mercoledì 30 marzo 2016

W. W. W. Wednesdays #93



Buonasera e ben ritrovati ^_^
Non so voi ma io sono ancora in fase digestiva dopo due giorni di eccessi alimentari. Che poi 'eccessi' ... sarà che sono io quella che mangia decisamente poco, in genere. E in più ho lo stomaco delicato ^^'
Comunque se potessi saltare sette o otto pasti, non mi dispiacerebbe! XD
Ma veniamo alle mie letture.


A beneficio di chi passa di qui la prima volta W.W.W. sta per tre semplici domande:


What are you currently reading?
What are you recently finish reading?
What do you read next?

La mia versione è leggermente ampliata perché oltre a rispondere cerco di dare, in breve, le mie impressioni sul libro.
Cominciamo. (Ricordate che, se esiste, il titolo del libro rimanda alla scheda di Goodreads)

What are you currently reading?

Rachel Wells


Librino del GDL con la mia consocia. E la prima volta che leggo di un romanzo narrato dal punto di vista di un gatto. Ma io e la Dru adoriamo i micini e Alfie è davvero un micino stupendo <3 Siamo più o meno a metà del libro. Personalmente lo sto apprezzando, anche se non è una lettura priva di qualche difettuccio. Ma li ritengo trascurabili. Il coraggio, la dolcezza e il musino di Alfie prevaricano anche i difettucci. Gli altri personaggi, gli umani, sono per lo più sofferenti. Non a caso "il gatto che aggiustava i cuori".


L'ombra del vento
Carlos Ruiz Zafòn


Un prestito della mia adorata consocia <3 non vedevo l'ora di leggerlo, in parte perché amo questo autore, ma soprattutto perché lei me ne ha parlato tanto bene. L'ho appena cominciato quindi non posso ancora sbilanciarmi.


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Anna Premoli


7/10

Ho già letto di questa autrice italiana e "Ti prego lasciati odiare" non mi è dispiaciuto, considerando che il genere non è il mio preferito. Questo secondo approccio con la Premoli è stata una sorta di conferma. "Tutti i difetti che amo di te" è una lettura leggera ma non di quelle che fanno scappare la pazienza, cioè con situazioni incoerenti, personaggi incoerenti, il tripudio dell'incoerenza.
Mi ha strappata diverse risate, soprattutto Ethan, il lui della storia. E' uno scavezzacollo con problemi di alcol, problemi con la sua famiglia e problemi, grossi, con la gestione del 15% di quota della multinazionale che ha ereditato alla morte del padre. In pratica sperpera così tanti soldi, in maniera tanto irresponsabile, che la famiglia decide di appioppargli un amministratore che tuteli il suo patrimonio. Beh.. gliene appioppano più di uno perché Ethan sarà anche un alcolizzato scapestrato ma non è per niente stupido, dunque trova il modo di disfarsene. Fino a quando incappa nell'avvocato Sara Di Giovanni. Lei è tosta e gli tiene perfettamente testa. Diciamo che è un divertente gioco al massacro, ricco di dispettucci e di piccole guerriglie. Mi piace che avvenga tutto gradualmente. E' una commedia romantica quindi il destino dei due protagonisti è segnato dal principio ma l'iniziale antipatia reciproca non svanisce dopo il secondo sguardo. E questo l'ho apprezzato. La Premoli scrive bene e il suo stile mi piace. Carina anche la zia Lidia, ottantenne vispissima. E Chris, il tuttofare di Ethan, che gli vuole palesemente bene e che, in qualche modo, lo protegge.


What do you read next?

Uhmm.. non saprei. O meglio, ne voglio leggere così tanti che nessuno prevarica. Mi lascerò ispirare dal momento. ^_^


E voi, invece.. cosa state leggendo, avete letto e leggerete? Segnalate e sarò lietissima di passare a curiosare.


Alla prossima e buona serata!



mercoledì 23 marzo 2016

W. W. W. Wednesdays #92

Rieccomi! Con le letture di due settimane, che sono state pochissime quindi alla fine conta quasi come fosse una sola. Settimana prossima probabilmente lascio spazio alla mia consocia che tanto ci sono le vacanze e io, durante le feste, i libri non riesco a vederli manco in cartolina.

A beneficio di chi passa di qui la prima volta W.W.W. sta per tre semplici domande:


What are you currently reading?
What are you recently finish reading?
What do you read next?

La mia versione è leggermente ampliata perché oltre a rispondere cerco di dare, in breve, le mie impressioni sul libro.
Cominciamo. (Ricordate che, se esiste, il titolo del libro rimanda alla scheda di Goodreads)

What are you currently reading?

Hans Koppel
Particolare e intrigante. ci sono un po' di personaggi, ma per ora riesco a distinguerli. Ho l'impressione che sia uno di quei libri carini, ma che si dimenticano subito, ma mi sta piacendo e sono curiosa di vedere come si sviluppa. E cosa ha fatto Ylva nel suo passato per meritarsi questo.

Rachel Wells

Nuovo librino GDL ^^ Iniziato da pochissimo per cui per ora non mi esprimo.

