anteprima l'uscita del quarto (ahimè ultimo.) episodio della serie Victorian Solstice: I Fantasmi dei Natali passati.
Uscita attesissima e prevista per il giorno Martedì 29 Luglio.
Pronti a lasciarvi coinvolgere ancora da Jericho, l'affascinante medium, e da Jonas, il virtuoso detective, nell'ultima delle loro misteriose, appassionanti avventure?
Noi assolutamente sì! <3<3<3



Titolo: I Fantasmi dei Natali passati - Victorian Solstice ep 4
Autore: Federica Soprani e Vittoria Corella
Edizione: Lite Edition
Prezzo: € 1,99
Trama: Come in ogni Vigilia di Natale Vittoriana che si rispetti, i fantasmi fanno visita ai vivi allo scoccare della mezzanotte. Ma nella Londra gotica e maledetta di Victorian Solstice gli spiriti si lasciano dietro i cadaveri di chi conta poco o niente. Per la J&J Investigations però tutti sono importanti. Tutti meritano giustizia. Per gli ‘innominabili’ di Londra, Jericho e Jonas sono disposti a guardare in faccia i loro vecchi fantasmi.


Della stessa serie:
La società degli Spiriti - Victorian Solstice ep1 recensione QUI
La lega dei Gentiluomini Rossi - Victorian Solstice ep2 recensione QUI
I Figli del Pozzo di Carne - Victorian Solstice ep3 recensione QUI

Link: Victorian Solstice



giovedì 24 luglio 2014

Recensione: Cercando nel buio di Elizabeth George



Titolo: Cercando nel buio
Titolo originale: A traitor to memory
Autore: Elizabeth George
Edizione: TEA
Prezzo:   € 10,00
Trama: Qualcosa ha portato Eugenie Davies a Londra in una piovosa notte autunnale, qualcosa che non potrà mai raccontare perché quella notte la donna è stata uccisa, travolta intenzionalmente da un'auto sbucata dall'oscurità. Chi poteva volere la sua morte? Quel delitto può forse avere qualche collegamento con il fatto che Eugenie era la madre di Gideon Davies, il celebre violinista colpito inspiegabilmente da una grave forma di amnesia che da mesi gli impedisce di suonare? Così, mentre il giovane, con l'aiuto di un terapeuta, s'immerge negli abissi della propria memoria, l'ispettore Thomas Lynley, incaricato di seguire il caso, e la sua aiutante Barbara Harvers si dibattono in una ridda d'ipotesi legate alla complicata storia della famiglia Davies, mettendo in moto una spirale di dolore, rabbia e odio che minaccia di travolgere chi vuole scoprire la verità.


Voto: 5/10

Altro libro che non mi ha colpito. L'ho trovato noioso e ho faticato ad arrivare in fondo.
Non che sia brutto, ma non vi ho riscontrato caratteristiche che lo rendano, non dico memorabile, ma almeno piacevole.
La storia non è particolarmente originale, inizia con un omicidio a cui ne segue un altro e iniziano pure i problemi.
Almeno nella mia edizione non ci sono riferimenti temporali chiari e si scopre solo alla fine che il primo omicidio è avvenuto, temporalmente, dopo il secondo descritto. Questo si ripete per tutto il volume. Mi sono resa conto di non aver capito molte cose perché non sapevo la giusta sequenza. La trovo una grande mancanza.
Altro punto: chi è l'assassino lo si capisce quasi subito; bene, ci può stare, ci sono libri costruiti scientemente in questo modo. Sono andata avanti curiosa di vedere come si erano svolti i fatti e cosa l'autrice avesse in serbo per il lettore, ma ammetto che non trovavo questa ricerca entusiasmante e alla fine mi sono arresa realizzando che non ci sarebbero state sorprese.

I personaggi sono tremendi. Ben caratterizzati, certo, ma li definirei anche squallidi; persone da poco, tutti altamente egocentrici, egoisti, ossessionati da proprie ambizioni e schiavi delle proprie passioni. Sono, in qualche modo, grotteschi. Uno o due, in un racconto, mi piacciono, ma tutti?
Mi portano ad un'antipatia generalizzata e ad un 'rifiuto' in toto.
Anche l'incaricato alle indagini... La fa tanto lunga con la moglie incinta a causa di un'ex rimasta amica che non può avere bambini e che lui ha paura che soffra per la notizia. Una storia inutile ai fini della trama principale che lascia il tempo che trova. Mentre non si fa parola dei motivi che hanno portato la sua collega ad essere degradata. Questo era importante perché lui, con il suo atteggiamento, la mette in condizione di subire un ulteriore provvedimento disciplinare. Un'attenzione alle cose sbagliate che sa solo di allungamento brodo.

Neanche lo stile in cui è scritto mi ha aiutato a sfangarla indenne: lento, noioso, pesante e melodrammatico (e a me il melodrammatico piace pure, se usato per bene). Mi sembrava di arrancare tra le pagine senza mai arrivare in fondo. Digressioni qua e là, descrizioni che ho trovato pesanti, riflessioni quasi inutili.
Più che la storia in sé, forse l'intento era quello di analizzare gli stati d'animo umani, le reazioni, le passioni. Non è che fallisca in questo, ma lo fa in maniera sgradevole, quasi condannasse già nel testo i propri personaggi.
Elizabeth George è piuttosto famosa e prolifica, ma la mia prima esperienza con lei non è andata a buon fine. Magari è solo questo libro, ma per un po' lascerò stare.


mercoledì 23 luglio 2014

W. W. W. .. Wednesdays #39


Hello! Oggi è mercoledì e torna il w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:



What are you currently reading?

