venerdì 30 gennaio 2015

Segnalazione: Rafìla di Elisabetta Montaldo


Buonasera cari lettori.
Oggi vi segnaliamo un romanzo già pubblicato in cartaceo nel 2008 ma che adesso è disponibile in formato ebook per Amazon Kindle.
Rafìla di Elisabetta Montaldo.




“Leggere questo libro è come essere trasportati da una corrente marina che dalle coste dell’isola di Arturo si stacca e tocca paesi, popoli e città di un Mediterraneo che finora nessuno aveva descritto così”
Raffaele La Capria



Titolo: Rafìla
Autore: Elisabetta Montaldo
Collana indies g&a
Formato: Amazon Kindle
Prezzo: € 4,99 (solo Amazon)
Trama: L’isola di Procida e il Mediterraneo del 1100, tra mercanti saraceni e monaci guerrieri, sono l’ambientazione delle avventure di Rafìla, un’odissea sorprendente, raccontata al femminile.

Il percorso di Rafìla è un’avventuroso viaggio da Procida alla scoperta dell’altra sponda del Mediterraneo, africano e andaluso.

Nel corso del viaggio Rafìla da adolescente diventa donna in pagine intrise di sensualità e profumi, rischiarate da cromatismi visionari.

Rafila è esplorazione dell’anima che porta a ricomporre, nell’armonia fantastica e sapiente del narrare, le dicotomie Cristianesimo/Islam, femminile/maschile, passato/futuro.





L'Autore



Elisabetta Montaldo nasce in una famiglia i cui geni dominanti sono l’arte, il mare, lo spettacolo.
Fra i vari mestieri praticati, quello di costumista per lirica e cinema le farà fare lunghi viaggi e incontri artistici di livello internazionale. Coltiva da sempre la pittura, che esibisce in mostre periodiche.
Si dedica alla tutela dei beni culturali e ambientali dell’isola di Procida, dove risiede quando non è in viaggio.
Dal 2000 a oggi ha pubblicato sette libri: Il mestiere del costumista (Dino Audino editore, 2001), Rafìla (Dante&Descartes, 2008) vincitore del premio Libro del Mare, L’oro del mare (Dante&Descartes, 2009), Procida, il giardino segreto (CLEAN, 2009), Posidonia (Il Melangolo, 2014 - ebook indies g&a, 2014), Procida, sogni segni e storia di un isola marinara (Nutrimenti, 2014), La Procidana(Nutrimenti, 2015).

Buon weekend e BUONA LETTURA! ^_^





giovedì 29 gennaio 2015

Anteprima: La lottatrice di sumo di Giorgio Nasini



Ok, le anteprime erano due. Ma io, Dillina, ho il cervello quasi in ibernazione, con le funzionalità regredite allo stato primitivo, per cui è assolutamente normale che, in lista l'una sopra l'altra nella mia e-mail, ne vedessi una ignorando l'altra.

Poco male.. pubblichiamo un altro post! ^__^



Il 30 gennaio ritorna in libreria uno degli autori più originali e visionari del nostro tempo. Dopo quattro anni da La città di Adamo, finalista al premio Strega, l'autore ci consegna un'opera che riflette sul mistero dell''esistenza, scavando nelle profondità dell'animo umano.
La scrittura nitida e avvolgente di Nisini conferisce alla narrazione un tono dai contorni metafisici, mettendo in scena la tormentata storia d'amore di un Orfeo moderno.





Titolo: La lottatrice di sumo
Autore: Giorgio Nasini
Editore: Fazi Editore
Callana Le Strade
Pagine: 320
Prezzo: € 18,00

Trama:  Giovanni Cadorna è un fisico alla soglia dei cinquant’anni. Dopo un divorzio e il successo raggiunto con la pubblicazione di un libro provocatorio sull'aldilà, inizia a dubitare delle proprie certezze in seguito al ritrovamento di un dipinto che lo costringe a fare i conti con il passato e il ricordo di una donna, morta tragicamente più di vent’anni prima. Decisivo, all’interno di un intreccio costantemente in bilico tra ossessione e raziocinio, ragione e occulto, risulterà l’incontro con Olga, figlia dell’artista esoterico e presunto autore dell’opera che, insieme ad altre figure femminili cariche di significato, darà vigore alla storia fino all'enigmatica conclusione sia della vicenda personale e familiare del protagonista che del mistero legato al quadro.
Con una cura formale di rara evidenza e una lingua densa di risvolti emotivi, l’autore affronta qui un tema delicato come quello del contatto con un mondo ultraterreno, ma anche argomenti del tutto umani come la libertà individuale, il desiderio di paternità e l’amore filiale.


L'Autore

Giorgio Nisini, nato nel 1974, è scrittore e saggista. È autore dei romanzi La demolizione del Mammut, Premio Alvaro Opera Prima e finalista al Premio Tondelli, e La città di Adamo, selezione Premio Strega 2011.

Link utileFazi Editore

Per stavolta è davvero tutto ^_^
Alla prossima e BUONA LETTURA!!


Anteprima: Rìo fugitivo di Edmundo Paz Soldán

Buongiorno cari lettori. ^_^
Oggi vi presentiamo, in anteprima, il nuovo romanzo di  Edmundo Paz Soldán.



«Una delle voci più creative della nuova narrativa contemporanea»,
lo ha definito Mario Vargas Llosa.
Il talento dell’autore, l’originalità del romanzo, scaturiscono non tanto da un rifiuto, un’opposizione con i maestri del passato, quanto dalla costante ricerca di forme di dialogo con la migliore tradizione letteraria. In questo senso, Río Fugitivo è un riconoscimento di un’eredità ineludibile, ma anche, e soprattutto, un’opera innovativa e rappresentativa di una nuova generazione di scrittori che guarda al presente, come ha sottolineato Juan Gabriel Vásquez nell’introduzione a questo libro.




