martedì 30 settembre 2014

Teaser Tuesdays #59


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^


<< "You know I still remember the first day you showed up at school." He laughs a soft, sad laugh. "Maybe I was too young, and maybe I didn't know much about the world, but there was something about you I was immediately drawn to. It's like I just wanted to be near you, like you hat this - this goodness I never found in my life. This sweetness that I never found at home. I just wanted to hear you talk. I wanted you to see me, to smile at me. Every single day I promised myself I would talk to you. I wanted to know you. But every day I was a covard. and one day you just disappeared."
"I'd heard the rumors, but I knew you'd never hurt anyone." He looks down. The earth cracks open and I'm falling into the fissure. 
"It sounds crazy," he says finally, so quietly "to think that I cared so much without ever talking to you." He esitates. "But I couldn't stop thinking about you. I couldn't stop wondering where you went. What would happen to you. I was afraid you'd neve fight back." >>


Tahereh Mafi


Qual è il vostro Teaser? :)


lunedì 29 settembre 2014

Recensione: Amici di letto di Gina Maxwell

Titolo: Amici di letto (Fighting for love 01)
Titolo originale: Seducing Cinderella
Autore: Gina L. Maxwell
Edizione: Fabbri
Prezzo: 12,90 €
Trama: Dopo un matrimonio fallito, Lucie è determinata a evitare relazioni passionali per mettersi alla ricerca dell’uomo giusto: bello, in carriera, desideroso di farsi una famiglia e caratterialmente compatibile. Stephan, il brillante medico con cui lavora, sarebbe il candidato ideale, se non fosse che non la degna nemmeno di uno sguardo. La soluzione arriva insieme a Reid, il migliore amico del fratello di Lucie, nonché sua cotta adolescenziale: Reid ha bisogno di fermarsi in città per un breve periodo e in cambio di un posto letto sul divano di Lucie è disposto a dispensarle consigli su come conquistare il dottore. A Lucie, perennemente insicura e abituata a nascondersi dentro maglioni sformati, serve prima di tutto un po’ di consapevolezza del proprio fascino.
In pochi giorni, però, le “lezioni di seduzione” si trasformano in giochi erotici sempre più spinti e coinvolgenti. E quando c’è feeling tra le lenzuola, è difficile fermarsi… Ma quello che c’è tra Lucie e Reid è solo intesa fisica o qualcosa di più?


*Attenzione rischio spoiler*


Voto: 4/10

Questo libro è stato cercato. E' un periodo un po' stanco e volevo un racconto leggero, facile da seguire, che soddisfacesse il mio lato più romantico e appassionato, senza finire nel drammatico.
E' stata una scelta abbastanza azzeccata (non del tutto) che mi ha regalato un paio d'ore (anche meno) di relax.
Perché 4? Perché il fatto che fosse ciò che cercavo, non fa di lui un libro fantastico, anzi, ha molte cose che, in altre occasioni, mi avrebbero fatta sclerare.
La storia è trita, ritrita, passata e ripassata, in pratica un omogeneizzato. Leggete la quarta di copertina e sapete già cosa accade e come va a finire.
L'ambientazione è totalmente anonima. Le poche indicazioni che ci sono si mostrano irrilevanti e la si può immaginare ovunque.
Il presupposto della vicenda sfiora il ridicolo, ma visto ciò che cercavo io, me la sono fatta andare bene.
Lei ha l'autostima di uno stercoraro ma è una Miss Mondo mancata, sbava da anni dietro ad un chirurgo con gli occhi foderati di prosciutto (chissà come fa ad operare), che cade immancabilmente ai suoi piedi appena lei si presenta in confezione diversa (non commento il fatto che lei continui a voler metter su famiglia con uno palesemente orbo) e con atteggiamento da neo Messalina (che dura, se sommate tutte le scenette, tipo 5 pagine).
Poi c'è LUI! Il figo della situazione, boxer di professione con una terribile infanzia. Il papy infatti, l'ha tirato su come allenatore invece che come padre e ha stroncato le sue velleità artistiche.
Sì, perché il Mister Universo pieno di muscolacci (graditi dalla sottoscritta) in realtà voleva fare l'artista e lo scultore (immaginatemi con gli occhi al cielo).
Sarebbe stato pure bravo. Infatti il suo animo sensibile ed elevato lo porta a ritrarla in preda ad un orgasmo, in una posa degna di Playboy, e lei, colpita da cotanta maestria, invece di imbufalirsi per essere vista come la nuova Selene (per le anime candide che non la conoscono, è una pornostar), si commuove e gli getta le braccia al collo. E non lo strozza neanche.
Il resto dei personaggi è inesistente. Lei ha un fratello che telefona una volta, lui il padre che compare due volte. Poi c'è l'amica del cuore superfiga e superfidata che fa due battute. Per finire il famoso chirurgo cui è affidato il misero ruolo di orbo e figo-con-difetto-insuperabile. Questa squadra compare e si sa che ci sono, ma la cosa finisce lì.
L'approfondimento dei personaggi (ovvio, solo dei due protagonisti) sfiora il foglio di carta ma senza raggiungerlo.
Le descrizioni sono inesistenti tranne quelle sui vestiti e i particolari anatomici. Dialoghi banali e piatti.
Il dramma personale del boy è solo accennato e la scenetta risolutiva pre-finale talmente sprecata da essere resa inutile.
L'unica cosa accurata sono le scene di sesso anche se il maschilismo è dilagante per tutto il libro.
Insomma, per usare le parole di mio padre, un porno per signora, dove tutto è inconsistente tranne il sesso (no, non è erotismo, men che meno un fare l'amore).
Non erano proprio le scene di sesso quello che cercavo, ma è andato bene lo stesso, però per me era, e rimane, un libro miserino.