What are you recently finish reading?

Carlos Ruiz Zafòn
Voto 8/10
Ve ne ho parlato qui.

Terapia di coppia per amanti
Diego De Silva
Voto 7/10
Ve ne ho parlato qui.

What do you read next?

E' inutile. Amo il freddo e le ambientazioni nordiche:
Ho lasciato entrare la tempesta
Hannah Kent


E voi? Quali sono le vostre risposte? Avete letto qualcuno di questi libri? Che ne pensate?

martedì 22 marzo 2016

Teaser Tuesdays #111



Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!

Eccole:
  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare); Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 
Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^



<< Alzò il ricevitore e compose un numero. Qualcuno rispose dopo il secondo segnale.
«Come va lì da voi, Halvorsen?»
«Freddo. Jon e Thea dormono. Io sono in salotto e tengo d’occhio la strada. Farò un sonnellino domani.»
«Mm.»
«Domani dobbiamo fare un salto all’appartamento di Thea, per prendere dell’altra insulina. E’ diabetica.»
«D’accordo, ma portati dietro Jon, non voglio che rimanga lì da solo.»
«Posso far venire qualcuno.»
«No!» disse Harry secco. «Non voglio immischiare altre persone. Almeno per il momento.»
«Va bene.»
Harry sospirò. «Senti, lo so che fare il baby sitter non c’entra con il tuo lavoro. Se c’è qualcosa che posso fare in cambio…»
«Be’, visto che me lo chiedi..»
«Dai, dimmi.»
«Ho promesso di portare fuori Beate una sera prima di Natale e di farle provare il baccalà. Non lo ha mai mangiato, poverina.»
«Va bene, promesso.»
«Grazie.»
«E… Halvorsen?»
«Sì?»
«Sei..» Harry respirò profondamente. « ... in gamba.»
«Grazie, capo.»
Harry riattaccò. Waits stava cantando che i pattini scrivevano “Alice” sul laghetto gelato. >>


Jo Nesbø



Qual è il vostro teaser?






lunedì 21 marzo 2016

Recensione: Terapia di coppia per amanti di Diego De Silva

Buon giorno, settimana scorsa vi abbiamo un pelo abbandonato. Settimanaccia. Per quanto mi riguarda fino a mercoledì stavolta ci sono, poi la Pasqua incombe e io sarò intenta a studiare come mangiare più cioccolata possibile ^^
Recensioncina piccina oggi. Purtroppo questo libro per me è uno di quelli a metà. Non mi esaltano, non mi annoiano, li trovo carini ma neanche più di tanto e alla fine non so cosa dire. Ci ho provato.

Titolo: Terapia di coppia per amanti
Autore: Diego De Silva
Edizione: Einaudi
Prezzo: 18,00 €
Trama: Terapia di coppia per amanti è un romanzo a due voci, maschile e femminile, che si alternano a raccontare la loro storia mentre la vivono, perché «ci sono fasi dell'amore in cui la realtà diventa un punto di vista, generalmente quello di chi lo impone». Due adulti sposati (non tra loro) che si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un amore coriaceo, particolarmente resistente alle intemperie. Viviana è sexy, vitale e intrigante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta fra restare amante e alleviare così le infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un'altra. Modesto è meno chic, decisamente più sboccato e sbrigativo nella formulazione dei concetti, ma abilissimo nell'autoassoluzione. Spara battute a sproposito per svicolare, e fa pure ridere. Moderatamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché. È nella crucialità del dilemma che Viviana trascina Modesto dall'analista, cercando una possibilità di salvezza per il loro rapporto ormai esasperato da conflitti e lacerazioni continue. Il dottore è spiazzato nel trovarsi di fronte una coppia non ufficiale, libera da vincoli matrimoniali e familiari, che non ha nulla da perdere al di là del proprio amore. Accetterà l'incarico per questa ragione, trovandosi nel mezzo di una schermaglia drammatica e ridicola insieme, e rischiando di perdere la lucidità professionale. Tenero e cinico, divagante, vero, capace di usare la leggerezza come arma contundente, Terapia di coppia per amanti è un'immersione nelle complicazioni dei sentimenti, nei conflitti che apriamo continuamente per la paura (che tutti conosciamo per averla provata almeno una volta) di affidarci all'amore e dargli mandato a cambiarci la vita.