Titolo: Rìo fugitivo
Autore: Edmundo Paz Soldán
Editore: Fazi Editore
Collana Le Strade
Pagine: 480
Prezzo: € 18,00

Trama:  Il quindicenne Roberto è appassionato di letteratura e, sulle orme di un antenato scrittore, si cimenta nella stesura di romanzi gialli. Apprendista nella scrittura come nella vita, il ragazzo sperimenta insieme ai suoi compagni di scuola i primi approcci con l’alcol, la droga e il sesso. Molto sensibile e dotato di un acuto spirito di osservazione, vive quotidianamente il contrasto fra l’instabilità della Bolivia degli anni Ottanta, segnata da razzismo e disuguaglianza sociale, e la vita ovattata di un figlio dell’alta borghesia di Cochabamba: l’esclusivo istituto cattolico dove studia e le dinamiche familiari sono per lui una campana di vetro fatta di ipocrisia, e il solo modo per uscirne è la creazione di altri mondi, come Río Fugitivo, cittadina immaginaria in cui ambienta i suoi racconti. Ma per Roberto scrivere non significa solo evadere dalla realtà: significa cercare la propria identità, provare a decifrare il mondo e a stabilirvi un ordine. Così, quando si trova di fronte a una misteriosa scomparsa, il ragazzo coglie l’occasione per delineare il tanto ambito delitto perfetto. Nel corso di questa personale indagine Roberto si accorgerà però che il confine fra realtà e finzione è labile, finendo per imparare a proprie spese quanto facilmente verità e immaginazione influiscano l’una sull’altra.
Come molti grandi romanzi, Río Fugitivo si espande oltre i confini del genere: è al tempo stesso un giallo, un romanzo di formazione e un romanzo a sfondo politico, ma soprattutto è un libro intriso dell’umanità, della passione e della fantasia che contraddistinguono la migliore letteratura sudamericana.



L'Autore

Edmundo Paz Soldán nato a Cochabamba nel 1967 e laureatosi in Scienze Politiche, ha conseguito un PhD in Letterature ispanoamericane presso la University of California Berkeley e ha poi vinto la prestigiosa Guggenheim Fellowship. Oltre a varie raccolte di racconti ha pubblicato dieci romanzi, tra cui El delirio de Turing (2003), Norte (2011) e Iris (2014), e curato insieme a Gustavo Faverón Patriau la raccolta di scritti su Roberto Bolaño, Bolaño salvaje. Attualmente vive a New York, dove insegna Letteratura latinoamericana alla Cornell University. Nel 2008 Fazi Editore ha pubblicato La materia del desiderio.

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mercoledì 28 gennaio 2015

W. W. W. ...Wednesday #52

Rieccoci a mercoledì e alla mia versione ampliata del W.W.W.
A beneficio di chi passa di qui la prima volta W.W.W. sta per tre semplici domande:
What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?
La mia versione è leggermente ampliata perchè oltre a rispondere, cerco di dare, in breve, le mie impressioni sul libro.
Cominciamo. (Ricordate che, se esiste, il titolo del libro rimanda alla scheda di Goodreads)

What are you currently reading? 
Well, vecchie e nuove conoscenze questa settimana. Ho infatti concluso qualcosa, ma ho avuto un avanzo di due. Nello specifico:

Nerea Riesco

Il mio ereader dice che sono tra il 60% e il 70% ma a me sembra che manchi ancora tantissimo. Niente, non ingrana. La sfida che dovrebbe essere al centro del romanzo rimane qualcosa di vago e superficiale, mentre la maggior parte delle pagine mi sembrano dedicate a sottolineare l'astio di Zapata, l'austerità di Dona Julia e a descrivere la vita dell'epoca. Essendo Abel il protagonista, molte pagine anche per lui, che mi ribadiscono ogni volta di più, quanto sia un personaggio insignificante, privo di spina dorsale e mero burattino nelle mani di altri. Non è neanche un protagonista negativo, solo inutile.

Richard Adams

Sono più o meno a metà e mi sta piacendo sempre più. Se non l'ho terminato è perché ho dato preferenza ad altri, ma conto di finirlo nei prossimi giorni. Per il momento ho affrontato la ribellione lapina, la fuga, l'esilio e il viaggio verso nuovi lidi. L'arrivo e la nuova partenza. Tutto molto 'umano' devo dire e comincio anche a capire perché questo libro viene citato spesso come metafora della storia umana: perché lo è. Solo ha dei coniglietti simpatici come protagonisti. C'è davvero tutto e penso che sarà uno di quelli che riceverà la recensione.

E ora le new entry:

Jo Nesbø

Vi comunico da subito che questo mi terrà compagnia per le prossime 4 settimane. Avevo voglia di leggere un libro assieme alla mia consocia per poterne parlare via via e poterci scambiare idee ed opinioni, un mini GDL con noi due, che finora parlavamo sempre di libri letti prima dall'una e poi dall'altra, ma in maniera un po' più vaga. Visto che in genere ciò che piace a lei non piace a me siamo partite da qualcosa che adoriamo entrambe: Harry Hole. 
Avendo iniziato ora le impressioni sono vaghe, però ... a pagina 7, la prima del romanzo, al secondo paragrafo mi sono già imbattuta in una 'perla' d'italiano. Non proprio una bella presentazione. Volevo quasi riportarla, poi non ne ho trovate altre e vabbè, se si mantiene unica, segnaliamolo e basta.
Joe Bastianich

Adoro la cucina. E quando ho visto questo libro mi sono incuriosita. Non conoscevo il tipo perché fondamentalmente, non guardo programmi sul tema. Quelli con le ricette non li guardo che tanto ho altre fonti (e poi la mia visione è che la cucina vuole tempo e amore, quindi le cose fatte in 30 secondi non mi aggradano), gli altri non li sopporto. Quelli poi dove tre ... persone va, non usiamo termini offensivi, fanno audience trattando male gli altri andrebbero aboliti. 
In ogni caso il libro ormai me lo ero fatto prestare quindi tanto valeva dargli una possibilità. 
Non è brutto. Un po' troppo autocelebrativo e ripetitivo in alcune cose, ma ci ho trovato anche informazioni interessanti. Non per cucinare, non è il libro di uno chef, però mi sta offrendo una visione diversa dei ristoranti e ammetto che mi piace saperne un po' di più.