venerdì 26 settembre 2014

Segnalazione: La stella e i sogni di Pan di Antonio Aschiarolo

Buonasera, carissimi lettori!
Quest'oggi, e i prossimi tre venerdì a seguire, li dedicheremo alla presentazione di altrettanti lavori di Antonio Aschiarolo. Autore italiano di poesie e racconti per adolescenti e adulti.
Il primo ebook che vi presentiamo è una favola e si intitola: La stella e i sogni di Pan.



Titolo: La stella e i sogni di Pan
Autore: Antonio Aschiarolo
Genere: favola per adolescenti/adulti
Casa editrice: self publishing
Pagine: 10
Prezzo: 0,99 euro
Formato: epub / mobi
Sinossi: L’atmosfera idilliaca della favola investe di emozioni l’animo del lettore attraverso il messaggio che vuole trasmettere. La trama si articola in un filone estetico in cui risalta l’originalità del finale, toccante e commovente. 
Scritto in toni creativi, il racconto appassiona per il sentimentalismo, le descrizioni fantastiche e la liricità dei personaggi. Come può l'incontro di una stella con uno gnomo indirizzare le scelte di quest'ultimo? Lo gnomo vedrà esauditi i suoi sogni fino a rendersi conto che la bellezza si trova tra le mura del propria identità.
Isbn: 978886885614


Link utili: 

LaFeltrinelli: http://goo.gl/wZaDW1

Rizzoli: http://goo.gl/gWZYKF

Ibs: http://goo.gl/tA6Shl


Potete contattare Antonio Aschiarolo qui:


http://ilrespirodellapoesia.blogspot.it/

https://www.facebook.com/antonioaschiaroloscrittore

https://twitter.com/A_Aschiarolo

https://plus.google.com/u/0/+AntonioAschiarolo/posts


Da noi.. buon week end e BUONA LETTURA! ^__^


mercoledì 24 settembre 2014

W. W. W. Wednesdays #45


Hello! Oggi è mercoledì e torna il w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:



What are you currently reading?


Amici di letto
Gina L. Maxwell


What did you recently finish reading? 


Buio per i Bastardi di Pizzofalcone
Maurizio De Giovanni
Recensione QUI


What do you think you'll read next?


Con le peggiori intenzioni
Alessandro Piperno



E voi? Cosa state leggendo, avete letto e leggerete?

martedì 23 settembre 2014

Teaser Tuesdays #58

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^


<< "La domanda è: Evans White ha detto la verità?" chiese Harry.
Andrew schivò un trattore che veniva in senso contrario.
"Voglio condividere qualche esperienza con te Harry. Per oltre vent'anni ho parlato con gente che aveva diversi motivi per mentire o per dire la verità. Colpevoli e innocenti, assassini e borseggiatori, tipi nervosissimi e uomini di ghiaccio, facce ingenue da bambino, facce sfregiate da cattivo, sociopatici, psicopatici, filantropi ...
Andrew cercò altri esempi.
"Ho afferrato il punto, Andrew."
"... nativi e bianchi. E tutti hanno raccontato la loro versione con in mente uno scopo: essere creduti. E sai cosa ho imparato?"
"Che è impossibile capire chi mente e chi dice la verità?"
"Esatto, Harry! - Andrew si infervorò. - Nei gialli classici ogni detective che si rispetti ha un fiuto infallibile per i bugiardi. Stronzate! La natura umana è una foresta grande e imperscrutabile che a nessuno è dato conoscere completamente. Neanche una madre conosce i segreti più riposti del figlio.">>


 Il pipistrello
Jo Nesbø
Pag.: 90
Qual è il vostro Teaser?



domenica 21 settembre 2014

Recensione: Buio per i bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni

Non posso credere di averla scritta e di non averla ancora pubblicata U_U
Rimedio subito.

Titolo: Buio per i Bastardi di Pizzofalcone
Autore: Maurizio De Giovanni
Edizione: Einaudi
Prezzo:  18,00 €
Trama: Nel tepore ingannevole di un maggio malato, il raccogliticcio gruppo di investigatori comandato da Gigi Palma si trova a fronteggiare un crimine terribile: un bambino di dieci anni, nipote di un ricco imprenditore, è stato rapito. Le indagini procedono a tentoni, mentre il buio si impadronisce lentamente dei cuori e delle anime e la morsa di una crisi di cui nessuno intravede l'uscita stravolge le vite di tanti, spegnendo i sentimenti più profondi. Anche un banale furto in un appartamento può nascondere le peggiori sorprese. I Bastardi dovranno essere più uniti che mai, per trovare insieme la forza di sporgersi su un abisso di menzogne e rancori dove non balena alcuna luce. Intanto, nel commissariato più chiacchierato della città, i rapporti di lavoro e quelli personali si complicano, e il vecchio Pisanelli prosegue la sua battaglia solitaria contro un serial killer alla cui esistenza nessuno vuole credere.