Voto: 7/10
L'ho letto per una challenge e, ad essere onesti, non è che mi sia piaciuto tantissimo. Più che altro è stato la parte 'Viviana' a non avermi esaltata.
Modesto e Viviana sono amanti. Sì, quelli classici sposati che s'incontrano di nascosto e fanno i salti mortali per stare qualche ora tra le lenzuola. Peccato che poi si mettano di mezzo i sentimenti. La storia, abbastanza semplice per la verità, è lo spunto da cui l'autore parte per tante piccole riflessioni sull'amore, sulla vita di coppia, sulle relazioni, ma anche su tante altre piccole cose del quotidiano a cui spesso non prestiamo attenzione. Ammetto che queste mi siano piaciute e, nel caso di Modesto, pungente e ironico, mi hanno divertita (bellissima quella che lo porta a concludere che il brano 'Every breath you take' dei Police sia un inno allo stalking. E non ha tutti i torti).
I due protagonisti, che si alternano nel racconto, sono un concentrato di un po' tutti i difetti degli amanti, uomini e donne, e per questo possono risultare un po' eccessivi. Viviana soprattutto, come dicevo prima, non mi è piaciuta. Mi sono chiesta per tutto il libro come facesse Modesto a sopportarla. Ammetto di aver dato ragione al padre di lui che sfotte il figlio in tutti i modi. Ok, è antipatico, impiccione e tratta le donne come oggetti, ma Vivi è così antipatica e che si finisce per dar ragione al genitore.
Da appassionata di musica ho apprezzato che il protagonista suonasse la chitarra e che ci fossero un sacco di citazioni musicali (anche se non sono andata ad ascoltarle tutte).
E' la prima volta che leggo De Silva, ma il suo stile mi è piaciuto. Non sono una fan delle parolacce, ma in questo caso mi sono ritrovata ad ammirare la coerenza del personaggio che le usa, anche e soprattutto, nei suoi pensieri. Anche se non le apprezzo non le ho trovate fuori luogo come mi capita spesso. Ho trovato buona la parte delle digressioni. Spezzano molto il racconto, ma onestamente non è una trama così fantastica da dire che l'azione viene spezzata. Le vere protagoniste sono proprio le riflessioni, mentre la storia sembra principalmente una scusa.
Un libro un po' a metà, carino per certi versi e noioso per altri. Strappa qualche sorriso, invita alla riflessione, ma il lettore può anche ritrovarsi arenato. A me è capitato onestamente.


martedì 15 marzo 2016

Recensione: L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón

Avevo questo libro in libreria da... 10 anni forse, così come i suoi due seguiti. Per quanto l'autore mi piaccia, incredibilmente non lo avevo ancora letto. Era giunto il momento. Forse perché quando leggo Zafón mi capitano sempre cose inquietanti. Tipo che ho sull'ipod tutto il 4 CD dei Linkin Park. Per qualche motivo non riconosceva Blackbird come canzone di quell'album e ho passato settimane ad ascoltarlo senza quella. Finito il libro, primo viaggio in macchina, la canzone compare.
Dieci anni che abito nella stessa casa, mai andata via la luce. Mentre scrivevo la recensione, manca la luce a tutto il quartiere...

Titolo: L'ombra del vento
Titolo originale: La sombra del viento
Autore: Carlos Ruiz Zafón
Edizione: Mondadori
Prezzo: 10,00 €
Trama: Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.

Voto: 8/10
Nonostante il libro mi sia piaciuto tantissimo, sol voto finale sono stata un po' incerta tra 7 e 8. Ho optato poi per l'8 perché il finale mi è piaciuto e perché ho cercato di essere un po' più oggettiva.
L'ombra del vento è un bel libro, scritto benissimo. Mentre lo leggevo avevo l'impressione di avere davanti uno di quei vecchi cantastorie delle fiabe da bambini.
Inizia in un luogo che ogni vero lettore vorrebbe poter visitare: un enorme Cimitero dei libri dimenticati, un'immensa biblioteca dove vengono custoditi libri che nessuno ricorda più.
Libri anche bellissimi, come quello di Julian Carax, scrittore sconosciuto di origine barcellonesi.
E' cercando notizie sull'autore che il piccolo Daniel e il lettore, si ritrovano immersi in una fiaba a metà tra il gotico e lo storico. Come già mi è capitato nei libri di quest'autore, ad una storia quotidiana, comune, talvolta un po' mistery, ma molto reale, si mescolano elementi magici e sovrannaturali. Non sono forti o preponderanti, ma aggiungono quel pizzico in più che rendono la storia avvincente. In questo caso uno scrittore maledetto, un libro maledetto, un amore impossibile e così via.
Come la leggenda della casa degli Aldaya che si dice sia stregata. Nel libro questa cosa non è mai confermata, eppure le scene in quella casa sono sempre inquietanti. O la figura sinistra e terrificante di Lain Coubert, che nel romanzo di Carax, è il diavolo. Nella storia di Daniel invece è una persona reale ma che sfrutta molto bene le ombre. Un po' mi ha fatto paura anche se non capivo perché comparisse così di rado.
La storia è ricchissima di sotto trame e di corsi e ricorsi. Alla fin fine, anche la storia di Daniel è un ricorso di quella di Julian. Ampio spazio ai sentimenti, soprattutto l'amore, quello maledetto e impossibile (un po' Romei e Giuliette tutti), all'amicizia (bellissima quella eterna e disinteressata di Miquel, forse uno dei personaggi più belli), ma anche all'amore dei genitori, alle incomprensioni, alle vendette e alle passioni più basse.
Finale splendido (perché speravo che fosse in quel modo), ma qualcosa, nel libro, mi ha lasciata perplessa. Prima di tutto, la spiegazione che arriva con 20 pagine di lettera. Avrei preferito una scoperta più dosata nel corso della storia. Gusto personale, ma non amo le cose confuse fino a due terzi del libro e poi arriva il personaggio che blatera per ore e racconta tutto.
Poi... perché nessuno fa fuori il cattivo prima? Come fa Bea a uscire comunque anche se è in punizione? Che senso ha, alla fin fine, il Cimitero dei Libri Soprattutto, se i libri di Carax sono fantastici per chiunque li legga, perché non vendono? Tante piccole cose che mi hanno un po' fatto storcere il naso.
Credo di aver amato quasi tutti i personaggi, tranne forse, Clara Barcelò, che ho trovato altezzosa e antipatica, e Fumero, ma lui è scontato. E' il cattivo della storia, ma è veramente ... basso. Non è uno di quei cattivi che si possono amare. Anzi, come dicevo, mi chiedo perchè nessuno lo fa fuori prima.
Daniel è molto dolce ed imperfetto. Niente super eroe; è codardo, un po' ottuso, ma molto ostinato.
Mi sono ricreduta su Bea, che quando compare è, come dice Daniel, una smorfiosa. Invece è una brava ragazza, molto intelligente e saggia.
Mi hanno fatto ridere Firmìn, con le sue perle di saggezza sulle donne, e Don Gustavo. Un po' pomposo, ma alla fine di buon cuore.
Nonostante abbia un ruolo decisivo, non sono riuscita ad inquadrare Nuria. Non ho capito se mi piaceva oppure no. Forse sì, ma l'avrei preferita più decisa.
Julian invece ha avuto fortune alterne, a dispetto di tutti i personaggi che sembrano adorarlo, fino alla fine a me non piaceva più di tanto. Poi mi sono un po' ricreduta.
La penna di Zafón è probabilmente quella appartenuta a Victor Hugo citata nel romanzo, perché la sua scrittura è magica. La sua capacità di descrivere il tempo atmosferico e di provocare così emozioni ben precise nel lettore è una dote che non ho trovato altrove. I suoi toni sempre un po' sospesi e misteriosi, fanno quasi respirare sottovoce. Soprattutto è incredibile come riesca a far sentire il lettore dentro la storia. con le stesse confusioni ed incertezze dei personaggi. E poi adoro alcuni paragrafi sui libri. Non essendo appassionata di storia, non posso dire niente sulla correttezza degli eventi e delle citazioni. Corrette o no, le ho trovate appropriate.
Sì, nonostante alcune domande lasciate in sospeso, L'ombra del vento è stata una bella lettura, appassionante ed emozionante quanto basta.
E ora mi aspetta Il gioco dell'angelo.