Patrick McGrath

Per quanto mi riguarda, il titolo è azzeccato, perché c'è qualcosa di folle in questo romanzo. Se lo analizzo componente per componente (storia, personaggi, descrizioni e simili) non ha niente di eccezionale. E' ben scritto, per raccontato, i personaggi sono interessanti e ben approfonditi, ma non fuori dalla norma. Eppure non riesco a smettere di leggerlo. Lo prendo in mano appena ho due minuti e rimango lì affascinata da quelle pagine. 
In genere guardo sempre quante pagine ha un libro per farmi un'idea del procedere della storia, delle tempistiche, delle ripartizioni all'interno del romanzo. In questo caso ancora non l'ho fatto (e mi sembra di essere più o meno a metà) e, assurdo, quando lo prendo in mano, non mi ricordo neanche di guardarci. Folle!

What did you recently finish reading? 
Oh bè, scarso bottino questa settimana.

Eduardo Roca

8/10
Ho divorato le ultime 150 pagine e sì, mi è piaciuto tanto. Non dico di più perchè arriva prestissimo la recensione ^_^

Patricia Cornwell

7/10
Generalmente nei libri di Kay Scarpetta mi irrita Kay Scarpetta. In questo caso però, il romanzo non era soggettivo, ma in terza persona. Che ha avuto il buon senso di spaziare tra tanti personaggi diversi, mostrando un po' di caratteristiche che in genere rimangono 'oscurate'. Purtroppo questo non salva la storia dai difetti classici: ce l'hanno tutti con Kay; Kay è bellissima e perfettissima; se non la odiano la adorano; se l'adorano cercano tutti la sua incondizionata approvazione e, soprattutto, cercano di salvarle la vita con consigli che lei disattende prontamente rischiando di farsi ammazzare.
Alla lunga diventa noioso.
Altra nota, il libro è scritto al presente. E a me non piace.

What do you think you'll read next?
Girando per i blog mi sono resa conto che la frase che scrivo più spesso è: Bella recensione, ho il libro in TBR da secoli e non ricordo mai di leggerlo, magari gli do una possibilità'
Tempo due ore e me lo sono dimenticata di nuovo. Quindi adesso me li scrivo e via via ho intenzione di leggerli.
Questa settimana il prescelto è (una volta terminato qualcos'altro):
Sarah Addison Allen


Questo se la mia consocia grafica non salta su e mi dice che vuol leggerlo anche lei. In quel caso ce lo teniamo per le nostre letture in comune ^_^
E voi? Quali sono le vostre risposte? Avete letto qualcuno di questi libri? Che ne pensate?

martedì 27 gennaio 2015

Teaser Tuesdays #72

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^


<<Salendo di livello gastronomico, salgono anche le velleità letterarie del menù e si arriva a quegli espedienti linguistici che, come spiegato da Michele Serra in un articolo per la "Repubblica", "cercano di intimidire il lettore e lo sprofondano nello sgomento facendolo sentire indegno fruitore di opere che lo sovrastano". Esempi: pietanze 'declinate', 'scomposte', 'destrutturate', 'virtuali', e preparazioni in forma di 'soffi', 'nuvole', 'arie', 'ventagli', 'tramonti', 'idee', 'ombre', 'suggestioni', 'declinazioni', 'variazioni'.
Il budino diventa una "formella di biancolatte, con pioggia di cacao forte, stille di caramello e ribes nero". L'elencazione degli ingredienti si fa esaustiva sino alla mania: "la scaloppa di vitello su un letto di scarola di campo con ristretto di Marsala, scaglie di cedro e sale di Cervia". La ricerca di stupore si fa barocca: "confidenze dell'orto raccolte in coccio".
Personalmente detesto il lezio che accompagna tutta l'operazione. Non sopporto soprattutto che, per iscritto o addirittura oralmente, mi venga rivolto a tavola un qualsiasi derivato, anche verbale, del termine 'coccole'. Se vado al ristorante non è per risolvere le mie carenze d'affetto, ma quelle d'affettato.>>



Stefano Bartezzaghi


Qual è il vostro teaser?

lunedì 26 gennaio 2015

Recensione: Nemesi di Jo Nesbø



Titolo: Nemesi
Titolo originale: Sorgenfri
Autore: Jo Nesbø
Edizione: Ed. Pickwick
Prezzo: 10,90€
Trama: Quando era entrato nella casa di Anna Bethsen la sera prima, il commissario Harry Hole pensava che sarebbe stato per l’ultima volta. Invece, quella mattina, dopo essersi svegliato sul divano di casa sua, coperto dal cappotto e completamente intorpidito dall’alcol, viene chiamato per un nuovo caso. Giunto sulla scena del crimine, scopre che questa coincide con la casa della donna, dove tutto pare uguale alla sera precedente, se non fosse che ora Anna è distesa sul letto con una pistola nella mano destra e un buco nero nella tempia.
Anna era un’artista, la loro era stata una storia di passione, alcol e liti furibonde, e quando la donna, dopo anni, lo aveva invitato a cena, Hole non aveva saputo resisterle.
Ma ora lei è morta e lui, che probabilmente è stato l’ultimo a vederla, non ricorda nulla della notte precedente. Quando però riceve una mail anonima che lo accusa di essere coinvolto nella morte di Anna, capisce che qualcuno sta cercando di incastrarlo e che dietro l’apparente suicidio può nascondersi ben altro. Dalla Norvegia al Brasile, seguendo un percorso che lo porta nel cuore della malavita organizzata, in un crescendo di morti, Harry scopre legami insospettabili, tra cui si snoda la forza oscura della vendetta.

*Può contenere spoiler sui primi due libri della serie*

Voto: 7/10

Eccomi giunta al terzo incontro con Harry Hole. E in meno di un anno (solare). Si vede che mi sono proprio innamorata.
Terzo incontro per me e terzo libro della serie per il biondissimo detective di Oslo.
Prima di tutto mi preme avvertire i potenziali lettori di una cosa: i riferimenti al primo libro, "Il pipistrello",sono piuttosto blandi e non incidono, ma quelli al secondo, "Il pettirosso", sono molti di più e più incisivi. Diciamo che se leggete prima "Nemesi", l'altro un po' lo bruciate.
Siamo tornati ad Oslo ed Harry è tornato alla sua vecchia scrivania. Cerca di fare il bravo e tenersi sobrio ma, com'è, come non è, si prende una sbronza colossale e la mattina dopo, la signora con cui ha diviso il talamo viene trovata morta.
Ora, io adoro Harry, come avrete capito, però diciamocelo, un po' portasfiga, soprattutto al gentil sesso, lo è. Non se ne salva una! E nel senso più drammatico della locuzione.