Voto: 9/10
Secondo episodio (che ho apprezzato più del primo) per i Bastardi di Maurizio De Giovanni.
Questa nuova storia mostra un passo successivo del gruppo, dove i singoli iniziano ad integrarsi e ad interagire.
Rimangono coinvolti in uno strano furto in appartamento e in un caso ben più terribile: il rapimento di un bambino.
Nonostante la mancanza di omicidi, la storia mi ha tenuta con il fiato sospeso e mi ha fatto divorare il libro in due giorni.
Sempre presente l'inserimento di punti di vista esterni, in particolare quello del bambino rapito, assieme a scorci quasi poetici su riflessioni più generali, inseriti come piccole perle a supplemento della storia, ma anche come momento di pausa.
Proseguono, meno in sordina rispetto al primo libro, anche le storie personali dei singoli, quasi tutte con un piccolo passo evolutivo che definisce maggiormente i personaggi. Piacevoli alcune, mentre altre avrei voluto vederle andare in modo diverso.
Mi sono piaciuti Alex, che nel primo libro sembrava poco più di una teppista arrabiata, e Palma, soprattutto nel suo modo di organizzare la squadra, di variare le coppie e nel dar fiducia a tutti.
Un po' più in ombra Loiacono e Aragona. poche novità su di loro, soprattutto sul secondo.
Mi è spiaciuto, invece, per Pisanelli e Romano per i quali avrei preferito scene diverse. Spero che le loro situazione evolvano in maniera positiva nel corso dei futuri libri.
Lo stile di De Giovanni è sempre molto bello, piacevole da leggere e rilassante. Scevro, in generale, da inutili orpelli, diviene molto poetico in alcuni capitoli appositamente studiati ed inseriti. Sono attinenti alla storia, non indispensabili (nel senso, se non piacicono sono saltabili) solo molto poetici e con piccoli inviti alla riflessione.
Buona l'alternanza tra momenti introversi dei personaggi e quelli estroversi dell'indagine.
Insomma, se non fosse chiaro, a me il libro è piaciuto. Tanto. I motivi credo di averli sufficientemente esplicitati.
Attendo con impazienza il terzo sperando che sia sulla stessa linea dei primi due.

venerdì 19 settembre 2014

Segnalazione: Passaparola di Simon Lane




Titolo: Passaparola A murder mystery
Autore: Simon Lane
Traduzione di Cristina Ingiardi 
Prefazione di Francesco Forlani 
Autobiografia inedita dell’autore

Edizione: Ottolibri
Pagine: 192
Prezzo: Cartaceo € 15,00 - epub  € 4,99


LA TRAMA


Chiuso nella cella di una prigione di Parigi, Felipe, un domestico filippino, prova a discolparsi dall’accusa di aver ucciso il suo capo, un procuratore generale, che in realtà ha trovato già morto sul tappeto di casa, la mattina che è andato a pulire. Nel tentativo di sbarazzarsi dell’uomo, Felipe ha infatti trascinato il corpo fuori casa per poi infilarlo in un bidone per la differenziata, bidone che ha spinto per mezza Parigi nel giorno più lungo dell’anno, e in piena Festa della Musica. Un viaggio surreale per consegnare il suo capo alle acque della Senna, e che Felipe racconta al suo avvocato grazie a un registratore, per convincerlo della sua innocenza. Perché no, Felipe non ha ucciso monsieur Charles. Ma se non è stato lui, allora chi?


Perché leggerlo?


Perché Simon Lane, autore britannico ancora inedito in Italia (a parte qualche racconto su Nazione Indiana e con la Lite Editions), è stato uno degli scrittori più singolari degli ultimi trent’anni, incarnazione assoluta del romanziere gentiluomo inglese in perenne esilio, un artista poliedrico e un vero dandy. Il New York Times l'ha descritto come “Uno scrittore artistico e divertente… Non c’è pericolo di annoiarsi”, ma lui descriveva se stesso come “un bevitore con il vizio della scrittura”. Ha pubblicato il suo primo romanzo in Francia con Christian Bourgois Editeur, e gli altri suoi romanzi a New York, in Brasile e in Spagna. Il Centre Pompidou allestì una mostra in suo onore.

Oltre a essere un uomo brillante, che ha fatto della sua vita un’opera d’arte (tantissimi gli aneddoti che lo riguardano, come l’essersi tolto pubblicamente i pantaloni in un locale con un rigido dress code per darli a un’amica che era entrata in jeans, cfr:
http://www.independent.co.uk/news/obituaries/simon-lane- novelist-whose-life-outdid-his-fiction-8451342.html), Simon Lane era uno scrittore eclettico e acuto e una penna brillante. I suoi romanzi sono caratterizzati da un uso sapiente del ritmo e della lingua, descrivono circostanze che sfociano nel lirico, nel grottesco, nel surreale e nell’ironico con equilibrio e acutezza e un’impronta da autore.