giovedì 10 marzo 2016

Reensione: La ragazza senza volto di Jo Nesbø

Settimana caotica, per questo ringrazio chi ha creato la programmazione dei post. Vi lascio con il nostro adoratissimo Harry Hole e ciò che penso di questa sua avventura.

Titolo: La ragazza senza volto
Titolo originale: Frelseren (che vuo dire 'Redentore', niente ragazze...)
Autore: Jo Nesbø
Edizione: Piemme
Prezzo: 11,90 €
Trama: La città di Oslo è sommersa da una spessa coltre di neve e tutti, come ogni anno, aspettano con impazienza il Natale. L'Esercito della Salvezza lavora a tempo pieno per raccogliere fondi per i tossici, i rifugiati, i senzatetto, e i bravi cittadini si affrettano a fare donazioni per sentirsi in pace con la coscienza. Solo il commissario Harry Hole pare non accorgersi di tutta la smania di bontà che lo circonda; il suo pensiero fisso è come sempre il whisky. Quando, però, durante il concerto di Natale, un membro dell'Esercito della Salvezza viene giustiziato in mezzo alla folla festosa, Hole decide di occuparsi delle indagini: un caso senza movente e senza arma è forse l'unico modo per lui per stare lontano dalla bottiglia per qualche ora. In breve scopre che ci sono delle riprese della serata e che anche l'omicida è stato catturato dalla telecamera. Ma, sorprendentemente, i suoi tratti non risultano identificabili neppure dall'efficientissima Beate Lonn, in grado di ricordare una faccia anche dopo averla vista un'unica volta. La sola cosa che si riesce a stabilire è che l'assassino è un ragazzo, i cui lineamenti però sono differenti in ogni ripresa, come se cambiasse travestimento in una frazione di secondo. Sulle tracce dell'omicida Hole finirà a Zagabria, dove un bambino ha giustiziato per anni i soldati serbi senza essere mai identificato. Anche questa volta la soluzione lo porterà a immergersi negli angoli più bui e insospettabili dell'animo umano. 