Tre casi, stavolta, a disposizione dei palati fini dei lettori.
C'è la storia lunga, iniziata ne "Il pettirosso" e su cui tornerò dopo; c'è la storia delle rapine di cui una finita male, e c'è la sua vicenda personale dove mostra il suo lato umano e in cui pasticcia un po'.
La storia delle rapine ammetto che mi è piaciuta un po' meno pur essendo ben costruita e con indizi disseminati qua e là che stuzzicano la voglia del lettore di mettersi alla prova. E' in qualche modo collegata alla sua vicenda personale, anche se in modo blando. Diciamo che alcuni personaggi sono comuni ad entrambi i fili.
Ciò che le lega di più però, è un argomento particolare e sempre valido: l'amore.
Nella vicenda di cui vi ho parlato adesso c'è in maniera più leggera, mentre in quella personale di Harry, l'amante morta, è il motivo trainante.
Quest'ultima mi è piaciuta molto di più, composta da personaggi più belli e con un intreccio particolare, e dalla soluzione macchinosa ma chiara. Nonostante gli indizi, da sola non ci sarei arrivata e ho apprezzato tantissimo il disvelarsi dei fatti.
Da un lato non è male l'effetto sorpresa, dall'altro lasciate che vi avvisi sul tipo di amore: non è qualcosa di bello e romantico, bensì malato, eccessivo, crudele. Un esempio ben riuscito di quanto sia flebile il confine tra l'amore e altre emozioni molto meno nobili. Tenendo presente che si tratta pur sempre di un thriller, che ruota attorno ad un detective in perenne cura da Alcolisti Anonimi.
Scherzo.
Non frequenta gruppi, ma sul fatto che lotti per rimanere sobrio non mento. Harry è sempre se stesso (o almeno, il se stesso de "Il pettirosso"): polemico, scontroso, con i suoi modi di fare, e di agire, un po' fuori dagli schemi, che non lo portano a vincere sempre ma quasi. Del resto se non fosse tremendamente ingenuo in certe cose, sarebbe troppo perfetto. E i personaggi troppo perfetti, in genere, non piacciono.
Avrei preferito, però, che fosse abbastanza bravo da risolvere il caso più lungo, quello iniziato nel libro precedente. Speravo che in questo si chiudesse, invece no e confesso che comincia a stancarmi. Ci sono bricioline qua e là, il lettore vede cosa accade e, cosa peggiore, sa come stanno le cose. Non c'è enfasi, nè mistero. L'autore ha bruciato le tappe troppo in fretta e questo posticipo della soluzione mi ha solo irritata. Se avesse mantenuto un po' più il mistero lo avrei preferito, mi sarebbe rimasta la curiosità di scoprire chi era il colpevole, di vedere una bella sfida tra buono e cattivo. Invece Nesbo ha deciso di giocarla sulle tifoserie, così ha svelato tutto con l'intento di mostrare quanto è buono e bravo Harry e quanto è pessimo l'antagonista. tra l'altro è uno di quei cattivi che non mi piacciono; non sono 'cattivi', sono 'antipatici' e questo fa una bella differenza. Non vi dico chi è, tanto basta leggere i libri.
Altri personaggi?
Mah... Harry un po' è solitario, un po' porta male, quindi non è che abbia tanta gente intorno.
Aune, psicologo, medico e amico scontroso è forse il mio preferito. Non c'è un motivo preciso, al di là di una predilezione personale per i personaggi un po' rospi. Mi piace il suo modo di relazionarsi a Harry e di tenergli testa, mi piacciono la sua cultura e la sua perspicacia. Peccato che compaia poco.
Nonostante il gentil sesso faccia ormai gli scongiuri quando lo vede, il buon Nesbo prova ad affiancargli l'ennesima fanciulla: Beate. Esperta di video, riesce a cogliere particolari insignificanti risolvendo i casi. Passato triste obbligatorio, più che per le sue doti , è proprio la sua storia personale a condurre Harry ad alcune conclusioni e verità. Su di lei come personaggio non ho ancora le idee chiare, ma quelle che ho non sono eccelse: oscillano tra l'indifferenza e l'impazienza (sì, è una di quelle tipe che ogni tanto ti fa pensare: ma è scema?)
Spero comunque che regga il prossimo libro.
Per finire Raskol, lo zingaro. Francamente non so se l'autore si è documentato sugli zingari o se abbia scritto ciò che gli faceva comodo, in ogni caso è un bel personaggio. Controverso e sfaccettato quel tanto che basta a renderlo affascinante e misterioso. Gli vengono dedicate anche alcune pagine personali molto dolci. Mi sono piaciute molto.
Gli altri sono comparse che servono alla storia ma non aggiungono niente.
Veniamo ora alla nota un po' più negativa: il testo.
Per carità, Nesbø con le parole ci sa fare. Belli i momenti riflessivi, le pause descrittive, i dialoghi profondi (anche se non sempre di limpida comprensione). trovo che pasticci un po' con le tempistiche dei tre filoni, soprattutto per i finali, ma niente di imperdonabile.
Il problema qui non è l'autore, ma la traduzione: pessima.
Ho detto che alcuni dialoghi non mi sono sembrati chiari, soprattutto se portavano ad intuizioni del protagonista. Ho pensato fosse dovuto ad una cultura e ad un modo di fare così diverso dal mio che non riuscivo a decodificarli. Quando poi ho trovato frasi degne di Google traduttore, ho iniziato ad avere il dubbio che la cultura non c'entrasse niente. Avete presente quando inserite una frase nel traduttore e lui vi restituisce qualcosa che neanche un crittologo saprebbe decifrare? Ecco, uguale.
Verbi posizionati a caso, virgole inesistenti, gruppi di parole che non stanno l'una con l'altra.
Ho voluto essere umile e ho provato a leggere quelle frasi in tutti i modi possibili immaginabili, ma non c'è stato verso di trovar loro un senso.
Un refuso (uno!), un errore di battitura, ci possono stare, ma così no. Nessun autore merita che i suoi libri vengano trattati così e nessun lettore merita di trovarsi tra le mani un prodotto così scadente.
E sì, faccio la maestrina, perché se vado a comprare un maglione e ci sono i buchi, posso lasciarlo lì e non comprarlo, se vado a comprare le mele e sono avvizzite, non le compro. Siccome di un libro non si può sapere, al momento dell'acquisto, se è 'bucato' o no e non lo posso neanche riportare indietro e farmelo sostituire allora mi lamento. Servirà a qualcosa? Non credo, ma almeno avrò avvertito altri lettori.
Scusate il piccolo sfogo.


venerdì 23 gennaio 2015

Segnalazione: L'eredità di Laura Randazzo


Buongiorno cari lettori!
Eccoci a dedicare il nostro spazio segnalazioni all'autrice Laura Randazzo e al suo nuovo racconto: L'eredità.