Questo romanzo, Passaparola, ne è un grandissimo esempio.


Quando ha fondato la Ottolibri, a distanza di oltre dieci anni dall’incontro con Simon Lane, la scrittrice Eva Clesis ha creato un’antologia dal titolo 99 Rimostranze a Dio per poter pagare le spese di traduzione di uno dei suoi libri più rappresentativi, Passaparola, poi affidato all’abile lavoro di traduzione di Cristina Ingiardi (qui tutta la storia: http://www.cevitasumarte.it/intervista-a-eva-clesis- la-scrittrice-editrice-che-vuole-dare-voce-agli-altri/).

Simon Lane è stato promosso e portato in Italia dallo scrittore Francesco Forlani, autore della splendida prefazione di questo libro, che ha condiviso con Simon Lane avventure letterarie a cavallo tra la Francia e l’Italia per anni e ha pubblicato i suoi racconti sulla sua rivista Paso Doble, su Nazione Indiana e con Lite Editions (http://www.nazioneindiana.com/2013/01/04/sogni-doro/).


Biografia autore

SIMON LANE nasce nel 1957 in Inghilterra. Artista poliedrico, scrittore, saggista, giornalista, fa una vita girovaga e leggendaria tra Stati Uniti ed Europa. Nel 1992 pubblica in Francia Le Veilleur (Ch. Bourgois, Parigi), cui seguono i romanzi Still-life with Books, Fear (Bridge Works Publishing, New York, 1993 e 1998), Twist (Abingdon Square Publishing, New York, 2010), e l'antologia The Real Illusion, (New York, 2009). Nel 2001 si trasferisce a Rio de Janeiro, lavorando come corrispondente. Scompare prematuramente nel 2012.

Passaparola è il suo primo libro tradotto in Italia, già uscito in Brasile e Spagna.



Casa Editrice Ottolibri
www.ottolibri.it
redazione@ottolibri.it
ufficiostampa@ottolibri.it



E a noi, come sempre, non resta che augurarvi BUONA LETTURA!! ^_^





mercoledì 17 settembre 2014

W. W. W. Wednesdays #44

Hello! Oggi è mercoledì e torna il w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:



What are you currently reading?


Nick Spalding

What did you recently finish reading? 


Il Pipistrello
Jo Nesbø


What do you think you'll read next?

Non ho ancora deciso, deciderò sul momento :D


E voi? Cosa state leggendo, avete letto e leggerete? ^__^

martedì 16 settembre 2014

Teaser Tuesdays #57


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^


<< Lui continua a tenere la testa inclinata di lato e dice: «Grayson, ci stai provando con me? Perché, cioè, non prenderla sul personale, ma preferirei essere etero che essere gay con te».
«NO. No, no, no. Non voglio scopare con te. E solo che ti amo. Da quand'è che l'unica persona che ami è quella che ti vuoi scopare? E' una cosa così stupida, Tiny! Cioè, cazzo, chissenefrega del sesso?! Tutti si comportano come se fosse la cosa più importante che gli esseri umani facciano. Ma per favore! Come è possibile che le nostre cazzo di vite ruotino attorno a una cosa che possono fare anche le lumache?! Chi ti vuoi scopare, se te lo sei scopato, immagino siano domande importanti, va bene. Ma non sono così importanti. Sai cosa è importante? Per chi moriresti? Per chi ti svegli alle cinque e quarantatré del mattino anche se non sai neanche perché ha bisogno di te? Chi è che scaccoleresti quando è troppo ubriaco per farlo da solo?»
Sto urlando e agito le braccia e finché non finisco le mie domande non mi accorgo neanche che Tiny sta piangendo. E poi dice sottovoce, più sottovoce di quanto l'abbia mai sentito parlare: «Se tu potessi scrivere uno spettacolo su una persona...» e poi la sua voce si spegne.
Mi siedo accanto a lui, lo abbraccio. «Tutto bene?»
In qualche modo Tiny Cooper riesce a contorcersi in modo che il suo testone piega sulle mie esili spalle. E dopo un po' dice: «Settimana difficile. Mese difficile. Vita difficile».
Si riprende in fretta e si asciuga le lacrime con il colletto della polo che porta sotto il maglione a righe. «Quando stai con qualcuno, hai già le tappe segnate: vi baciate, fate Il Discorso, dite le Due Paroline, vi sedete su un'altalena e vi lasciate. Si potrebbero segnare su un grafico. E per tutto il tempo controlli sempre dov'è l'altro. Posso dire questa cosa? Se la dico, la dirà anche lui? Ma con l'amicizia non c'è niente del genere. Stare con qualcuno è una cosa che scegli. Essere amici è una cosa che sei e basta.» >>