Voto: 7/10
E' ufficiale: Harry Hole è la versione norvegese di Jessica Fletcher. Ovunque va lui, stragi.
Uno potrebbe obiettare: è un commissario della omicidi. E ho capito, ma i morti qui abbondano. Non ce n'è mai uno solo.
Per non parlare della sfiga che porta a chi gli sta vicino: e un collega, e l'altro, e uno lo fa fuori lui, e va in Australia e 'na strage pure lì. Senza considerare le poverette che lo avvicinano!
Ora ho capito perchè vogliono sbatterlo fuori dalla polizia: non è che è un personaggio scomodo, è che porta una sfiga tremenda.
Ma poi, mi chiedo, ci son 4 gatti in tutta la Norvegia, com'è che nella sola Oslo ci sono tutti sti serial killer? 'na roba che manco nel Bronx.
Secondo la mia consocia, è Harry che li attira. E potrebbe essere benissimo così.
Nonostante questo, Hole è sempre Hole e noi lo adoriamo (io e consocia).
Quello che è accaduto nel libro precedente lo ha toccato profondamente e in questo nuovo episodio cerca di cambiare, di abbandonare l'alcol e di essere un po' meno misantropo. Soprattutto con i colleghi, cerca di coinvolgerli e di motivarli. Più che altro cerca di riconoscere loro i meriti che hanno e di gratificarli per il lavoro svolto. Forse lui non se n'è accorto, ma i frutti un po' si vedono. Soprattutto con Skarre, che a me non è affatto dispiaciuto.
Anche Gunnar è stata una piacevole sorpresa, che spero si mantenga nei prossimi libri.
Mi è spiaciuto per Moller, che adoravo, sia all'inizio del libro, che alla fine.
La storia ha il solito grado d'intreccio e di complessità, tanto da tenere il lettore con il fiato sospeso e da farlo brancolare nel buio esattamente coma Harry. Anzi. Il commissario viene via via a conoscenza di particolari che vengono svelati solo più tardi.
Molto accurata la ricerca di elementi particolari (come la capacità di muovere i muscoli facciali in maniera indipendente) anche se non sono sicura di averli apprezzati tutti.
Ciò che non mi è piaciuto, invece, è uno schema che Nesbø ha usato in tutti i suoi libri: sobrietà, ricaduta. Io capisco che per un alcolizzato non è facile, ma la cosa sta diventando monotona e stancante. Inoltre, in questo caso, l'ho trovata decisamente forzata e questo mi ha infastidita.
So che nei commenti in fase di lettura non ho parlato bene del 'cattivo' perchè troppo cialtrone, ma diciamo che c'era un motivo per questo e nel finale una scoperta mi ha fatto cambiare idea.
E sono stata contenta della scelta di Harry.
Per cui sì, confermo che, nonostante alcune cose non mi siano andate proprio tanto bene, il libro mi è piaciuto e sono curiosa di vedere se nel seguito ci saranno conferme o smentite.

mercoledì 9 marzo 2016

W. W. W. ...Wednesdays #91

Ieri avevo bisogno di spazio per la recensione e quindi niente Teaser, ma oggi eccoci con la seconda delle nostre rubrichine (già ne abbiamo solo due e una terza a salti, se poi le saltiamo anche ^^''')

A beneficio di chi passa di qui la prima volta W.W.W. sta per tre semplici domande:


What are you currently reading?
What are you recently finish reading?
What do you read next?

La mia versione è leggermente ampliata perché oltre a rispondere cerco di dare, in breve, le mie impressioni sul libro.
Cominciamo. (Ricordate che, se esiste, il titolo del libro rimanda alla scheda di Goodreads)

What are you currently reading?


Carlos Ruiz Zafòn
Ce l'ho fatta! Sono tipo a pagina 2, ma per lo meno è iniziato ^^
E' ambientato dal 1945 in poi. Non lo sapevo e non me lo aspettavo, ma quel poco che ho letto mi ha già affascinato. Dice alcune cose sui libri che non posso non condividere. Magari ci farò proprio un teaser su quel paragrafo.

Terapia di coppia per amanti
Diego De Silva
Allora Modesto mi fa abbastanza ridere, soprattutto nelle sue riflessioni, Viviana è una rompip***e. Fatico a capire non solo come faccia Modesto a sopportarla, ma addirittura ad essersene innamorato. Una così manco come amica la vorrei attorno.
Sono solidale con il padre di lui, che mi fa morire, e secondo me ha perfettamente ragione.

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Maggie Stiefvater
Voto 7/10
Ve ne ho parlato qui.

Jo Nesbø


Voto 7/10

Eh, avevo già resistito abbastanza prima di concluderlo. Ho finalmente rivalutato un po' il 'cattivo'. Ci sono cose che non mi sono piaciute nonostante adori Harry sempre e comunque.

Ve ne parlo meglio domani.

What do you read next?

Ebbene sì, sono indecisa.
Diciamo che per questa settimana mi avvalgo della facoltà di non rispondere e pescherò a caso da ereader o pile di libri.

E voi? Quali sono le vostre risposte? Avete letto qualcuno di questi libri? Che ne pensate?

martedì 8 marzo 2016

Recensione: Ladri di sogni (Raven cycle 02) di Maggie Stiefvater

Eccomi di nuovo con i corvetti anche se per ora non credo ci siano notizie del terzo.