Titolo: L'eredità
Autore: Laura Randazzo
Editore: Emma Books
Collana: Shadow
Formato: S
Prezzo: EUR 1,99

Sinossi

L'eredità è un salto nel passato, nella Scozia dei primi del '700, dove tutto ebbe inizio. Quando clan e branco erano ancora legati dal destino di due fratelli, William e Duncan, rispettivamente laird e capobranco. Fra lotte di uomini e lupi, unioni e amori cambieranno il destino di tutti.

L'autrice


Laura Randazzo nasce a Palermo il 17 giugno 1976. Da sempre legge e scrive. Ama fare trekking in montagna e immersioni subacquee, viaggiare e suonare la batteria. Lavora a Palermo come architetto e designer. Per Emma ha pubblicato L’ombra della luna e La luce della luna – primo e secondo libro della saga La Stirpe delle Lowlands; Per orgoglio e per amore, racconto per l’antologia Amore, orgoglio e pregiudizio; Aileen, racconto per l’antologia Gli uomini preferiscono le befane; Un giorno qualunque, per l’antologia Buon lavoro!; Nan, racconto per l’antologia Voci a Matera.




L'eredità lo trovate su Amazon, Bookrepublic e tutti gli store online.

Vi auguriamo buon weekend e ... BUONA LETTURA! ^_^



mercoledì 21 gennaio 2015

W. W. W. Wednesday #51

In barba ai miei buoni propositi, la scorsa settimana ho saltato il W.W.W.
Sono un caso disperato U_U
Vabbè, ignoriamo e andiamo avanti.
Con la ripresa del lavoro, per fortuna anche le mie letture tornano ad essere un po' più abbondanti e questa settimana lo sono particolarmente.
Il WWW ormai lo saprete, sta per tre semplici domande:


What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Vediamo le mie risposte (se esiste, il titolo vi porta alla scheda di goodreads).

What are you currently reading?
Cosa stai leggendo?


Calliphora di Partricia Cornwell
Iniziato a casa dei suoceri durante le vacanze è rimasto poi un po' lì. Ho momenti alterni con quest'autrice e il suo personaggio. In genere i libri più datati mi piacciono di più e questo lo è, però ogni tanto ha dei punti comunque irritanti e preferisco un po' di distacco.


La collina dei conigli di Richard Adams
Iniziato perché lo sentivo citare spesso in relazione anche a La fattoria degli animali di Orwell, devo ammettere che mi ha preso abbastanza. Il gruppo di conigli somiglia davvero molto ad un ipotetico gruppo di esseri umani e anche le società in cui si introducono o creano sono abbastanza fedeli alle nostre. Sono circa a metà e spero che non mi deluda nel finale.


Finalmente un malloppo medievale che non mi annoia e non mi sembra uguale agli altri. Mi sono ostinata a leggerli nella speranza prima o poi, di trovarne uno che non mi sembrasse uguale a tutti gli altri e ammetto che questo si distingue abbastanza per me. Ci sono sempre alcuni cliché tipici di questo genere, ma la storia è particolare e riguarda una cosa che a noi lettori interessa moltissimo: l'invenzione della scrittura a stampa, senza la quale non avremmo così tanti libri oggi. Forse sarebbe stata comunque inventata, prima o poi, ma prima è stato meglio. Anche i personaggi sono affascinanti. Più simpatici e profondi di quelli che trovo di solito.


All'ombra della cattedrale di Nerea Riesco.
Iniziato per lo stesso motivo di quello sopra, l'ho trovato tremendamente banale e spiatto. Con alcuni passaggi un po' troppo facili. Per ora non ho intenzione di abbandonarlo, ma procedo davvero lentamente.

What did you recently finish reading? 
Cosa hai terminato?

Mysterium 01 di Laura Cherri
6/10
E' un free ebook che si torvava in libera distribuzione anni fa su www.latelanera.com, non so se ci sia sempre. L'ho torvato molto carino e curato, pur nella sua brevità. conoscevo le storie di alcuni personaggi proposti, ma ho apprezzato lo stesso le ricorstruzioni e le varie ipotesi. Se vi piace l'horror e riuscite a trovarlo dategli una letturina, secondo me la merita.


E' inutile che alzi la voce di Massimo Picozzi e Catherine Vitinger     
5/10 
E io ho trovato un filo inutile questo manuale/trattato sull'ira e come affrontare una persona veramente arrabbiata. L'ho trovato troppo poco approfondito e con soluzioni da manuale, pur se con una casistica piuttosto vasta.


7/10
Sono di parte perché adoro Agatha, anche se in questo quarto episodio è comparsa un po' meno ed è stato lasciato più spazio a tutti gli altri personaggi della storia. Quando compare però, è sempre lei, irriverente, scontrosa, scorretta, bisbetica e quanto altro. In una parola: adorabile. Almeno per me. un po' meno per il povero James e le persone che hanno a che fare con lei. Anche stavolta non sono riuscita a capire chi era l'assassino fino alla fine e la cosa mi ha divertita molto.


Cacciatori di stelle cadenti di Gin Phillips. 
6/10
Ho oscillato tra il 5 e il 6 perchè il romanzo non è brutto ma neanche un granchè. La storia rimbalza un po' in qua e là senza che prenda una direzione precisa. Non prevale la storia d'amore, non prevale il lato paranormale, non prevale il lato psicologico, ma, nonostante questa non prevalenza di niente, non è un romanzo equilibrato e armonico. Non mi ha deluso perchè non avevo aspettative, ma non mi è piaciuto.