John Green e David Levithan


Qual è il vostro Teaser? <3 ^_^


lunedì 15 settembre 2014

Recensione: Il pipistrello di Jo Nesbø



Titolo: Il pipistrello
Titolo originale: Flaggermusmannen
Autore: Jo Nesbø
Edizione: Einaudi
Prezzo: 19,00€
Trama: Una ragazza norvegese di poco piú di vent’anni è stata uccisa a Sydney. L’ispettore Harry Hole della squadra Anticrimine di Oslo viene mandato in Australia per collaborare con la polizia locale e in particolare con Andrew Kensington, un investigatore di origini aborigene tanto acuto quanto misterioso. L’inchiesta si rivela subito complessa: l’omicidio della ragazza non è un caso isolato ma, probabilmente, l’ultimo anello di una lunga catena, e lo scenario in cui l’assassino agisce si allarga fino a comprendere fosche storie di droga e sesso. Un quadro a tinte cosí forti che Harry quasi vede proiettarsi sulle indagini l’ombra minacciosa di alcune figure della mitologia aborigena. In particolare quella di Narahdarn, il pipistrello che reca la morte nel mondo.

Voto: 9/10

Dopo essermi innamorato di Hole in 'Il pettirosso' (il primo pubblicato in Italia), ho deciso di ripercorrere tutte le sue avventure partendo dalla prima. Sia per un minimo di coerenza, sia per gustarmi a pieno i rimandi e i riferimenti a storie passate nei libri successivi.
A questa prima avventura, soprattutto, si fa riferimento spesso; un po' perché è la prima, quella in cui Harry ha mostrato il suo talento, sia perché ha dato lustro alla polizia norvegese risolvendo un caso in Australia.
Tutto il libro si svolge dall'altra parte del mondo, principalmente a Sidney, inizia con l'arrivo dell'investigatore e si conclude con un'ultima, emozionante, esperienza prima di tornare a casa.
Tra i due libri che ho letto passano diversi anni, e qualche altro libro credo, e questa 'distanza' mi ha permesso di apprezzare molto l'evoluzione del personaggio, anche se a ritroso. Nel senso: ho conosciuto prima quello un po' più maturo e dopo quello più giovane, ma la differenza c'è e ne rendo merito all'autore che non lo ha fatto rimanere statico.
In questa prima indagine Hole è già un alcolizzato e ha già il suo carico di disillusioni, ma permane ancora un po' d'ingenuità sana e sognante e ancora cerca il contatto con altre menti. Molto belli i confronti con Andrew, Joseph e l'intrigante Otto (che è un lui che si sente una lei).
L'autore tocca molti argomenti lungo l'indagine attraverso un uso molto abile dei fatti e dei personaggi. Andrew è un aborigino. Lui e i suoi amici parlano ad Harry della storia del loro popolo e di alcune leggende e credenze (la suddivisione del libro in tre parti deriva da una leggenda e i nomi delle stesse riguardano i tre protagonisti).
Otto parla di amore omosessuale e amore perduto.
C'è il giro della droga che svolge il suo ruolo non come elemento criminale ma in quanto parte della psicologia umana. Il detective fa, infatti, una particolare considerazione: ognuno ha la sua droga e gli è fedele. Chi, come lui, al whisky, chi all'eroina, chi alla morfina, chi alle ragazze bionde da stuprare e strangolare.
Attraverso riflessioni come questa segue e affina la propria teoria e anche il suo modo di essere detective che tornerà nei libri successivi.
Come dicevo, è ancora immaturo, fatica a capire e commette molti errori (ne commette anche in seguito, ma il disincanto e l'esperienza gliene fanno evitare alcuni), ma la logica e l'acume ci sono già (quando non li affoga nell'alcol) e lo rendono affascinante fin da subito.
A proposito, pur non venendo mai descritto, ho idea che il norvegese sia un gran bel pezzo d'uomo.
Da notizie sparse sappiamo che è un nordico teutonico pieno di muscolacci (dato che ogni tanto mena) e da come riceve sguardi e commenti di apprezzamento ricaviamo che è piuttosto figo. Peccato solo che sia biondissimo (io ho sempre avuto un debole per i moretti). Mi piace questa cosa del descrivere per vie traverse, senza sovraccaricare la scrittura di particolari fisici e senza ripetere ogni tre per due quanto sia bello il proprio personaggio.
Sempre per quanto riguarda le descrizioni si può aggiungere che l'autore le utilizza in maniera parsimoniosa e solo riguardanti scene e paesaggi. Anche in questi casi senza caricarli di inutili orpelli.
Di Sidney, dell'Australia e dei suoi nativi si parla tanto, ma sa i luoghi e i fatti siano veri o creati ad uso e consumo del libro non so dirlo, non ho controllato.
Ampio spazio  viene lasciato, comunque, ai dialoghi e alle riflessioni di Hole, con un vantaggio dei primi che rendono il romanzo piuttosto scorrevole.
Molto bello il finale, anzi, i finali, quello che chiude l'indagine e quello che chiude proprio tutto il libro.