Maledetto il ventre tuo
Vittoria Monforte

What did you recently finish reading? 


Nebbia
Ivano Mingotti


What do you think you'll read next?

Mi farò trasportare dall'umore del momento. ^_^

E voi? Cosa state leggendo, avete letto e leggerete?


martedì 22 luglio 2014

Teaser Tuesdays #51


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^


<< Infilò le mani nel borsone e si mise a rivoltare il contenuto, senza un briciolo di pietà né di rispetto.
Ero tranquillo. Se lo avesse confiscato, avrei ritrovato me stesso. Avevo bisogno di recuperare il mio equilibrio.
Non era facile, in ogni caso. Perdere quel profumo era un po' come perdere lei una seconda volta.
In una reazione istintiva, mentre lui frugava nel borsone, mi misi a giocare col cellulare. Cercavo un suo messaggio, un appiglio al quale aggrapparmi per poter credere che per noi ci fosse ancora una speranza.
Nemmeno uno.
Sentii una fitta al cuore. Se l'ora immediatamente successiva a una lite drammatica non ci sono cenni di ripensamento, vuol dire che è proprio finita. Se il cenno arriva, c'è ancora una possibilità.
«Questo non lo può portare».
Teneva tra le dita il monocolo d'argento con il manico a forma di faro. La cosa più preziosa che avessi.
Mi aspettavo che tirasse fuori qualcos'altro ma lui richiuse subito il borsone. Era impossibile che non avesse visto il flacone di profumo.
Incredibilmente, un foulard rosso aveva nascosto quel livido.
Il poliziotto stringeva la pietra dello scandalo e mi fissava con rabbia, neanche avesse trovato una pistola col calcio di madreperla.
«E' un faro con un monocolo attaccato, è del tutto inoffensivo. Nessuno dei due oggetti può essere usato come arma» spiegai.
«Se stacca il monocolo può diventare un'arma contundente» ribatté, toccandone un'estremità.
«E se lo carica di proiettili potrebbe diventare una mitragliatrice» dissi a mia volta, esasperato.
Mi guardò in cagnesco: non aveva colto l'ironia. E la peggior cosa che si possa fare con un personaggio del genere è cercare di prenderlo in giro, perché a quel punto tira fuori tutto il marcio che ha dentro. >>


Se mi chiami mollo tutto.. però chiamami.
Albert Espinosa
Qual è il vostro Teaser? ^_^

lunedì 21 luglio 2014

Spacci e Dispacci #4

Finalmente riesco a riprenderla!
Ok, ammetto di aver perso qualche giorno per pigrizia, perché non mi ricordavo/avevo voglia di scaricare la macchina fotografica, comunque eccomi qui a raccontarvi le ultime cose passate tra le mie mani.




Questa bella triade nasce da tre cause diverse.

Ogni contatto lascia una traccia è stato un mio acquisto. Speravo in qualcosa di profondo e psicologico, un po' pirandelliano, invece è stata una delusione.

Alla fine del silenzio è un gentile prestito della mia consocia grafica. Mi incuriosiva sia per la trama, sia perché a lei non è piaciuto. Dovete sapere che io e lei abbiamo gusti praticamente opposti, per cui se qualcosa non le piace, quasi sicuramente a me piacerà :D E viceversa. E' in lettura e ve ne parlo appena smaltite un po' di recensioncine.

Amity & Sorrow l'ho scoperto sul blog delle tiffanine (Reading at Tiffany) e mi ha incuriosito subito. Quando ne hanno fatto un giveaway ne ho approfittato e ... ho vinto :D Ne sono stata contenta. E' la storia di due sorelle portate via da una setta. Una ne è contenta, l'altra no. Sulla copertina c'è scritto: non tutti vogliono essere salvati. Voglio scoprire a quale delle due si riferisce: a quella felice di essere scappata perché non vuole essere salvata come volevano fare nella setta, o all'altra che invece non voleva essere salvata dalla setta e preferiva restare?

Poi ci sono tre ebook:


Nebbia, come già vi avevo detto, è stato un regalo e io non guardo in faccia ai regali: li leggo e basta.


Cercando nel buio, di cui vi parlo giovedì, è stato un mio, deludente, acquisto. Pensavo ad un thriller con un bell'intreccio, invece è una storiellina con un bel pasticcio.


Maledetto il ventre tuo è anche lui un regalo di cui vi parlerò appena l'avrò letto.

Ecco qua, queste le ultime new entry nelle mie librerie (cartacee e virtuali).
E voi? Qualche bell'acquisto da raccontarmi?



venerdì 18 luglio 2014

Recensione: Ogni contatto lascia una traccia di Elanor Dymott

Bene, veniamo al primo degli 'insoddisfacenti'. E' scritto in maniera corretta, è coerente e tutto, ma non mi è piaciuto granché. Provo a dirvi perché.



