sabato 4 marzo 2017

Recensione: I custodi di Slade House di David Mitchell

Mah... Non è che mi sia piaciuto più di tanto.

Titolo: I custodi di Slade House
Titolo originale: Slade House
Autore: David Mitchell
Edizione: Frassinelli
Prezzo: 19,00€
Trama: Voltato l'angolo di una via di Londra, proprio dove occhieggiano le vetrine di un popolare pub inglese, lungo il muro di mattoni che costeggia un vicolo strettissimo, se tutto gira per il verso giusto, troverete l'ingresso di Slade House. 
Un perfetto sconosciuto vi accoglierà chiamandovi per nome e vi inviterà a entrare. La vostra prima reazione sarà la fuga. 
Ma presto vi accorgerete che allontanarsi è impossibile. 
Ogni nove anni, l'ultimo sabato di ottobre, gli abitanti della casa - una sinistra coppia di gemelli – estendono il loro particolare invito a una persona speciale, sola o semplicemente diversa: un adolescente precoce, un poliziotto fresco di divorzio, un timido studente universitario.
Ma che cosa succede, veramente, dentro I custodi di Slade House?
Per chi lo scopre, è già troppo tardi… 

Voto: 2,5/5 (5/10)
L'ho letto un po' a scatola chiusa, quindi senza sapere cosa aspettarmi, ma ammetto che non mi è piaciuto. Essenzialmente perché è troppo breve. Secondo me, una trama con elementi così complessi e originali (come i costrutti, le lacune e così via) avevano bisogno di più pagine per essere illustrati e spiegati.
Ogni 'episodio' presenta un'evoluzione rispetto al precedente che andava curata molto di più (ad esempio per la parte dell'arma nelle crepe. Anche questa è una cosa quasi incomprensibile).
Non ho apprezzato il capitolo in cui un personaggio butta lì tutte le spiegazioni necessarie (ma secondo me sono scarse) sotto forma di intervista/racconto. Un po' perché sono troppe informazioni tutte assieme, un po' perché altera il ritmo del racconto, un po' perché annoia. Preferivo 'vederle' e trovarle sparse per tutto il libro.
Il finale sembra proprio buttato lì: compare un'antagonista che, per scarsità di tempo e pagine, rimane abbozzata, approssimativa e senza i dovuti chiarimenti. Un po' come quando in un giallo, spunta l'assassino all'ultima pagina senza che si sia mai visto nel resto del racconto. Comodo per l'autore ma antipatico da leggere.
Parlare di personaggi non ha senso. Il punto di vista è sempre quello delle vittime che a fine capitolo spariscono e non ritornano. I due veri protagonisti, Norah e Jonah, non vengono mai considerati, analizzati o presentati al lettore. Solo Norah parla in prima persona nell'ultimo capitolo, ma è del tutto insufficiente a comprenderla. Meno ancora è possibile capire il gemello.
La scrittura di Mitchell è moderna e veloce e, oltre a rendere la trama un po' superficiale, non la trovo neanche appropriata per un racconto gotico come I custodi di Slade House. Manca, secondo me, di forza evocativa e di fascino, risultando fredda e più adatta ad un thriller. Anche le descrizioni sono impersonali ed essenziali, senza niente di particolarmente poetico o, al contrario, di agghiacciante. Non è in grado di trasmettere le emozioni.
Che dire, peccato, perché l'idea c'era e aveva la potenzialità per diventare un bel romanzo, invece trovo che l'autore l'abbia totalmente sprecata tirandone fuori una storia piatta e a tratti noiosa.


1 commento:

  1. ciao! a me è piaciuto parecchio, è un libro che mi ha sorpresa e l'ho trovato davvero diverso dagli altri ^^ peccato che non ti abbia convinta molto

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