martedì 9 settembre 2014

Teaser Tuesdays #56

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^



<< «Chi.. chi sei?»
«Adrian.. » Kyle... il padrone di casa... la bestia che abita qui. «Mi chiamo Adrian. Sono quello che...» Quello che ti tiene prigioniera. «Volevo solo conoscerti».
«Io non voglio conoscerti! Ti odio!»
«Ma.. ti piacciono le tue stanze? Ho cercato di renderle belle per te».
«Sei pazzo? Mi hai rapito! Sei un rapitore!»
«Non ti ho rapito. A darti a me è stato tuo padre».
«E' stato costretto a farlo».
Mi innervosii. «Sì, come no. Si è introdotto in casa mia. Te l'ha detto questo? Ha cercato di rapinarmi. Ma c'erano le videocamere. E a quel punto, invece di assumersi le sue responsabilità da vero uomo, ti ha portato qui in cambio della sua libertà. Ha voluto venderti per salvare se stesso. Io non ti farò del male ma questo lui non poteva saperlo. Per quel che poteva saperne lui, avrei potuto rinchiuderti in una gabbia».
Non disse nulla. Mi chiesi cosa avesse raccontato a lei, e se questa era la prima volta che sentiva la verità.
«Che stronzo» borbottai e feci per andare via.
«Zitto! Non hai nessun diritto!» Batté forte contro la porta, forse coi pugni, o forse con qualcos'altro, tipo una scarpa. Dio, che idiota che sono. Era evidente che non fosse la cosa migliore da dirle. Mi stavo comportando come nella mia vita precedente. M'era già capitato di dire idiozie del genere? Forse sì, ma non ci avevo mai fatto caso. Fino a Kendra.
«Ascoltami, mi dispiace. Non volevo dirti delle cattiverie». Stupido, stupido, stupido.
Non rispose.
«Mi senti? Ho detto che mi dispiace».
Ancora niente. Bussai alla porta, la chiamai per nome. Infine andai  via. >>


Alex Flinn

Qual è il vostro Teaser? ^_^

lunedì 8 settembre 2014

Recensione: Un covo di vipere di Andrea Camilleri

Titolo: Un covo di vipere
Autore: Andrea Camilleri
Edizione: Sellerio
Prezzo: 14,00€
Trama: È l’alba a Marinella e il sonno di Montalbano viene interrotto dal canto di un usignolo. O almeno così pare al commissario, salvo poi scoprire che si tratta del fischiettare di un vagabondo che ha trovato rifugio nella verandina durante un temporale di fine estate. Un barbone sui generis però, perché parla un italiano perfetto e si vede che ha conosciuto tempi migliori. Confessa di abitare in una grotta poco distante ma non c’è tempo di approfondire la questione perché Montalbano deve correre in commissariato dove Catarella gli annuncia l’assassinio del ragionier Cosimo Barletta.
Nel villino lungo la strada che costeggia il mare nessun segno di effrazione, nessuna traccia di lotta: l’uomo è stato colpito alla nuca da un colpo di pistola mentre seduto in cucina stava bevendo un caffè.
Un tipo strano il ragioniere, una vita solo in apparenza rispettabile: vedovo, benestante, casa in paese e villino sul mare, due figli, Arturo e Giovanna, entrambi sposati. Dalle loro parole però emerge un ritratto dell’uomo non proprio edificante. Malo carattere, qualche affare immobiliare che fa sospettare prestiti ai limiti del lecito, cosa altro ancora? Se lo chiede il commissario quando foto equivoche e lettere nascoste in un doppio fondo della scrivania della vittima svelano una passione malata.
L’autopsia poi mette a nudo un particolare inquietante che costringe a cambiare marcia nell’indagine, tanto più che entrambi i figli di Barletta parlano di un testamento - che non si trova - che il padre intendeva rivedere.
Livia arriva a Vigàta proprio quando l’inchiesta sta entrando nel vivo e mentre il commissario si attarda tra interrogatori di testimoni e perquisizioni, lei conosce Mario, l’uomo della grotta, e ne vuole carpire il segreto.
La verità lentamente si fa strada ma è una soluzione che Montalbano non vorrebbe ammettere neanche a se stesso.