Titolo: Ogni contatto lascia una traccia
Titolo originale: Every contact leaves a trace
Autore: Elanor Dymott
Edizione: Einaudi
Prezzo:   € 22,00
Trama: La mattina dopo essersi rincontrati al ricevimento di matrimonio di due vecchi compagni di college, Rachel chiede ad Alex di sposarla. Sono passati dieci anni dall'ultima indimenticabile estate che i due hanno trascorso insieme nel silenzio dei prati semideserti di Oxford, ma per Alex e Rachel è come se il tempo fosse solo un'illusione incapace di nascondere il loro amore. Gli anni di matrimonio sono intimi, dolci, protetti. Ma brevi. Harry, il professore di letteratura inglese dei tempi dell'università, invita i due per una rimpatriata estiva e quella stessa notte, dopo essersi allontanata per una passeggiata solitaria in riva al lago, Rachel viene assassinata. Un grido, la corsa disperata di Alex verso il luogo in cui sua moglie stava morendo, e, infine, le lacrime di un uomo che tiene in grembo la testa ferita della sua donna e ne sente, per l'ultima volta, l'intimo peso. Qualche mese dopo Alex è seduto nello studio di Harry, in ascolto di una versione dei fatti sulla morte di sua moglie. Una versione, non l'unica; un narratore, non il più affidabile. Un torrente di ricordi, parole e visioni trasporta il peso di una verità sconosciuta e imprevista, di un mistero che Alex deve svelare per riappropriarsi dell'immagine ormai sfuggente della moglie. Chi era Rachel? Una giovane ricercatrice, un'orfana, una calamita per cose e persone che intorno a lei avevano trovato un ordine da non scompigliare...


Voto: 5/10

*Potrebbe contenere spoiler*


Non mi ha colpito affatto.
Soprattutto ritengo che l'autrice non abbia saputo svolgere il compito che si era prefissata.
L'intenzione era quella di mostrare una grande storia d'amore in cui il vedovo ricerca la verità sulla morte della moglie, scoprendo fatti del passato di cui non era a conoscenza.
In realtà il vedovo più volte ribadisce di aver fiducia nella polizia e non fa proprio niente per cercare questo assassino. Si muove solo quando viene invitato da un professore del college che ha frequentato con la moglie, che gli racconta alcuni retroscena.
La sua grande ricerca è star lì ad ascoltare e poi fare 2+2 (ma proprio 2+2, niente di più complicato), scrivere un riassunto e spiattellarlo alla polizia.
Retroscena tragici e terribili? Mah... Forse. Guardandoli oggettivamente potrebbero anche esserlo, ma leggendo il libro, più volte mi sono trovata a pensare: embé? Tutto qui?
Forse l'intento dell'autrice era di mostrare che ogni persona che incontriamo ci conosce in maniera diversa e conosce di noi fatti e storie diverse. Se è così, fallisce comunque.
Sì, al vedovo vengono raccontate cose della moglie che non conosce, ma, alla fine, il carattere di lei non emerge. Nessuno lo fa emergere, ma non, come ci si potrebbe aspettare, perché ognuno ha conosciuto una Rachel diversa, bensì perché raccontano i fatti quasi nudi e crudi, senza niente che faccia riferimento al carattere o alla personalità.
La storia d'amore? Si è data alla macchia ... Io non l'ho manco vista, figuriamoci sentirla. Ho letto di un vedovo che dice (DICE, non me lo ha fatto sentire) di sentirsi solo e che per metà libro sta a sentire cosa gli raccontano della moglie morta. Gli viene detto che anche lei lo amava tantissimo, lui ci crede e fine della storia.
Altri grandi assenti: i personaggi. Totalmente piatti, nessun approfondimento, nessuna particolare riflessione.
Non riuscirei a citare una sola caratteristica di uno di loro. Rachel sarebbe l'unico personaggio degno di nota, ma è morta e possiamo conoscerla solo attraverso le parole degli altri che, a mio parere, falliscono miseramente nell'intento di tratteggiarla.
Per finire, ho trovato lo stile dell'autrice tendenzialmente noioso e eccessivamente digressivo. Mi sembrava di avere davanti mio marito. Per chiarire, lui le cose le racconta così: oggi Tizio, il mio collega, quello che ha avuto quell'incidente in auto anni fa, che ha distrutto l'auto, ma non si è fatto niente..., che sua moglie è un pezzo grosso di una grande azienda, e infatti hanno una casa in quella località, che io trovo scomoda ma il posto è bello, si può venire a lavoro in bici e...
Ecco, così. Parla mezz'ora e, dopo mezz'ora ancora non si sa cosa ha fatto Tizio. Anzi, manco ve lo ricordate più, Tizio.
Qui uguale.
Il professore dice una cosa, cita un fatto e il narratore, Alex (il vedovo), parte per una tangente raccontando cose che non c'entrano niente e di cui non vi importa niente. Quando riprende il filo del discorso, non vi ricordate più la premessa iniziale.
Oltre a questo, parere mio, i dialoghi sono proprio miserini, vuoti e senza enfasi. Da personaggi che studiano e insegnano lettere mi aspettavo di più.
Un libro quindi, che non è particolarmente brutto o scritto male, è solo estremamente piatto e un po' insignificante.
Avevo anche pensato di dargli un sei stiracchiato, ma alla fine ho optato per il cinque: il thriller non c'è, la storia d'amore non c'è, lo studio psicologico non c'è; essere scritto abbastanza bene e essere coerente non sono sufficienti.