Titolo: Ladri di sogni (Raven cycle 02)
Titolo originale: The dream thieves
Autore: Maggie Stiefvater
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 16,00 €
Trama: La magica linea di prateria è stata risvegliata e la sua energia affiora. I ragazzi corvo, un gruppo di studenti della scintillante Aglionby Academy, sono sulle tracce del mitico re gallese Glendower, che dovrebbe essere nascosto nelle colline intorno alla scuola. Con loro c’è Blue, che vive in una famiglia di veggenti tutta al femminile. A lei è stato predetto più volte che quando bacerà il ragazzo di cui sarà davvero innamorata, questi morirà. Sulle prime sembra che il suo cuore batta per Adam, ma forse è Gansey quello che ama davvero… Intanto Ronan s’inoltra nei suoi sogni, da cui può uscire di tutto. Del resto è uno che ama sfidare il pericolo. Mentre il tormentato Adam, con un passato pesante alle spalle, s’inoltra sempre più in se stesso, cercando una sua strada nella vita. Frattanto c’è un individuo sinistro che è anche lui sulle tracce di Glendower. Un uomo pronto a tutto. Di Raven Boys, "Entertainment Weekly" ha scritto: “L’avventura paranormale di Maggie Stiefvater si legge d’uno fiato e vi farà chiedere a gran voce il secondo libro.” Ecco il secondo libro, con la stessa fervida immaginazione, lo stesso intreccio inquietante e romantico, e le svolte mozzafiato che Maggie Stiefvater sa costruire. 

Voto: 7/10
Secondo episodio del ciclo Raven della Stiefvater, che mi è piaciuto più del primo, ma, a parte qualche scena che mi ha coinvolta, non è che mi abbia fatto palpitare proprio il cuore.
Alcuni dubbi e sospensioni che erano rimaste dal primo libro vengono chiarite, ma mi sono resa conto che la mia difficoltà con questa serie non sono i misteri e le cose lasciate sospese, è proprio il modo ri raccontare che ha l'autrice. Non che non sia brava, lo è, ma io mi perdo. Tutte le frasi ambigue, espressioni e umori che mutano senza motivo apparente, i dialoghi incomprensibili, sono cose che in generale apprezzo, ma con moderazione e buon senso. Due terzi di libro così, onestamente, mi rovina abbastanza la lettura.
La trama non è male, da un lato segue un po' ciò che è accaduto nel primo libro, dall'altro fa una sorta di deviazione dalla ricerca di Glendower per dedicarsi a questi misteriosi ladri di sogni. Non mi è dispiaciuta come cosa, in generale l'ho seguita, è che mi mancano dei pezzi.
Continuo a non capire che diamine ha sacrificato Adam, continuo a trovare quasi inutile Blue, per Gansey poi, avrei bisogno di un corso accelerato di psicologia. Ronan? Mah, forse lui, come protagonista di questo libro, un po' viene spiegato. O magari sono io che ho riempito i buchi inventandomi una qualche sorta di spiegazione.
La storia, in generale, si segue, ma, almeno per me, è un po' un groviera (che neanche mi fa impazzire come formaggio). In qualche modo sono arrivata in fondo, ma non sono proprio sicura che tutto abbia una sua logica.
A partire dai personaggi, su cui torno perché è ciò che più mi turba.
Blue è, come dicevo, una ragazza inutile. Ce n'è solo una (di ragazza) nella storia e per ora non serve a niente. A stento si vede in questo libro. Serve solo a dare un'altra mazzata al povero Adam.
Che già aveva diversi problemi di stabilità psicologica, ci mancava solo l'abbandono. Purtroppo, e mi spiace dirlo, mi sembra pure meritata come cosa. Il suo orgoglio lo rende infantile e lo porta ai limiti della stupidità. E' capriccioso e non fa che pestare i piedi. L'unica cosa buona e sensata la fa in fondo al libro.
Gansey cosa abbia di speciale, devo ancora capirlo. Gli stanno tutti attorno, tutti si 'innamorano' di lui, ma i motivi mi rimangono oscuri. Dov'è il fascino di questo personaggio? Mi sfugge. Non fa che fare la cosa sbagliata, dire la cosa sbagliata, ferire gli amici e piangersi pure un po' addosso. Altro che buttarsi nel fuoco per lui, ci butterei lui nel fuoco.
Noah, visto che forse non si sapeva cosa fargli fare, sparisce per tre quarti di libro, pace all'anima sua.
Rimane Ronan che viene approfondito e curato di più. Certo, anche lui ha le sue idee bislacche e le sue reazioni assurde, però almeno il lettore riesce a farsi un'idea dei motivi.
Perdonate solo le veggenti che dicono cose incomprensibili ma, uno sono veggenti, ed è normale, due, mi fanno ridere.
La cosa migliore è lo stile dell'autrice, dolce e quieto e mai incalzante. E' piacevole da leggere, anche se la trovo troppo ardita nell'uso delle figure retoriche (soprattutto nelle metafore). Incomprensibili, lo ribadisco, molti dei dialoghi.
Lo so che dalle mie parole non sembra, ma il libro non mi è dispiaciuto, mi ha solo infastidita la quantità di misteri e cose in sospeso che l'autrice lascia.


lunedì 7 marzo 2016

Recensione: I garbati maneggi delle signorine Devoto di Renzo Bistolfi

Buon lunedì! Io vi lascio in compagnia di alcune vecchiette adorabili.