Will ti presento Will di David Levithan e John Green. 
7/10
Romanzo carino terminato proprio questa mattina dove si incontrano due autori che non disdegno. I personaggi sono carini e più che una storia è una fotografia in un momento di vita dei protagonisti. Il lavoro non è male, lo scanzonato Levithan smussa parecchio il pessimismo cosmico di Green e il lavoro che ne risulta è leggero e piacevole, ma con i suoi momenti profondi. Ho limitato un po' il voto perché conoscendoli entrambi non ho potuto fare a meno di sentire in ogni paragrafo, la mano dell'uno e dell'altro. Avrei voluto vedere un libro più organico.


Nemesi di Jo Nesbø
7/10
Bè, Harry è sempre Harry, anche se stavolta, pur adorandolo come sempre, il libro mi è piaciuto leggermente meno. Più che altro avrei preferito vedere la conclusione del filone più lungo, quello iniziato ne 'Il pettirosso', ma così non è stato. Però, l'ho divorato come sempre. Peccato per la pessima traduzione.

What do you think you'll read next?
Cosa pensi di leggere?
Uhm, a questa ci devo pensare, anche perché ho un bel po' di cose in attivo no? Meglio che ne concluda qualcuna prima ^_^ Però pensavo al nuovo Nesbø, gentile regalo della mia consocia grafica per Natale. Ma è vago per ora.
E voi? Avete letto qualcuno di questi titoli? Cosa state leggendo adesso?

martedì 20 gennaio 2015

Teaser Tuesdays #71


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^

<< C'è solo un piccolo inconveniente: liberare idrogeno dall'idrazina è... be', è il modo in cui funzionano i razzi. E' una faccenda molto, molto calda. E pericolosa. Se lo facessi in un'atmosfera di ossigeno, l'idrogeno rovente appena liberato esploderebbe. Alla fine ci sarebbe un grosso quantitativo di H2O, ma io sarei troppo morto per rallegrarmene.
Fondamentalmente l'idrazina è molto semplice. I tedeschi l'hanno usata già nella seconda guerra mondiale come carburante per i razzi di spinta ausiliaria per certi aerei da combattimento (e ogni tanto saltavano in aria insieme ad essi).
Basta versarla su un catalizzatore (che posso estrarre dal motore dell'MDV ) e si scinderà in azoto e idrogeno. Vi risparmio la chimica, ma il risultato finale è che cinque molecole di idrazina diventano cinque molecole di innocuo N2 e dieci molecole di delizioso H2. Durante questo processo passa  per una fase intermedia in cui diventa ammoniaca. La chimica, da quella stronza inetta che è, fa sì che parte dell'ammoniaca non reagisca con l'idrazina e rimanga quindi ammoniaca. Vi piace l'odore dell'ammoniaca? Be', nella mia esistenza progressivamente sempre più infernale diventerà un elemento costante.
La chimica è dalla mia. La domanda ora è: come faccio a ottenere che questa reazione avvenga lentamente e come faccio a raccogliere l'idrogeno? La risposta è: non lo so.
Immagino che qualcosa mi verrà in mente. O morirò.
C'è comunque una questione molto più critica: non riesco a digerire che Cindy abbia sostituito Chrissy. Tre cuori in affitto potrebbe non essere mai più lo stesso dopo questa disgrazia. Chi vivrà vedrà. >>


Andy Weir

Qual è il vostro teaser? ^__^


lunedì 19 gennaio 2015

Recensione: Chiamate Frederick 7-8024 di Ed McBain

La prima delusione dell'anno

Titolo: ChiamateFrederick 7-8024
Titolo originale: The HecklerAutore: Ed McBain
Edizione: Giallo Mondadori
Prezzo: Fuori catalogo
Trama: Il poeta che scrisse sulla crudeltà dell'aprile forse aveva ragione, ma sta di fatto che quell'anno non c'era nessuna crudeltà in esso. Si annunciò con delicatezza, percor-rendo le strade della città a occhi spalancati, con l'espressione ingenua di una fanciulla. E veniva voglia di prenderla fra le braccia, quell'adolescente che sem­brava tanto sola e spaurita nel geome-trico miscuglio di estranei, intimidita dalle strade e dai palazzi, commo­vente con quella sua aria da signora materializzatasi dalla fredda pazzia di marzo...




Voto: 5/10

Credo che il problema di questo libro sia che è vecchio. Se non ricordo male (l'ho già restituito al proprietario) faceva parte di una qualche collana dove, onestamente, non sempre venivano pubblicate grandi cose.
Sarà una recensione breve, perchè l'ho letto da poco, ma da quanto non mi ha lasciato niente, mi stavo perfino dimenticando di averlo letto. Per cui mi affretto scrivere quelle poche impressioni che ho avuto e passo oltre.
La trama non è stata niente di particolare, anzi, anche un po' banale, il non detto più che mistero crea confusione e il lettore si ritrova ad andare avanti senza il minimo interesse per gli indizi e le soluzioni.
I personaggi sono piatti e non suscitano nessuna empatia. Li ho trovati così noiosi che mi sono dimenticata chi erano perfino mentre li leggevo.
Lo stile è tipico di quegli anni ('70 circa) e fa pensare ai film di serie B. Non c'è effetto sorpresa (Anche se le sorprese, forse, ci sarebbero), non c'è approfondimento psicologico, nè cura nella descrizione delle situazioni.
Scorre piatto e noioso e non lascia niente. Per fortuna era breve.


venerdì 16 gennaio 2015

Segnalazione: Il torneo dei rock guerrieri o il ritrovamento del drago di Marco Guadalupi

Buonasera!
Dedichiamo questo spazio segnalazioni a Marco Guadalupi e il suo Il torneo dei rock guerrieri o il ritrovamento del drago, una short story disponibile dal 12 gennaio e che potete scaricare gratuitamente su Issuu e sulla pagina ufficiale dell'autore.