giovedì 17 luglio 2014

Segnalazione: Maledetto il ventre tuo di Vittoria Monforte


Buongiorno carissimi lettori. ^_^
Come anticipato nella rubrica w. w. w. wadnesdays di ieri, siamo lietissime di segnalarvi un romanzo che riteniamo sia molto bello: Maledetto il ventre tuo di Vittoria Monforte.
Maledetto il ventre tuo è un thriller pubblicato dalla Vanda Epublishing edizioni e arrivato nelle nostre manine come più che gradito regalo da parte di Christian Mascheroni, autore di Non avere paura dei libri nonché del programma tv Ti racconto un libro, che ne cura l'ufficio stampa.

L'autrice, Vittoria Monforte, è un avvocato penalista che si occupa spesso di casi di femminicidio.


QUI potete trovare la scheda e la biografia di Vittoria Monforte.


Titolo: Maledetto il ventre tuo
Autore: Vittoria Monforte
Editore: Vanda Epublishing
Prezzo: € 3,99 (formato ebup)
Trama:  Notte d'estate in città. Regina Enriquez, vedova anziana di alto rango, viene trovata nel suo appartamento orribilmente stuprata. Nessuno riesce a individuare lo strumento che ha provocato le gravissime lesioni interne causandone la morte.Giulia Valli, brillante avvocato con trascorsi dolorosi alle spalle, viene incaricata dalla famiglia Enriquez di seguire le indagini. Mentre il procuratore capo Pietro Aloisi e l'ispettore Mino Di Francesco cercano di identificare l'arma del delitto e di interpretare alcuni indizi, altri omicidi si susseguono a breve distanza di tempo con le stesse orrende modalità. Sembra che l'assassino stupri e uccida soltanto donne anziane. Ma l'omicidio di una studentessa universitaria e di un'anziana trans complicano il quadro.Sarà l'intuizione di Giulia Valli a trovare il movente psicologico e il vero autore.

Come sempre: BUONA LETTURA! ^_^




mercoledì 16 luglio 2014

W. W. W. .. Wednesdays #38


Hello! Oggi è mercoledì e torna il w...w...w...wednesdays (stavolta mi sono ricordata :D), proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:

What are you currently reading?


Shatter me
Tahereh Mafi
In inglese. Devo ancora finirlo. Visto che ormai la read along si è conclusa da un pezzo, l'avevo messo un po' in stand by per finire le altre.


What did you recently finish reading?

Questa settimana sono stata brava, ho concluso 4 libri. Peccato che non mi abbiano entusiasmato. Nessuno dei 4.

Black friars 01 - L'ordine della spada
Virginia De Winter
Forse il migliore di tutti, non fosse stato per la protagonista e altri personaggi in generale.


Silo 01 - Wool
Hugh Howey
Concluso stamani. Carino, ma niente di più.


Ogni contatto lascia una traccia
Elanor Dymott
Questo e il prossimo si giocano la palma del peggiore. Non brutto, ma comunque noioso e inconcludente.


Cercando nel buio
Elizabeth George
Personaggi grotteschi e assassino che si indovina quasi subito. Ho faticato a finirlo.

What do you think you'll read next?


Nebbia
Ivano Mingotti
E' stato un regalo e ha già atteso troppo le mie attenzioni. Lo inizierò oggi pomeriggio, anche perché ne sono davvero incuriosita.

Maledetto il ventre tuo
Vittoria Monforte
Graditissimo regalo di Christian Mascheroni di cui vi parleremo meglio domani. E' un thriller e non vedo l'ora di iniziarlo, per cui credo proprio che lo alternerò a Nebbia. 


Ecco, due libri soli difficilmente mi basteranno da qui a mercoledì prossimo, ma per il tempo che mi avanza sceglierò liberamente sull'idea del momento.
Per oggi è tutto, spero di avervi incuriosito almeno un po' con questi titoli (anche se ammetto che ad alcuni non ho fatto gran pubblicità).

E voi? Cosa avete letto, state leggendo, leggerete?
Fatemi sapere o lasciatemi il link al vostro blog, passerò molto volentieri ^_^



martedì 15 luglio 2014

Teaser Tuesdays #50


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^


<< «Oooh, sì, così, Simon.. Mmh… miao, miao, miao!»
Oddio, quella notte c’erano felini in calore da entrambi i lati del muro. La donna aveva un accento straniero, anche se non riuscivo a identificarlo con precisione. Europa dell’Est, senza dubbio. Ceco? Polacco? Ero sveglia come un grillo alle… vediamo… 1.16 di notte e stavo cercando di stabilire la nazionalità della donna che si faceva scopare nell’appartamento accanto?
Cercai di acchiappare Clive e di calmarlo. Niente da fare. Era castrato, ma pur sempre un maschietto, e voleva quello che c’era dall’altra parte del muro. Continuò a miagolare, mescolando i suoi versi a quelli di lei finché quasi non scoppiai a ridere per la comicità della situazione. La mia vita era diventata un teatro dell’assurdo con un coro di gatti impazziti.
Mi ricomposi, perché a quel punto sentivo “Simon” gemere. Aveva la voce bassa e pastosa e, mentre la donna e Clive continuavano a fare baccano, mi concentrai su di lui. Ansimò, poi iniziò lo sbam-sbam alla parete. Stava arrivando al culmine.
La donna miagolò sempre più forte, certo quasi al culmine dell’orgasmo. I suoi miagolii si trasformarono in urla scomposte e finalmente strillò: «Da! Da! Da!».
Ecco. Era russa. Da San Pietroburgo con furore.
Un ultimo colpo, un ultimo grugnito… e un ultimo miagolio. Poi, grazie al cielo, calò il silenzio. Fatta eccezione per Clive, che continuò a struggersi per il suo amore perduto fino alle quattro del mattino.
La guerra fredda era ricominciata… >>


