giovedì 16 marzo 2017

Recensione: La piccola biblioteca con le ali di David Whithouse

Titolo: La piccola biblioteca con le ali
Titolo originale: Mobile library
Autore: David Whithouse
Edizione: Sperling & Kupfer
Prezzo: 18,90€
Trama: Bobby non crede che le cose che succedono nei libri possano capitare anche nella vita. Sarà che i pochi romanzi presenti in casa sua sono stati nascosti dal padre in soffitta; o che è passato un bel po' di tempo da quando sua madre gli raccontava le favole – anche se Bobby ha solo dodici anni. Da quando sua madre è sparita, lui non fa che archiviarne le tracce rimaste. Catalogare e contare, è questo che gli riesce meglio, mentre passa il tempo a nascondersi dai bulli della scuola e dalla specie di famiglia che gli resta: un padre che beve troppo e la sua nuova fidanzata dal look ossigenato. Fino al giorno in cui incontra Rosa – una ragazzina sola, «diversa» e collezionista come lui – e sua madre, Val, che fa le pulizie in una biblioteca ambulante. È grazie a loro che, in un'estate indimenticabile, Bobby scopre la magia dei romanzi: le tante finestre che possono aprirgli sul mondo, le mille avventure che possono fargli vivere. E alla fine dell'estate, quando Bobby si ritrova nei guai col padre e Val rischia di perdere il lavoro, la biblioteca diventa la loro unica salvezza. A bordo di quello scrigno di storie, fuggiranno in cerca di una vita migliore. Uniti come una famiglia vera. Protagonisti di un'avventura che saranno loro a vivere, giorno per giorno, come in un romanzo di cui non potranno conoscere il finale fino all'ultima pagina. 

Voto: 3/5 (6/10)
Un voto un po' di mezzo per un libro che mi ha lasciata discretamente perplessa. Non è brutto, solo che ho l'impressione che non sia né carne né pesce: troppo infantile per piacere agli adulti, troppo adulto per farlo leggere ai bambini. Presumo sia rivolto ad un pubblico adulto, ma manca di fascino e non coinvolge.
I capitoli hanno tutti una denominazione 'fiabesca' (Ragazzo, Robot, Regina e così via) comprensibile solo alla fine. Il contenuto dei medesimi è incredibilmente maturo. E saturo di cose tutte trattate in maniera superficiale a causa della scarsità di pagine: solitudine, perdita, violenza familiare, bullismo, diversità, frentendimenti, menzogne, rapporti familiari, sogni e troppe altre cose. Tutto che 'magicamente' si risolve alla fine.
Forse il messaggio voleva essere che nei libri c'è sempre una soluzione, una situazione simile alla nostra a cui qualche scrittore ha dato soluzione. A noi non resta che abbandonarci e seguirla. Un bel pensiero, ma nel libro è sviluppato in maniera un po' surreale.
Tutta la storia lo è.
Oppure che tutti possono far parte di una storia, basta vederlo o anche solo volerlo (ma questo secondo significato mi piace meno).
Eppure ammetto che da un lato l'ho trovato carino e non solo per tutti i riferimenti letterari.
E' mancato un po' di fascino e di empatia forse sia come stile che come personaggi.
Il protagonista è Bobby, ragazzino che ha perso la madre, ma che lui è convinto sia solo 'andata via'. E' maniaco del controllo e archivia tutto. Nonostante la sua difficile situazione non ho provato simpatia per lui. Non che sia stata contenta di quello che gli capita, più indifferente direi.
La stessa cosa l'ho provata per Rosa e Val. Nessun moto né per la diversità della bambina né per le difficoltà di Val. Anzi, a volte ho pensato: sempre la solita idea.
Forse quelli che mi sono piaciuti di più sono Joe e Sunny. L'uomo non saprei dire perché, il piccolo per la sua generosità e la sua voglia di proteggere l'amico.
Tanti punti li ha persi per come è scritto. come ho detto è privo di fascino ed empatia. Non ha neanche la magia accattivante con cui sono scritti i libri per bambini. E' delicato, questo sì. Niente descrizioni cruente per impressionare il lettore, ma tutto delicato e discreto. Uno stile di 'non detto' ma che si fa capire piuttosto bene. Questo l'ho apprezzato, davvero, ma non è stato sufficiente a risollevare le sorti del libro.
Nonostante tutto sono abbastanza contenta di averlo letto, conferma una mia idea: ci sono dei libri che se ti capitano ad un certo momento, vuol dire che contengono qualcosa di cui hai bisogno.

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