Voto: 9/10

Ho letto i primi libri di Montalbano in ordine sparso e non sono neanche sicura di averli letti tutti. Speravo di seguire un minimo di cronologia con i nuovi, ma ho scoperto che tra la mia lettura precedente ('Una lama di luce') e questa, nel mezzo avrebbe dovuto essercene un altra. A Camilleri non si sta dietro!
Perdonate il piccolo sfogo da lettrice appassionata.
Caso sul torbido, stavolta, per l'atipico commissario siciliano.
Il morto che si ritrova tra le mani, infatti, amava moltissimo le donne, quelle giovani tra i diciotto e i ventuno ventidue anni. E sembra che fosse, talvolta, ricambiato.
La vicenda non è semplice, ma l'autore è sempre molto bravo a non far perdere il lettore.
Tanto spazio ai ragionamenti di Montalbano sia sul caso, sia su fatti più ragionevoli; e tanta umanità, stavolta verso un vagabondo che vive in una grotta vicino alla casa a Marinella.
In genere è questa la cosa che amo di più delle storie di Salvo: che sono umane. Non nasconde che vorrebbe non prendere l'assassino di un uomo così riprovevole, che, anzi, ritiene che abbia fatto un favore al mondo e che non dovrebbe subire conseguenze così gravi. Ma c'è anche il suo lato poliziotto che gli ricorda che un assassino è un assassino.
Una lotta intestina di coscienza che espone il personaggio al giudizio del lettore, ma lo rende anche trasparente e amabile.
Poi mi diverte un sacco il rapporto con le donne. Con Livia, in primis, ma anche con la cameriera Adelina e con le belle signore che incontra, perché, insomma, il commissario sempre uomo è, apprezza le belle donne. Talvolta si fa un pelo raggirare, e a una signora come me viene da ridere nel constatare che certi uomini sono proprio ingenui (e fanno tenerezza).
Eccettuati i personaggi attinenti al caso, ho trovato che sono diminuiti quelli 'soliti'. Soprattutto nel commissariato compaiono solo Catarella (che adoro), Mimì e Fazio, mentre in genere ne sono presenti qualcuno in più. Magari è solo per questo libro, o forse anche a Vigata ci sono stati tagli al personale.
Il finale è molto Montalbano, ma una cosa mi lascia perplessa: l'intervento del vagabondo che parla proprio al momento giusto. Un vagabondo molto colto, tra l'altro, le cui frasi quasi stonano in mezzo a tutto il siciliano di Camilleri.
So di essere molto pignola in genere con l'italiano e la mia adorazione per i libri scritti in dialetto può sembrare strana.
In realtà l'autore ne ha fatto la sua impronta tipica, una caratteristica fondamentale dei suoi racconti (almeno quelli di Montalbano), tanto che, se riportati in italiano, perderebbero buona parte del loro fascino. Vero è che, comunque , è un siciliano un po' italianizzato per renderlo comprensibile a tutti (basta farci l'abitudine), ma è lineare e regolare, ha una sua armonia e una sua cadenza.
Poi può non piacere, per carità, ma per me, in queste storie, è irrinunciabile.

martedì 2 settembre 2014

Teaser Tuesdays #55

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^


<< «Mi chiamo Stride.»
«Lo so chi è lei.» La sua voce era quasi da adulto. «E so che cosa vuole.»
Il camper distava una ventina di metri. Era un modello di lusso, bianco e grigio a strisce nere, ma doveva essere fermo lì da molte stagioni. L'alluminio della carrozzeria era incrostato di terra e intorno alle ruote erano cresciute le erbacce. Anche la radura era invasa dall'erba, ma Stride vide i resti di un focolare e un vecchio grill a carbonella.
«Che cos'è questo posto?» chiese Stride.
«A Percy piaceva venire qui. Qualche volta lo seguivo.»
«Perché?»
Il ragazzo si asciugò il naso, che si era messo a gocciolare. «Non lo so. Ero curioso. Volevo sapere quello che faceva. Perché lo faceva.»
«Lui sapeva che lo seguivi?»
«Sì, una volta mi ha scoperto fuori dal camper. Sapeva chi sono. non se l'è presa, e abbiamo parlato per un sacco di tempo.»
«Di cosa avete parlato?»
«Di tante cose.»
«Di tuo padre?» chiese Stride.
Mike scosse la testa. «No, non di lui. Non parlo mai di lui.»
«Percy ti ha detto perché veniva qui?»
«Ha detto che il camper apparteneva ad un suo amico, un amico che era morto. Ci venivano insieme a caccia, ma poi ha aggiunto che ora non caccia più. Comunque lui ha detto che veniva qui a pensare al suo amico e..»
«E cosa?» chiese Stride.
«A pregare.» Mike alzò gli occhi a guardarlo. «Lei prega?»
«Qualche volta.»
«Percy diceva che le preghiere rendono più forte Dio, ma secondo me si sbagliava. Il male vince sempre.»
«Non necessariamente» replicò Stride. «Non quando i buoni tentano di fermarlo.»
«Vorrei poterlo credere.» Mike scosse la testa, rabbrividì e schiacciò la sigaretta nella neve. I sempreverdi incombevano su di loro come giganti. «Proprio non lo sente, eh?»
«Cosa dovrei sentire?»
«Il freddo.» >>