Mr. Sbatticuore
Alexandra Clayton

Qual è il vostro Teaser? ^_^



venerdì 11 luglio 2014

Recensione: L'ombra di Roger Hobbs

Ed ecco la mia seconda lettura settimanale conclusa.


Titolo: L'ombra
Titolo originale: Ghostman
Autore: Roger Hobbs
Edizione: Einaudi
Prezzo:  € 19,00
Trama:  Quando una rapina a mano armata a un casinò di Atlantic City finisce in un bagno di sangue, con uno dei rapinatori ferito e in fuga, all'uomo che ha organizzato il colpo non rimane che rivolgersi a Jack Delton. Pochi sanno che lui è esistito, e ancora meno immaginano che è ancora vivo. Perché Jack è quello che nel gergo si definisce un'"ombra": un uomo senza identità, che ripulisce le scene dei crimini senza lasciare la minima traccia di sé. Un mestiere da autentici professionisti, spesso rischioso. Ma mai come questa volta. Perché questa volta c'è di mezzo I'FBI, e soprattutto perché c'è chi vuole approfittare dell'occasione per regolare conti antichi, e far davvero sparire l'ombra, una volta per tutte.




<<Se non puoi avere il paradiso, scatena l'inferno.>>

Un libro diesel!
E' stata la prima cosa che ho pensato quando sono giunta vicino alla metà e ho iniziato a intuire che dietro alle azioni del protagonista c'era molto di più.
Mi spiego. Jack (o come si chiama dato che il suo vero nome non lo rivela), che ci narra la storia in prima persona, si 'presenta' come un maniaco dell'anonimato: distrugge cellulari, hard disk, identità alla velocità della luce. Appena riceve un'email per un lavoro cancella tutte le sue tracce e sparisce (questa cosa delle email mi ha lasciata perplessa). Cioè fa il lavoro, se gli piace, e sparisce.
Adoro questo tipo di perosnaggi! Paranoici, meticolosi, maniaci.
Ebbene, nonostante le allettanti premesse, nella prima parte del libro avevo l'impressione di trovarmi davanti ad un filmetto di gangster anni '70 di serie B. Banale e senza appeal, dove il protagonista che si è tanto decantato in realtà fa errori stupidi e grossolani e non è niente di più di una pedina sacrificabile.
Per fortuna sono una di quelle lettrici che per mollare un libro deve essere non brutto, di più. Anche se ammetto che sono andata avanti per sarcasmo, pronta a fare un po' di polemica.
Invece sono stata felice di rimangiarmi la polemica.
Piano piano si delinea un gioco molto più sottile, intrigante e, devo dire, divertente per i miei gusti, che mi ha tenuta inchiodata alle pagine fino alla fine!
Non è esente da difetti, devo ammetterlo.
Prima di tutto, come vi dicevo, mi lascia perplessa questa cosa delle email. Lui cambia identità, email, copre tracce e tutto, ma gli altri, se veramente vogliono trovarlo, lo trovano, per potergli offrire dei lavori. Ora, lui stesso spiega tanti trucchi e tante cose, per cui suppongo che ci sia una sorta di schema, di codice, un qualcosa che permetta a chi veramente vuole trovarlo, di scoprire la sua email. Mi sarebbe piaciuto saperlo. Il fatto che non ci sia mi fa pensare che neanche l'autore avesse chiarissimo il metodo e abbia preferito non parlarne.
Alcune scene sono effettivamente da americanata e un po' troppo facili (la prima con i due nazisti nella palude mi è sembrata un po' forzata).
Inoltre, per quanto sia interessante la spiegazione dei suoi trascorsi con Marcus e perché gli deve un favore, ho trovato che gli sia stato dedicato troppo spazio, quasi a voler riempire più pagine per far durare di più il libro. Questo mi fa storcere un po' il naso.
Ho apprezzato tantissimo, invece, le spiegazioni sui colpi, sui sistemi di sparizione, i dettagli dei crimini commessi. Sono distrubuiti in maniera non noiosa e facile da comprendere, senza troppi termini tecnici.
Alcuni dialoghi sono un filo scontati.
La narrazione in prima persona da un bel ritmo alla storia, soprattutto dopo le prime 100 pagine in cui, appunto, non è ben chiaro cosa si abbia davanti.
Nonostante questo e gli altri appunti fatti, non mi dispiacerebbe poter tornare a leggere qualche altra avventura dell'Ombra.
Voto: 7/10



giovedì 10 luglio 2014

Recensione: The Grisha 01 - Tenebre e Ghiaccio di Leigh Bardugo

Mi sono scordata il WWW!!! Miiii che blogger disastrata U_U
Perdonatemi, ormai è andata.
Comunque ho... ehm finito questo. E anche il libro in recensione domani.