Titolo: Il torneo dei rock guerrieri o il ritrovamento del drago.
Autore: Marco Guadalupi
Pagine: 40 (circa)
Prezzo: Gratis
Formato: ePub, PDF

Trama:  Il drago era scomparso. Al pub non si parlava d’altro.

Così inizia l’avventura di Ben Diesis, giornalista musicale sulle tracce del drago la cui scomparsa rischia di minacciare lo svolgimento del Torneo dei Rock Guerrieri, la leggendaria competizione di battle rock dove tutto è consentito. Aiutato dal vecchio rocker Liam Igghy e dall’ambigua Guardiana delle Foglie Verdi, Ben riuscirà a dipanare il mistero della scomparsa del drago, ma non senza correre rischi e pericoli. Ambientato nello stesso universo narrativo del romanzoDark Rock Chronicles, Il torneo dei rock guerrieri o il ritrovamento del drago esplora gli albori del mitico Torneo combattuto a colpi di strumenti musicali modificati.


L'autore


Appassionato del fantastico in tutte le sue forme, Marco Guadalupi collabora dal 2006 con la testata Fantasy Magazine, di cui è attivo redattore. Ha diretto il reparto Scrittura e Comunicazione per Lunatica, fiera del fantasy brindisina, e collaborato come blogger e social media manager con Fanucci Editore. Diplomatosi presso la scuola del fumetto Lupiae Comix di Lecce, lavora attualmente come artista e designer freelance. Ha pubblicato numerosi articoli e recensioni, interviste e approfondimenti su riviste online e cartacee e sul suo blog, The Wall.

A giugno 2012 ha esordito con il racconto Demon’s Rock nell’antologia Stirpe Infernale (GDS Edizioni), ambientato nell'universo narrativo di Dark Rock Chronicles, uscito nello stesso anno con Plesio Editore. Il romanzo è stato tradotto per il mercato anglofono nel 2013 dall’editore indipendente inglese DieGo Publishing. Attualmente lavora alla revisione del secondo volume di Dark Rock Chronicles, in uscita nel 2015 con Plesio Editore e al progetto Superpower.com che lo vede impegnato come autore self. Potete contattarlo via mail.

Link utili:



giovedì 15 gennaio 2015

Spacci e Dispacci #08

Salve a tutti!
Eccomi qui per il mio appuntamento post natalizio con la nostra rubrichetta Spacci e Dispacci.
Devo dire che quest'anno sono stata particolarmente contenta per il fatto che si sia realizzato che a regalare librini alla Dil, non si sbaglia mai ^_^
Così, una parte del mio prezioso bottino è frutto di una soddisfacente visitina da Giunti, l'altra è caduta dritta dritta tra le mie manine dal sacco di Babbo Natale.




Ma partiamo dai regalini ^_^




Shiver - The wolves of Mercy Falls #1 di Maggie Stiefvater. Già letto e di cui potete gustare il teaser QUI. Ho conosciuto questa autrice leggendo il primo volume della trilogia di Raven Boys (di cui acquisterò il secondo a breve! Ma sto divagando ^_^''), e quel librino lì non mi ha colpita particolarmente. Shiver, invece, l'ho adorato. Sarà che il protagonista maschile è un dolcissimo lupacchiotto ed io adoro i lupacchiotti!, mi è piaciuto tanto.

La biblioteca dei libri proibiti di John Harding. Mi è capitato spesso tra le mani senza che mi decidessi a comprarlo anche se mi ispirava. A quanto pare, il librino ha trovato il modo di arrivare comunque tra le mie mani. Vedremo. ^_^

L'amore bugiardo di Gillian Flynn. Questo è stato un regalo un po', diciamo così, pilotato. Per evitare che mio marito rimanesse a fissare centinai di titoli per giungere a conclusione che uno valeva l'altro e mi si presentasse con un, e qui cito Giovanni in "Tre uomini e una gamba", mattone polacco minimalista di scrittore morto suicida giovanissimo! Copie vendute: 2, ho suggerito un pochino. ^_^



E passiamo agli acquisti!




Mr Mercedes di Stephen King. Questo librino è un must. La mia passione incrollabile per il Re non mi permette assolutamente di passare accanto ad uno dei suoi romanzi e non desiderare ardentemente di inserirlo nella mia collezione. Lui difficilmente mi delude. Tra tutti i suoi romanzi, pochi sono stati quelli che mi hanno lasciata appena un po' incerta, seppur io non possa proprio citarne uno che non mi sia piaciuto per niente.

La stella del diavolo di Jo Nesbø. Altro romanzo fortemente voluto. Harry Hole è diventato il mio secondo detective del cuore. ^_^

L'uomo di Marte di Andy Wier. Mi ha attirato la copertina. Mi ha intrigato la trama. Speriamo che le mie aspettative non siano troppo elevate! Comunque sento che vale la pena rischiare ^_^

Bene, direi che è tutto per il momento.
Baciotti e al prossimo appuntamento!





martedì 13 gennaio 2015

Teaser Tuesdays #70



Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^

<< Sentivo ancora il suo odore sulla mia pelliccia. Mi era rimasto addosso come il ricordo di un altro mondo.
Ero ubriaco, ubriaco del suo odore. Mi ero avvicinato troppo. Il mio istinto mi diceva di non farlo. Soprattutto ricordando quello che era appena successo al ragazzo.
L'odore dell'estate sulla sua pelle, la cadenza della sua voce come una memoria imprecisa, la sensazione delle sue dita sulla mia pelliccia. Ogni parte di me gioiva al ricordo dei momenti in cui l'avevo così vicina.
Troppo vicina.
Non potevo starle lontano. >>

Maggie Stiefvater

Qual è il vostro teaser? ^_^

lunedì 12 gennaio 2015

Recensione: Parla con i morti di Harry Bingham

Prima recensione dell'anno!!! Considerando quanto poco sono riuscita a leggere in vacanza è già un mezzo miracolo.