Polvere alla polvere
Brian Freeman


lunedì 1 settembre 2014

Recensione: Amity e Sorrow di Peggy Riley


Titolo: Amity e Sorrow
Titolo originale: Amity & Sorrow
Autore: Peggy Riley
Edizione: Sonzogno
Prezzo:   € 16,50
Trama:  Sul sedile posteriore dell'auto, due sorelle siedono l'una accanto all'altra, con i polsi legati. La loro mamma, Amaranth, guida ininterrottamente da giorni. È in disperata fuga dal marito, capo poligamo di una setta religiosa dove le donne vivono recluse. Le ragazze, Amity e Sorrow, unite per la pelle, guardano con infinito stupore il mondo esterno, fuori dalla comunità dove sono sempre vissute. Un incidente stradale interromperà la loro corsa in una sperduta pianura dell'Oklahoma. Secondo quale piano Dio le ha fatte schiantare proprio lì? Il soccorso arriva da Bradley, un contadino del luogo la cui moglie se n'è andata, che prende le tre donne con sé nella sua fattoria. Certo, quello strano trio piovuto dal cielo lo mette non poco in imbarazzo, con tutti quei loro bizzarri rituali, quelle stravaganti preghiere, quelle cuffiette d'altri tempi, quella totale ignoranza delle cose più semplici. Tuttavia la curiosità prende il sopravvento e, gradualmente, il rude Bradley e la fragile Amaranth scioglieranno quei lacci che trattengono i loro cuori da un sentimento eccitante quanto inatteso. Sono le due ragazze, però, a subire, nel modo più radicale, l'impatto con il mondo 'là fuori'. Amity è raggiante, intrepida, entusiasta di ogni nuova esperienza - il primo assaggio di patatine fritte, una visita in biblioteca, lo sguardo di un giovanotto, la scoperta del televisore. Sorrow, invece, a disagio per quell'improvvisa libertà, entra in conflitto con ogni novità, ed è determinata a tornare dal padre...

Voto 7/10

Ero molto curiosa riguardo a questo libro, ma alla fine ammetto che non mi ha colpito in pieno.
Non saprei dire cosa non mi ha soddisfatta, forse i due mancati schiaffoni a Sorrow. Ho sperato fino alla fine che se li beccasse, ma la madre è troppo fuori dal mondo per rendersi conto che la figlia è un'esaltata viziata che avrebbe bisogno di essere rinchiusa in una casa di cura.
Non è pazza (non clinicamente almeno), ma aver vissuto per anni isolata dal resto del mondo presso una setta poligama l'ha resa incapace di educare le proprie figlie (tra l'altro già grandi) al e nel mondo, diciamo, comune.
Amaranth è in fuga dal marito con le due ragazze, Sorrow, sedici anni, e Amity, dodici anni. Fino a quel momento hanno vissuto nella setta con un uomo e cinquanta mogli. E' fuggita perché è accaduto qualcosa che ha incrinato le sue certezze e perché c'è stato un terribile incidente.
Lo fa anche lei, un incidente, con l'auto, e questo la obbliga a rimanere presso un agricoltore.
Le tre figure femminili si contendono la scena del romanzo e delle riflessioni.
Amaranth è totalmente condizionata dagli anni passati nella setta. Non sa più relazionarsi con le persone, indossa strati e strati di gonne e non comprende più il mondo in cui si è ritrovata e che ha lasciato tanti anni fa. E' ancora incerta sulle regole e anche se sa che può infrangerle perché non valgono più, ogni volta che lo fa trema e teme che si scateni una tempesta punitrice. Riesce in qualche modo a tornare ad essere donna, mentre come madre commette moltissimi errori. Primo fra tutti aver fatto la cosa giusta portando via le ragazze, ma non riuscire a spiegare loro perché l'ha fatto e perché era sbagliato ciò che avevano fatto fino a quel momento.
Sono suoi tutti i racconti sul passato.
Sorrow, inaspettatamente per la madre, non accetta la nuova situazione e vorrebbe tornare nella setta. Nonostante la profonda antipatia che mi ha suscitato, il suo comportamento è comprensibile: è stata strappata dall'unico ambiente che conosce, per essere sbattuta in un mondo che, non solo le è estraneo, ma rappresenta anche tutto ciò che le è stato insegnato essere sbagliato. Come se non bastasse è passata da essere l'oracolo, la prima figlia, una principessina in pratica, ad essere una ragazzina qualunque additata come strana se non folle. Ed effettivamente qualche follia la fa. Anche qui non perché sia clinicamente malata, ma perché la sua visione del mondo è totalmente distorta.
Per finire la più piccola, Amity. E' eternamente combattuta perché la minore età e la mancanza di privilegi rispetto alla sorella, hanno fatto sì che la sua mente, pur se condizionata, rimanesse ancora abbastanza curiosa verso il nuovo mondo. Si ritrova, così, tra le altre due, tra l'obbligo di rispettare le regole e l'ordine nuovo di non farlo, tra la sicurezza di ciò che conosce e la curiosità di ciò che non conosce. E' buffa e tenera ed è probabilmente il più bel personaggio del libro.
Al di là delle tre figure femminili, il libro offre, però, poche altre attrattive. La storia presente è incentrata su questo ritorno alla normalità con pochi momenti interessanti (neanche le follie di Sorrow) e un racconto un po' piatto; il passato, invece, si presenta quasi confuso, la cronologia non è chiara e anche alcuni fatti rimangono nebulosi.
Anche il finale non mi ha soddisfatta, il colpo di scena era citofonato e la decisione di Amaranth sulla figlia molto discutibile.
Lo stile invece mi è piaciuto per la velocità. Frasi e capitoli brevi che favoriscono lo scorrere del libro. Ho storto il naso sui dialoghi non sempre comprensibili.
Per finire mi sono rimaste delle curiosità non soddisfatte.
Sul discorso setta non mi pronuncio, è un mondo a cui non mi sono mai interessata e di cui non so niente: potrebbero esistere sette simili tanto quanto essere solo un'invenzione dell'autrice.