Titolo: The Grisha 01 - Tenebre e Ghiaccio
Titolo originale: Shadow and bone
Autore: Leigh Bardugo
Edizione: Piemme
Prezzo:   17,00€
Trama: La grande nazione di Ravka è divisa in due dalla Distesa delle Tenebre, un varco di oscurità impenetrabile popolata da mostri feroci e affamati. Alina Starkov è sempre stata una buona a nulla, un'orfana il cui unico conforto è l'amicizia del suo solo amico, Malyen detto Mal. 
Eppure, quando il suo reggimento viene attaccato dai mostri e Mal resta ferito, dentro di lei si risveglia un potere enorme, l'unico in grado di sconfiggere il grande buio. 
Immediatamente la ragazza viene arruolata dai Grisha, l'elite di maghi che, di fatto, manovrano anche lo zar, capeggiati dall'affascinante mago Oscuro. Ma niente alla sontuosa corte è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le tenebre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.


Eccomi a parlarvi di questo libro che è stata una piacevole scoperta.
Sì, l'ho cercato io, sì mi incuriosiva, sì, speravo che fosse bello, ma ultimamente mi sto abituando alle cose fatte a caso, per cui speranza e timore andavano di pari passo.
Invece non è andata male.
La storia, raccontata per sommi capi, non differisce in quasi niente da tanti altri fantasy o urban fantasy con protagonisti adolescenti, ma è riuscita lo stesso a catturarmi.
Mi è piaciuto che Alina fosse innamorata da subito di Malyen, anche se lui sembra non considerarla affatto. Nonostante questo ci sono rimasta male quando lui sparisce dalla sua vita senza dare più notizie di sé.
Altra cosa che mi ha resa felicissima: niente triangolo! Ce n'è un accenno, sembra che... e invece scompare nel giro di poche pagine. Ok, l'Oscuro sarà anche affascinantissimo (un po' di saliva l'ha fatta produrre anche a me), ma se si chiama Oscuro un motivo c'è.
Poi diciamolo, a inizio libro Alina non è neanche un granché: è secca finita, ha le occhiaie, capelli da topo e un carattere un po' da rospa (che ho adorato, anche se rivela più fragilità che forza).
Manca anche l'amica speciale pronta all'uso. C'è Genya, che la aiuta quando può, ma la stessa protagonista ammette di dubitare della sua amicizia.
Mi è piaciuto il finale, il modo in cui lei si libera del controllo altrui e il motivo che c'è alla base di tale soluzione.
Nonostante sia un fantasy, i nomi, le parole e le descrizioni dei luoghi ricordano molto la Russia, paese che mi piace particolarmente, permettendomi di avere immagini vivide dell'ambientazione e dei paesaggi. Anche il racconto stesso potrebbe essere paragonato alla storia reale: un enorme paese spaccato dalle tenebre.
Lo stile della Bardugo è semplice e lineare e si lascia seguire bene. Ho finito per fare un po' di confusione tra i vari tipi di Grisha, i loro poteri e i colori che indossano, decidendo ad un certo punto di lasciar perdere. C'è un elenco all'inizio a cui fare riferimento e ho usato quello. Nella descrizione dei sentimenti se la cava decisamente bene, ha saputo coinvolgermi ed emozionarmi in più di un'occasione e questo per me conta molto.
Mi spiace un po' che, al di là dei tre protagonisti, gli altri personaggi siano un po' più trascurati, fino a Zoya o Ivan che rappresentano dei veri e propri stereotipi.
Tolto questo, Tenebre e ghiaccio si è rivelato un ottimo primo capitolo (è una trilogia), che non ha lasciato troppe domande in sospeso, ma ha saputo incuriosirmi abbastanza da voler andare avanti. Mi auguro che il secondo sia all'altezza del primo e che non si perda in una banale storia d'amore.
Voto: 8/10



martedì 8 luglio 2014

Teaser Tuesdays #49


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^

<< Personalmente, penso sia colpa di Anne e Alexandra. Non fraintendetemi, sono brave persone, ma.. mettiamola così: la scorsa estate, Alexandra ci ha radunati tutti nella casa di campagna dei suoi genitori per il compleanno di Mckenzie. Drew e io siamo arrivati in ritardo perché ci eravamo fermati lungo la strada deserta per una sveltina.
Tra parentesi, il sesso in macchina? E' una cosa meravigliosa. Se mai voleste sentirvi giovani e disinibiti, fatelo sui sedili posteriori. Ma sto divagando.
Allora, stiamo lì a rilassarci a bordo piscina, e io mi alzo per prendere un trancio di pizza. Ma Drew si alza? Certo che no. Perché sua madre gliene ha già riscaldata una fetta croccante in cucina. E sua sorella gliel'ha portata direttamente alla sdraio, insieme a una birra ghiacciata.
Aveva le gambe rotte? Stava accusando i primi sintomi  del Parkinson che gli rendevano impossibile alzarsi per riscaldarsi da solo la pizza? O, che Dio non voglia, mangiarla fredda? Semplicemente è così che si comportano con lui, come hanno sempre fatto.
Lo viziano. Lo coccolano.
E non posso fare a meno di pensare che se ogni tanto Anne e Alexandra lo avessero fatto alzare per prendersi da solo la sua dannata pizza, forse avrebbe preso meglio la notizia. Sarebbe stato più preparato.
Alla fine non ha importanza. Sapere il perché non cambia niente. Quindi, quando supero il cartello BENVENUTI A GREENVILLE, mi riprometto di non interrogarmi mai più sul perché delle cose. Non sprecherò le mie energie.
Ma sapete cosa? Dio ha un senso dell'umorismo perverso.
Quindi mi troverò a chiedermi di nuovo perché nell'arco di un paio di giorni. Per un motivo del tutto diverso e decisamente più devastante. Mi dispiace dover essere proprio io a dirvelo, eppure sì, le cose si metteranno anche peggio.
Vedrete. >>