Titolo: Parla con i morti
Titolo originale: Talking to the dead
Autore: Harry Bingham
Edizione: Giunti
Prezzo: 6,90€
Trama: Duplice omicidio: una giovane donna e la figlia di sei anni vengono trovate uccise in un appartamento dei quartieri malfamati di Cardiff, Galles. La casa è in condizioni terribili, eppure in un angolo viene trovata la carta di credito di un miliardario scomparso sei mesi prima in un misterioso incidente aereo. Del caso si occupa anche l’agente investigativo Fiona Griffiths, coraggiosa, intuitiva e con una laurea in filosofia, che è stata assunta in polizia da pochissimo tempo. Fiona è sicura che la morte di madre e figlia sia solo parte di una vicenda ben più complessa e si getta a capofitto nelle indagini: quella che scopre è una realtà terrificante; troppo, per non lasciarsi coinvolgere. Perché Fiona non è un’agente comune. C’è un buco nero nel suo passato, due anni di cui nessuno sa nulla, forse nemmeno lei. Due anni che però hanno qualcosa a che vedere con ciò che le sta accadendo ora e che non può confidare a nessuno.
Perché è così a suo agio in presenza di un cadavere? Perché il contatto con i morti le infonde tanta quiete?
Con una delle protagoniste più affascinanti nel panorama del thriller internazionale, Parla con i morti è il primo capitolo di una trilogia che vi farà perdere il sonno.

Voto: 6/10
Sono incappata in una trilogia thriller anziché i classici fantasy, distopici e simili. Non è la prima ma non sono neanche così comuni.
Inoltre, almeno questa, ha una bellissima, profonda, differenza, rispetto a tante altre: si può leggere benissimo da sola.
Ha una trama completa, finita e risolutiva che non lascia molti dubbi e fili in sospeso.
Certo qualcuno c'è, ma forse li ho notati perché sapevo che era una trilogia.
Al di là di questo piacevole particolare, il libro non mi ha colpito.
La trama è carina, niente di eclatante, un po' intuibile, ma piacevole per gli appassionati del genere.
Mi ha coinvolta abbastanza da farmi arrivare in fondo al libro facilmente , ma non così tanto da non riuscire a staccarmi.
Ho colto i momenti di enfasi senza riuscire, tuttavia, a sentirli e questo mi è spiaciuto. Non solo, forse nel tentativo di colpire il lettore, l'autore aggiunge particolari macabri e d'effetto, di cui avrei fatto volentieri a meno. E secondo me ha anche esagerato con la testa della bambina fracassata da un lavello. Ora, viene uccisa in un salotto in preda alla follia, e in quei casi quel che c'è, c'è, ma, prima di tutto, una bimba di sei anni la si uccide quasi con un manrovescio, poi, anche se in preda alla follia, chi la fa la fatica di tirar su un lavello? Per finire, capisco sia una casa disastrata piena di sporcizia, ma in salotto proprio un lavello? Sa tanto di scelta studiata.
Anche il finale non mi ha esaltata, un po' troppo 'faccio tutto io, sono brava solo io' con punte poco credibili.
L'argomento, invece, non mi è spiaciuto: traffiking e uomini che picchiano le prostitute. Non è bello, non è divertente, ma ho apprezzato che qualcuno ne parlasse, pur se in un romanzo di finzione.
Anche l'ambientazione non è stata male: Cardiff. Un po' diverse dalla solita Londra o altre città del crimine più gettonate. Certo non ci sono mai stata e non ho idea dell'accuratezza delle descrizioni, ma trovo con poco senso inventarsi vie e quartieri. Penso sia più comodo e realistico descrivere ciò che esiste.
Anche la scelta dei personaggi è un po' diversa, in quanto abbiamo una protagonista femminile, non è unica, ma neanche in buona compagnia come i colleghi maschietti. Purtroppo non si salva dall'essere una psicotica asociale (è il male della professione investigativa letteraria: se non sei un pazzo sclerotico, non sei un buon detective), anche se l'autore le ha 'generosamente' dato una valida ragione per esserlo: è malata. Ha una vera e propria sindrome che la fa essere così. Bingham stesso, a fine libro, dice che era proprio il suo intento avere una protagonista 'malata' per poter descrivere come si sente una persona affetta da questa sindrome e per essere vicino a chi ne soffre e ai loro familiari. Non ho idea di quanto sia riuscito nell'intento, perché io non la conoscevo, ma Fiona strana lo è tanto.
Un po' banale l'aspetto fisico: piccola, esile, fragile. Un cliché che inizia ad essere un po' abusato considerando l'esiguità delle signore in questi romanzi.
Per finire mi sono sembrati un po' fuori luogo alcuni atteggiamenti.
E' come se l'autore avesse voluto creare una donna che si mostra forte, ma è dolce e fragile, e poi si scopre essere davvero forte.
Gli è venuto un po' un pasticcio.
Altri personaggi degni di nota non ne ho trovati. Sono un po' tutti troppo costruiti per esaltare la bravura della protagonista.
Lavora per un po' con la detective esperta Jane, ma lei sembra l'unica ad avere le idee buone per fare gli interrogatori. Penry il sospettato finisce per darle una mano. Il suo istruttore di Krav maga (disciplina che ho trovato molto interessante) che trova subito come aiutarla. Impara a sparare in una notte, grazie a indizi strani e poche direttive, per merito del padre gestore di night club...
Brydon almeno avrebbe meritato un po' più di spessore, invece rimane sempre sullo sfondo, anonimo (ogni tanto dimenticavo chi era), quando non serve, o c'è il rischio che intervenga per aiutare la protagonista, viene spedito a Londra in modo che lei possa fare l'eroina solitaria.
Un po' troppo spinta come protagonista, tanto da lasciare tutti gli altri troppo in ombra, mere comparse che hanno a stento un nome e si distinguono appena.
Lo stile dell'autore non sarebbe stato male, ma usa il tempo presente che francamente detesto e che mi da tanto sensazione di linguaggio povero, un'incapacità di gestire i tempi verbali passati.
Tolto questo il testo è scorrevole, il libro si fa leggere e non ci sono descrizioni troppo ampollose.
Il punto di vista soggettivo lascia ampio spazio alle emozioni e alle sensazioni della protagonista, ma taglia fuori tutti gli altri (come se già non ci avesse pensato l'autore da solo).
Il tentativo di fare un personaggio affetto da sindrome forse non è riuscito del tutto a causa di certe tempistiche, ma non entro nel merito della sindrome stessa. Se posso dare un consiglio, indagherei un pochino di più l'animo femminile.