Titolo: I garbati maneggi delle signorine Devoto
Autore: Renzo Bistolfi
Edizione: TEA
Prezzo: 14,00 €
Trama: Nella Via Privata Vassallo, a Sestri Ponente, il tempo passa lentamente, le tradizioni si rispettano e il clamore del mondo arriva attutito. Regine di questo regno, chiunque vi abiti lo sa, sono le signorine Devoto: Santa, Mariannin e Siria, uguali eppur diverse, e convinte che il genere umano si divida in due: le persone per bene, rispettabili, cristiane e all' antica, e quelle poco raccomandabili, cioè tutte le altre. Miti e riservate, saranno proprio loro, tuttavia, a scendere in campo per prime e con insospettabile decisione quando la tranquillità e il buon nome del loro mondo verranno minacciati. Qualcuno infatti ha messo gli occhi sulle belle proprietà della Via Privata Vassallo, qualcuno pronto anche al crimine pur di ottenere ciò che vuole.
Il romanzo di Renzo Bistolfi è una fotografia degli anni Cinquanta, velata di amabile nostalgia per un luogo e un tempo ormai scomparsi, e per un piccola folla di personaggi di straordinaria umanità. 

Voto: 7/10
Io adoro i vecchietti, l'avrò ripetuto cinquantamila volte, e, dopo questo libro, posso dichiarare che adoro anche le vecchiette. Forse un gradino meno, ma sempre tanto.
Siamo a Sestri Ponente, sul finire degli anni '50, quando ancora c'erano i postumi della guerra, quando ancora i dettami della chiesa erano seguitissimi, quando ancora c'erano un garbo e un'eleganza nel fare le cose che si sta perdendo.
A dispetto delle rigide regole secondo cui vivono, le attempatissime signorine Devoto ci aprono il loro salotto buono, facendoci assistere ai loro incontri con le amiche, al loro stile di vita, alle loro abitudini. Così si ricopre il valore dell'amicizia, del buon vicinato, della cortesia e anche delle difficoltà che, a dispetto di tutto, non sono cambiate.
La parte 'giallo' è carina, forse non originale, ma non da neanche l'idea di già sentito.
Quello che mi è piaciuto di più è il senso dell'amicizia che le vecchiette hanno. Loro sanno che Isolina non dimenticherebbe le amiche, conoscono le sue abitudini e capiscono che qualcosa non va. Penso che molti oggi non sarebbero stati così sicuri, anzi, forse si sarebbero anche risentiti per il silenzio dell'amica. Loro no. Scontato che non vengano credute, del resto 'si sa come sono i vecchietti', abitudinari e incapaci di concepire il cambiamento.
Bistolfi ha fatto un lavoro molto accurato, sia dal punto di vista storico, sia per quanto riguarda la trama. I 'garbati maneggi' sono sottili e appena intuibili, anche dal lettore. Servirà la cieca Siria  per scoprirli tutti e smascherare il vero colpevole.
Non mi aspettavo che fosse lei a risolvere tutto. Avrei confidato di più in Santa, pratica e attiva. Del resto è detto all'inizio che Santa e Mariannin senza Siria non fanno niente.
Mariannin è forse quella che mi ha detto meno, nonostante sia artefice di una delle scene che più mi hanno fatta ridere.
Non c'è una vera e propria protagonista. Neanche le tre sorelle assieme. E' più un romanzo corale in cui le vecchiette si alternano a narrare le vicende. Non solo le Devoto, ma anche Jolanda, Stasi e Stefano.
Tutti personaggi molto belli e ben caratterizzati. Impossibile confonderli e facili da ricordare.
I toni sono leggermente retrò anche se non si ha l'impressione di leggere un romanzo del 1958. Molto accurata la parte  delle abitudini e delle usanze, soprattutto delle persone anziane. carino anche l'uso di alcune parole tipiche (ma giusto una decina, senza esagerare).
Come dicevo, buona anche la parte della vicenda. Forse non mi ha entusiasmata tantissimo, ma è comunque carina, ben costruita, con gli indizi sparsi con abilità e giustamente camuffati. Sinceramente non avevo capito chi era il colpevole.
Una storia carina quindi, a tratti divertente, che scorre via senza annoiare, pur rimanendo molto elegante e ... garbata.


giovedì 3 marzo 2016

Recensione: La piuma di Giorgio Faletti

Una fiaba un po' più lunga quella di cui vi parlo oggi. E di un autore che non è mai stato tra i miei preferitissimi.

Titolo: La piuma
Autore: Giorgio Faletti
Edizione: Baldini Castoldi
Prezzo: 13,00 €
Trama: Giorgio Faletti si accomiata dai suoi lettori con la sua opera più bella, originale e dolente. Una favola morale, che accompagna il lettore attraverso le piccole, meschine, ignoranti bassezze degli uomini, sino a comprendere, attraverso il più innocente e semplice degli sguardi, il senso profondo delle cose. Del loro ruolo. E della fine. Seguiamo una piuma mentre traccia il suo invisibile sanscrito nel cielo, la vediamo posarsi sul tavolo dove il Re e il Generale tracciano i piani per la battaglia per la conquista di Mezzo Mondo, noncuranti di chi poi dovrà combatterla; ascoltiamo insieme a lei i tentativi del Curato di intercedere a favore dei contadini con il Cardinale privo di fede; attratti da una dissonante melodia volteggiamo dentro al Teatro, per assistere allo spettacolo meraviglioso e crudele della Ballerina dal cuore spezzato: il nostro volo ci porterà a conoscere altri, sventurati personaggi finché la piuma non incontrerà lo sguardo dell'unico che saprà capire quello che nessuno prima aveva compreso. 