Cercami ancora - Tangled #2
Emma Chase

Qual è il vostro Teaser? 




venerdì 4 luglio 2014

Recensione: Noi, ragazzi dello zoo di Berlino di Christiane F.


Titolo: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
Titolo originale: Wir kinder vom Bahnohof zoo
Autore: Christiane F.
Edizione: Biblioteca Universale Rizzoli
Prezzo:  €  6,99
Trama: Berlino, anni Settanta, quartiere dormitorio di Gropiusstadt. Christiane F. ha dodici anni, un padre violento e una madre spesso fuori casa. Inizia a fumare hashish e a prendere Lsd, efedrina e mandrax. A quattordici anni per la prima volta si fa di eroina e comincia a prostituirsi. È l'inizio di una discesa nel gorgo della droga da cui risalirà faticosamente dopo due anni. La sua storia, raccontata ai due giornalisti del settimanale "Stern" Kai Hermann e Horst Rieck, è diventata un caso esemplare, una denuncia dell'indifferenza della nostra società verso un dramma sempre attuale. Una testimonianza cruda, la fotografia di un'epoca.



Ho sempre voluto leggere questo libro, ma per alcuni anni ho avuto paura che vi fossero descrizioni troppo forti per me, poi la pila di libri si è ingrossata ed è rimasto sepolto. L'ho riesumato da poco (non perché la pila sia diminuita, purtroppo) e mi sono decisa.
E sì, probabilmente, nell'adolescenza mi avrebbe impressionata. Per la verità lo ha fatto anche adesso, ma in maniera diversa. A 16-17 anni sicuramente avrei osservato di più la protagonista, Christiane, il modo in cui vive, il suo senso di vuoto e la sua solitudine. Da un lato avrei simpatizzato con il suo bisogno di appartenenza, dall'altro le avrei probabilmente dato della stupida per come si fa fregare dal 'tanto a me non succede'. Perché io ragionavo in maniera opposta. Non sono mai stata di quelle 'tanto io non prendo il vizio; tanto non mi faccio fregare', anzi, ero sicurissima che mi sarebbe bastato toccare una sigaretta per diventare una tabagista incallita, o vedere della droga per morire di overdose tre giorni dopo. Esagerata? Indubbiamente sì, ma sono tuttora ben felice di non aver mai provato né l'uno, né l'altro.
La storia di Christiane, vera, è identica a quella raccontata da tanti altri drogati o ex tali. Come ha iniziato, come ha proseguito, come si è ritrovata a non poterne uscire.
Perché i meccanismi sono quelli, i ragionamenti, i modi di vedere...
probabilmente fece scalpore perché all'epoca se ne parlava poco. Anche nel libro è sottolineata tutta l'impreparazione delle strutture scolastiche e sociali a simili problemi.
Non so se le cose oggi sono migliorate a livello di assistenza, ma il problema droga esiste ancora.
Oltre all'indifferenza e all'impreparazione, mi ha colpita molto anche l'età della protagonista e dei suoi amici. Nel mio immaginario (di adolescente e di adulta) i 'drogati' hanno dai 17- 18 anni in avanti, mentre lei inizia attorno ai tredici anni (non ricordo se qualche mese prima o qualche mese dopo averli compiuti). 13 anni. Se la memoria non m'inganna io avevo ancora le Barbie in giro a quell'età.
Nel libro stesso viene riportato che Babs, un'amica di Christiane, è la più giovane morta di eroina all'epoca: 14 anni.
Proprio mentre scrivevo queste parole seduta in terrazza, ho osservato la tredicenne che abita nel palazzo di fronte. Che a occhio, è uscita con la bici per andarsi a prendere il gelato al bar in fondo alla strada (300 metri). Ecco, non riesco a vedercela in quel libro. Non lei in quanto lei, ma lei in quanto ragazzina. Non riesco a vederci neanche i protagonisti stessi, in questo libro. Lo percepisco come qualcosa di profondamente sbagliato. Se non fosse una storia vera, criticherei l'autore per l'età scelta.
E questo è dovuto a ciò che mi ha sconvolta da adulta: l'incoscienza della madre.
Non sono tanto gli errori che fa nell'affrontare il problema droga: credere alle parole della figlia, pensare di poterla aiutare da sola, convincersi che basti allontanarla dai brutti giri. E' impreparata alla cosa e, come lei, anche la società che dovrebbe darle consigli.
Ma prima?
Non solo non coglie il disagio della figlia, ma come tutrice fallisce su tutti i fronti. In giro da sola, fuori la notte, nessun controllo, nessuna sicurezza.
Al concerto di David Bowie a 14 anni con un amichetto della stessa età. Da sola in pratica. A me manco a quello di Cristina D'Avena m'avrebbero lasciata andare da sola. Iper protetta? Forse, ma ringrazio di esserlo stata.
Ma poi... mi chiedo: non lo senti l'odore dei vestiti? Non la noti la faccia di tua figlia?
Ti viene da chiedere: ma almeno la guardi?
No. E' evidente di no. Poi cade dal pero quando scopre che ha l'epatite, si droga e fa marchette.
Probabilmente questo è un libro che andrebbe letto due volte: da adolescenti e da adulti, per poter riflettere da punti di vista diversi su aspetti diversi.
Forse mi è piaciuto poco lo stile, che al racconto alterna ogni tanto interviste alla madre o estratti dai verbali e dai colloqui. Non mi è piaciuto perché avviene in maniera troppo sporadica. Avrei preferito o un'impronta più documentaristica con molte più testimonianze esterne a Christiane, o una voce sola dall'inizio alla fine.
Resta comunque un appunto molto marginale.
Voto: 9/10


giovedì 3 luglio 2014

NEWS


Eccomi qui!
Come forse vi sarete accorti, il blog ha subito un po' di alti e bassi ultimamente e, per quanto la cosa mi rattristi, non ho potuto fare altrimenti. Siamo due ma i contenuti sono appannaggio quasi esclusivamente mio ed ho solo qualche minuto nei week end per poterli scrivere, per cui non sempre riesco a produrre post sufficienti per la settimana. Ultimamente poi, tra matrimoni, feste e avvenimenti vari, non ho avuto più neanche quei pochi minuti domenicali.
Oltre a questo c'è stato anche un pelino d'insoddisfazione da parte mia verso alcune cose e alcune idee che mi giravano in testa senza prendere forma in maniera concreta.
Pensa, ripensa, che ti ripensa, complice anche un incontro lampo con la mia consocia grafica (io abito nelle lande senesi, lei staziona ai confini pordenoniani e vedersi è un po' un problema), siamo arrivate ad un qualche punto.
Il primo diciamo che è mio: lo schema che uso per le recensioni mi fa sentire un po' incastrata a volte. Così ho deciso di abbandonarlo, almeno nella sua forma rigida. Vi parlerò sempre della storia, dei personaggi e dello stile, ma magari in forma più libera, mentre il giudizio finale sarà ripartito in tutto il discorso.
Le rubrichine. La mia consocia se la cava egregiamente con il teaser, proponendo ogni settimana pezzettini davvero allettanti (spesso la supplico di prestarmi un libro dopo che ho letto i suoi pezzettini), per cui rimane (soprattutto perché non devo prepararlo io. Sono una bieca approfittatrice, lo so).
Il WWW rimane perché comunque mi piace dare spunti di lettura, ma può essere mio o di Dil, per cui cercheremo di renderlo un po' più esaustivo (non solo l'elenco ma anche un breve commento o idea sul libro) in considerazione del fatto che i libri potrebbero non venire recensiti.
Poi, niente novità, ma vogliamo rispolverare e rendere un po' più presente la Spacci e dispacci. In molti blog si chiama In my mail box, Nuove entrate e simili. Io le avevo dato questo nome perché sono solita spacciare libri a destra e manca e farmene prestare a destra e manca, oltre agli acquisti (attualmente nella stanza del caos ho quattro pile di libri: miei e dei miei genitori, prestati da Dil, prestati dai suoceri, prestati da altre fonti; la più bassa consta di 15 volumi, la più alta non ho avuto il coraggio di contarli). Lo stesso vale per la mia fedelissima compagna e quindi, quando ci capita, vi presenteremo ciò che passa per le nostre manine, acquisto, regalo, prestito che sia. Anche qui, non un mero elenco, ma qualche info di più sui libri in questione. La cadenza ovviamente sarà casuale, ma speriamo divenga abbastanza presente.
Benché non possa assicurare una lettura a tutti, una segnalazione non è negata a nessuno, quindi sentitevi liberi di richiederci un passaggio dalle nostre parti. Indicativamente pubblichiamo al massimo un post al giorno, per cui la segnalazione rimane almeno per 24 ore, il primo post che i lettori vedono. Almeno per il momento invece, non abbiamo tempo per iniziative diverse come blogtour, interviste o iniziative varie (magari partecipiamo come lettrici da altre parti, ma farne noi, per ora, no).
Ho lasciato per ultima l'idea che mi piaceva di più, quella famosa su cui ho girato attorno per un po' ma... ve ne parlo meglio in un'altra occasione. Nonostante i miei buoni propositi di poco impegno, è qualcosa che, almeno all'inizio, un minimo di  organizzazione la richiede, quindi prendo ancora qualche giorno per fare tutto a modo. Poi ve la spiego.
Per il momento è tutto, nella speranza di tornare ad essere presenti vi mando un bacio grosso grosso e un grazie immenso perché passate di qui a seguirci.
Ovviamente è compresa la mia adorata consocia a cui presto stresserò l'anima con qualche altra cosa.
Baciottoli a profusione a tutti.