Voto: 6/10
Ammetto di avere un rapporto 'misto' con Faletti. Credo di aver letto quasi tutta la sua produzione (mi mancheranno 2-3 libri) ma ne ho trovati piacevoli giusto un paio.
Questo breve racconto, che ha occupato forse mezz'ora di treno, mi era sfuggito e forse è un peccato, perché l'ho trovato molto carino. Rivolto ad un pubblico più piccolo è improntato sullo stile di una fiaba (quasi favola, se non fosse così lunga) e narra le vicende di una piuma che, portata dal vento, incontra diversi personaggi, aventi, più o meno velatamente, dentro di sé, i vizi più classici dell'essere umano: falsità, ipocrisia, avarizia e quant'altro (stupidità direi). Nessuno nota la piccola e delicata piuma, tutti troppo presi dalle proprie faccende (negative).
Ci sono molti messaggi, in queste poche pagine. Non solo l'invito ad alzare gli occhi, qualche volta, dai propri affari personali, ma anche a riconoscere i propri vizi e i propri difetti, a non approfittarsi degli altri, a riscoprire i buoni sentimenti.
Un racconto buonista, certo, a questo servono le fiabe, così come a imparare a riconoscere i mali del mondo.
Lo stile è quello richiesto dal genere, tanto che anche l'ambientazione è storica, con re, cortigiane, chiese e castelli. La narrazione è quasi orale, come se si stesse ascoltando un vecchio cantastorie anziché leggere.
Mi è piaciuta, molto, forse ho trovato la parte finale un po' meno chiara del resto, ma comunque bella. Sono stata contenta di averla letta e non escludo di poterla rileggere e raccontare a qualche piccolo in futuro.

mercoledì 2 marzo 2016

W. W. W. ...Wednesdays #90

Finalmente qualcosa si è mosso! Son contenta di presentare un bel po' di novità. ^^

A beneficio di chi passa di qui la prima volta W.W.W. sta per tre semplici domande:


What are you currently reading?
What are you recently finish reading?
What do you read next?

La mia versione è leggermente ampliata perché oltre a rispondere cerco di dare, in breve, le mie impressioni sul libro.
Cominciamo. (Ricordate che, se esiste, il titolo del libro rimanda alla scheda di Goodreads)

What are you currently reading?

Maggie Stiefvater
Lo so. E' tre settimane e passa che sta lì e non si capisce cosa io abbia letto allora. Bè, altro. Ma in questi giorni lo finisco.

Jo Nesbø
Tappa 2, in pratica più di metà libro. Harry stavolta è davvero fantastico, sobrio e attivo. Mi auguro che non ricaschi nell'alcol per l'ennesima volta perché il giro sta diventando noioso. Quanto alla storia, forse mi piace un pelo meno delle altre. I killer non mi convince. Prima perfettissimo poi mi diventa cialtrone. Qualcosa non quadra.

Terapia di coppia per amanti
Diego De Silva
Iniziato sempre per le LGS sfidano i lettori, da un lato mi diverte, ma dall'altro non sono proprio sicura che mi piaccia.
Ne ho lette poche pagine, per cui vi saprò dire più avanti.

What are you recently finish reading?

Fannie Flagg
Voto 8/10
Ve ne ho parlato qui.

I garbati maneggi delle signorine Devoto
Renzo Bistolfi
Voto 7/10
Ve ne parlo presto, comunque a me è piaciuto. Le vecchiette sono adorabili e 'tremende', ma sempre in maniera molto garbata.
Un racconto leggero e divertente che ho letto con molto piacere.

What do you read next?

Dalla scorsa settimana mi è rimasto lui:

L'ombra del vento
Carlos Ruiz Zafòn
Ce la farò ad iniziarlo. Spero. Magari finiti i corvetti

E voi? Quali sono le vostre risposte? Avete letto qualcuno di questi libri? Che ne pensate?

martedì 1 marzo 2016

Teaser Tuesdays #110


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!

Eccole:
  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare); Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 
Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^


<< In fondo è solo un animale, mi ritrovai a pensare mentre un membro della tribù si inginocchiava su una capra e le tagliava la gola come se niente fosse. E' solo una stupida capra. La sua intelligenza era così basilare che l'animale non si rendeva conto di quel che gli stava succedendo, non comprendeva la crudeltà, la morte - e quindi non comprendeva nemmeno la vita. Solo se c'era intelligenza, vera intelligenza, poteva esserci compassione per la vittima... >>


Gordon Reece



Qual è il vostro teaser? ^_^